Un’Italia per certi versi positiva e propositiva esce sconfitta dal PalaTrieste per 31-34 contro una Serbia già qualificata nell’ultima gara del gruppo 2 di qualificazione agli Europei 2010.
Il risultato non deve ingannare: la Serbia, ormai prenotato il pass per l’Austria, ha già mandato in vacanza i leader Ilic e Bojinovic e fa ruotare i suoi uomini. Zupo deve fare a meno degli affaticati Arcuri, Rubino e Skatar. L’Italia regge, non permette ai serbi di allungare e si tiene in gara chiudendo la prima frazione di gioco sotto di due reti sul 16-14.
Il calo fisico, ormai appuntamento fisso dei secondi tempi azzurri, questa volta non c’è. O non si nota. La Serbia non accelera, ma fa male con le bordate di Nenadic, Sesum e Stojanovic. L’Italia c’è, recupera uno svantaggio di quattro reti e si porta addirittura in vantaggio. È il ventesimo minuto: qui la gara potrebbe cambiare, perché la Serbia sbaglia quattro attacchi consecutivi, ma l’Italia non ne approfitta mai. Così gli uomini di Cvetkovic sfruttano la superiorità numerica per chiudere definitivamente la gara, fino al 34-31 finale.
Migliori in campo fra gli italiani sicuramente Paolo Sirsi, che para anche due rigori, ed Hannes Innerebner: il pivot del Bozen è una piacevole scoperta, sedici gol segnati in queste quattro partite ed una buona presenza in campo. Sirsi spesso e volentieri si esalta e tiene in gara i suoi che in attacco dimostrano di avere assoluto bisogno del fosforo di capitan Tarafino. Tokic potrebbe prendersi qualche tiro in più, Radovcic fornisce il suo solito apporto, si rivede un buon Di Maggio e Opalic fa il suo anche in attacco.
È da rivedere sicuramente la difesa: trentaquattro reti in casa sono un po’ troppe ed a volte si aprivano spazi incredibili. I trentuno gol segnati sono record della gestione Equisoain, ma manca ancora qualcosa a livello di gioco. Chiude al quinto posto l’Italia con cinque punti, ora i Giochi del Mediterraneo. Queste quattro gare erano una sorta di preparazione al torneo di Pescara. Ora tocca a te, Italia. Senza alibi di carichi di lavoro.
ITALIA-SERBIA 31-34 (14-16)
Italia: Fovio, Innerebner 6, Volpi, Tarafino 2, Sirsi, Bisori 2, Tokic 3, Opalic 2, Campana 1, Tumbarello 2, Costanzo 3, Giannoccaro 1, Radovcic 7, Di Maggio 2. Allenatore: Equisoain Azanza Javier Francisco.
Serbia: Vujin 2, Tubic 5, Sesum 6, Stojanovic 6, Vilovski 2, Djordjic, Holpert 2, Nenadic 6, Rnic, Pocuca, Marjanac, Prodanovic, Indjic 1, Mitrovic 4. Allenatore: Jovica Cvetkovic.
Arbitri: Kouz (UKR) – Zhoba (UKR).
di Sergio Palazzi













4 Commenti in "L’Italia non crolla contro la Serbia"
Mah…avrà visto un’altra partita.
ieri c’ero a trieste. devo dire che la più grossa pecca dell’italia è non avere una rosa di 16/17 giocatori competitivi allo stesso livello. non capisco se in italia non ci sia davvero un mancino, dico uno, che possa essere convocato e giocare se skatar non c’è.
onestamente Innerebner ha fatto il suo, niente di eccezzionale, anzi, nel momento clou ha sbagliato 2 tiri di seguito. poi voglio essere critico sulle convocazioni, bisori non è un giocatore da nazionale. bravo ma non da nazionale. opalic è un super difensore ma non terzino. tokic è alto 2 metri e non tira mai, neanche quando viene lanciato a hoc.
le note positive sono le ali (radovcic, di maggio e costanzo) hanno giocato benissimo e sirsi ha fatto 3/4 parate consecutive che altrimenti ci avrebbero affondato. comunque la differenza la fà che l’italia ogni attacco è sull’orlo del passivo, i serbi con 2 incroci e 3 cambi posto andavano al tiro liberi, anche senza i “big”.
se poi uno dei migliori in campo deve essere sempre e comunque uno nato nel 1971, bisogna farsi qualche domanda….
Già, ora tocca a te Italia!!! Cmq le altre squadre sono fisicamente più forti, noi giocatori di 2 metri non ne abbiamo….Dobbiamo puntare sulla fantasia azzurra…Non dico niente x Pescara, solo Forza Italia!
IL PROBLEMA STA NEL CUORE, NE SON CONVINTO…….
tarafino non è li perchè è nato fenomeno: sicuramente è dotato, ma ci ha messo l’animo…..così come massotti, fonti e gli altri della mitica italia 96-97.
sirsi è bravo, ma con il cuore è riuscito a fare veramente bene: bisogna dare tutto, soffrire, provare e unirsi per tornare almeno su que livelli che ci avevano, purtroppo, illuso di essere vicini ai big europei