E’ come se il tempo si fosse fermato. A distanza di sei anni la pallamano salernitana è di nuovo lì, in pole position, pronta ad agguantare un grande risultato.
Il tempo sembra essersi fermato perché rispetto al tricolore conquistato nel 2004 è cambiato pochissimo. E’ cambiato il nome della squadra, il main sponsor e poi più nulla. Non è cambiato il management societario, con Mario Pisapia e Paola Fiorillo ancora sul ponte di comando, non è cambiato lo staff tecnico con il diesse Lino Loria ed il coach Adriana Prosenjak, in fondo è cambiata poco anche la squadra visto e considerato che a disposizione del tecnico croato ci sono ancora Anisenkova, Pavlik, Coppola, Pastore, Ruggia gente il cui unico rammarico è quello
di aver perso, nei tre anni successivi a quello storico trionfo, tempo preziosissimo.
Non è cambiato, poi, neanche il contesto, l’entusiasmo della Palumbo, l’affetto degli sportivi salernitani, capaci di apprezzare, al di là di tutto, la serietà del progetto PDO Salerno, ma anche l’orgoglio, lo spirito delle “leonesse” di Adriana Prosenjak in grado, in pochissimo tempo, in maniera anche sorprendente, di trasformarsi da out-sider in assolute protagoniste.
Non sono cambiati neanche gli avversari.Oggi come allora, Salerno dovrà vedersela nei play off contro Vigasio (all’epoca si chiamava Dossobuono), Sassari e Teramo. Il tempo, per davvero, sembra essersi fermato, ma non è così perché da quel bellissimo, storico, primo scudetto dello sport salernitano sono trascorsi sei, lunghissimi, anni.
“Sembra strano ma è proprio così – dice Pasquale Loria, ora come allora architetto di una squadra vincente – le analogie sono tante anche se i progetti tecnici sono abbastanza diversi. Nel 2004 quel successo giunse a coronamento di un ciclo importante. Eravamo reduci da una finale persa contro Sassari in gara tre e bastarono due innesti (Anisenkova e Wolf) per fare il salto di qualità e vincere tutto. Quest’anno abbiamo cambiato, rispetto all’anno passato, ben otto giocatrici, e possiamo dire che siamo soltanto all’inizio di un ciclo che spero possa essere lungo e fortunato. Poi, è vero, le analogie sono tante, soprattutto c’è una continuità gestionale. Oggi come allora possiamo contare su uno sponsor importante e munifico. L’ITC Ceramiche di Nino Belladonna - aggiunge Loria - è quanto di meglio potessimo trovare sulla nostra strada. Aggiungo, però, che le risorse economiche, da sole, non garantiscono i successi. Senza la necessaria competenza non si fa molta strada e l’ingloriosa fine dell’Handball Salerno lo dimostra in maniera evidente”.
Guai, però, a fermarsi, a cullarsi sugli allori. Riassaporato il gusto intenso della vittoria, Salerno non vuole più fermarsi. Grazie alla vittoria conquistata nella terza e decisiva gara di poule scudetto contro Teramo, l’ITC Ceramiche ha guadagnato la pole position nei play off che scatteranno a metà aprile, subito dopo la final eight di Coppa Italia che scatterà venerdì 9 aprile a Sassari.
In semifinale le salernitane sfideranno il Vigasio (andata 17 aprile alla Palumbo, ritorno il 24 a Vigasio, eventuale bella a Salerno sabato 1 maggio), mentre dall’altra parte se la vedranno Teramo e Sassari. Salerno si prepara a vivere una primavera da protagonista, era inevitabile che accadesse.
Ufficio Stampa ITC Ceramiche Salerno












