Con il suo Brixen è stato protagonista di un doppio salto memorabile: Dall’A2 all’Elite in due sole stagioni. E’ Hubi Nössing, tecnico che ha anche militato nello staff delle Nazionali giovanili, e che oggi parla a PallamanoItalia in questa intervista.
PALLAMANOITALIA: Mister Nössing, benvenuto su PallamanoItalia. Partiamo dalle critiche che lei stesso ha menzionato durante la sua intervista a Rai Sport (Brixen-Conversano), circa il gioco troppo duro della sua squadra. Ha da chiarire qualcosa in tal senso?
HUBERT NOESSING: Non sono critiche le mie. Noi invece da tre anni, in continuazione tramite i media, veniamo accusati e criticati. Io accetto tutti i vari modi di giocare a pallamano. Ma si dovrebbe accettare anche il nostro e non fare pressioni di ogni genere. La pallamano è spettacolare, perche’ è un gioco fisico e maschio. Neanch’io voglio i falli sporchi, perchè penalizzano solo la propria squadra. Nei campi nazionali di altri paesi, vedi Austria, Germania, Francia (vedo spesso delle partite) ma anche nei campi internazionali esistono gli specialisti in difesa (Gille, Roggisch, Dinart etc) e quelli in attacco. I miei due terzi in difesa sono nell’interesse della Nazionale, allora non vedo il motivo perchè dovrebbero essere penalizzati in campo nazionale italiano. La nuova regola ha cambiato ben poco, solo episodi singoli, il gioco della pallamano in difesa.
P: Il suo Brixen è stato protagonista di alti e bassi in questo campionato: bei successi, ottenuti con tenacia, e qualche sconfitta che vi ha visti non giocare benissimo (contro Bozen, contro Teramo). Come giudica le prime 9 gare della sua squadra, e dove crede che i suoi ragazzi debbano migliorare?
N: E’ una squadra giovanissima e inesperta, la nostra. Ci sono giocatori che in Elite non avevano messo mai piede e qualcuno che ha giocato in Elite, ma non era mai protagonista, adesso invece lo è. Siamo saliti dall’A2 in A1 e subito in Elite, siamo giovani, perciò mi sembra normalissimo avere alti e bassi. Fino ad oggi sono contentissimo delle prestazione e anche un po’ orgoglioso dei miei giocatori.
P: Lei ha guidato anche, assieme a Giorgio Oveglia, le Nazionali italiane giovanili. In tal senso le chiedo: qual’è il suo parere su questi primi tre mesi che hanno visto applicata la riforma dei campionati (meno stranieri, più giovani convocabili obbligatoriamente)?
N: Due stranieri per me vanno benissimo. Si dovrebbe forse rivedere il discorso con i nostri italiani. Per il Brixen la regola dei giovani convocabili obbligatoriamente ha poco senso, perchè i nostri giocatori derivano tutti, fuorchè Giuliani, dal vivaio del Brixen. Il discorso vale più per le società che non hanno vivaio. Per iniziare comunque questa è una regola che ha messo in moto un movimento sicuramente positivo per la pallamano.
P: La Figh ha annunciato, a breve, l’avviarsi di una politica ‘conservativa’ attorno alle Nazionali: una squadra federale che quotidianamente si allenerà insieme, prendendo parte anche a tornei internazionale. Mister Nössing, qual’è la sua opinione circa questa innovazione, e quale sarà la posizione del Brixen se giocatori della sua formazione potranno essere utili alla causa azzurra?
N: Sono veramente convinto attualmente che c’è un enorme potenziale in tanti giocatori italiani, anche se raffrontati con il livello internazionale. Se mettiamo insiem, anche “culture sportive” diverse, penso che si possa veramente fare bene. Il progetto è un ottima idea, ma non sono sicuro che vada in porto, anche perchè i nostri giocatori di casa, per esempio, lavorano quasi tutti… Ma siamo sicuramente aperti a tutto.
di Matteo Aldamonte
Buon lavoro Brixen, grande squadra e mito per chi è nella pallamano da oltre 20 anni.
Potete spiegarmi questa storia della squadra nazionale 24 ore su 24 che non l’ho proprio capita??
@handballmania: vogliono prendere i migliori giocatori ..penso giovani..e metterli in una sede dove si alleneranno tipo professionisti. Non si sa dove (roma?) e non si sa con chi (allenatori/preparatori ecc) Certo che non avendo più uno come Zupo nel settore tecnico…bisognerà prendere un professionista come allenatore.
….questa l’ho già sentita da qualche parte, qualche anno fa…………
Gino in quel caso non prendere un professionista sarebbe folle. Anche perchè deve VIVERE con i giocatori. E uno come Zupo in un simile progetto NON serve di certo. Serve un differente tipo di allenatore, specializzato nella cura del talento e nella valorizzazione del talento. Zupo è un professionista e un buon allenatore ma lavora con gente a cui di sicuro tutto deve insegnare meno che la tecnica, questo è uno dei tanti motivi per cui in Italia non ha avuto successo, a discapito delle sue qualità di allenatore.
Pur con la grande stima in lei per il suo ruolo mi permetto di dissentire sul suo giudizio su zupo.poi vedremo le scelte….speriamo bene.(non vorrei che poi lei diventi pazzo a difendere chi di dovere)
Gino, Trespidi qui ha ragione: -zupo in vita sua ha sempre allenato giocatori già formati e rodati, non è quello che serve per fare attività conservativa, nella quale si dovranno produrre giocatori da consegnare poi ai vari Zupo in giro per l’Europa. Perché voglio sperare che il passo successivo sia farli giocare in campionati seri, come altri vedi Grecia fanno…
Lino le ricordo che zupo lo hanno scelto,pagato e poi criticato.ora che prendano pure un altro,vorrei solo sapere chi lo sceglie ? Prevedo una fila di atleti che da Roma partiranno per la bundesliga o asobal! Sig.lino non basta solo un ottimo tecnico,e’ il contorno che mi preoccupa.attendiamo notizie.
Ah di certo nessuno se non cominciamo a rimboccarci le maniche tutti quanti
un allenatore della nazionale già c’è e a quanto dice il presidente, ci resterà anche 3-4 anni quindi di che si parla ?
@tippete:questo è il problema…..