Secchia, Malavasi lascia: “Stanco della pallamano italiana”

- Scritto il 24 marzo 2011 -

La Pallamano Secchia Rubiera perde il suo dirigente più rappresentativo: all’indomani della retrocessione matematica del Gammadue dall’Elite all’A1, il direttore generale rossoblù Federico Malavasi ha annunciato di non voler proseguire il proprio impegno a livello dirigenziale. Una notizia a tratti scolvolgente, che rende il futuro del sodalizio rubierese ancora più ricco di incognite.

Federico Malavasi, perchè la decisione di ritirarsi?
«Ne ho già parlato con gli altri dirigenti: ritengo che per me sia arrivato il momento di farmi da parte, e di essere soltanto un tifoso. Alla base di questa scelta vi sono tante motivazioni, e la retrocessione non è la prima. Innanzitutto, sono stanco del mondo della pallamano italiana. Noi, che abbiamo sempre onorato gli accordi economici con i giocatori e abbiamo bilanci sani, dobbiamo retrocedere e sorbirci le critiche; diversamente, altre società che hanno disatteso i contratti sono comunque riuscite ad avere giocatori di grido per vincere scudetti, ed avere così gloria e successo. Non è colpa della Federazione: la colpa è del movimento della pallamano italiana in generale, senza dimenticare le responsabilità di certi giocatori che continuano a cadere in trappole simili. Anche io potevo promettere caterve di soldi ad atleti di primissimo piano, ma non l’ho fatto perchè non ho abbastanza “faccia di bronzo”».

E poi?
«Poi, ammetto con rammarico che il nostro club non ha avuto la benchè minima considerazione da parte dell’Amministrazione comunale. Nelle scorse settimane, quando Conversano è andata in crisi, è intervenuto direttamente il Sindaco; qui, invece, il Sindaco ci ha detto e ripetuto che noi siamo la gloria di Rubiera, ma non ho mai visto il minimo sforzo da parte del Comune per aiutarci a individuare nuovi sponsor. Eccezion fatta per un consigliere provinciale, il mondo delle istituzioni si è totalmente disinteressato di noi».

Tuttavia, l’anno prossimo in A1 il Gammadue potrebbe fare un campionato di gran lunga migliore…
«Non è detto, perchè al momento non abbiamo i mezzi per risalire subito come è avvenuto quattro anni fa. E’ inutile illudersi: se non arrivano sostegni, al momento Rubiera ha davanti una stagione non di bassa classifica, ma comunque di anonimato; dovremo ancora una volta puntare sui nostri giovani, a cui non sarà possibile affiancare degli atleti di peso. Questa è un’altra delle ragioni che mi ha spinto a lasciare: inoltre, sono nella pallamano da 40 anni, e in qualsiasi azienda dopo 40 anni si va in pensione…».

Adesso, cosa ne sarà della Pallamano Secchia Rubiera?
«La palla passa ai dirigenti rimasti, ossia Federico Pozzi, Giuseppe Licata, Marco Gibertin e Luca Montanari; mi auguro sinceramente che loro decidano di andare avanti, perchè ripartire dalla serie A1 significa comunque ripartire da un campionato di pregio».

di Nicolò Rinaldi
[Il Giornale di Reggio]

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13 Commenti in "Secchia, Malavasi lascia: “Stanco della pallamano italiana”"

  1. gino 24 marzo 2011 alle 13:13 · Rispondi

    viva malavasi, via federico, però mi allontano dai messaggi di soliderietà, tra l’altro dovuti, e chiedo: non riusciva, sig. Malavasi, a trovare altre quattro/cinque persone (società) del suo stampo e credo sportivo per cercare di indirizzare la nave pallamano italia verso lidi migliori e più sicuri, ora lasciare il tutto( dopo 40°anni di lotta) in mano a certi personaggi è troppo facile ed ingiusto, inoltre sig. Malavasi, Le ricordo che la pallamnao è una malattia difficile da curare.

  2. mr mr 24 marzo 2011 alle 14:41 · Rispondi

    In pieno accordo con i commenti precedenti. Vorrei vedere cosa provocherebbe la candidatura di Malavasi. Un’ultimo colpo di reni Sir!

  3. end 24 marzo 2011 alle 16:14 · Rispondi

    @ mr mr: non male l’idea, la sottoscrivo. ….Magari servisse a dare uno scossone a tutto l’ambiente (capitolino e non). Vai Fede….

  4. Mr Pallonetto 24 marzo 2011 alle 19:32 · Rispondi

    ..un vegetariano in mezzo a cannibali muore di fame mentre loro no.
    Bellissima utopia, purtroppo, ma se lo volesse fare sarebbe splendido!
    Concordo con chi dice che è difficile guarire dalla pallamano, soprattutto se sei un appassionato e non un politicante.
    Ho visto qualche ragazzo del Secchia piangere martedì, usciti dopo la doccia: Presidente, se posso permettermi, riparta da queste persone che ci hanno creduto anche quando le possibilità erano prossime allo zero, e che dimostrano che CI TENGONO! Le soddisfazioni non sono solo i trofei. I Suoi vecchi giocartori sono quasi tutti ancora in giro sui 6 metri, segno che è riuscito a trasmettere loro questa passione grazie anche alla Sua serietà. Con profonda stima……..L.P.

  5. Light 25 marzo 2011 alle 21:45 · Rispondi

    Questo annuncio mi fa tanta rabbia.
    Manca solo l’abbandono del Professor Lo Duca (che io non auspico), e la pallamano Italiana, ritorna al 1969, anno di fondazione della stessa.
    From Brixen with love.
    Light

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