Doveva essere la giornata delle speranze per la nostra nazionale Under 17 impegnata all’MHC Championship. L’esito delle due partite giocate oggi non fa però altro che confermare quanto visto nelle giornate precedenti: due sconfitte su due. Se contro la Tunisia la partita era abbastanza difficile in partenza, contro il Gabon (fuori
classifica e comunque a secco come l’Italia) l’obiettivo era la vittoria, oggi più che mai alla portata.
Le attese sono state però tradite e quasi a sorpresa anche il Gabon è passato contro i nostri connazionali. 21-18 il finale per gli africani che si sono aggiudicati il primo e l’ultimo parziale (8-6 e 9-7), concedendo ai nostri ragazzi solo la parte centrale della partita, vinta comunque risicatamente, 4-5.
Inutile negare che questa uscita estiva della nostra selezione giovanile si stia tramutando in una debacle che, a scanso di miracoli domani contro la Croazia capolista alle 17:30 (16:30 in Italia), vedrà chiudere l’Italia all’ultimo posto della fase a gironi, con 7 sconfitte su 7, la peggior difesa e il peggior attacco (fino ad ora). Matematico è che l’Italia disputerà sabato la finale per il settimo e ottavo posto contro il Gabon.
di Luca Zadra












86 Commenti in "MHC Championship, l’Italia cade anche col Gabon"
Nel mio piccolo l’ho già fatto. Ma che lo facciamo io e lei serve a poco. Dobbiamo farlo tutti e su come farlo spetta alla federazione dirlo. Non sempre i talenti se li prende la pallacanestro e la pallavolo e comunque le fasi sensibili passano per tutti talenti e non. Poi dobbiamo ricordare che all’interno di tutto il sistema ocorre anche che ci sia competenza e meritocrazia, altrimenti ogni lavoro precedente diventa inutile.
Lino d’accordissimo sull’ultimo post, ma non troppo sul penultimo, qual metodologia deve indicare la FIGH? Sono state provate tutte le strade, il progetto continuità ad esempio era molto indirizzato nella direzione che indichi tu, ma ha prodotto risultati ? Zero di zero, nel senso che siamo rimasti dove siamo. Credo che sia importante la cultura personale dei tecnici, qua si continua ad avere una mentalità assistenzialista che non è quella giusta per un tecnico, in più noi prendiamo esempi che ci fanno comodo ( realtà tecniche in cui l’attività giovanile viene rigidamente e secondo me giustamente definita anche da punti di vista tecnico/tattici)ma non quelli che non ci fanno comodo ( la stragrande maggioranza dei paesi che ci sovrasta in classifica fa esattamente come noi), quindi obbligare ad esempio le difese profonde perchè assolutamente molto più utili per apprendere i fondamentali individuali di difesa e più aderenti alla psicologia dei giovani atleti, va bene , ma se l’allenatore insegna fondamentali che non esistono semplicemente perchè non ha idea di come si inizi a lavorare con un giovane atleta , per di più bloccato da vari problemi motori come giustamente indichi tu, è assolutamente inutile. I club devono sforzarsi di dare ai giovani non allenatori “occasionali” totalmente impreparati, ex atleti, stranieri, insegnati di scuola nel tempo libero, e su questo la FIGH non può fare NULLA. Questa storia di Zupo inoltre mi da sui nervi, intanto non è scappato, ma è stato costretto ad andarsene perchè nonostante le sue indiscutibili capacità ha trascinato l’Italia dal 27° posto al 31° nei due anni di lavoro con noi. E sul tema dl “la pallamano italiana è questa” giova ricordare che fu chiamato proprio perchè è questa la pallamano italiana e per portarla ad in livello più alto , lavoro in cui è TOTALMENTE fallito ma per cui ha preso SVARIATE decine di migliaia di euro. Per questo a lui NON è consentito fare affermazioni simili, cosi come non lo è a NESSUN allenatore di nazionale, giustificarsi e giustificare i risultati negativi con la pochezza dei suoi atleti è quanto di meno etico esista sulla faccia della terra. E’ una regola che vale per tutti gli allenatori degni di questo nome , in nazionale assume valori ancora più importanti. Un allenatore deve sapere qual’è il panorama interno in cui lavora, ma soprattutto deve conoscere quello esterno perchè solo così può collocarsi e sapere quali sono i gradini da salire e soprattutto come farli con obiettivi all’altezza dei propri mezzi tecnici, fisici e tattici.
Bè c’è anche da dire che presentò una lista di richieste con dodici-tredici punti, non mi ricordo, e ne furono realizzati due o tre, per completezza di informazione
Ciao Marco! Probabilmente ci sono paesi che fanno come noi, ma stanno ad un livello più alto, ma probabilmente avranno una scuola che non produce degli “analfabeti” a livello motorio. Certo la mentalità è molto importante, in certe nazioni ad esempio, nessuno si stupisce se il giorno prima dell’incontro i ragazzi delle giovanili, fanno un lavoro di forza. Perchè il loro obiettivo è “creare” dei giocatori e non “vincere un campionato giovanile”. Io insisto sulla metodologia proprio perchè ho avuto modo di vedere varie realtà e so come si lavora sui giovani, molti non hanno proprio idea da dove iniziare. Quindi mandare ai tecnici uan guida metodologica soprattutto a quelli che hanno la fortuna di prendere i bambini dai primi anni della scuola elementare potrebbe aiutare gli stessi a non commettere errori che sai meglio di me a quella età poi si causano problemi di ogni tipo che i ragazzi si portano indietro per tutta la vita. Sono molto pochi coloro che hanno fatto studi specifici, credimi una mano a queste persone va data!
@trespidi: su zupo volevo solo precisare che non e’ stato costretto ma lui ha voluto andarsene. Prima mettaimo zupo(tecnico di fama) a migluaia di euri poi si mette uno che non e’ tecnico. Scelte alquanto discordanti …prima scesi al 31 posto ora scesi a non so neanche dove.
Se sapeste il motivo per cui fu chiamato Zupo penso che vi fareste una gran risata tutti quanti. Inoltre quando a Vienna (Europei 2010) gli chiesi il perché di quella famosa dichiarazione “questa è la pallamano italiana” che tante polemiche aveva creato, a microfono spento mi chiese “ma davvero c’è stata polemica?” e lo lasciai perdere
Gino non è vero. Lui NON ha voluto andarsene, fidati.
Io non capisco una cosa, se una persona non è laureata in scienze motorie non può fare l’allenatore?
Io parlo per esperienza personale, sono 2/3 anni che alleno una squadra giovanile e di materiale ne ho abbastanza, passato da altri allenatori, trovato su internet ecc.. Poi il difficile è mettere insieme tutte queste informazioni e fare una programmazione che sia degna di questo nome. Se trovassi dei corsi che possano aiutarmi in questo e che magari mi diano delle dritte sulle priorità per ogni fascia d’età farei i salti di gioia. Se dovessi andare a casa di Trespidi o Soleti (tanto per citare 2 nomi) prenderei la mia macchina e ci andrei…
Ma la federazione non può fare nulla? Questo mi chiedo…
Zupo ha voluto ! Fidati.