Trillini entusiasta: “Ho un gruppo perfetto”

Terminata la Regular Season si tirano le somme. Riccardo Trillini, il tecnico campione d’italia lo fa senza timori, felice e fiero dei suoi ragazzi e, qualche volta, con un tono che “sfiora” la polemica. Ma da campioni, si sa, tutto è concesso. Sembra un fiume in piena. Ha voglia di parlare. Tutto questo periodo di silenzio stampa lo sfoga così.

“Abbiamo dimostrato ancora una volta di essere li, in testa alla classifica, perché meritiamo di esserci”, sbotta Trillini con un’aria da ragazzino che vince il campionato con la sua squadra del cuore, “Sono stati tutti bravissimi – sottolinea – tutti. Sapete, arrivare primi nella Regular Season, purtroppo vuol dire poco, nel senso che siamo al pari delle altre, ma permettetemi di manifestare tutta la mia gioia. Il regolamento italiano ci pone in una condizione di “parità”, diciamo che la nota positiva è giocare la seconda partita in casa, quindi si “rischia” di vincere con i nostri tifosi al seguito”.

Punto dolente quello dei tifosi, ma Trillo, da buon moderatore, non spinge troppo con le sue opinioni. “Diciamo che sarebbe stato più giusto avere un tifo più caloroso. I ragazzi si sono sempre impegnati al massimo. Sapete tutti, ormai, quali problemi abbiamo dovuto affrontare durante questo campionato, eppure, nessuno escluso, hanno sempre dato il massimo in campo, portando a casa una serie di vittorie e, se non bastasse, il primo posto nella fase regolare del campionato con un turno di anticipo. Insomma, direi che di più non si poteva proprio chiedere a dei ragazzi che, per 4 mesi, non hanno preso neanche uno stipendio”.

Ricordiamo tutti quanti (la notizia ha fatto il giro dei media, ndr) la partita casalinga contro il Bolzano, in cui i giocatori misero su uno “sciopero” e manifestarono con uno striscione che enunciava: <4 mesi senza stipendio, e ora anche senza società>.

“Devo dire – continua mister Trillini – che dopo quella sera abbiamo sentito un calore diverso. E’ come se una parte di tifosi avessero capito che davvero davamo il massimo per la nostra maglia, per questi colori, per questa città. Eppure – (e qui il coach ha dovuto respirare profondamente ) – c’è chi si è permesso di darci quasi degli stupidi per essere rimasti. Sarà, ma io credo si possa solo parlar bene di ragazzi che hanno avuto la loro forza. Un gruppo unito e forte che ha messo da parte tutto pur di continuare a giocare dando il massimo. Certo, se non ti alleni con continuità, la differenza si vede. E anche qui, ovviamente senza volermi riferire a nessuno in particolare, posso dire che fanno male a pensare che i giocatori forti vanno avanti e vincono a prescindere. Credo che sabato scorso, nel derby contro il Fasano, il Conversano abbia espresso il suo miglior gioco. (Concordiamo, ndr) Una partita perfetta sotto tutti i punti di vista”.

Insomma meglio di così non poteva andare. Trillini è entusiasta del suo gruppo e vuole farlo sapere a tutti. Ormai, come il resto dei suoi colleghi, con la testa ai play off.

“Credo che tutti gli allenatori stiano pensando già ai play off – conclude il mister – la partita che giocheremo sabato sarà una sorta di “allenamento”. Nessun risultato, in nessuna delle partite, potrà cambiare qualcosa. Lasciatemi fare un appello – dice – chiedo a tutti i tifosi di seguirci nei play off. Faremo il nostro meglio, come sempre, ma dobbiamo essere in tanti. Giocare con una bella cornice di pubblico, credetemi, è tutt’altra emozione”.

Allora mister, il vostro appello lo giriamo a tutti i tifosi. Venite tutti. Sarebbe carino vedere il Palasangiacomo pieno. D’altronde siete voi che ogni giorno, o quasi, mi ricordate di quanto bello fosse prima, con il palazzetto pieno. La strada è sempre la stessa. Noi ci saremo.

Ufficio Stampa HC Conversano

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2 Comments

  1. Pressing said:

    La formula dei playoffs è incommentabile, mai vista una cosa del genere!

  2. Gino said:

    Solo da noi potevano inventarsi queste regole. Poi un élite a nove con il terribile turno di riposo e noiosissima con i play off senza la bella e una finale al meglio delle cinque gare, già lo spettacolo tecnico langue e mettiamo ste regole , possiamo aprire una casa di riposo. Inoltre non dimentichiamo gli “spettacolari” rigori dopo i pareggi con zero (!) punti a chi perde. Ma il gatto e la volpe vivono su Marte?

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