MHC Championship, bilancio negativo al ritorno a casa

- Scritto il 25 giugno 2011 -

E’ andata. E’ stata dura, ma è andata. La settimana è finita.

Non è stato facile leggere sopra di noi Montenegro, Croazia, Qatar, Egitto, Tunisia, Turchia e Gabon. Ci hanno superato, ci hanno sovrastato, ci hanno lasciati in fondo, a guardare.

Sei giorni, otto gare. Otto sconfitte. Eccoli i segnali dell’MHC Championship, a cui potremmo aggiungerne altri ancora: peggior attacco, peggior difesa, in soltanto un’occasione sono stati realizzati almeno venti gol (24 contro Qatar). E infine settimo posto, giusto perchè il Gabon, che pure ci ha battuto e ribattuto, era fuori classifica. Fuori classifica e contenti, gli amici africani: con noi, e più con nessun altro, hanno vinto.

Settimo posto, mai così in basso la Nazionale agli MHC Championship. Mai era capitato che nessun’altra squadra finisse la competizione sotto di noi in classifica.

E’ successo quest’anno, nell’anno dei raduni frequenti, delle amichevoli, degli investimenti federali, delle aree, della fiducia rinnovata, del nuovo corso. E’ successo quando non poteva succedere. E’ successo anche più tardi del previsto: a Febbraio la Tunisia non ha potuto ospitarci per via dei noti fatti, il rinvio in estate ci aveva dato altro tempo, altri allenamenti, altri raduni, altri investimenti. Tanti quanti ne bastavano per lasciarci sperare in quei famosi segnali positivi.

Invece è successo: schiaffeggiati gli azzurrini, calpestato l’onore azzurro. Che qualcuno, da qualche parte, venga a dirci come si ricomincia adesso, dopo averle perse tutte. Che vengano a dirci come si fa. Noi, qui, non lo sappiamo davvero più…

di Luca Zadra

L'Autore dell'articolo

Vive a Pressano, paesino di ca. 500 abitanti molto legato alla pallamano, disciplina alla quale si affeziona particolarmente, appassionandosi col passare degli anni. Oggi è redattore di PallamanoItalia, oltre che Addetto Stampa della Pallamano Pressano e collaboratore con alcune testate locali.

11 Commenti in "MHC Championship, bilancio negativo al ritorno a casa"

  1. umili 26 giugno 2011 alle 21:31 · Rispondi

    @ fronte opposto di teorie predefinite ne siamo pieni fin sopra i capelli.Fai i nomi, dacci le referenze, curriculum e specialmente risultati sul campo.

  2. caselli 27 giugno 2011 alle 11:53 · Rispondi

    D’Accordo con Oveglia!

  3. curioso 27 giugno 2011 alle 12:04 · Rispondi

    Oveglia come ness’altro può far miracoli vedendo i ragazzi solo negli stage.
    Oveglia o chi altro può cambiare le cose lavorando sui ragazzi 4/5 volte alla settimana.
    Bisogna che ci sia una struttura che segua i ragazzi sempre con tecnici validi e professionisti a tempo pieno e per lavorare su tutto il territorio nazionale ci vuole una struttura ramificata nel territorio, ma non i tecnici regionali attuali che nella stragrande maggioranza dei casi hanno già un loro lavoro, una loro società da seguire ed in più spesso non hanno le capacità per un incarico di tecnico regionale ma sono solo persone disponibili ………..

Lascia un Commento