Coppe Europee: crisi economica o questione di priorità?

Bologna in semifinale di Challenge Cup

Bologna in semifinale di Challenge Cup

E’ un record al contrario: secondo le statistiche diramate dalla EHF qualche giorno fa, che riguardano il ranking europeo per i club, la serie A italiana occupa il 30’ posto nella graduatoria continentale maschile. E’ il punto più basso, mai il nostro campionato era stato a questo livello. Al vertice della graduatoria c’è – e non poteva essere altrimenti – la Bundesliga che con 167 punti distanzia di quasi 60 la Spagna seconda in classifica e ‘doppia’ il campionato Francese che di punti ne ha 83. La top ten dei campionati europei è completata nell’ordine, da: Ungheria, Danimarca, Slovenia, Polonia, Macedonia, Svezia e Bielorussia che è al 10’ posto dopo aver superato Svizzera (11’ ma l’anno scorso ottava) e Croazia (9’ l’anno scorso e oggi al posto numero 13 superata anche dalla Romania).

E’ un punteggio che la Federazione Europea assegna ai vari campionati in virtù della presenza dei vari club alle competizioni internazionali: ogni partecipazione ad una coppa europea ed ogni risultato positivo assicura un punteggio al club. La somma dei punti di tutti i club iscritti allo stesso campionato, formano il punteggio complessivo di una nazione; in base a questo punteggio viene formata la graduatoria che serve per attribuire alle varie nazioni gli spazi per le competizioni europee. Alle prime 27 nazioni spetta un posto in Champions League mentre le nazioni dal 26’ in poi per entrare nella massima manifestazione continentale devono fare domanda di ‘ripescaggio’.

Il Ranking si forma tenendo conto delle ultime tre stagioni sportive completate. Quindi il ranking pubblicato di recente è la fotografia dei risultati ottenuti dalle varie squadre nelle stagioni 2011/12, 2012/13 e 2013/14. Il coefficiente totale dell’Italia in questi tre campionati è pari a 7,10 punti: due in meno dell’Austria (che a quota 25 è l’ultima che ha diritto al posto in champions) ma meno anche di Cipro che ci precede con 7,43 punti.

Questi 7,10 punti sono il frutto della partecipazione alle coppe Europee di soli tre club: nel 2011/12, infatti, a partecipare alle coppe furono l’Intini Noci (eliminata dal Targu – Jiu squadra rumena) e il Bolzano che arrivò fino ai quarti di finale di challenge dove venne eliminato dagli svizzeri del Wacker Thun. Anche nella stagione successiva solo due squadre presenti: ancora il Bolzano che partecipa ai preliminari di Champions venendo eliminato dal Costanza e poi alla EHF (dove era stato ‘retrocesso’ in seguito all’eliminazione dalla Champions) dove viene superato dal Benfica. L’altra squadra a partecipare è il Pressano che cede allo Ska Minsk. Infine la stagione 2013/14, quella del record negativo: una sola squadra italiana è in gara, ancora il Pressano, che viene eliminato dai finlandesi del Coks.

Nelle ultime tre stagioni (quelle prese in esame dal ranking), come abbiamo visto, sono state 6 le partecipazioni alle coppe: nel 2011-12 sia Noci che Bolzano affrontarono tutti i turni di coppa giocando sia in casa che fuori (addirittura Bolzano, che passò ben due turni, affrontò gli ottavi in un doppio confronto in casa), ma nel 2012-13 ben due squadre su tre (Bolzano e Conversano) accettarono di giocare il doppio confronto sul terreno degli avversari, di fatto ‘abdicando’ alle possibilità di passaggio del turno. Solo Pressano giocò in andata e ritorno con lo Ska Minsk. Tuttavia anche i trentini che nel 2013-14 sono stati la sola squadra maschile a prendere parte alle coppe, accettarono in doppio confronto in Finlandia nella stagione successiva.

Non è stata calcolata la stagione in corso in cui le italiane non sono riuscite a superare nessun turno ma in cui comunque le squadre ai nastri di partenza erano tre e cioè Bolzano, Carpi e Fasano (questa volta il Pressano ha rinunciato). 

