“Non è stata una scelta facile”. Esordisce così Alessandro Tarafino, ancora il miglior giocatore della pallamano italiana, dinanzi a Pasquale Sibilia de “L’Informatore”, per raccontare la sua scelta: addio alla Nazionale, addio all’azzurro.
Non può essere stata una scelta facile, nonostante l’età. 38 anni, per il Tara, per il signore degli Scudetti. Ne ha vinti tanti, tantissimi, capitan Tarafino. Lui che c’era quando la pallamano di casa nostra toccava i suoi massimi storici. Lui che c’è ora, in un momento di difficoltà globale.
E’ cresciuto con l’azzurro cucito addosso, il centrale romagnolo. “La mia permanenza in nazionale – dice – è stata lunghissima, a partire dalle giovanili fino alla Nazionale Senior”. Sempre nella schiera dei migliori, insomma.
E poi continua, dinanzi ai ricordi di una carriera in Nazionale che probabilmente in pochissimi hanno avuto modo e occasione di vivere: “Tantissimi sono i ricordi che mi legano alla maglia azzurra, quelli più belli sono legati al periodo di massimo splendore, dalla qualificazione ai Mondiali alla disputa della stessa manifestazione, la medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo a Conversano, fino agli Europei, sono emozioni che resteranno impresse nel mio cuore”.
L’Italia e Zupo, a questo punto, non possono far altro che dare il via ad un nuovo corso. Capitan Tarafino dice stop; la sua pesante eredità, al momento, sembra destinata a passare nelle mani di Alessio Bisori, ex compagno del centrale di Conversano durante tutta la scorsa annata, a Bologna.
Per lui, per Tarafino, ora invece c’è il Conversano. C’è un primato in classifica da difendere, uno Scudetto – sarebbe l’ennesimo – per cui lottare, con la solita classe.
di Matteo Aldamonte
lo scudetto a conversano con il grande coach trillo.un in bocca al lupo al coach e alla squadra che ho avuto il piacere di conoscere a teramo al torneo quadrangolare amichevole