Le azzurre “del futuro”: parlano Ferrari e Pocaterra

PallamanoItalia: Dopo la mancata qualificazione in Under 19, si è tanto parlato di “rabbia” da cui ripartire per i progetti futuri. Qual era, qual è, soprattutto quale sarà lo spirito del gruppo azzurro d’ora in poi?
Elisa Ferrari: Lo spirito del nostro gruppo è cambiato notevolmente dall’anno scorso ad oggi, evolvendosi ed acquistando sicurezza. La rabbia che avevamo a fine partita rispecchia in pieno la nostra grande voglia di vincere e questo ci servirà molto in futuro quando avremo tutte le carte in regola per poterci affermare a livello internazionale.
Giulia Pocaterra: Il risultato non influisce, non ha influito ne tanto meno influirà mai sullo spirito che si è venuto a creare nella squadra, cambieranno decisamente le aspettative da parte nostra cercando di puntare sempre più in alto ma sempre con lo spirito collaborativo che ci ha accompagnato fino ad ora.

PallamanoItalia: Quanto credete conterà l’esperienza internazionale acquisita battendo la Repubblica Ceca e sfiorando la qualificazione nelle prossime partite contro altre nazionali?
Elisa Ferrari: L’esperienza accumulata vincendo con la Rep. Ceca ci ha dato modo di prendere coscenza delle nostre capacità. Non siamo riuscite a centrare la qualificaizone perchè come squadra non siamo mai stati abituati a giocare partite importanti punto su punto e la partita contro la Slovenia ci ha dato la possibilità di capire come ci si deve comportare in match decisivi.
Giulia Pocaterra: L’esperienza che abbiamo fatto sicuramente ci ha aiutato a capire che è niente è impossibile e che la squadra può comunque raggiungere importanti risultati lavorando duramente e insieme.

PallamanoItalia: Sentirsi un po’ il punto di partenza del rinnovo italiano cos’è per voi, così giovani: un peso o un onore?
Elisa Ferrari: Per nessuna di noi è mai stato un peso rappresentare la maglia azzurra anzi, è sempre un grandissimo onore. La responsabilità è sicuramente tanta, ma siamo pronte a farcene carico e grazie anche al nostro affiatamento sempre maggiore riusciremo a dimostrare la validità di questo progetto.
Giulia Pocaterra: E’ un onore ma pur sempre una responsabilità non da poco. C’è sempre la paura di deludere, ma è più forte la voglia di dimostrare quello che possiamo fare, non solo agli altri ma in primo piano a noi stesse.

PallamanoItalia: E’ noto che sarete l’ossatura della prossima Nazionale “collegiale”, annunciata da poco dalla Figh: cosa vi attendete da questa nuovissima esperienza?
Elisa Ferrari: L’esperienza del collegiale sarà l’occasione per creare con la nazionale un vero e proprio club, dove si rafforzeranno ulteriormente le dimaniche della squadra e dove avremo l’opportunità di crescere sia dal punto di vista atletico che umano. Gli obbiettivi che ci sono stati posti sono tanto impegnativi quanto stimolanti, ma questa esperienza ci ha dato la consapevolezza di poterli raggiungere.
Giulia Pocaterra: Lavorare insieme è un’occasione importante per crescere individualmente ma soprattutto come squadra. Credo che tutte ci aspettiamo di migliorare e di fare esperienza anche con gente molto più esperta di noi che sicuramente ci può insegnare davvero tanto sia a livello sportivo che umano.

PallamanoItalia: Con il lavoro dello staff tecnico, assieme ai vostri “colleghi” della maschile, state dimostrando al movimento italiano che c’è un futuro, che si può costruire qualcosa di importante anche nel nostro paese, credendo in questo sport. Insomma, la pallamano italiana è più viva che mai, non credete?
Elisa Ferrari: Per ottenere risultati ed essere competitivi la strada è questa. Altre nazioni l’hanno intrapresa da anni e i risultati si vedono, ora tocca a noi dimostrare che con le medesime risorse non siamo secondi a nessuno. I primi risultati li abbiamo già ottenuti anche senza collegiale ma con un buon percorso di stage mensili. Allenandoci tutti i giorni insieme possiamo davvero puntare in alto!
Giulia Pocaterra: I risultati parlano da soli, direi che ora sta a noi scrivere questa nuova pagina, iniziando dal progetto del college. Ora sicuramente la nostra mentalità è diversa, non è più uscire dall’Italia ed essere consapevoli di perdere con uno scarto di 20 ma lottare e crederci fino alla fine perchè, come abbiamo provato in Ucraina, possiamo farcela.

di Désirée Dalla Fontana

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