La graduatoria nelle zone “di confine”

Italia 30’ alle spalle di Austria, Repubblica Ceca e persino Cipro. Ma, pur senza recitare la massima del ‘mal comune, mezzo gaudio’, va registrato che alle spalle della serie A ci sono anche i campionati di nazioni molto importanti per la pallamano: il Montenegro è 33’, l’Islanda è 34’. Subito sopra l’Austria ci sono l’Olanda (9,50), il Belgio (10,43) ed il Lussemburgo (11,63)

Come è possibile ? Così…

Il 30’ posto è il punto più basso mai toccato dal nostro campionato, ma è anche il frutto di una caduta che affonda le sue radici negli ultimi anni. La perdita di posizioni non è solo dovuta alle sconfitte ma anche e soprattutto dalle mancate iscrizioni alle coppe da parte dei nostri club.

Questa tabella mostra i due dati principali: posizione nel ranking e numero di squadre partecipanti.

pos partecipanti
2008-09 21 5
2009-10 20 4
2010-11 26 3
2011-12 23 2
2012-13 27 3
2013-14 25 1
2014-15 28 3
2015-16 30

 

Come abbiamo visto, ad essere preso in considerazione è il triennio precedente a quello in cui la classifica viene pubblicata (in questo caso si tratta dei campionati racchiusi dentro la cornice) ed è quindi facile vedere come la partecipazione ridotta sia una delle cause principali della caduta nel ranking (ad esempio nel 2011-12 il 23’ posto coincideva con ben 12 presenze nel triennio precedente, esattamente il doppio di quelle del triennio su cui viene calcolato il ranking attuale)

E gli altri?

Abbiamo preso in esame anche l’andamento del ranking delle nazioni che nel 2009-10 erano immediatamente dietro all’Italia: quando noi eravamo al 20’ posto, alle nostre spalle c’erano nell’ordine: Serbia, Turchia, Grecia, Islanda, Bielorussia, Estonia e Montenegro, con Cipro che era 31’.

ITA SRB TUR GRE ISL BLR EST MNE CYPR
2009-10 20 21 22 23 24 25 26 27 31
2010-11 26 21 23 22 19 25 27 24 34
2011-12 23 18 22 26 27 24 29 25 36
2012-13 27 15 20 24 21 25 30 23 32
2013-14 25 15 24 20 29 19 33 28 31
2014-15 28 17 21 20 33 12 31 32 29
2015-16 30 17 21 18 34 10 32 33 28

 

Le mancate partecipazioni

sorteggioPerché una squadra che ha guadagnato sul campo la possibilità di andare in giro per l’Europa a rappresentare il proprio paese, ci rinuncia e decide di non iscriversi ad una competizione a cui avrebbe diritto di partecipare? La risposta è quasi sempre la stessa: per mancanza di fondi.

Qualcuno si spinge più in là: ‘tanto anche se passi uno turno o due, non vincerai mai una competizione europea. A questo punto si tratta di soldi buttati via, meglio risparmiare e dedicarli a qualcosa d’altro’. Sono ragionamenti che hanno una logica, se li si guarda con l’ottica del ‘giorno per giorno’. Tuttavia sul tema delle spese ‘inutili’ ci sarebbe da aprire un lungo capitolo: quanti sono i giocatori professionisti o semi professionisti, più o meno naturalizzati, che vengono ingaggiati da squadre che chiaramente non vinceranno lo Scudetto né rischieranno di retrocedere?

Forse anche quelli sono soldi ‘buttati via’ che potrebbero essere usati diversamente, magari lanciando in squadra un giovane in più (risparmiando) e usando i soldi per fargli fare una esperienza di coppa internazionale, certamente più formativa per i giocatori e anche per tutto l’ambiente di una squadra che entra in contatto con realtà totalmente diverse.

Senza entrare nel merito delle cifre, perché ogni società si gestisce da sé e ciascuno conosce la situazione dei propri conti, va fatta una considerazione: quanto rappresenta, in percentuale, la spesa per una partecipazione ad una coppa europea da parte di un club di primo livello? Perché è ovvio che il tema delle coppe riguarda quattro società all’anno in Italia, a rigor di logica le quattro migliori.

