A tu per tu con Riccardo Trillini dopo lo scudetto con il Kaerjeng

Riccardo Trillini © Marc Gatti

Riccardo Trillini © Marc Gatti

Considerato il grande risultato ottenuto da Riccardo Trillini, mister italiano vincitore dello scudetto in Lussemburgo con il Kaerjeng, PallamanoItalia ha voluto porgli alcune domande a cui il tecnico ha risposto come segue.

PallamanoItalia: Innanzitutto grazie per la disponibilità e bentornato su PallamanoItalia: senza scendere troppo nel particolare, come prima domanda ci può raccontare gli aspetti positivi e negativi del trascorrere un anno da allenatore all’estero?
Riccardo Trillini: In linea di massima, gli aspetti positivi e negativi da ricordare riguardano la vita privata piuttosto che la pallamano. Relazionarsi con una lingua non tua, crea una serie di difficoltà che una volta superate danno quel valore aggiunto all’esperienza. Alla fine di un anno posso dire di aver imparato una nuova lingua (Francese) e migliorato l’Inglese. Adeguarsi ai modi di fare degli altri e nello stesso tempo cercare di portare la tua mentalità nel tuo ambiente rappresenta una grande difficoltà. Ti devi adeguare, dal modo di guidare degli altri, fino a come ci si saluta o non con le persone che conosci. Questo ti arricchisce da un lato, ma mette alla prova anche il tuo carattere. Soprattutto senti la mancanza dei cari e degli amici. Alla fine, però, credo di essere molto cresciuto sia come persona che come allenatore.

PallamanoItalia: Come si è ambientato in Lussemburgo e come si è posta la società nei suoi confronti fin dall’inizio per quanto riguarda fiducia, richieste e supporto?
Riccardo Trillini: Il mio ingaggio è stato in qualche modo bizzarro. Dopo i primi contatti sono stato in Lussemburgo per parlare e per gestire un allenamento (come un giocatore che effettua un test). Ero in “competizione” con un Danese, un Tedesco ed uno Slovacco. Tutti abbiamo fatto le stesse cose a giorni alterni. Sono stato scelto io e solo ora che hanno piena fiducia in me mi hanno detto il perché. C’era molta diffidenza su come un Italiano fosse in grado di portare qualcosa di utile in questo ambiente. I giornali riportavano che la scelta del Kaërjeng di affidarsi a degli Italiani (io, Volpi e Maione) era strana e rischiosa. Oggi posso dire, con orgoglio, che altri Italiani saranno visti in maniera diversa. Piano piano, non solo in Lussemburgo, ci saranno più possibilità per altri che vorranno tentare questo genere di esperienze. Infatti per il prossimo anno porterò un nuovo giocatore Italiano (Marrochi) ed un assistente (Antony Laera).

PallamanoItalia: Alla luce delle partite giocate con il Kaerjeng, che paragone si può fare con il campionato italiano, in particolare con l’ultimo anno in sua presenza a Bressanone?
Riccardo Trillini: Il campionato è composto da 8 squadre e tra queste cinque possono vincere il campionato; il loro livello è come quello di Fasano, Carpi, Pressano e Bolzano. Un grande equilibrio che porta ogni anno le squadre a migliorarsi. Molte partite a risultato incerto spingono alla preparazione meticolosa settimanale. Gli stranieri sono molti e quasi tutti gli allenatori lo sono. Questo porta ad un grande confronto tra culture sportive diverse. La vicinanza inoltre con Francia e Germania porta ad uno scambio di contatti sportivi importantissimi. Per il momento credo che il campionato Lussemburghese sia molto simile come livello a quello Italiano, ma è destinato ad una rapida crescita. La mentalità dei giocatori Lussemburghesi è molto diversa da quella dei giocatori Italiani. La passione verso lo sport è generalmente limitata, o meglio sembra frenata. I ragazzi Italiani hanno di base una grande passione che li spinge ad allenarsi anche con la febbre. Ho molto lottato per dare un’impronta Italiana alla squadra. Tuttavia, l’esperienza di Bressanone mi ha aiutato molto. I caratteri dei Lussemburghesi sono molto simili a quelli dei ragazzi dell’Alto Adige. Allo stesso tempo, non ho fatto gli stessi errori che ho fatto a Bressanone, dove avevo impostato un progetto tecnico a lunga scadenza prima che tattico.

