Una carriera infinita, 30 stagioni in prima linea quelle di Stefano Bonazzi, il veterano della Handball Carpi che a 45 anni compiuti lo scorso agosto si sta confermando fra i pilastri biancorossi anche in questo primo scorcio di stagione, con 10 reti in 4 uscite. Sabato, quando alla Vallauri
arriverà il sorprendente Parma (reduce da due vittorie di fila), Bonazzi respirerà aria di derby, visto che a Parma è nato, abita e coi ducali ha anche iniziato a giocare. “Parma è casa mia – racconta – anche se dal punto di vista sportivo i ricordi si perdono nel tempo. Prima che un derby, quella con Parma è però una sfida che conta per vedere se stiamo davvero crescendo”.
Dall’alto della sua esperienza Bonazzi può tracciare un quadro di queste prime 4 gare della stagione. “Gli addetti ai lavori ci mettevano in prima fila in estate – prosegue – ma noi sapevamo bene che sarebbe stata più dura del previsto amalgamare un gruppo tutto nuovo. Dopo le due promozioni c’è stata una rifondazione e sono stati uniti due gruppi, giovani da una parte e più esperti dall’altra. Non è un mix facile da assemblare e c’è ancora tanta strada da fare”. Bonazzi ha individuato dove i biancorossi devono ancora lavorare.”Ci manca un po’ di personalità, pecchiamo nella gestione delle gare. Anche nelle due vittorie casalinghe con Leno e Oderzo, dopo essere partiti bene, ci siamo fatti riprendere sempre, chiudendo in sofferenza. Invece di fare noi la gara che vogliamo e fare adattare gli altri, succede il contrario e questo è un difetto importante. Il gruppo però ha tante potenzialità e alla fine solo il ko d’esordio a Casalgrande non ci sta, perché anche la sconfitta di Merano è arrivata dopo un’ottima gara. Diciamo che attualmente possiamo vincere o perdere con tutti. Ma se la società avrà pazienza, il progetto ha basi solide e il sogno sarebbe in qualche anno tentare la scalata all’Elite”.
Quella di Bonazzi è una carriera da fare invidia, 30 anni con le maglie di Parma, Forze Armate, Trieste, Modena, Rubiera, Nonantola e infine da tre stagioni a Carpi, in mezzo anche una cinquantina di gare ufficiali con la Nazionale (debutto nell’86 in Jugoslavia), impreziosite dalla partecipazione al Mondiale del ’97 (l’unico della storia dell’Italia) e dall’argento ai Giochi del Mediterraneo di Atene nel ’91. Ma di smettere ancora ne vuole sapere. “Decido anno per anno – sorride – ma fino a quando c’è la voglia non smetto. Quando capirò che in campo non riesco più a dare qualcosa alla squadra, quello sarà il momento di chiudere. E spero di accorgermene io, prima che me lo dicano gli altri…”.
Ufficio Stampa Handball Carpi – Davide Setti
Grande Bonimba.. numero uno… e gran braccio!
Grande Stefano, sempre un numero uno! Anzi numero 13…. Ciao!
Bonner può ancora dare molto alla squadra, soprattutto fuori dal campo eh, eh, eh! Un esempio di voglia, dedizione etecnica per molti giovinastri!