Ghedin multato per proteste: “Ho fatto quel che mi sentivo, nessuna offesa”

- Scritto il 19 novembre 2009 -

5896_1144114577074_1653802518_354157_2576313_nChe l’arbitro, nell’immaginario collettivo, abbia una faccia di forma genitale, due protuberanze nella parte superiore della testa, una madre professionista dell’eros ed una moglie che non resta inoperosa mentre è al lavoro possiamo dire che è scontato in qualsiasi sport, anche nella pallamano.

Squalifiche – a campi, giocatori, allenatori e dirigenti – e ammende per espressioni irriguardose hanno riempito, riempiono e riempiranno i comunicati emanati dal Giudice Sportivo. Anche nell’ultimo, emesso ieri, si legge, tra le altre cose, di deplorazione ed ammenda di quattrocento euro a Fabrizio Ghedin, allenatore del Gammadue Secchia, poiché a fine gara protestava nei confronti degli arbitri per decisioni assunte durante l’incontro.

La coppia in questione è quella composta dai signori Chiariello e Pagaria, la partita quella di martedì fra Junior Fasano e, appunto, Secchia. Fabrizio Ghedin ha parlato a PallamanoItalia spiegando ciò che accaduto sia nel post – partita che durante il match.

La scena è stata questa: Ghedin: “voi non mi prendete per …. Non mi date tre esclusioni a partita finita per pareggiare i conti”. Arbitri: “se dici questo, non hai stima di noi”. Ghedin: “no, non ne ho. Perché ho gli occhi per vedere”. Arbitri: “Fabrizio, hai sbagliato”. Ghedin: “noi meritiamo rispetto perché siamo una squadra come loro”.

Di certo il coach veneto non le ha mandate a dire. “Ho fatto quello che mi sentivo, cioè ho espresso direttamente ai direttori di gara il mio pensiero, in modo forte, forse, ma non certo offensivo. Non sono un ipocrita, non sorrido davanti e intanto penso male di una persona: se devo esprimere un dissenso, lo faccio. E quando sorrido o faccio i complimenti, sono sempre sincero”.

“Io penso che in una partita internazionale certe cose non sarebbero accadute. Gli arbitri sono da aiutare, quindi anche le mie proteste, che pure non sono state mai offensive, sono sbagliate. Però voglio ricordare che dal 2000 non ricevo un cartellino rosso in gare ufficiali, cerco sempre di collaborare con i direttori di gara. Allora, passata la tensione del momento, chiedo anche che ci sia una riflessione nella controparte: se di solito non protesto e stavolta mi sono arrabbiato così tanto, ci sarà un motivo o no? Per tutta la partita è stato adottato un certo metro arbitrale per i falli su Doldan, sono stati tollerati interventi duri che al massimo venivano sanzionati con un 9 metri. Poi a trenta secondi dalla fine, a partita decisa, non mi puoi dare tre esclusioni a favore, tutte assieme, quando per tutta la gara non le hai fischiate. A referto vien fuori che noi abbiamo sette esclusioni e loro otto ma in realtà i loro minuti in inferiorità numerica sono stati 10 (contro i 14 nostri) perchè le ultime tre fischiate sono arrivate quando mancavano pochi secondi alla sirena”, dice Ghedin.

“Non crederò mai alla mala fede degli arbitripuntualizza il tecnico veneto – però è innegabile che ci si faccia condizionare troppo dal contesto in cui si fischia. Secondo il mio giudizio l’asticella degli interventi consentiti è stata mantenuta troppo in alto, un metro arbitrale che alla lunga finisce naturalmente per aiutare chi fa un gioco più maschio. Ma poi è naturale che se tu tolleri certe cose per 60′, alla fine di una partita tesa succedono episodi come quelli che abbiamo visto nel finale di gara a Fasano. e che certo non sono una bella immagine per la pallamano. A livello generale, poi, secondo me certe cose vanno ripensate: secondo me non è accettabile che un pugno in faccia venga sanzionato con un rosso ed esaurisca le sue conseguenze nella gara in corso. a venti secondi dalla fine Giannoccaro è stato espulso dal campo per un pugno al volto di Riccobelli, che fortunatamente non è andato a segno completamente”.