Quanto è in percentuale la spesa di una coppa? Si può ragionevolmente pensare tra il 3 ed il 7% di un budget annuale. Tutte le squadre che arrivano tra le prime quattro in Italia hanno, in media, uno straniero ed almeno 2-3 giocatori ‘professionisti’ nel senso che si sono spostati nella città della società in cui giocano per motivi esclusivamente pallamanistici e hanno nell’attività sportiva una delle loro principali fonti di guadagno.

Una società di questo livello non può destinare il 5% del proprio bilancio annuale ad una partecipazione ad una coppa europea?

E’ una questione di soldi o di priorità? Davanti a noi in graduatoria ci sono anche nazioni – come la Grecia – in cui la crisi ha colpito ancor più duramente che in Italia. In cui la Federazione si è vista tagliare di quasi il 60% il contributo statale: di certo la Federazione greca non dà aiuti alle squadre di club per partecipare alle coppe. Eppure le squadre greche in coppa ci sono sempre, e hanno anche raggiunto grandi risultati. Tra il campionato greco e quello italiano non ci sono grandissime differenze, visto che ci sono stati diversi stranieri che passati da una lega all’altra senza che il loro arrivo in Italia spostasse gli equilibri del campionato. Inoltre sono state diverse, anche nel corso degli ultimi anni, le squadre italiane che sono riuscite ad eliminare quelle della Grecia. Però loro oggi sono al 18’ posto e l’Italia al 30’.

Sull’Elite…

Da più parti si alzano giuste e comprensibili lamentele sul livello di gioco della serie A maschile. Da quando non c’è il girone unico il livello si è abbassato e anche la qualità della preparazione degli atleti ne risente. All’indomani della sconfitta patita in Estonia, una delle spiegazioni date dallo staff tecnico di Carpi richiamava proprio questa situazione, spiegando che gli Estoni erano non tanto più allenati da un punto di vista fisico, ma soprattutto più abituati a giocare partite ad alto ritmo e questo a causa di un campionato (quello di serie A italiana) in cui il livello è basso e troppe partite finiscono con uno scarto ampio di reti.

C’è del vero in queste affermazioni, ma il fatto che nelle ultime cinque stagione l’Italia non abbia mai schierato ai nastri di partenza tutte le squadre che poteva iscrivere pone l’accento sul fatto che questa posizione in graduatoria sia il frutto non tanto di turni europei persi, ma di turni europei non disputati. Il cambiamento che ha portato da un campionato a girone unico ad uno a tre gironi, è stato fatto per motivi economici, sollecitato da società che, dopo la crisi economica, faticavano a sopportare i costi di trasferte così lunghe come quelle richieste dal girone unico.

Ora molti dicono che “8-10 squadre per fare un girone unico si troverebbero senza problemi, è solo questione di volontà”: tuttavia qui non è solo questione di budget. Come è possibile che nelle ultime 5 stagioni non si sia mai riusciti ad arrivare (anzi a tornare) ad avere le quattro squadre migliori ai nastri di partenza delle coppe?

Tornare ad un campionato a girone unico, con otto, dieci o anche dodici squadre a darsi battaglia in gare appassionanti, equilibrate, in palazzetti pieni e magari ogni settimana in TV è una cosa che piacerebbe a tutti. Ma quali sono le condizioni per arrivarci e, soprattutto, in quali condizioni questo sforzo economico sarebbe utile al movimento?

Proviamo a lanciare due proposte – provocazioni:

  1. Chi partecipa al campionato di massima serie si impegna a partecipare alle coppe europee, qualora ottenesse sul campo la qualificazione. In assenza di partecipazione, sanzione (multa o penalizzazione in classifica)
  1. Chi partecipa al campionato di massima serie si impegna a stilare una lista di 24 giocatori che comporranno la rosa della squadra. Sono permesse 3 sostituzioni nel corso di una stagione sportiva. Di questi 24 giocatori, almeno 12 dovranno essere under 23 e tra loro almeno 4 dovranno aver disputato almeno tre stagioni sportive nel settore giovanile della società stessa.

