Lega, giorni decisivi a Teramo

Ricordate la data indicata? 28 Febbraio, Sabato 28 Febbraio. A Teramo, in occasione della Coppa Italia, si incontreranno i vertici delle otto società di Serie A Elite, per discutere e – forse – sancire la nascita ufficiale della Lega d’Elite.

Perchè “forse”? Perchè i tempi non sembrano poi così maturi, le carte in tavola non sembrano poi così scoperte, la diffidenza serpeggia ancora, infame e persuasiva.

Aveva avvisato tutti, diverse settimane or sono, Federico Malavasi, dirigente del Gammadue Secchia, il quale parlava di una sola necessità: l’unità d’intenti, la volontà di fare qualcosa tutti insieme, per la pallamano.

Classiche frasi di rito, frasi per tenere calmi gli ardori degli appassionati, si può pensare. Invece no, invece a tarpare le ali alla povera pallamano arrivano, nemmeno tanto inaspettate, le dichiarazioni di Gabriele Giovannelli, rilasciate al portale ufficiale dell’AlPi Prato.

“Eravamo d’accordo – dice il dirigente Gabriele Giovannelli – di far circolare prima della final-eight una bozza di statuto. Non ho visto niente a tutt’oggi. E noi non firmeremo niente se non arriveremo a Teramo preparati. Sono stanco di sentire le chiacchiere senza costrutto. Volevamo arrivare alla final-eight con una bozza già discussa tra noi, se devo perdere tempo a sentire le solite cose preferisco farmi da parte. Da parte nostra, non firmeremo proprio nulla e ci tireremo indietro. In questo momento, figuriamoci se a Prato abbiamo voglia di fare giratine per ascoltare le solite cose”.

Per la serie: fate pure, noi però non ci stiamo. Come agire? Le carte in tavola, forse, bisognerà scoprirle davvero. Andranno risolte le problematiche di carattere pratico.

La sede fisica, tra le cose primarie. Dove andrà fatta: proporre la Puglia, con la sua tradizione e la sua attenzione a questo sport, non sembra poi un reato. Potrebbe esserlo, invece, pensare continuamente che avere la sede “in casa” potrebbe volter dire, per questo o per quello, avere questo o quel vantaggio.

N0n è reato il sospetto? Si, lo è, per questa pallamano lo è, eccome se lo è. La speranza, certo, è l’ultima a morire, e confidare in una firma, in una pace istantanea, è sempre concesso. Però, in caso di fallimento, sarà inutile negarlo: cara Pallamano, assomiglierai sempre più ad un gambero. Indietro, sempre più indietro.

di Matteo Aldamonte

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