“Ora: se questo fallo fosse stato commesso con il punteggio sul -1 o sul pari, scattava la squalifica per due giornate. Siccome si era sul +2, le conseguenze si esauriscono qui. L’anno scorso, in semifinale, Morelli ha ostacolato la ripresa del gioco del Casarano a pochi secondi dalla fine: gli arbitri lo hanno giustamente espulso e lui è stato squalificato per 2 turni, che ha scontato nelle prime due giornate di questa stagione”.

“Mi chiedo – ha continuato l’allenatore degli emiliani – se questo criterio va bene o se invece si deve pensare a qualcosa di diverso. Cerchiamo di spersonalizzare: un giocatore che impedisce la ripresa del gioco e uno che dà (o prova a dare) un pugno al volto a un altro, vengono trattati in maniera diametralmente opposta solo per il risultato? Per me è assurdo, anche perchè la regola delle 2 giornate era stata introdotta proprio per scoraggiare il gioco violento…”

Ghedin, però, non dà tutte le colpe alla coppia arbitrale: “Come allenatore dico che la sconfitta ha anche molte colpe nostre. Certamente possiamo fare di più, però pur perdendo abbiamo lottato. Sono il primo ad essere duro con i miei giocatori quando non si impegnano o quando mollano, però ieri non è stato così. Pur tra mille errori i ragazzi hanno dato tutto: da un punto di vista tecnico- tattico dobbiamo crescere, lo spirito invece mi è piaciuto. Resta il fatto che commettiamo ancora troppe ingenuità, in attacco come in difesa, che spesso ci costano dei punti pesanti. e dobbiamo avere più cattiveria, più voglia di vincere nel momento giusto”.

“La verità è che se ho la sensazione di essere preso in giro o che qualcuno mi manchi di rispetto non riesco a stare calmo, ma non ho fatto proteste plateali, non ho offeso nessuno”. E se minimamente fosse scappato un commento sul lavoro materno degli arbitri, cosa sarebbe successo? Giulio Andreotti diceva che a pensar male degli altri si fa peccato, ma non si sbaglia mai…

di Sergio Palazzi

L'Autore dell'articolo

Blogger, giornalista e copywriter. Oltre ad essere co-fondatore di PallamanoItalia, è Responsabile Editoriale del Network GT e co-fondatore del Network Ciak. Opera come giornalista freelance presso testate giornalistiche locali e nazionali.

49 Commenti in "Ghedin multato per proteste: “Ho fatto quel che mi sentivo, nessuna offesa”"

  1. Linomito 19 novembre 2009 alle 15:21 · Rispondi

    Negli “episodi come quelli che abbiamo visto nel finale di gara a Fasano e che certo non sono una bella immagine per la pallamano” vanno considerate anche le provocazioni di Paulo Silva al pubblico?
    E com’è che l’anno scorso il Secchia ha vinto a Fasano meritatamente per due volte uscendo dal campo fra gli applausi?
    Paragonare poi la squalifica di Giannoccaro a quella di Riccobelli è una forzatura che non fa onore ad uno sportivo come Ghedin: l’anno scorso Riccobelli ha commesso un fallo per il quale il regolamento prevede espressamente la squalifica in gara e per una o più gare successive perché ostruzionistico, Giannoccaro martedi ha commesso un fallo per il quale gli arbitri DEVONO VALUTARE l’intenzionalità dell’aggressione (espulsione) o meno (squalifica). E rivedendo il replay quella di Giannoccaro tutto era fuorché un’aggressione intenzionale. Poche chiacchiere: l’arbitraggio di martedi è stato ottimo e se Doldan sbaglia la palla decisiva dai sei metri e Silva la butta addosso al portiere per presunzione, inutile lamentarsi.