Ci sarebbero tanti altri argomenti da introdurre e da discutere, ma oggi l’argomento è quello delle coppe europee e per il momento ci fermiamo qui.

di Luca Zadra

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29 Comments

  1. Provinciale said:

    Un turno in coppa costa circa 12mila euro ma è più formativo di amichevoli con la serie B o naturalizzati che a casa loro giocherebbero i tornei aziendali il mercoledi sera.
    Ti sprovincializza facendoti confrontare con piazze tecnicamente più evolute, e non è poca anche l’importanza educativa di far vedere ai giovani dei nostri piccoli paesi modi di vita totalmente diversi tipo Estonia dove nessuno andrebbe mai, e ragazzini meno provinciali saranno giocatori più corretti
    Ma forse il problema è proprio che i nostri dirigenti sono troppo provinciali per capirlo

  2. DOMENICO said:

    RIFORMA DEI CAMPIONATI ,TASSE GARE FEDERALI ABBASSATE ,PARTECIPAZIONE OBBLIGATORIA ALLE COPPE EUROPEE PENE MULTE SALATE ,CON PENALIZZAZIONE PUNTI NON SI RISOLVE NIENTE,POSSIBILITA ‘ DI TESSERARE ALTRI STRANIERI PER LE COPPE,SUI 14 CONVOCATI ALMENO 4 UNDER 23,INFINE LA FEDERAZIONE DOVREBBE FARE UNA CONVENZIONE VANTAGGIOSA CON LE COMPAGNIE AEREE O FERROVIE DELLO STATO PER LE SOCIETA’ CHE AFFRONTANO LUNGHE TRASFERTE

  3. sportivissimo said:

    fare le Coppe e’ un grande onore , una bella esperienza , un gran privilegio e una grande gioia sicuramente ma quanto ti costa ..??? ma chi ti aiuta .? ma chi ti da’ una mano .? ci sono italiani che costano più di uno straniero dal rendimento modesto e la Federazione non ha ancora pensato di fare qualcosa per le società .? qua invece si spende e si spende tanto in momenti di recessione dove trovar soldi e’ difficile per non dire impossibile e in cambio nemmeno la minima considerazione e nessun privilegio come in altri sport ..!! ma che aiuti …

  4. Amiconi said:

    Caro Zadra… Bellissime parole , però mi viene spontaneo chiederti: hai parlato con Giongo, Bazzanella, loduca, Podini (l’unico che ha soldi ed ha iniziato le rinunce) , petazzi, forer, zorzi ecc…. Tu non hai il problema ” sponsor” , tu fai il tuo lavoro (bene) ma bisogna far parlare coloro che effettivamente devono trovarli…i soldi. Poi ci sono i “vigliacchi” che scrivono la figh deve dare quell altro deve poi deve e deve…. ma loro che c… fanno???

    • Mah said:

      Si sta dicendo che, solo le fare un esempio, se Pressano non avesse preso Polito ma avesse dato fiducia a Franceschini o a un altro giovane, avrebbe avuto i soldi per fare la coppa e sarebbe arrivato secondo lo stesso. Questo senza voler attaccare Pressano o Polito che é un buon giocatore e un bravo ragazzo, ma solo per capire il ragionamento

      • perplesso said:

        mi sembra un esempio un po’ troppo semplicistico… ci sono giocatori naturalizzati che sono da anni nel ns campionato, che ci sono passati, e che non sono nemmeno così male (Carrara di qualche anno fa, Querin, Bar, Capote, Corzo, Marrochi e altri)… e poi c’è una schiera infinita di italo-qualcosa che tolgono spazio ai giovani e non fanno nessuna differenza… e se ne vedono a bizzeffe ogni anno, inutile negarlo! …perchè non investire le risorse diversamente? e non guardiamo solo al “giorno dopo”… una politica mirata negli anni non ti porta ad avere più risorse da gestire? è così difficile da capire che lavorando su un giovane crei una risorsa a costo zero che ti può dare frutti di mlt superiori a quelli di un italo-qualcosa? e aggiungo: vuoi dirmi che una squadra di vertice senza gli italo-qualcosa ma con Stabellini, Moretti, Venturi, Parisini, Aragona, Sperti, Nocelli ecc ecc farebbe tanto peggio di questi mega squadroni pieni di naturalizzati?

