Tanto tuonò, che piovve. Il Consiglio Federale di lunedì scorso è stato decisivo per la pallamano italiana, perchè proprio alla pallamano italiana cambierà radicalmente volto: stravolti i campionati, ridotto il numero degli stranieri, incentivata la presenza di giovani nelle formazioni Senior.
Tutte le novità prodotte in quel di Roma, sono state rese note nel pomeriggio di ieri dalla Figh, attraverso un’apposita e dettagliata circolare. Un testo, questo, dove gli organi federali hanno tracciato le linee guida delle prossime tre stagioni – sino al 2012/13 -, attuando “un processo al quale il Consiglio ha ritenuto di corrispondere senza peraltro limitarsi ad una semplice revisione delle formule, ma soprattutto assumendo misure rivolte ad incentivare il consolidamento e la valorizzazione dei vivai societari, nella ormai non più differibile operatività di un programma dedicato alle rappresentative nazionali a tutti i livelli”.
PALLAMANO MASCHILE
Nemmeno troppo velatamente, la circolare federale parla di ‘obiettivi non raggiunti’ dall’istituzione del campionato di vertice, la Serie A Elite, ed è proprio da quest’ultima che partirà una rifondazione complessiva di tutto il movimento dell’handball maschile.
SERIE A ELITE
Stop alle otto squadre, dall’anno prossimo si passa a 12, con le prime otto che accederanno ai play-off (serie al meglio delle tre gare), e le ultime quattro, che, al contrario, daranno vita ai play-out.
Variazioni importanti riguarderanno gli stranieri: quattro i tesserabili, due quelli, invece, iscrivibili a referto. Aumentano, al contrario, i giovani da convocare obbligatoriamente: dovranno essere almeno quattro, nati dal 1990 in poi. Riguardo alle normative più generali, introdotto l’obbligo dei 14 convocati nei match casalinghi, che potranno essere ridotti a 12 fuori dalle mura amiche.
Confermata la Rai come partner televisivo, ed il marchio ‘Mondo’ per i palloni da gioco ufficiali della massima serie. Inoltre, tornando ai campionati giovanili, tutte le squadre avranno l’obbligo di portare avanti l’Under 18 Nazionale e l’Under 14 Maschile.
SERIE A1 MASCHILE
Qui il numero delle squadre raddoppia: si passa dalle 12 attuali, alle 24 della prossima stagione, suddivise in due raggruppamenti; il tutto con quattro promozioni (le prime due di ogni girone), ed altrettante retrocessioni per le ultime due formazioni classificate.
Interessante la metodologia utilizzata dalla Figh per decidere la composizione dei gironi, e venire incontro alle difficoltà economiche delle società, soprattutto di quelle del sud Italia: [...] “ha deliberato la costituzione di una sede di valutazione e garanzia (della quale verranno chiamati a far parte per sorteggio, alla chiusura delle iscrizioni, due presidenti, o loro dirigenti, di società del centro-nord e due di società del centro-sud) - spiega la circolare della Figh – con il compito di definire i criteri applicativi di una sorta di “cassa di compensazione” attraverso la quale le società partecipanti al campionato contribuiranno, ciascuna nella misura che verrà fissata, al riequilibrio dei costi di trasferta per tutte le squadre iscritte, e ciò in ragione delle ormai da tempo denunciate criticità da parte delle società del centro-sud, laddove storicamente i maggiori costi di gestione dei campionati limitano la possibilità di un adeguato sviluppo sul territorio”.
Ammesso, come avviene oggi, un solo straniero convocabile, mentre anche qui passa a quattro nati dal 1990 in poi l’obbligo delle iscrizioni a referto in materia di giovani. Obbligatorie l’Under 18 Nazionale e l’Under 14 Maschile.
COPPA ITALIA SERIE A ELITE/A1 MASCHILE
Questa è, forse, l’innovazione più ‘affascinante’, perchè unisce la Coppa Italia d’Elite ed il Trofeo di Serie A1, in un unica manifestazione.
Questa si aprirà con otto gironi, composti da quattro squadre: tre provenienti dalla Serie A1 Maschile, ed una dalla massima categoria. Alla fase dei raggruppamenti, seguiranno ottavi e quarti di finale, ed infine le Final Four, da svolgersi in un’unica sede, come avvenuto quest’anno in Elite.
SERIE A2 MASCHILE
“Il Consiglio, nel cercare di dare una risposta concreta alle persistenti problematiche che interessano le società militanti nel campionato di serie A2 maschile, ha ritenuto di articolarlo in sei aree - illustra in merito il documento federale – cercando così di ridurre fortemente le distanze e, conseguentemente, i costi”.
