Niente A2 per Rubano, la società chiude i battenti

- Scritto il 2 settembre 2009 -

logohcrubanoDalle stelle alle stalle. Probabilmente non v’è frase più adatta per descrivere la recente storia di Rubano, importante società del panorama pallamanistico femminile: la squadra, guidata da Andrea Vultaggio, veniva infatti da un’annata di successi in Serie A2 Femminile, culminata con la promozione in Serie A1.

In estate, i primi scricchiolii, i primi passi indietro, sino ad una presa di posizione dolorosa. Le condizioni economiche della società non permettono l’iscrizione alla massima serie, e, dopo un periodo di speranza in cui un nuovo sponsor sembrava essersi interessato alle sorti della squadra, la decisione è una sola: rinunciare alla Serie A1.

Testa bassa e ripartire. Dalla Serie A2, dove il Rubano ottiene la riammissione. Sembra questo il destino del sodalizio veneto. O almeno, sembrava questo il destino, perchè la realtà odierna è ben diversa, è ben più dolorosa. Per tutto il movimento.

Nei giorni scorsi, infatti, i vertici societari hanno annunciato di voler chiudere i battenti, e di porre fine all’avventura della Pallamano Rubano. Una decisione sicuramente difficile, che è stata confermata a PallamanoItalia anche da Italo Rinaldi, dirigente della compagine veneta.

“Abbiamo già inoltrato la lettera di rinuncia alla Federazione - spiega Rinaldi – Dopo aver lasciato la Serie A1 ed aver ottenuto la riammissione in A2, le atlete hanno avuto pretese alle quali non riuscivamo ad andare incontro, e ci siamo stancati. Stancati di uno sport in cui ci sono sempre meno squadre, sempre meno visibilità, sempre meno seguito da parte dei giovani”.

“Mi dispiace – ha poi concluso il dirigente – per il nostro allenatore, Andrea Vultaggio, tecnico ottimo e molto competente, che è stato capace di portare la squadra ai massimi livelli”.

Niente da fare. Un’altra vittima, quindi, per la nostra pallamano. C’è da chiedersi dove andremo a finire. Anche se la domanda, in queste condizioni, incute davvero un certo timore.

di Matteo Aldamonte

L'Autore dell'articolo

Blogger, giornalista e copywriter. Oltre ad essere co-fondatore di PallamanoItalia, è Responsabile Editoriale del Network GT e co-fondatore del Network Ciak. Opera come giornalista freelance presso testate giornalistiche locali e nazionali.

19 Commenti in "Niente A2 per Rubano, la società chiude i battenti"

  1. mario 4 settembre 2009 alle 08:30 · Rispondi

    Se non si trovano subito rimedì, molte società spariranno

  2. Marco Trespidi 4 settembre 2009 alle 14:04 · Rispondi

    Ho aspettato un pò , ma mi viene difficle non intervenire su questa vicenda , mi sembra ieri ( anche se era il 1981) quando sono entrato per la prima volta da allenatore nella palestra di Sarmeola insieme a Libero e Simeoni per inziare una favola che in 4 anni proiettò una società neonata dalla “C” al quinto posto in “A” in 4 anni passando attraverso un titolo Giochi delle Gioventù e un titolo Juniores. Era un mondo sui direbbe oggi , diverso, di pionieri, di soppressa e vino dolce col pan biscotto, oggi siamo tutti “professionisti” tutti alla ricerca di risulatti di denaro di affermazioni e nel farattempo le società chiudono , i giocatori smettono, la gente si disamora di uno sport mai veramente decollato.
    Conosco bene l’ambiente di Rubano, leggere l’articolo mi ha procurato una rabbia e un dolore fortissimi, il sign. Rinaldi era assessore allo sport ai tempi in cui mille genitori affollavano un palestrina d’oratorio ( memorabile una amichevole in cui Simenoni ci trascinò a giocare su un campo di basket in asfalto attaccato ad un campo di granoturco……) probabilmente non ha MAI capito su cosa si fonda il suo club , identità che non ha mai perso, nemmeno con ricambi generazionali immani, richieste delle ragazze? Ma per favore!!!!!!!!!!!!!!Il problema è che se un dirigente non riesce a programnmare un campionato di A/2 con trasferte risibili, è meglio che si ritiri, non che chiuda, perchè il sign. Rinaldi sa bene che altri erano pronti a prendere il suo posto, col solo scopo di permettere a giocatrici tradite dal suo comportamento, che definire antisposrtivo è di sicuro di gran lunga inferiore agli aggettivi che merita, di continuare la loro passione , cercare di istillare nella mente di chi legge che l’interesse di quelle atlete sia altro, è vergognoso oltre che profondamente lesivo per il club e per le atlete che evidentemente indegnamente ha cercato di guidare in questi anni. Si è possibile che altri chiudano , ma non perchè si sono “stufati” una società non è un giocattolo, che quando non serve si getta, ma per motivi più legittimi, per i soldi che mancano, per le società che mancano e che non permettono una adeguata ripartizione sull’area dei campionati a partire dai giovanili; ma mai perchè ci si e “stancati”.