  5. @sportivissimo said:

    La federazione che aiuto dà? Nessuno. Ma non li dà nemmeno in Grecia, dove hanno le pezze [MODERAZIONE DI PALLAMANOITALIA] peggio di noi. e c’è più crisi che qui. perché loro fanno le coppe e noi no ?

  6. sportivissimo said:

    ma invece di parlare e sparlare … guarda solo per esempio su Sky fanno vedere di tutto e di più e niente pallamano , addirittura Freccette Snooker e perfino Braccio di ferro con sponsor al seguito e Federazioni che ci sono e sono presenti .!!

    • Matteo Pavanello said:

      Per non andare tanto lontano, vogliamo parlare della “nostra” nazionale di rugby…????? In 15 edizioni del 6 nazioni ha vinto 11 partite e pareggiato 1 volta ed in 10 tornei hanno vinto il cucchiaio di legno, però…… però sono ancora in televisione, hanno sponsor e popolarità anche senza risultati; hanno raddoppiato gli iscritti in 15 anni e quando giocano all’Olimpico di Roma fanno 70.000 persone. Questo perchè la federazione è stata BRAVISSIMA a vendere il prodotto rugby, e lo sta facendo ancora adesso. Quello che non succede nella pallamano. Stiamo tutti coltivando il nostro orticello, che diventa ogni anno sempre più piccolo, senza guardare al di là del muro di confine.
      Guardando anche solo quello che hanno fatto negli ultimi mondiali. Tolto che i qatarini hanno una vagonata di soldi, però, hanno dato vita ad un prodotto vendibilissimo che in video è una goduria guardarlo. La pallamano è molto televisiva, se si ha un regista degno di questo nome. E’ quasi come il football americano, molto più veloce, ma la possibilità del replay c’è sempre.
      Se però in Italia siamo ripresi da una RAI che manda tecnici e commentatori che non gliene frega niente, allora………siamo alla frutta.

      • maperfavore said:

        il solito esempio che non c’entra niente… il rugby ha avuto il solo (ed enorme, ci mancherebbe) merito di entrare nel 6Nazioni, che è una organizzazione che non esiste in nessun altro sport… tutti gli sponsor, gli introiti sono derivanti da quello e sono passati da quello… prova a chiedere ai rugbisti la situazione del campionato italiano, vedi cosa ti dicono… senza contare che in tv vanno su Dmax (scaricati da La7)… che difficilmente fa più audience della RAI… e ci vanno con un evento solo (il 6nazioni appunto)… e cosa hanno di diverso dalla pallamano in questo? mi pare che anche la pallamano italiana vada sempre in diretta anche in 1a serata da circa 3 anni… Il paragone è inutile e non regge… senza parlare del Qatar poi… ma hai una idea dei budget che metti a confronto? Il punto è un altro: le società devono capire che ogni diretta tv non è un impiccio ma una opportunità! e devono vendersela di consguenza… perchè la pallamano, anche quella itaiana, ha dimostrato in piazze come Follonica, Conversano, Chieti, Andria e ne dimentico qualcuna, di poter riempire i palazzetti… ma bisogna LAVORARE SUGLI EVENTI… il resto, dal rugby al qatar, è aria fritta

        sono d’accordo con te sulla logica dell’orticello… è tutto lì! e finchè non si creeerà un bordo alto di persone (dirigenti) in grado di assicurare degli standard top (come viene richiesto dalla EHF a chi fa la Champions ad esempio), non andremo da nessuna parte!