Già, anche qui si raddoppia. Non il numero delle squadre, bensì quello dei gironi: sei raggruppamenti, da dodici squadre ciascuno, per un totale di 72 squadre partecipanti alla terza categoria dell’handball maschile. Da questi sei gironi verranno fuori altrettante squadre promosse, mentre finiranno in Serie B le ultime due classificate.
Nessun cambiamento in materia di stranieri e giovani da iscrivere a referto, mentre viene anche qui introdotto, come nelle due categorie superiori, l’obbligo di iscrivere a referto 14 giocatori nelle gare casalinghe e di rispettare il minimo di 12 in quelle esterne.
Novità, invece, per quel che concerne i tempi di svolgimento delle partite: si potrà giocare non solo al Sabato, ma anche nell’arco della domenica, purchè il fischio d’inizio sia compreso tra le 10.00 del mattino e le 18.00.
PALLAMANO FEMMINILE
Si è optato, in questo caso, per avviare modifiche più graduali, che partano, cioè, dalla stagione 2011/2012, lasciando inalterati i regolamenti per quella del prossimo anno.
SERIE A1 FEMMINILE
Eliminato il pareggio, con l’obbligo di terminare le gare con i tiri di rigore, la massima categoria in rosa vedrà un graduale aumentare delle squadre, che passeranno dalle otto attuali a dodici, entro l’annata 2012/13: questo, come detto, avverrà per gradi, visto che l’anno prossimo non ci saranno cambiamenti, mentre si passerà poi a dieci, ed infine a dodici formazioni.
Anche il numero delle giocatrici straniere non subirà variazioni l’anno prossimo, mentre si passerà a due nel 2011/2012, ed a un’atleta soltanto nell’ultimo anno del triennio in considerazione.
COPPA ITALIA DI A1 FEMMINILE, SERIE A2 FEMMINILE
In nessuna delle due competizioni sono previste variazioni rispetto allo svolgimento attuale.
ALTRE NOVITA’
SERIE B MASCHILE & FEMMINILE
Si tratterà di campionati dalla formula a gironi regionali o interregionali. Saranno di competenza delle aree territoriali, con formule definite sulla base delle squadre iscritte.
ARBITRI, CAUZIONI E TASSE DI GARA
“Per quanto concerne la materia delle designazioni arbitrali, il Consiglio ha adottato la decisione di prevedere, con meccanismi che saranno resi noti, il possibile ricorso alla procedura del sorteggio per i massimi campionati maschile e femminile. A proposito del deposito cauzionale si è ritenuto di ridurre sensibilmente i vari importi”, spiega la Federazione.
Inoltre, sarà prevista una diminuzione delle tasse-gara in Serie A2 Maschile, mentre in Serie A Elite le formazioni saranno tenute a versare un contributo per le riprese televisive.
LA LEGA S’HA DA FARE
Si conclude con la formazione delle Leghe, o ‘organismi societari’, come vengono definiti nella circolare. In tal senso, “il Consiglio ha rinviato alla prossima riunione l’adozione di decisioni che, nell’immediato futuro, mirino a favorire la costituzione di sedi permanenti di confronto tra le società partecipanti agli stessi campionati o alle stesse categorie, per una condivisa responsabilità per le scelte da operare sugli obiettivi comuni”.
Il documento integrale è consultabile sul portale ufficiale della Figh, nella sezione ‘Circolari Federali‘
di Matteo Aldamonte













106 Commenti in "La pallamano italiana cambia volto: rese note tutte le novità sui campionati"
A quanto pare nemmeno il tempo di fare uscire la formula e già i soliti settentrionali in malafede cominciano con le campagne di destabilizzazione… Pensate a tirare fuori cinque italiani decenti per non finire a zero punti, piuttosto…
Fabrizio hai parlato di CAMPIONATI il nostro invece è un campionato, spero la differenza sia chaiar, quando una federazione deve cercare i mezzi per evitare le combine e poi quelli per migliorarne il tasso tecnico , scusa ma è una battaglia persa.In quanto agli under non cambia nulla perchè già oggi non giocano più di 8/9 giocatori agli altri va il garbage time che non serve a nulla, il punto è che se li hai li devi allenare cosa che per la maggior parte dei club non accade. Io un Uder 21 lo metterei OBBLIGATORIAMENTE in campo, perchè questo è l’unico modo per OBBLIGARE i club a lavorare in modo serio sui settori giovanili, c’è chi lo fa già , ma ‘è chi non lo fa per nulla. In A/1 femminile scompare il pareggio da subito. Per Ulisse. mi sa che l’idea te la sei fatta sbagliata: le integrazioni avverranno, come indicato nella circolare, sulla base di ripescaggi governati da un sistema di punteggi a cui possono accedere le società, pagina 38 e seguenti del vademecum.
per come la vedo per la A1F.ridurre le straniere da 3 a 1 va benissimo ,solo che lo si dovrebbe fare in 4/5 anni ,la vedo dura in tre anni gia si fa fatica a fare delle A2 F. decenti,siamo praticamente senza terzini .
per tirare su giovani ci vuole un po di tempo.
pero almeno cosi speriamo che quelle poche giovani che ci sono possano giocare e che le societa capiscano che bisogna investire sui vivai
altrimenti non si va da nessuna parte
certo che un altro anno a 8 squadre è pietoso !!!!!!
