Mancano tre giornate alla fine del campionato di A1 e dopo qualche anno in ombra, Trieste pare aver ritrovato la via dell’Elite. Dimentichiamoci le rinunce degli ultimi anni e, se le cose dovessero andare dal verso giusto per i giuliani, prepariamoci a rivedere i biancorossi nella massima serie.
Tornerebbe il grande Chiarbola, tornerebbe buona parte della storia della pallamano italiana, tornerebbe, con i suoi 40 anni sulle spalle, Marco Lo Duca, simbolo tra i simboli della Pallamano Trieste di oggi.
L’ala destra triestina ha gentilmente concesso a noi di PallamanoItalia un’intervista in vista di questo finale di campionato, occasione per parlare comunque della pallamano in generale.
PALLAMANOITALIA: La promozione in Elite è vicina: se dovesse arrivare, dove può e dove soprattutto vuole andare questo Trieste?
MARCO LO DUCA: Intanto speriamo di arrivarci, è un traguardo che è alla nostra portata ma sicuramente le ultime tre sfide che ci aspettano sono molto impegnative.
P: Rush finale di stagione al cardiopalma: a Merano sarà gara infuocata, poi Romagna e Sassari. Ultime 3 partite decisive: da veterano come prenderete queste sfide, con che animo e con che tattica?
LD: La trasferta di Merano di sabato 30.04 è la partita cruciale, loro se non sbaglio hanno fatto più punti di tutti nel girone di ritorno, sono in grossa ascesa e fortemente motivati. Una squadra completa in tutti i ruoli e un po’ come noi hanno il giusto mix tra giovani e veterani, sarà sicuramente molto dura. Poi in casa con Romagna, una squadra per noi sempre ostica, che verrà sicuramente a Trieste per fare la partita e vincere in modo da dare lustro alla loro stagione. Infine l’ultima trasferta a Sassari, speriamo che in quel momento i giochi siano fatti perché altrimenti anche lì li troveremo con il coltello tra i denti. Lo spirito sarà quello che ci contraddistingue da sempre, cercare il massimo risultato e cercare di agguantare questa promozione che da un paio d’anni ci troviamo a conquistare sul campo, per poi rinunciare per motivi strettamente economici.
P: Il ritorno in elite della società più titolata in Italia: tu hai visto crescere Trieste, hai visto i suoi successi e le sue difficoltà. Cosa si prova a tornare nella massima serie? Com’è il clima nell’ambiente triestino di fronte a questo risultato e cosa rispondi a chi diceva che avreste tirato i remi in barca per queste ultime partite?
LD: Il ritorno in Elitè , prima di tutto dobbiamo ancora conquistarcelo tutto, quello che posso dire, è che rivedere Trieste in Elitè dopo le rinunce degli anni passati, è sicuramente per me, ma per tutta la società un grosso traguardo, per cui abbiamo sempre lottato e che assolutamente vogliamo conquistare, per riportare la Pallamano Trieste dove gli compete di stare. In merito a chi sosteneva di aver tirato i remi in barca, per non salire, posso solo dire di rivedersi le nostre partite, dove abbiamo perso è stato perché gli avversari hanno giocato meglio di noi.
P: 40 anni appena compiuti e uno sguardo ai giovani: dì la tua sui giovani pallamanisti italiani, chi emerge secondo te, chi merita. Ma soprattutto, a Trieste quanto conta e quanto conterà il settore giovanile, che resta comunque uno dei più forti in Italia?
LD: Quello che posso dire è che nel nostro sport oggi investire sui giovani è l’unica strada per le società per poter andare avanti. Se riguardo al passato degli ultimi vent’anni, ci sono stati anni in cui era facile – soprattutto perché c’erano le risorse economiche che lo permettevano – prendere stranieri di fama, o giocatori italiani già affermati, ma oggi non essendo più così, l’unica soluzione è far crescere i propri giovani, ed in questo senso mi sembra che parecchie società come in A1 Pressano, Merano, noi o Bologna, Fasano in Elitè si stiano muovendo, e spero che i risultati presto si vedano, anche in ottica di squadra Nazionale. Per quanto riguarda noi, da quest’anno i vari Oveglia, Anici, Pernic e Postogna sono entrati in pianta stabile in prima squadra, e devo dire la verità, ci hanno dato una grossa mano in più di qualche occasione.
P: Come vedi procedere la tua carriera? L’anno prossimo ti vedremo nei campi d’elite oppure la via della dirigenza è già aperta?
LD: Comunque vada quest’anno, penso e spero di giocare ancora il prossimo anno in qualsiasi categoria sia la Pallamano Trieste.
P: Infine un pronostico sullo scudetto: chi vincerà secondo te?
LD: Per quanto visto fin ora, mi sembra che le semifinali saranno parecchio combattute, Fasano – Bologna e Conversano – Bolzano penso siano le squadre senz’altro migliori di questo campionato. Comunque farò il tifo per il mio amico Tarafino.
di Luca Zadra
[Foto: Francesca Olenik]
Caro Marco, gli anni passano eccome. Onore a Nadoh, Visintin, Carpanese ecc. Gli under 18 hanno 10 marce in piu. Tutto il resto è opinabile.
un campionato della massima serie vero esiste solo con Trieste in elite. Poi mi auguro che con un allargamento a 14 squadre prima o poi possa salire anche il Merano. Per i prossimi anni mi auguro un campionato con Rubiera, Varese e Imola stabilmente in Elite. Puntiamo a fare crescere in nostri giovani e basta. Auguro al Bologna che vinca questo campionato, se lo meriterebbe tutto per quello che ha fatto in questi 42 anni per la pallamano italiana. Penso che Tarafino abbia vinto giá abbastanza.
Scusa l’ignoranza,ma Varese chi sarebbe?
@ Andrea, mi sembra solo Cassano Magnago
Tarafino visto con il Mezzocorona può tranquillamente e serenamente ricoverasri in casa di riposo.
Speriamo che i giovani si svezzino prima dei quarant anni altrimenti dobbiamo fare un altro libro.
Tarafino col Mezzocorona in casa di riposo?Meglio non esprimersi,se a 40 anni detta ancora i tempi….così ben venga
la casa di riposo per il Tara è chiusa ..di conseguenza resta il migliore ( il dramma che dietro c’è il buio)
Va la, va la ma chi vuoi che ti creda ??!
Un po troppo fuori forma e con acciaccato fisso. Difficile.
Aho raga, siete andati.