        • rugbybluff said:

          Ogni tanto sulla RAI mi imbatto in partite del campionato di rugby che sono squallide peggio delle nostre… cento spettatori, campi di periferia e spettacolo osceno

        • Matteo Pavanello said:

          A parte che è noioso sempre e solo spiegare le cose per filo e per segno, solo perchè la gente legge senza voler capire. Comunque….
          In primis ho scritto, come prefazione, che i qatarini hanno vagonate di soldi, e la mia era una disamina sul fatto che la pallamano sia uno sport altamente televisivo, che se fatta (sempre la tv) da gente competente è una goduria guardarla.
          Poi, il mio esempio sul rugby è sul fatto che una federazione ha lavorato, e lavora, benissimo ed ha inserito una squadra mediocre nel torneo continentale più importante. Poi il 6 nazione non esiste in nessun altro sport perchè, le altre 5 partecipanti (Inghilterra, Francia, Scozia, Galles ed Irlanda) NON voglio fare l’europeo di rugby, in quanto le altre squadre sono scarse ed il torneo è scadente. Ma l’europeo di rugby esiste (un po’ complicato ma esiste). Ed è comunque innegabile che sia molto più popolare della pallamano. Poi se tu la vuoi vedere in un altro modo fai come vuoi, io ho fatto 2 esempi da cui BISOGNEREBBE prendere spunto, con le poche risorse a disposizione.

    • competenza said:

      Adesso siamo passati a parlare di Sky… cosa c’entra con le coppe non si sa. Comunque la pallamano su Sky c’è stata, per due anni ai tempi dell’elite. Prova a capire quante società riuscivano a vendere l’evento e quante volte (in diretta sky) si è andati in onda con le tribune vuote. questo è colpa della federazione (che pagava Sky….) o delle società che non riescono nemmeno a riempire un palazzetto una volta ogni due mesi ? E’ comodo dare sempre la colpa agli altri, la verità è che è più comodo prendersi un oriundo e rinunciare alla coppa che crescersi un giovane, accettare i suoi errori e aspettare la sua crescita e magari fargli fare l’esperienza di giocare in giro per il mondo.

      • Gino said:

        Esempio lampante Bozen….rinuncie all ‘Europa…..tutti italo/xx e neanche un locale (i giovani scappano) …spettatori 30….palestra inguardabie….improponibile in tv!

        • girl said:

          E pensare che il Bolzano dovrebbe vincere lo scudetto, investe molto bella prima squadra (12 giocatori da fuori) presidente anche di lega che parla di Europa champions …e poi Palestrina scolastica con 200righe colorate e 50 spettatori scarsi + rinuncie europee! Questo e il nostro Top (questa è la pallamano italiana)

          • Piazza Ciaia said:

            Veramente il top attualmente è Fasano: scudetto e Coppa Italia con 1500 spettatori, Champions ed EHF regolarmente fatte, tre quattro locali fissi in campo, altrettanti in panchina e tutte le giovanili prime nei gironi, più di così non si può fare, per passare uno due turni in coppa ci vorrà qualche annetto come per i titoli nazionali

        • Spettatore said:

          Nel Bozen di locali che giocano ce ne sono, Innerebner, Pircher, Waldner, Kammerer, Oberkofler, Willeit e Starcevic (che nonostante il cognome è locale)

          • girl said:

            Locali greco e serbo in porta, radovcic ala turkovic tz sporcic cen Gaeta tz dallago tz/ala Starcevic non ha neanche il passaporto ! Kammerer (da brixen)
            Ti concedo innerebner…per il resto nisba

