Uno a uno e palla al centro. Per l’ultima volta. Quella decisiva. L’Ancona vince gara2 della finale playoff e rimanda tutto alla bella che si giocherà sabato prossimo al PalaChiarbola di Trieste. Due le vittorie stagionali anconetane contro il Trieste, entrambe con un doppio filo conduttore: Uros Lazarevic e gli ultimi secondi di gara.
Già, perché una rete di Lazarevic a dieci secondi dalla fine proprio contro il Trieste risolse la decisiva gara per il passaggio in finale del Trofeo Serie A1, che poi l’Ancona vinse battendo il Bozen. E sabato scorso al PalaVeneto di Ancona è andata più o meno così. Match degno di una finale promozione, con epilogo degno di una finale mondiale per le emozioni regalate al pubblico dorico e non.
L’Ancona vince di una sola rete, 34-33, ma le occasioni per regalare tranquillità a spettatori ed atleti ci sono state. I biancorossi di casa non le hanno sfruttate al meglio, dando a Trieste l’opportunità di riportarsi in partita e agguantare quel pareggio che sarebbe bastato per la promozione in Elite.
I dorici sono avanti di due reti a poco più di un minuto dalla fine: prima Visintin e poi Carpanese riportano in equilibrio il match. Questo è però molto precario e ci pensa Lazarevic a dieci secondi dalla fine a spezzarlo. La botta mancina del serbo colpisce il palo e supera Zaro. È il gol decisivo.
Cosa accade ora? La vittoria è figlia di un Trieste poco concentrato, convinto di poter chiudere la pratica in casa e che allora si permette di non difendere come sa, di concedere trentaquattro reti, di subire dodici sospensioni? O l’Ancona può realmente impensierire i giuliani offrendo una buona varietà di soluzioni in attacco, un Ebner a tutto tondo, una coppia di portieri su alti livelli?
La risposta, come spesso accade, sta nel mezzo. E allora c’è solo da aspettare. Trieste nel primo tempo ha avuto molto da Nadoh e Radojkovic, nella ripresa con le squalifiche dello stesso Radojkovic e di Sardoc è salito in cattedra Lo Duca, forse il più continuo dal punto di vista realizzativo. Ma non è bastato. Mestriner non è stato quello di gara1 e tutta la difesa ha sofferto: la marcatura su Lazarevic è mancata nei momenti topici del match.
E sarà la difesa a decidere la bella: Sanchez e Trinci sono stati grandi protagonisti, ma Ancona deve valutare le condizioni della spalla di Jonathan Verdolini, punto di riferimento della difesa dorica.
Trieste è favorito, ma c’è da stare attenti. La pallamano ha insegnato qualche giorno fa che non serve la presunzione a vincere, ma testa e gambe.
Finale Playoff | Gara-2
Luciana Mosconi Ancona – Trieste 34-33
Serie: 1-1
di Sergio Palazzi
Fa sempre piacere leggere un articolo così ben scritto, obiettivo e ricco di considerazioni intelligenti.
Complimenti, visiterò più spesso da oggi in poi il Vs. sito.
Gran bella partita, che può solo far bene alla pallamano,speriamo solo che anche a Trieste venga ben arbitrato ,la differenza la possono fare solo gli arbitri.