Gambera: “Perchè in A2? Sapevo di trovare un bel campionato”

- Scritto il 21 febbraio 2011 -

Gioca in Serie A2 Femminile, ma alle spalle ha più di qualche presenza in Serie A1. E’ Paula Gambera, attualmente portiere del Ferrara (Girone A), che si è concessa ad una chiacchierata ‘sportiva’ su PallamanoItalia.

PALLAMANOITALIA: Benvenuta Paula e grazie per aver deciso di rispondere alle nostre domande. Partiamo subito con la domanda più importante: come mai hai deciso di andare a giocare in A2 nel Ferrara?
PAULA GAMBERA: Devo dire che è stata una decisione presa abbastanza in fretta, ma ora a distanza di qualche mese non mi pento assolutamente della mia scelta, anzi sono molto contenta di essere qui. Ho deciso di venire qui a Ferrara per vari motivi: il primo e fondamentale per me era che sapevo di trovarmi in una società molto seria e sapevo che non dovevo avere nessun tipo di problema; il secondo perché il campionato di A2 mi sembrava interessante, con 11 squadre dove ora tante stanno lottando per i primi posti e ultimo ma non meno importante perchè sapevo di poter guadagnare tanti minuti in campo che per me è fondamentale.

P: Dopo aver giocato in squadre come Bancole e Conversano, cosa trovi di diverso ora che ti ritrovi in questa categoria e in questa squadra?
G: Penso che la differenza piú notevole sia il livello, in A1 tante sono professioniste e ci sono piú straniere che alzano il livello. In A2 trovi tante ragazze giovani tra le titolari e penso che questo sia una cosa buona per farle crescere. Dal punto di vista societario devo dire che non ho trovato tante differenze, comunque il Ferrara gli ultimi anni ha sempre partecipato all’A1 e quindi sono molto abituati e organizzati con tutto.

P: Cosa ti aveva spinto a venire a giocare in Italia?
G: Sono arrivata in Italia con la voglia di fare una nuova esperienza, di conoscere un’altra realtà per quanto riguarda la pallamano e soprattutto sono partita con la voglia di imparare tanto, di conoscere un’altra cultura, posti nuovi, insomma di fare un’esperienza anche di vita.

P: Che differenze hai trovato appena sei arrivata qui rispetto alla pallamano che si praticava in Uruguay? E vista la tua giovane età com’è stato il distacco?
G: Le differenze sono tante, in Uruguay devi pagare per giocare, forse sembrerà strano ma é proprio così. Chi partecipa deve pagare ogni mese il club e penso che questa sia la differenza piú notevole. Poi da noi si fa solo ed esclusivamente per passione questo sport però da piccoli ci insegnano che é anche una responsabilità per te e soprattutto per la squadra, e questo penso che sia un valore che tanti ragazzini dovrebbero imparare, anche per far crescere questo sport. Il distacco non é stato facile, non é mai facile andarsene di casa, senti tanto la mancanza della famiglia, degli amici, ma avevo tanta voglia di fare questa esperienza e devo dire che adesso mi trovo molto bene in Italia.

P: Credi che la scelta di Bancole di ritirare la squadra sia stata giusta?
G: Non penso sia stato il modo giusto di fare, ma loro avevano tanti motivi per farlo.

P: Cosa pensi del fatto che ora le squadre del massimo campionato siano rimaste solamente in 6 visto il ritiro di Bancole e Ferrara?
G: É un po’ triste vedere il massimo campionato con solo 6 squadre, sopratutto per le giocatrici, giocare sempre con le stesse 5 squadre penso che possa diventare anche noioso. Anche se il livello sicuramente é salito visto che ci sono le migliore italiane e straniere divise tra queste. Penso che sia un momento difficile per la pallamano femminile, e questo lo dimostra, ma lavorando tanto, sopratutto con i piccoli, penso che si possa migliorare tanto a lungo termine, io sono ottimista e dico che questa situazione se si vuole potrà essere cambiata.

P: Vista la tua giovane età cosa sogni per il tuo futuro come giocatrice e come persona?
G: Io sono arrivata in Italia con l’idea di fare un anno di questa nuova esperienza e tornare a casa. Ma anno dopo anno decidevo di rimanere per un motivo o per l’altro. Adesso mi sono anche fidanzata e quindi ho un motivo in più per rimanere. Sogno di giocare ancora per tanti anni e poter continuare a crescere, e poi sicuramente studiare per il mio futuro lontano dato che tutti sappiamo che la pallamano come tutti gli sport non durerà per sempre!

P: Per finire: che obiettivo ti sei posta all’inizio di questa stagione per te come giocatrice? E con la squadra?
G: Personalmente avevo come obiettivo guadagnarmi il posto in campo e giocare molto e cercare di dare il meglio per fare un buon campionato. Con la squadra ovviamente si vuole sempre vincere, e penso che la squadra abbia tutte le potenzialità per arrivare tra le prime tre. Le cose che ci stanno tenendo fuori da questo posizioni sono i 5 punti di penalizzazione iniziali e le ultime 2 sconfitte di una rete, ma il campionato é lungo e daremmo il massimo fino alla fine.

P: Chi pensi vincerà il tuo campionato? E per quanto riguarda invece l’A1?
G: Per quanto riguarda l’A1 penso che sulla carta dovrebbe essere Sassari a vincere. Ha la squadra più completa guardando tutti i ruoli, ma la palla é rotonda per tutti e essendo in 6 squadre una sconfitta o una vittoria potrebbe cambiare tutta la classifica. Comunque anche il Teramo ha un’ottima squadra e darà del filo da torcere a tutte nella fase che le aspetta! Per quanto riguarda invece il nostro girone di A2 penso che il Dossobuono e  il Brescia hanno preso un po’ di distacco nella classifica e quindi potrebbe essere una di loro a vincere, anche se il campionato é lungo e ancora mancano tante partite da giocare.

di Désirée Dalla Fontana

L'Autore dell'articolo

Nata nel 1990, viene da Malo, provincia di Vicenza, ed è qui che conosce la pallamano. Nel 2009 si trasferisce nelle fila del Dossobuono, nota società del veronese. Nel 2011 decide di spostarsi nella vicina Vigasio. A Verona frequenta il corso di Interior Design all’Istituto Design Palladio.

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