AM | Malo in salsa Ghedin: “pronti a combattere salvarci”

10399136_1144114577074_2576313_nLa notizia è diventata ufficiale ad inizio 2016: Fabrizio Ghedin torna ad allenare una squadra di serie A, quattro mesi dopo aver lasciato lo staff azzurro e due anni e mezzo dopo la sua ultima apparizione con un club, nella finale Scudetto tra il suo Pressano ed in Bolzano. Il tecnico padovano approda alla panchina del Malo, ultima in classifica nel girone A, con il difficile compito di arrivare alla salvezza,

Dalla nazionale alla panchina del Malo in soli 4 mesi: si aspettava di rientrare così presto?
“In realtà non ero del tutto fuori perché collaboravo come dirigente- tecnico con la Handball Gridiron di San Fior, in provincia di Treviso. Quando è arrivata la possibilità di Malo la società Gridiron ha capito e mi ha lasciato andare, conservo un ottimo ricordo sia dei ragazzi che della dirigenza. Per rispondere alla domanda: no, in realtà non pensavo di tornare in serie A così presto, credevo che se ne sarebbe parlato per la prossima stagione, poi però si è presentata l’opportunità”.

Ha lasciato la serie A da finalista dello scudetto, è stato in Nazionale e adesso rientra da ultimo in classifica.
“Nello sport non ci sono posizioni fisse, la verità è che a me piacciono le sfide, specie quelle difficili. Si sa già che le cose possono anche non andare come uno spera, ma se c’è un obiettivo stimolante e difficile, si lavora molto meglio. E comunque la mia esperienza in Nazionale è alla base della mia decisione di rimettermi in gioco a Malo: ho visto con mano quanti sono i giovani di talento che ci sono in Italia, giocatori magari sconosciuti che però possono diventare protagonisti della pallamano del futuro. Malo è la squadra più giovane del girone A, ci sono moltissimi ragazzi promettenti, sarà bello lavorare con loro”.

La salvezza però non sarà semplice, ve la giocate contro squadre di grande tradizione.
“Sicuramente esperienza, blasone, importanza di un club sono cose che contano. Poi però quando si va in campo contano gambe, tecnica e cuore e su quello dovremo far forza. Inoltre Malo non ha storia a livello di serie A ma è un posto con un settore giovanile che da sempre ha numeri e qualità, un posto dove si respira pallamano: la promozione non è stata casuale e qui ci sono i presupposti per fare un bel progetto. Malo ha tutto per rimanere in serie A e noi combatteremo fino all’ultimo secondo con tutte le nostre energie per mantenere la categoria. Esperienza, qualità tecniche, conoscenze tattiche sono tutte componenti importanti, che si ottengono con il tempo ed il lavoro. Però la motivazione è il moltiplicatore di tutto questo: senza motivazioni non si va da nessuna parte. Sarà questa la chiave della nostra battaglia per la salvezza: se gli altri avranno tradizione, noi dovremo avere fame”.

Dove dovete migliorare per salvarvi ?
“Questa squadra non è male, il lavoro fatto da Vanja Krali è di tutto rispetto, sia da un punto di vista fisico che tecnico. alla squadra manca solo un po’ di autostima, cosa anche comprensibile: l’anno scorso in A2 il Malo vinceva praticamente sempre e l’impatto con la A1 e le tante sconfitte ha minato un po’ di certezze. Ma sono sempre stato convinto che i problemi psicologici, così come arrivano, possono anche svanire in un attimo”.

Lei cosa pensa di poter dare a Malo?
“Spero di trasmettere un po’ della mia esperienza, poi i dettagli… li teniamo per noi”.

Ultima domanda, una curiosità: l’hanno chiamata in tanti dopo la notizia dell’accordo?
“Un po’, sì… Diciamo che ci sono due tipi di persone: quelle a cui tengo e quelle no. Quelle a cui tengo si sono fatte vive praticamente tutte, poi dell’altra categoria alcuni sì e alcuni no. Ma i momenti difficili servono anche a chiarire chi ti è amico e chi no, e in questo senso ho le idee molto chiare. Ma sono tutte cose che appartengono al passato e alla mia sfera personale. Ora, pallamanisticamente parlando, tutto per me passa in secondo piano rispetto alla salvezza del Malo”.

8 Comments

  1. redator said:

    Ghedin è anche fotogenico ma il 69 alle sue spalle non sembra tanto astuto

  2. doganiere said:

    era meglio fosse andato al Carpi al posto dell’allenatore croato che sarà pur bravo ma costa più di birra che di altro

  3. Mercatone Uno said:

    Il Carpi ha mollato, doveva cambiare allenatore e straniero insieme ma ci volevano troppi dindi e non se ne fa niente. Anzi parte Ceso e forse anche Brzic

  4. uni euro said:

    il budget che ha il Carpi in Italia non lo può avere nessuno in Italia e questo grazie ad una sola persona che hanno quindi grandi problemi a prendere e lasciare credo proprio non ce ne siano per loro anzi ho sentito che la prossima stagione faranno una grande squadra

      • ecco said:

        proprio perché servirebbe un settore giovanile un allenatore come Ilic non serve

  5. micio miao said:

    l’importante è averlo il settore giovanile e ogni anno si cerca di migliorarlo e assieme al lavore nelle scuole si prova a ferr sempre meglio purtroppo vedo che è bello criticare e trovare difetti negli altri e non vedere i suoi

  6. blak time said:

    qua il tempo passa e va’ sempre peggio ma invece di criticare chi fa’ sarebbero ora che tutti facessero di più e parlassero meno .!

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