MHC Championship, bilancio negativo al ritorno a casa

E’ andata. E’ stata dura, ma è andata. La settimana è finita.

Non è stato facile leggere sopra di noi Montenegro, Croazia, Qatar, Egitto, Tunisia, Turchia e Gabon. Ci hanno superato, ci hanno sovrastato, ci hanno lasciati in fondo, a guardare.

Sei giorni, otto gare. Otto sconfitte. Eccoli i segnali dell’MHC Championship, a cui potremmo aggiungerne altri ancora: peggior attacco, peggior difesa, in soltanto un’occasione sono stati realizzati almeno venti gol (24 contro Qatar). E infine settimo posto, giusto perchè il Gabon, che pure ci ha battuto e ribattuto, era fuori classifica. Fuori classifica e contenti, gli amici africani: con noi, e più con nessun altro, hanno vinto.

Settimo posto, mai così in basso la Nazionale agli MHC Championship. Mai era capitato che nessun’altra squadra finisse la competizione sotto di noi in classifica.

E’ successo quest’anno, nell’anno dei raduni frequenti, delle amichevoli, degli investimenti federali, delle aree, della fiducia rinnovata, del nuovo corso. E’ successo quando non poteva succedere. E’ successo anche più tardi del previsto: a Febbraio la Tunisia non ha potuto ospitarci per via dei noti fatti, il rinvio in estate ci aveva dato altro tempo, altri allenamenti, altri raduni, altri investimenti. Tanti quanti ne bastavano per lasciarci sperare in quei famosi segnali positivi.

Invece è successo: schiaffeggiati gli azzurrini, calpestato l’onore azzurro. Che qualcuno, da qualche parte, venga a dirci come si ricomincia adesso, dopo averle perse tutte. Che vengano a dirci come si fa. Noi, qui, non lo sappiamo davvero più…

di Luca Zadra

Authors
Tags ,

11 Comments

  1. ito said:

    @luca…… mi sa che è semplicissimo: Persone giuste al posto giusto, programmazione concreta in tempi certi e motivazioni valide. Di allenatori ottimi in italia ce ne sono, senza andare a pescare all’estero… non si necessita di esterofili… così come non si necessita di persone TUTTO FARE italiane. Ogni allusione non è puramente casuale..

  2. Bravo Luca said:

    Ben scritto: invochiamo un commissario esterno! Un intervento umanitario della IHF

  3. vituccio said:

    Le motivazioni di questa sconfitte sono semplici, all’estero si preparano meglio. Anche se tecnicamente siamo più scarsi rispetto a Croazia e Montenegro, perdere di molto con le altre nazionali vuol solo dire scarsa forma fisica. Bisogna allenarsi di più e andare più preparati a certe competizioni, così evitiamo di fare certe figuracce.

  4. umili said:

    Quelli che hanno sbagliato umilmente se ne vadano,non serve nemmeno che ci chiedano scusa: tutta la cordata,nessuno escluso.La rinascita può avere un solo nome e cognome: Giorgio Oveglia ( anche perchè il buon Nasta ne ha già troppo di lavoro con le femminili ). Tutto il resto viene ben dopo.

  5. bluoltremare said:

    chi ha visto le finali U 18 a Trieste spero abbia ammirato la grinta ma anche la “lettura” delle situazioni tattiche di Oveglia. A livello giovanile (ma non solo) e’ difficile trovare di meglio.

  6. bluoltremare said:

    mi scuso aggiungo un pezzetto al commento precedente. Oveglia, secondo me non va valutato solo per le finali U18 di Trieste, tutto sommato scontate, ma per quelle vinte a Meran con una squadra piu’ giovane delle altre e in una finale tirata allo spasimo, oppure per le partite tiratissime contro l’Oderzo, giocate sempre sul filo di 1-2 reti di differenza. Quando il gioco si fa duro, Oveglia iniza a giocare e i suoi ragazzi gli vanno dietro con ferocia agonistica….

  7. fronte opposto said:

    Servono allenatori veri ma collegati tra loro. Si metta un capo ct alla nazionale senior, due assistenti e poi si scelgano con loro gli allenatori delle giovanili. Dire Oveglia x le giovanili non ha senso, bisogna fare uno staff

  8. pensierino said:

    Prima di parlare dei tecnici ….farei un pensierino su colui, ancora non si sa perche, e’ stato messo come messia dell’handball maschile!

  9. umili said:

    @ fronte opposto di teorie predefinite ne siamo pieni fin sopra i capelli.Fai i nomi, dacci le referenze, curriculum e specialmente risultati sul campo.

  10. curioso said:

    Oveglia come ness’altro può far miracoli vedendo i ragazzi solo negli stage.
    Oveglia o chi altro può cambiare le cose lavorando sui ragazzi 4/5 volte alla settimana.
    Bisogna che ci sia una struttura che segua i ragazzi sempre con tecnici validi e professionisti a tempo pieno e per lavorare su tutto il territorio nazionale ci vuole una struttura ramificata nel territorio, ma non i tecnici regionali attuali che nella stragrande maggioranza dei casi hanno già un loro lavoro, una loro società da seguire ed in più spesso non hanno le capacità per un incarico di tecnico regionale ma sono solo persone disponibili ………..

Comments are closed.

Related posts

Top