  3. Sara 4 settembre 2009 alle 14:31 · Rispondi

    Hai parlato benissimo Marco.. Io mi sono limitata a scrivere quelle 4 righe perchè è talmente tanta la rabbia e sarebbero talmente tante le cose da dire che farei un macello. Mi conosco.. Anche nelle riunioni mi ero promessa di stare tranquilla ma invece sono sempre sbottata.. Purtroppo quando i Sigg. Rinaldi e Simeoni non ti danno la parola, non ti fanno esprimere la tua opinione ma anzi, ti mettono in bocca (CON ARROGANZA) anche parole che non hai nemmeno pronunciato…..no cari miei, non ci sto. Comunque non finisce qui la faccenda. Faremo in modo che tutti conoscano i fatti perchè la SOCIETA’ PALLAMANO RUBANO NON AVREBBE MAI CHIUSO SE IL MOTIVO FOSSE VERAMENTE STATO “PRETESE DA PARTE DELLE RAGAZZE” I motivi vanno ben oltre e forse molto probabilmente sono anche più gravi. Ci sono venuti anche a dire che uno dei motivi per il quale la società non ha un settore giovanile è perchè I GENITORI NON VOLEVANO CHE LE LORO FIGLIE ANDASSERO AD ALLENARSI CON RAGAZZE PIU’ GRANDI DI LORO, TROPPA DIFFERENZA DI ETA’. Ma per favore…
    E poi voglio sottolineare che nell’articolo hanno scritto: CI DISPIACE PER L’ALLENATORE ANDREA VULTAGGIO.. Giustissimo, ma NOI RAGAZZE? Lasciate di punto in bianco la sera del 24 agosto in “mezzo ad una strada” (sportivamente parlando)..Per noi non vi dispiace? Se il Sig.Rinaldi, come è stato scritto sopra, non ha accettato che altre persone prendessero in mano la situazione significa che il problema non è stato PRETESE DELLE RAGAZZE e sarebbe bello sapere la verità. Magari anche tramite un altro articolo su di un giornale locale!! A nessuno di questi 2 dirigenti interessava più nulla.Neanche di noi ragazze altrimenti avrebbero permesso alle persone che si son rese disponibili di continuare l’attività. NON SMETTERO’ MAI DI DIRVI CHE E’ UNA VERGOGNA…

  4. Paolo 4 settembre 2009 alle 14:50 · Rispondi

    Buongiorno, non sono ne un giocatore, ne un allenatore, ne un appassionato, ne un tifoso di pallamano, forse correttamente mi posso ritenere semplicemente un tifoso di una giocatrice in particolare e basta; però sono un uomo di sport, faccio dello sport la mia vita, dalla scuola, allo stare in palestra il pomeriggio, al giocare ancora la sera, e anche se il mio sport non è la pallamano la vicenda di Rubano mi tocca. Sicuramente lo sport in questione non ha la visibilità si merita, sicuramente ci sono pohi giovani lo praticano, pochi settori giovanili, pochi soldi, e questo è un dato indiscutibile. Non mi sembra però sia il tempo e la sede per soffermerci in sfoghi e/o cori di protesta al movimento, perdendo di vista quello che è il vero “oggetto” di questa direi triste vicenda. Rimane non giustificabile il fatto una società neopromossa in serie A1 non comunichi direttamente, e prima di qualsiasi altra persona, alle proprie giocatrici la rinuncia al campionato di A1 conquistata sul campo, anche, e permettetemi di dire sopratutto, per merito delle giocatrici stesse. Qui non si tratta di soldi, visibilità del movimento o altro, ma semplicemente di correttezza nei confronti delle proprie atlete. Il rispetto verso delle atlete prima di tutto! Io, qualche anno indietro, sono venuto a sapere che la mia società aveva venduto i diritti da un articolo di giornale, appena tornato dalle vacanze e pronto a riprendere in palestra; vi assicuro la cosa non è proprio carina. Tornando a Rubano, nemmeno questo scaricare sulle troppe pretese delle giocatrici per non fare la A2 lo trovo non propriamente corretto. Pretese? Non credo proprio, economicamente parlando, quel gruppo di giocatrici che tanto vi hanno dato e delle quali fino a qualche mese prima andavate orgogliosi, improvvisamente cambino le loro carte in tavola. Se la pretesa di una giocatrice che sul campo si è fatta un mazzo grande e ha ottenuto un grande risultato come le giocatrici in questione, chiedere che almeno sia fatta una squadra in A2 nuovamente competitiva per un altro campionato ricco di soddisfazioni, beh, mi sembra legittimo; anzi, dopo uno scotto del genere, dimostrare di volere subito ripartire con lo stesso entusiasmo dell’anno prima credo la società Rubano avrebbe solo dovuto essere estremamente orgogliosa di questo, delle atlete, delle donne ha la fortuna di avere. Chiudendo, quella stessa società che aveva venduto i diritti senza nemmeno una telefonata, almeno poi mi ha chiamato e chiesto scusa! Un sincero in bocca al lupo a tutte queste ragazze, qualsiasi sia la strada prendiate il prossimo anno.