  2. Lino 19 novembre 2009 alle 15:52 · Rispondi

    Bravo Fabrizio, qualcuno che inizia finalmente a dire le cose come stanno e non si accontenta ipocritamente di qualche regaluccio che un giorno o l’altro faranno a lui…! Tutta la mia stima e la mia comprensione…!

  3. Mr Pallonetto 19 novembre 2009 alle 16:32 · Rispondi

    Già, bravo e soprattutto educato nello spiegare le sue ragioni. Queste compensazioni si vedono molto spesso anche a livelli inferiori rispetto all’Elite e finalmente un protagonista ha detto la sua. Se il livello della discussione è stato questo trovo assurda la squalifica: divergenza di opinione e non mancanza di rispetto (non ho visto la partita). Purtroppo queste cose suonano come una brutta presa per il “naso”, un pò come quando una coppia fischia in maniera indicibile, perdi di un gol e ti multa perchè a fine partita qualcuno del pubblico si permette di DIRE qualcosa.

  4. Giocondo 19 novembre 2009 alle 17:42 · Rispondi

    Chiariello e Pagaria possono dire quello che vogliono, ma si dimenticano che la loro prestazione l’hanno vista tutti in TV. Anzi, sarebbe auspicabile, se avessero un minimo senso di autocritica, che se la riguardassero anche loro. Chissà che le prossima volta le cose cambino. E sarebbe anche ora che il commentatore dicesse le cose come stanno. Uno che dà pugni in faccia durante una gara di pallamano (e non di boxe) non è un combattente (mi pare che così l’abbia definito Chionchio): si definisce con un altro o con altri nomi. Ci possono essere anche dei bambini a guardare la partita e non è così che gli si insegna ad essere corretti. Le scorrettezze vanno denunciate e deplorate, senza tanti mezzi termini e/o servilismi. Bravo Ghedin!

  5. Lampascione 19 novembre 2009 alle 17:57 · Rispondi

    Non sarà questa intervista a farmi cambiare opinione su Ghedin (ottimo allenatore). Capisco l’amarezza di una sconfitta giunta al termine di una gara tiratissima, ma scambiare per pugno volontario un intervento scomposto a mano aperta, butta sale sulle ferite e alimenta inutili polemiche (che infatti vengono riprese anche da chi non ha visto la partita). Ottimo invece Ghedin quando loda i suoi ragazzi per l’impegno, effettivamente quello non è mancato, alla fin fine perdere fuori casa contro una squadra di pari livello, non è certo una vergogna.

  6. Linomito 19 novembre 2009 alle 18:15 · Rispondi

    Che nessuno si permetta oltre di definire volontario il fallo di Giannoccaro su Riccobelli: è una bugia spudorata e un insulto vagamente razzista. Forse qualcuno è invidioso di non aver mai visto una maglia azzurra in vita sua e di aver visto sempre gli altri alla tv.

  7. Linomito 19 novembre 2009 alle 18:15 · Rispondi

    Secondo: Ghedin NON E’ STATO SQUALIFICATO: ha avuto una DEPLORAZIONE per proteste.

  8. Luca 19 novembre 2009 alle 18:38 · Rispondi

    Scusami Linomito, ho sempre avuto il massimo rispetto per quello che dici, spesso l’ho condiviso, alcune volte no. Tu hai le tue idee, gli altri hanno le loro. E non sta scritto da nessuna parte che debbano per forza coincidere. Il tuo pensiero vale tanto come quello di qualsiasi altro. Io ho visto la partita dal vivo e ho vissuto una serie di episodi ben diversi da come li racconti tu. Ma ci sta, fa parte del gioco. Ma per questo non mi ritengo un bugiardo, non ritengo di aver offeso nessuno e di sicuro non penso di essere razzista per questo. Non fa invece parte del gioco minacciare chi scrive le proprie opinioni liberamente su questo sito, tanto più che Giannoccaro è un giocatore di indiscutibile valore e sicuramente, ammesso e non concesso che lo ritenga opportuno, non necessita certo di un avvocato difensore.

Lascia un Commento