LA SERIE A2 SARA’ L’ANNO PROSSIMO UNA SERIE B A TUTTI GLI EFFETTI!
PERO’ MEGLIO COSI’ I SOLDI SONO POCHI, E SI DEVE RIPARTIRE DAI VIVAI PERCHE’ GIOCANO SEMPRE LE STESSE PERSONE!
Credo che ci siano troppe lamentele riguardo la riforma,ho partecipato personalmente a tutte le riunioni delle società su questo argomento,circa il 95% delle società pensavano che l’elite doveva essere allargata,e questo è successo.Per il discorso degli stranieri ,se permettete, era un dibattito rivolto solo alle attuali squadre di elite,perchè le altre società non avevano in carico più di un giocatore straniero e logicamente erano favorevoli alla diminuzione. Dalla riunione fatta ad Ancona è venuto fuori che era necessario una diminuzione ,magari soft nel senso tre il prossimo anno e due l’anno successivo,questo è successo.Sempre nelle riunioni delle società si è parlato della ricerca della diminuzione dei costi anche a causa della geografia della pallamano non omogenea,accolgo favorevolmente una soluzione per dividere equamente i costi tra tutti quanti,e questo è successo. Si è parlato a lungo di lavorare di più sui vivai in chiave nazionali,con queste norme mi sembra che ci sia data una traccia, infatti anzichè pensare ancora ai roster con più o meno stranieri naturalizzati oppure al fatto i giocatori italiani forti avranno un mercato importante io penserei che ci debba essere una lotta ad accaparrarsi i migliori allenatori,perchè solo con un progetto a lungo termine basato sul lavoro giovanile “vero” le societò possono investire le risorse(poche) in altri campi importantissimi come la comunicazione e il marketing per vendere il prodotto pallamano. Se riusciamo a fare questo i risultati arriveranno da soli.Ora abbiamo tutti la possibilità di programmare almeno tre stagioni agonistiche ,non lasciamoci sfuggire l’occasione,cerchiamo di tenere sempre presente l’obbiettivo di tirar su i giocatori per farli giocare da noi se è possibile o in caso di talenti particolari, da qualche altra parte se non abbiamo la possibilità di fare attività di alto livello,cercando di inculcare una mentalità di passione e non di facili guadagni.
Infine mi trova d’accordo il fatto di chiamare i campionati col loro vero none,a1,a2,B e C.
Caro Linomito, sono spesso d’accordo con te prescindendo da un pò di superbia che mi sembra spesso di cogliere dal modo in cui esprimi i concetti, Perchè parlare di settentrionali, meridionali creando etichette? Il mondo è pieno di deficenti e brave persone ad ogni latitudine. In questo modo non fai nulla per cercare un confronto, uno scambio di opinioni; così ci si incazza e basta, e non si roduce nulla. Più giovani, meno giovani, obbligo di farli scendere in campo: il concetto secondo me è che fino a quando si preferisce acquistarlo invece di crearlo (col rischio di fare un flop) le cose non cambieranno.
Ieri uno dei rigori di Bologna-Casarano lo ha tirato l’atleta più giovane, bolognese, non abituato a queste responsabilità. Tutti esterefatti per la scelta (io compreso) , ma è stato un atto coraggioso e di fiducia verso un giovane (concordo che ce ne possono essere dei più concreti). O fa ancora più notizia perchè lo ha fatto Tedesco? Il rigore lo hanno sbagliato anche Montalto e Zaniboni, e vale uno come gli altri.
Io credo che l”elite” dovesse sparire (perchè è sempre stata un fenomeno da circo) e tornare a chiamare le categorie per quello che sono. Con tutti questi gironi si perde credibilità.
Questa è una brutta pallamano, di basso livello e di bassissimo profilo manageriale e dirigenziale.
il signor guzzini parla così perchè personalmente deve trovare i soldini ogni mese per chiudere il cerchio..gli altri che criticano non hanno certo responsabilità …(di trovare l’ argent). Tutto qua il problema!
p.s.: ma il linomitico lo fa o lo è di natura?