  5. Ale 4 settembre 2009 alle 15:48 · Rispondi

    ….eccomi qua….un’altra ex giocatrice della pallamano rubano!
    Devo essere sincera, sono una di quelle che aveva perso ogni stimolo per la pallamano e che quest’anno voleva smettere di giocare…..ma non pensavo di doverlo fare con questa delusione addosso! Sono pienamente d’accordo con quanto scritto da Sara e da tutti gli altri ed il titolo dell’articolo descrive a pieno la vicenda….PROPRIO DALLE STELLE ALLE STALLE!!! Ancora due anni fa si erano fissati l’obiettivo A1 (raggiunto con un anno di anticipo rispetto a quanto stabilito) e una volta raggiunto sono solo stati in grado di buttarlo al vento…..è questa la maggiore delusione……giocare tanto tempo in una società come quella del Rubano (che tante aspettative non ha mai avuto)…..raggiungere finalmente la tanto attesa A1 e vederla svanire nel niente (e saperlo tramite un articolo)…..e da li ancora di più il crollo….nessuna certezza e tante tante parole che di vero avevano gran poco.
    Sono convinta che una società non può aver chiuso per LE PRETESE DELLE RAGAZZE….mi chiedo quali possono essere queste pretese, cosa potremmo mai aver chiesto per poter far chiudere una società di pallamano che va (o meglio andava) avanti da 30 anni!!!! La società avrebbe comunque chiuso, se non quest’anno sarebbe stato il prossimo, perchè non c’erano atlete giovani che in qualche modo crescevano insieme a noi. Loro non si sono mai posti il problema di rinforzare il giovanile e soprattutto non si sono mai chiesti perchè tutte le giovani che, fino a qualche anno fa si allenavano a Rubano, poi se ne siano andate tutte!!!!!
    E poi Sara……secondo te a loro dispiace veramente per Andrea????? Secondo te a loro frega qualcosa di tutto quello che è successo????? Io ho dei forti dubbi che sia così perchè ti ricordo che Andrea è stato avvertito da noi su cosa stava succedendo…..Io non credo proprio che a loro possa importare qualcosa del fatto che al 24 di agosto abbiano creato una situazione spiacevole, soprattuto per chi aveva ancora tanta voglia di vivere questo sport! E poi…..tutta quell’arroganza e maleducazione nel dirci le cose…..il girare la frittata per non assumersi le proprie responsabilità…..ma soprattutto dirci così tante cattiverie senza aver neanche il coraggio di guardarci negli occhi!!!!!!
    La cosa che mi dispiace di più è quella di essermi sentita dire che io, comprese tutte le mie compagne, non ce nè mai fregato niente della pallamano…….proprio a noi che giochiamo da 15 anni in questa società…..noi che non abbiamo mai chiesto niente…..noi che, insieme anche a delle super compagne arrivate pochi anni fa abbiamo fatto una grande squadra che ha portato il RUBANO in A1 dopo tanti tanti anni!!!!! Non vorrei essere ripetitiva…..ma dirvi VERGOGNATEVI mi sembra ancora troppo poco!!!!

