AM | Fusina e i giovani: “Voglio creare qualcosa di unico e godermi la città”

Fusina2Dalla lontana Sicilia, e più precisamente da Siracusa, Alessandro Fusina era arrivato nel luglio del 2012 come nuovo mister del Loacker Bolzano. Il suo era un compito veramente arduo, riuscire a non far rimpiangere un’istituzione della squadra biancorossa, come veniva considerato il suo predecessore Nikola Milos. Detto fatto. Fusina, classe 1971, è stato uno dei più importanti giocatori della pallamano italiana con le sue 196 presenze in maglia azzurra. Nei 3 anni passati a Bolzano ha conquistato il primo anno subito un fantastico triplete, con l’aggiunta della doppietta formata da Coppa Italia e campionato nella stagione appena conclusa.

Per il siracusano è ora di voltare pagina, lasciando la panchina della prima squadra al nuovo coach Flego, e assumendo la direzione del settore giovanile.

Mister, lascia dopo 2 scudetti, 2 Coppe Italia e una Supercoppa Italiana, mica male come bottino.
“Si, aggiungerei lo scudetto giovanile, il primo ottenuto in tutta la sua storia da questa società. Sono stati 3 anni fantastici, meravigliosi. È stata una grandissima esperienza. Non era facile, perché arrivavo in una squadra che aveva vinto tutto. La società ha scommesso su di me e credo che in questi 3 anni sia riuscito a dimostrare qual è il mio valore”.

Immaginiamo che ce ne siano stati tanti di momenti belli, ma in questi 3 anni qual è stato quello davvero indimenticabile?
“Il primo anno la squadra era devastante, una spanna sopra tutti. Anche nel secondo abbiamo fatto bene nonostante siano andati via 4 pezzi da 90, Maione e Fovio su tutti. Il momento più bello però è stata l’ultima finale di gara due contro la Junior Fasano giocata al Palaresia, con i gol decisivi dei bolzanini nella partita conclusiva”.

Un giocatore che sotto la tua guida è maturato più di altri?
“Direi su tutti Gaeta che veniva da un periodo un po’ buio. Ha avuto una metamorfosi esaltante. Anche Radovcic, che è un’ala come lo ero io quando giocavo, e che chiamavo affettuosamente “farfallina” perché era abituato a difendere poco. Ora invece è anche un ottimo elemento di copertura. Anche lo zoccolo duro dei bolzanini della rosa ha avuto un’ottima evoluzione”.

Cosa farà Fusina adesso?
“Adesso che ho meno stress, intendo inserirmi con più calma nella vita quotidiana bolzanina. Io e la mia famiglia siamo innamorati di questa città. Adesso mi posso riposare un po’ e poi mi dedicherò al nuovo incarico del settore giovanile”.

Il nuovo obiettivo di Fusina?
“Vorrei creare qualcosa di unico, di diverso. Avrò la possibilità di dare la mia impronta sull’eventuale creazione di un giovane e di un futuro giocatore. Ho già lavorato con i giovani, so come muovermi e come comportarmi”.

Appunto, lei ha già lavorato con i giovani, l’errore che non bisogna fare quando si ha a che fare con loro?
“Bisogna fare una distinzione tra fasce d’età. Fino ai 16 anni non bisogna opprimere i ragazzi. Devono pensare, sportivamente parlando, solo al divertimento. Qui a Bolzano poi abbiamo strutture importanti e ambienti accoglienti per lavorare al meglio con i ragazzi”.

di Stefano Carta

2 Comments

  1. arturo e zoe said:

    è ovvio ha trovato l’ America come gli emigranti post bellici .. e chi lo muove ! vedi Brzic, Ricci Smith. Belli, tranquilli sazi abbaciati. Chi sta meglio di loro? Loro1

  2. arturo e zoe said:

    piccolo particolare ma non insignificante .. dovuto .. ricordiamo il grande Bole Flego anche un altro cognome che ora sfugge .Mo ne portiamo altri, non c’ è problema

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