Riccardo Trillini © Handball Käerjeng - Roude Léiw Bascharage

Riccardo Trillini © Handball Käerjeng – Roude Léiw Bascharage

PallamanoItalia: Che impressione fa vedere la pallamano italiana dall’esterno? Quanto si migliora, si impara stando all’estero (esempio nel suo caso) e soprattutto cosa manca all’Italia che invece in Lussemburgo c’è?
Riccardo Trillini: L’impressione che ho ora è quella che PallamanoItalia mi riporta e qualche amico mi racconta. L’impressione che ho è quella legata alla rabba. Sappiamo tutti tutto, ma facciamo tutti niente. Secondo me all’estero si migliora non perché si respira un’aria diversa, ma solo perché c’è più competitività e meritocrazia. Quindi sei sempre stimolato a dare il massimo per ottenere il massimo. Prendiamo per esempio Volpi: qui si è rivelato un leader, ha giocato con una mano ed una caviglia rotta pur di vincere e dare il suo apporto da straniero. Tutti lo amano e lui merita la fiducia perché dà il massimo. Ora è un giocatore completo.

PallamanoItalia: In conclusione, ha seguito il campionato di Serie A italiana di quest’anno? Un breve commento sugli sviluppi di questa stagione ed un auspicio per il futuro, raccontandoci qualcosa sul suo futuro. Grazie infinite per la partecipazione, a presto!
Riccardo Trillini: Ho seguito solo le partite finali del campionato Italiano. Credo che il Fasano abbia meritato e per me era anche la squadra più forte. Più equilibrata e più affamata. Lo sapevo già all’inizio e quando ho saputo che Maione avrebbe giocato con loro, la cosa era certa. Il Bolzano ha fatto una bella stagione, forse anche meglio di quando ha vinto. Il Carpi ha tutto per poter vincere in futuro e l’esperienza di quest’anno gli farà bene. Non è facile seguire un campionato con tre gironi ed una formula un po’ complessa, ma purtroppo oggi non è facile capire quale sia la formula giusta. Auspico a tutti un campionato con meno veleni, pensando di più alla crescita dei giovani visto che il campionato permette a molte società la serenità per poter far giocare giovani e rischiare di perdere qualche posizione in classifica senza che questo comporti retrocessioni, ecc.

di Dèsirèe Dalla Fontana

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8 Comments

  1. carpigiano said:

    complimenti Trillo e un abbraccio da Carpi e un grazie per le belle parole nei nostri confronti .!

  2. Gino said:

    La fortuna di trillini e’ di non far nulla nella vita così da aver tempo libero per autoincensarsi! In alto Adige, per esempio, non hanno nessuna nostalgia di lui, ad Ancona ricordano ancora le “spese” e il Lussemburgo, fino a prova contraria e’ nulla come l’Italia. L’ ambiente di carpi, si addice a lui ( infatti cerca ingaggio), infatti a parole sono da champions!
    P.s: l’Italia sta stretta al trillini, non per il livello, ma per la mancanza di tempo libero per auto incoronarsi!

    • professional said:

      Trillini ha un agriturismo in società col fratello. E poi scusa se uno vuol fare il professionista qual è il problema? Troppi dilettanti ci sono in campo e fuori!

      • Gino said:

        Concordo troppi dilettanti dentro e fuori …poi qlc parla ma resta dilettante!
        P.s: carpigiani nessuno ti ha chiamato.

  3. carpigiano said:

    Gino se ti devi sfogare personalmente visto che ti danno sempre la possibilità di farlo qua … ti prego di non tirare in ballo sempre Carpi ..!! possibile che sapete solo criticare e offendere e siete privi di sportività e di un briciolo di intelligenza ..!!!!

  4. Rami said:

    Grande Gino, ma cosa racconti mai?
    Noi ITALIOTI come te il LUSSEMBURGO ce lo sognamo!!!
    Grandi palazzetti sempre pieni, gente che lavora e si sbatte per la crescita di questo sport.
    Magari non hanno squadroni si affidano agli italiani intanto hanno dei gran settori giovanili!
    Ragazzi che da quando hanno 10 anni lavorano per diventare dei giocatori di pallamano!
    Non a caso a Dudelange( che te Gino conosci sicuro) organizza la Youth Cup un importante torneo del nord europa, dove riescono a tenere testa a giovanili tedesche !
    Mentre tutte le italiane perdono di 20 anche con gli slovacchi!!
    No ma il Lussemburgo non vale niente!!! Beata ignoranza!

    Grande Trillo continua così, togli di mezzo questa gente che di pallamano non ne sa niente!!!
    http://www.youth-cup.lu

  5. carpigiano said:

    non perdi un occasione Gino per dimostrare quello che sei … prima di parlare collega il cervello ..!!!

    • Spettatore said:

      secondo me te non sei normale , mi stupisco perchè sei un emiliano

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