  6. Sara 4 settembre 2009 alle 16:59 · Rispondi

    hai detto benissimo Ale… Quando quella sera del 24 agosto dopo che il Sig. Simeoni ci ha letto il foglietto tirato fuori dal taschino con quelle “belle motivazioni del cavolo” concludendo con: La SOCIETA’ CESSA ti ricordi che cosa ho chiesto io al Sig. Simeoni? Gli ho detto testuali parole: MA IL NOSTRO ALLENATORE ANDREA E’ STATO AVVERTITO DI QUESTA VOSTRA DECISONE? VI RICORDO CHE DOMANI MATTINA HA LA NAVE PER SALIRE DA TRAPANI!!!! Mi sono sentia rispondere dal Sig.Simeoni così: DECIDO IO QUANDO E’ IL MOMENTO DI DIRGLIELO…
    Ancora ora a distanza di 10 giorni, se ripenso a quella serata mi balla lo stomaco dal nervoso..dalla rabbia..dalla delusione che ci hanno dato… Io vorrei far arrivare a loro tutte queste cose… LEGGETE E VEGOGNATEVI… Non avete neanche avuto il coraggio di gurdarci in faccia quella sera. VERGOGNATEVI. Avete rovinato tutto.

  7. Sara 4 settembre 2009 alle 17:01 · Rispondi

    Una cosa mi sono scordata.. Dopo aver saputo che il nostro allenatore era ignaro della situazione, noi ragazze l’abbiamo chiamato per avvertirlo. E’ caduto dalle nuvole…

  8. Sara 5 settembre 2009 alle 16:11 · Rispondi

    ciao! Mi chiamo sara e sono anch’io una ex giocatrice della società Rubano…dopo i commenti letti dalle mie amiche/compagne di squadra e non solo, sento anch’io di voler scrivere il mio pensiero su come sono andate le cose…non so da dove iniziare perchè da un campionato di A1 che mi aspettavo di fare, oggi mi ritrovo a dover iniziare da capo e chissà dove…Per sedici anni ho dato il massimo a questo sport ed ho SEMPRE portato rispetto alla società Rubano perchè mi ha fatto crescere come persona ma soprattutto come giocatrice ed il loro ringraziamento quale è stato? scrivere che la società, che anche per nostro merito ha raggiunto i 30 ANNI di attività, ha chiuso per le nostre pretese!COMPLIMENTI!…io mi sento la coscienza apposto, ho sempre giocato perchè mi piaceva farlo e non perchè venivo pagata…giocare solo per il gusto di intascarmi dei soldi non fa per me!La passione per questo sport mi ha fatto giocare fino ad oggi quindi sentirmi dire (e non faccio nomi) “FINO A CHE TI PAGAVAMO TI FACEVA COMODO VENIRE” non esiste…ancora oggi provo disgusto per quello che le mie orecchie hanno dovuto sentire!!!Mi dispiace che le cose siano andate a finire così e mi dispiace che sia stato scritto in quel modo l’articolo…so che il loro pensiero era che noi abbiamo preteso troppo ma per lo meno evita di pubblicarlo su un articolo di giornale!Noi tutte sappiamo perfettamente come sono andate le cose!Mancava la volontà di far crescere la squadra, mancava un settore giovanile e non hanno investito sulle persone adatte per far crescere questa società quindi per tanti anni hanno buttato via soldi e non hanno mai voluto una mano da persone esterne, come mai???Non hanno mai voluto ammettere, spero per orgoglio, che avevano bisogno di una mano!Penso che prima di chiudere una società si potessero fare tante altre cose ma hanno preferito farcela pagare o comunque scegliere la via più facile!E’ brutto da dire ma è proprio così….Sono molto delusa e dispiaciuta per come sono andate le cose e dopo tanta rabbia accumulata voglio voltare pagina sperando di trovare una squadra e decidere di smettere a giocare non perchè delle persone mi impediscono di continuare lo sport in cui ho creduto per sedici anni ma perchè IO come giocatrice decido che è arrivato il momento di appendere le scarpe al chiodo!!!!Non voglio offendere nessuno perchè non si meritano nemmeno questo e concludo questo mio piccolo intervento ringraziando tutte le mie compagne di squadra per la bellissima avventura fatta quest’anno!Grazie alle nostre forze e quelle del nostro allenatore abbiamo raggiunto un obiettivo chiamato A1 e credo che questo ricordo rimarrà per sempre nel mio cuore!Grazie anche ad Andrea (il nostro allenatore) che ha cercato fino in fondo di non far chiudere la società ma che poi, alla fine, ha dovuto gettare la spugna!

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