È un dibattito che si protrae dall’inizio dell’anno, riguarda le società di A1 ed è una delle novità introdotte dal Consiglio Federale per la stagione 2010/2011: la Cassa di Compensazione. Ci si era lasciati all’incontro tra le società dello scorso 28 novembre il cui risultato era stato sintetizzato dalla Federazione tramite queste parole: “Nessuna proposta unitaria è pervenuta sul tema della cassa di compensazione”.
Nulla di fatto e quindi ci si riprova con un nuovo incontro tra le società, ma anche questa volta il Consiglio Federale ne trae un nulla di fatto.
Ma l’opinione di chi quell’incontro tra le società l’ha guidato è contrastante, e dunque Raffaele Torello della società CUS Chieti ci ha fatto pervenire un documento dove, accomunando le opinioni delle società stesse, delucida la vicenda e la situazione attuale. Di seguito la lettera inviata alla Federazione.
Riceviamo e pubblichiamo:
“[...]
Alla fine, come da più parti ipotizzato, le conclusioni sulla cassa di compensazione sono davanti a tutti. Al fine da ben evidenziare i vari passaggi di questa ennesima dimostrazione di incapacità da parte di tutte le componenti il nostro mondo di affrontare in modo serio i veri problemi, credo sia opportuno fare un piccolo riassunto delle “puntate precedenti”
- La Federazione Italiana Giuoco Handball nel Vademecum per la Stagione Agonistica 2010/2011 inserisce a pag. 52 la seguente dicitura: “per la stagione sportiva 2010/2011 verrà costituita una sede di valutazione e garanzia [...] con il compito di definire i criteri applicativi di una sorta di cassa di compensazione…”
- Su indicazione della Federazione viene indetta una riunione tra le varie società con argomento, tra gli altri, la “costituzione di una sede di valutazione e garanzia” in modo da, cito letteralmente il Comunicato della FIGH, “poter stabilire dei principi comuni che consentano di riequilibrare le spese, nel rispetto delle spese gestionali di ciascuna società. In questo modo la voce “trasferte” non costituirà più in futuro una discriminante tra i gironi in cui sarà divisa la serie A/1”. (!!)
- In tale sede, dopo ampia discussione ed “al termine delle valutazioni proposte dai club presenti, vengono nominati, a sorteggio, i seguenti componenti : Torello, Petazzi, Mura”.
Da quanto sopra si evince che:
- E’ stata la FIGH a manifestare la necessità di istituire una Commissione di Valutazione e garanzia
- La voce trasferte è una discriminante tra i gironi di Serie A1
- I componenti la Commissione sono stati scelti a sorteggio
- Il compito della Commissione era (o è) quello di stabilire i principi che dovevano riequilibrare le discriminazioni di cui al punto 2 e, si presume, comunicare tali principi alla Federazione
Alla luce di quanto sopra scritto, la Commissione di Valutazione e Garanzia, dopo varie proposte, alcune rinunce e conseguenti surroghe, dopo alcuni incontri, dopo varie telefonate e mail, ha “partorito” una proposta unanime che è stata inviata dai tre componenti alla FIGH per e-mail.
Si evince quindi che una proposta ufficiale e condivisa esiste! E’ bene che tutti sappiano che nei vari momenti di discussione erano state avanzate ulteriori proposte che possiamo così riassumere:
- Affidarsi al modello della Lega Basket Femminile di A2 che da parecchi anni applica tale sistema;
- Rinuncia alla sussidarietà per l’anno in corso da parte delle società continentali del centro sud purchè nella prossima stagione sportiva le squadre siciliane fossero inserite nel Girone Nord.
- Altre varie proposte
Alla luce di quanto sopra mi vengono le seguenti riflessioni:
- Non capisco per quale motivo nell’ultima comunicazione fatta dalla FIGH viene scritto dal Segretario Dott. Adriano Ruocco, “….prendendo a conclusione atto del fatto che nessuna soluzione condivisa tra tutte le società è stata raggiunta, e che di conseguenza nessun documento contenente una proposta attuativa è stato sottoposto alla valutazione della Federazione” quando è facile dimostrare che un documento condiviso da parte della commissione esiste.
- Non capisco per quale motivo la federazione ha inteso coinvolgere TUTTE le Società dal momento che il percorso previsto DALLA FEDERAZIONE stessa non era un percorso condiviso da TUTTE le Società ma era la commissione di valutazione e garanzia a dover trovare un “percorso condiviso” (fatto) e, successivamente, la Federazione stessa doveva prendere atto di tale percorso e adottarlo, prendere una qualsiasi ulteriore decisione o comunque affrontare il problema.