  7. DOMENICO said:

    SONO DACCORDO CON LA TUA DISAMINE ,FINALE COPPA ITALIA A MARTINA FRANCA SPETTATORI 2000 ,FINALE SUPERCOPPA A PESCARA 1500 ,FINALE COPPA ITALIA FEMMINILE A CONVERSANO 2000 ,SPERIAMO CHE A SIRACUSA CI SIA UN BUON SEGUITO ,LA FEDERAZIONE DEVE SCEGLIERE SEDI DOVE LA PALLAMANO E’ SEGUITA DA UN GRAN NUMERO DI SPETTATORI E RICHIEDERE SEMPRE LA DIRETTA TV ,INVITARE CON LE SOCIETA’ TUTTE LE SCUOLE DEL LUOGO AD ASSISTERE,PUBBLICIZZARE L’EVENTO IN TUTTE LE MANIERE POSSIBILI,A FASANO QUANDO C’E’ STATA LA PARTITA DI RITORNO FINALE SCUDETTO ,ABBIAMO AVVISATO GLI ALUNNI DELLE SCUOLE TRAMITE I PROFESSORI DELL’EVENTO ,IN TUTTI I BAR CON TV VOLANTINI CHE METTEVANO IN RISALTO L’ORA DELLA GARA ,IN GIRO UNA MACCHINA PER AVVISARE DELLA GARA IN TV ,CONSIGLIO COMUNALE TERMINATO PRIMA DELL’ORARIO DELLA GARA ,RISULTATO 8000 PERSONE HANNO VISTO LA GARA QUEL GIORNO

  8. @DOMENICO said:

    Raccontala tutta e perbenino in campionati quattro gatti e una gallina. L’ orticello rimane orticello.

    • Piazza Ciaia said:

      In campionato 400 spettatori fissi, quelli che sono sempre venuti e che sempre verrebbero in qualsiasi categoria e se i politici facessero il palazzetto che promettono e non mantengono sarebbero il doppio

  9. sportivissimo said:

    qua non si vuol dare colpe a nessuno e non si vuol fare il processo a qualcuno … inutile negare che lo stato della nostra pallamano e’ questo e peggiora .!! poi che ci siano brave società come Fasano , Carpi e Bolzano che cercano di emergere dalla mediocrità con l’impegno e la passione dei singoli fa’ sol bene anche per far da traino ad altre società che non mancano di impegno e ci provano a crescere .. penso che il primo aiuto debba venire dalla nostra Federazione cercando la massima collaborazione da una Lega che mi sembra quasi del tutto inesistente o che non e’ mai stata veramente presente .!!

  10. Network said:

    In effetti del Bozen l’ unico inquadrabile è proprio Podini che da buon marpione sa anche parlare senza dire nulla e ovviamente senza esporsi ad alcun giudizio. Strana la vita, anche non tanto. Mah

  11. highlander said:

    In effetti Martina Franca e Chieti Scalo sono il sintomo allergico di una determinata porzione dell’ italo stivale del quale e meno male ne facciamo molto volentieri a meno. ADIEU 1

  12. sportivissimo said:

    anche solo dai commenti e da certi giudizi si capisce perché la pallamano versa in questo stato .. c’è chi si crede fenomeno e pensa di essere una meraviglia con 1000 / 2000 spettatori e dimenticano Rubiera con 1500 persone anche perché non c’era più posto .! se vogliamo crescere dobbiamo stare uniti e non farci sempre la guerra ..!! facciamo in modo di parlar bene con chi si impegna tanto e mette tanta passione otre e indipendentemente dei soldi eh ..????

    • DOMENICO said:

      sono daccordissimo che non ci dobbiamo fare la guerra in caso contrario la pallamano non crescera’ mai ,ma per precisione a RUBIERA contro IL FASANO erano forse 900-1000 persone ,data la massima capienza con 300 tifosi del FASANO ,alla finale scudetto a BOLZANO 600-700 SPETTATORI DI CUI 300 FASANESI ,questo non perche’ vogliamo essere meravigliosi ,ma sono i numeri che facciamo sempre e io spero che altre piazze seguono questo nostro entusiasmo

  13. pinocchio said:

    scusami a Rubiera eravate in tanti e ti faccio i complimenti perché ve li meritate ma vi era stato riservato un centinaio di posti anche perché eravate in due pullman sportivissimi in campo un po’ meno fuori … non fare la moltiplicazione del pane come un ALTRO … ma ormai acqua passata … a presto .!

  14. forzajunior said:

    Che vuol dire un po meno fuori? Fuori solo qualche grida contro gli arbitri di cui il vostro presidente ha approfittato per far giocare la partita a Noci dandosi la zappa sui piedi perché è venuta una città intera con il sangue agli occhi

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