Parola alle capolista di A1M: il Pressano nel Girone A

Il Girone A della Serie A1 maschile di pallamano vede come capolista incontrastata a punteggio pieno la squadra trentina del Pressano: rinforzatasi a dovere nel mercato estivo, Pressano ha parlato con noi tramite il suo allenatore Fabrizio Ghedin, arrivato anche lui alla fine della scorsa stagione.

PALLAMANOITALIA: Vista la classifica alla fine dell’andata, Pressano risulta non solo imbattuto e capolista ma anche la migliore squadra di entrambi i gironi: si aspettava questo risultato dopo le prime 10 giornate?
FABRIZIO GHEDIN: E’ difficile fare paragoni tra un girone e l’altro: di certo, noi ci siamo prefissi sin dal primo giorno l’obiettivo di cercare di entrare nei primi due posti, non lo abbiamo mai nascosto. Dire che mi aspettavo di essere a punteggio pieno è eccessivo, di certo speravo di fare bene e di trovarmi in alto, poi è chiaro che per fare 10 vittorie di fila servono tante cose, compresa la fortuna. Mi piace però sottolineare come quello che abbiamo raccolto fin qui sia il frutto di un lavoro duro, iniziato ad agosto: all’inizio ne abbiamo pagato lo scotto, poi siamo cresciuti pian piano.

P: La rosa per questa stagione è profondamente cambiata grazie a nuovi arrivi del calibro di Paulo Silva, Adriano di Maggio e Valerio Sampaolo. Come Le sembra si siano integrati i nuovi arrivi in un gruppo prettamente nostrano?
G: In realtà a ben guardare, i giocatori ‘non pressanotti’ sono meno di quelli che c’erano l’anno scorso in questa squadra (Silva, Di Maggio e Sampaolo hanno preso il posto di Pardales, Britos, Vosca e Bogdanov). Per quel che riguarda l’integrazione, è stata ottima e penso che sia merito di tutte e due le parti: i nuovi si sono fatti coinvolgere dal clima che si respira a Pressano, i giocatori del posto sono stati bravissimi a far sentire in famiglia questi ragazzi. In questo, anche la serietà e la presenza della società gioca un ruolo fondamentale.

P: Lasciare l’elite come allenatore per intraprendere un percorso con una squadra di A1 implica un progetto di base che una società come Pressano ha intenzione di portare a compimento. Quali sono gli obiettivi, anche futuri, che la sua squadra si è preposta?
G: L’idea con cui siamo partiti nella scorsa primavera è quella di costruire una squadra che possa competere senza troppi ritocchi anche nella categoria superiore. per questo l’età media della squadra è molto bassa, e per questo stiamo dando fiducia e minuti a tanti giovani pressanotti: è necessario che accumulino esperienza per poter reggere il campo ai livelli più alti. A Pressano c’è un ambiente ed un pubblico molto appassionato ed entusiasta: lo scopo di tutti noi è dargli soddisfazioni. Tuttavia sarebbe sciocco fare il passo più lungo della gamba, fare 1-2 stagioni al di sopra delle proprie possibilità e poi cadere all’indietro: meglio andare per gradi e mettere le basi affinchè i traguardi che – speriamo – si raggiungeranno poi diventino stabili e acquisiti.

P: Tornando al campionato, quali partite vede come decisive per quanto riguarda il ritorno? Dove si deciderà il campionato per Pressano?
G: La seconda parte del campionato è sempre più difficile della prima: i punti iniziano a pesare, gli stranieri cercano di ottenere la conferma per la prossima stagione, insomma tutti hanno maggiori motivazioni. Per fortuna, questo non riguarderà solo noi ma anche i nostri avversari diretti. In ogni caso, nelle prime 4 giornate noi abbiamo Sassari in casa, un avversario ostico, e 2 trasferte complicate come Mestrino e Imola: diciamo che essere a buon punto dopo queste prime partite sarebbe un bel passo avanti

P: Come ha trovato l’ambiente di Pressano?
G: Faccio fatica a parlare di questo, perchè ho paura di sembrare retorico, ma davvero l’ambiente di Pressano è quello che speravo: c’è grande entusiasmo, grande partecipazione.. C’è il gruppo degli Ultras Gialloneri che è davvero il nostro ottavo uomo, ragazzi che lottano e soffrono assieme a noi e che ci danno davvero una marcia in più. Ti rivelerò un particolare. Quando mi sono incontrato per la prima volta con i dirigenti del Pressano, ho detto loro queste parole: l’aspetto tecnico della squadra non mi spaventa, lo costruiremo assieme. Quello che vi chiedo è una sola cosa: entusiasmo e calore attorno alla squadra. E’ quello che stiamo vivendo. Il nostro modo di ripagare l’ambiente non sono le vittorie, che non dipendono solo da noi, ma il nostro impegno al 100%. Ecco: io non posso garantire che il Pressano vincerà sempre, ma che il Pressano darà sempre il 100% di quello che ha, quello si: è il nostro debito verso i tifosi e vogliamo onorarlo ogni settimana.

Continua a seguire PallamanoItalia: domattina saranno online le interviste a Marco Bossi e Andrea Guidotti, allenatori di Ambra e Ancona, entrambi in testa nel Girone B di Serie A1 Maschile.

di Luca Zadra
[Foto: Fotostudio 2000]

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3 Comments

  1. gino said:

    i vari Sanpaolo, Silva e Di Maggio non hanno paragoni con gli ex dell’anno scorso. Nessuna società di A1 si è mossa in tali termini sul mercato, per il Pressano la promozione è già scritta perchè altrimenti sarebbe una catastrofe e non ci sono rivali . Il fatto di non aver chiesto il ripescaggio in elitè, come ad esempio mezzocorona, dimostra invece la serietà della società.Prossimo anno, visto l’andazzo, faranno una bella elitè (se non la tolgono).

  2. bad boys 1995 said:

    ma un sito questa società non lo ha ? incredible

  3. Luca Zadra said:

    @ bad boys.. Ci stiamo organizzando anche per quello… Purtroppo siamo rimasti nell’ombra fino all’anno scorso quindi la necessità di possedere un sito aggiornato era pressoché nulla.. È evidente che con questo salto di qualità dovremo organizzarci anche dal punto di vista informatico; il nostro appoggio sul web per ora è la pagina Facebook, sempre aggiornata: tutto sta nelle mani della società che presumo di certo non tralascerà questo elemento di grande importanza:)

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