Tant’è che quando ricevetti la convocazione per la riunione delle società chiamai il Dott. Ruocco facendogli presente che non era il caso di fare una riunione colleggiale perché si sarebbe arrivati ad un nulla di fatto vanificando quindi il lavoro della commissione. Mi fu ribadito che il Presidente desiderava che il documento fosse illustrato a tutte le società.
E’ ovvio che quando le società devono prendere decisioni che toccano le finanze delle società stesse non si potrà mai raggiungere una condivisione di intenti e non si può quindi pretendere una solidarietà totale. A questo punto dovrebbe entrare la politica che assumendosi delle responsabilità che scaturiscono dal mandato che ricevono dai tesserati dovrebbe prendere delle decisioni che non possono essere quelle di “lavarsene le mani“, lasciando lo status quo.
Malignamente mi sorge il dubbio che per poter volutamente far decadere tale cassa di compensazione, si sia voluto coinvolgere tutte le società, ben sapendo l’esito finale! Probabilmente qualche membro del C.F., pressato dalle società del Nord ha voluto rimettere tutto in gioco facendo fare delle proposte ridicole in quella riunione e sapendo che si sarebbe arrivati ad un nulla di fatto.
E’ evidente che quanto da me riportato è la chiara dimostrazione dei veri problemi della pallamano: ogni Società guarda al proprio orticello! Cosa può importare ad una Società del girone A se una Società del Centro spende per trasferte il doppio od il triplo di una società del Nord ? E come si può pretendere che una società del Nord si “tassi” per evitare tale “discriminazione” (parole della Federazione)? E’ evidente che andando avanti così, e l’anno prossimo sono previste 5 squadre siciliane, parecchie società del Centro/Sud dovranno fare a meno di partecipare al campionato di A1.
L’organo politico della Federazione (leggasi C.F.) come al solito nelle decisioni che coinvolgono le società, vedasi composizione gironi o ristrutturazione campionati, si muove cercando di non rompere delicati equilibri al proprio interno ed in questo caso a maggior ragione soprattutto perchè che ci si avvicina alle prossime elezioni.
Il compito “politico” della Federazione è quello di risolvere i problemi affrontandoli una volta per tutte ed evitando “discriminazioni” e situazioni che hanno solo ed esclusivamente il risultato di far perdere quella maledetta passione che accomuna molti. In questo caso la discriminazione è sotto gli occhi di tutti ed il C.F. ha il dovere di risolvere questo problema, e la cosa peggiore è lavarsene le mani.
Il sottoscritto ancora una volta manifesta la propria personale indignazione per quanto sopra; è mio dovere morale ed anche dirigenziale continuare la mia battaglia per evitare, parole della Federazione Italiana Giuoco Handball, la discriminazione che colpisce la Società che mi onoro di rappresentare.
Saluti, Raffaele Torello”
Di fatto la situazione è quella stabilita dalla Federazione secondo la quale non si è raggiunto alcun accordo. Ora le società si muoveranno di certo per illustrare i risultati degli accordi e per riuscire a creare finalmente la previsa Cassa di Compensazione.
di Luca Zadra













13 Commenti in "Cassa di compensazione, Torello: “L’intesa tra le società c’è”"
Ci sono squadre che chiedono il ripescaggio in una categoria, chiedono fondi a enti vari, pagano professionisti e per spostarsi vanno a chiedere soldi agli altri… ciascuno tira l’acqua al suo mulino… ma “discrimunati” sembra eccessivo
Tutti guardano il proprio orticello, lei per primo. Lei che si permette di voler usare il pacco “isole” a suo piacimento, lei che investe + di 6/7 mila euro nei giovani , lei che non ha problemi economici ecc. Invece ci sono tanti che non si possono permettere di finanziare anche i suoi bilanci. Poi faccia quello che vuole , metta le isole, tagli l’Italia , faccia sei gironi o unico, Non c’è problema, quelli come noi che che i soldi (purtroppo pochi) li investiamo nel nostro orticello, come già detto, ci iscriveremo nei campionati regionali, va bene ? Ci sono tanti anche al nord che lavorano 35 anni nella pallamano, ma a lei non interessa, lei vuole la cassa del mezzogiorno ecc ecc. Poi a riguardo della beneficenza…..lasciamo perdere. Mi sembra che la sua giustizia e’ riservata solo per il suo orto. Ma nel nostro mondo purtroppo siamo nati per piangere e lamentarsi. (sempre degli altri)
Mi sta venendo da vomitare a leggere sti commenti, invito i moderatori a chiudere la discussione…