Da dove si comincia a parlare della Russia? Il grande passato o il discreto presente? Scegliamo l’ordine cronologico ed elenchiamo le vittorie russe nelle competizioni internazionali: quattro Olimpiadi, tre Mondiali, sei Mondiali giovanili, un Europeo. Certo, molti titoli sono stati vinti come Urss, ma la stoffa è quella.
Ed oggi? Ritiratosi l’inossidabile portiere Lavrov, cambiato nazionalità Talant Dujshebaev, il presente parla di una squadra buona, ma che difficilmente potrà vincere qualcosa di importante. Gli ultimi risultati parlano di un sesto posto alle Olimpiadi di Pechino 2008 e di un sedicesimo agli ultimi Mondiali croati. Risultati non certamente esaltanti. Forse si sente l’assenza della leggenda della panchina Wladimir Maximov.
Ora a guidare il team russo c’è Nikolay Chigarev, 55 anni. L’ossatura è, però, quella degli orsi di Chehov allenati proprio da Maximov e giunti ai quarti di finale di Champions League. È banale, ma è giusto dirlo: la forza dei russi è nella potenza, nella dura difesa e nel “gioco fisico”. Ma con giocatori come Vitaly Ivanov, Vasily Filippov e Timur Dibirov, anche il settore velocità è ben coperto. Qualche nome fisico? Il mancino Igropulo, la difesa di Chernoivanov, i due metri di Rastvortsev. In porta si alternano l’esperienza di Kostygov e i 24 anni di Oleg Grams.
Dopo quattro gare, la Russia è al secondo posto nel girone con sei punti. Tre le vittorie: due casalinghe agevoli contro Far Oer e Bosnia, l’altra esterna più tirata contro la Svizzera. L’unica sconfitta è giunta nello scontro diretto contro la Serbia, 35-29 a Nis, dopo un primo tempo equilibrato.
L’ultimo precedente fra i sovietici e la nostra nazionale risale ad una doppia amichevole in preparazione dei Mondiali di Kumamoto: prima si impose la Russia 26-18, il giorno dopo vinse l’Italia 21-19. La Russia avrebbe poi vinto quei Mondiali. Da Lavrov e Atavin a Grams e Igropulo. Non vinceranno i Mondiali, ma l’Italia sì.
di Sergio Palazzi