Quella che si svolgerà in Croazia tra pochi giorni sarà la ventunesima edizione dei campionati del mondo maschili di pallamano indoor. In avvicinamento all’evento, diamo uno sguardo a ciò che è successo nelle venti edizioni precedenti. L’albo d’oro vede in testa Svezia e Romania con quattro successi, poi Germania e Russia a tre (entrambe hanno vinto un titolo rispettivamente come Germania Ovest ed Urss), due mondiali per la Francia, uno a testa per Cecoslovacchia, Yugoslavia, Croazia e Spagna.
La prima edizione fu nel 1938: la Germania organizzò e vinse un torneo che ora di certo non definiremmo mondiale. Quattro partecipanti con la formula del girone all’italiana: i tedeschi vinsero tutte e tre le gare e si imposero su Austria, Svezia e Danimarca.
Dopo la pausa forzata a causa della Seconda Guerra Mondiale, la Svezia vinse nel 1954 in casa e nel ’58 in Germania, sconfiggendo prima i tedeschi, poi la Cecoslovacchia. Il numero dei partecipanti sale a 6, mentre nel 1958 raggiunge quota 16.
Nel 1961 inizia la dinastia rumena, che porterà la squadra di Nicolae Nedef a vincere quattro titoli in cinque edizioni. Due titoli giunsero solamente dopo il secondo tempo supplementare. Da ricordare senz’altro il portiere Cornel Penu, un autentico muro, ed il gioco a ritmi altissimi e con numerosi cambi di Nedef.
La squadra rumena si fermò nel 1967, quando in Svezia, fu eliminata in semifinale dalla Cecoslovacchia che poi battè in finale la Danimarca, con il risultato di 14-11.
Dopo la doppietta 1970-74 della Romania, nessuna squadra è più riuscita a vincere due mondiali di fila. Intanto la cadenza del campionato mondiale è diventata quadriennale. A fine anni Settanta, il titolo mondiale torna in Germania, precisamente in quella dell’Ovest. Della squadra campione del mondo faceva parte anche l’attuale allenatore dei tedeschi, Heiner Brand, l’unica persona in grado di vincere il Mondiale sia da giocatore che da allenatore (2007).
Nel 1982 la Germania fallisce la riconferma in casa concludendo al settimo posto, a vincere è l’Urss, che in finale sconfigge la Yugoslavia 30-27 dopo un tempo supplementare.
I balcanici si rifanno quattro anni dopo in Svizzera, vincendo il titolo da imbattuti. È quella la squadra del “nostro” Jovica Cvetkovic, ma soprattuto del portiere Mirko Basic, una vera icona, in campo anche oltre i quaranta anni.
Gli anni Novanta iniziano sotto il segno della Svezia. I Bengan Boys di coach Bengt Johansson sconfiggono in finale l’ultima Urss della storia della pallamano.
Nel 1993, in Svezia a trionfare è la Russia: una squadra da brividi con tantissimi campioni; ci limitiamo a citare lo strepitoso portiere Lavrov, il terzino Valeri Gopin, visto in Italia a Merano e Talant Duishebaev, attuale allenatore del Ciudad Real campione d’Europa.
Dal 1995 il Mondiale assume cadenza biennale e si allarga a 24 squadre: nella fredda Islanda vince la Francia di Costantini. A brillare sul campo Jackson Richardson, il bomber Stoecklin e Denis Lathoud, in Italia con la maglia del Gaeta.
Dopo quattordici edizioni nel vecchio continente, il Campionato Mondiale arriva in Giappone. A Kumamoto c’è per la prima ed unica volta l’Italia, eliminata al primo turno, ma capace di battere l’Argentina e pareggiare con la Norvegia. Il titolo va alla Russia del solito Lavrov, al sesto di nove titoli internazionali vinti nella sua lunghissima carriera. Battuta in finale la Svezia per 23-21. Capocannoniere è per la terza volta consecutiva il coreano Yoon.
La vendetta svedese arriva due anni dopo, Egitto 1999, ultimo mondiale del secondo millennio. 25-24 il finale a favore degli scandinavi, allenati dal solito Bengt Johansson. In campo il giocatore del secolo Magnus Wislander, ma anche Ola Lindgren, Pierre Thorsson (a Conversano nell’era Papillon), l’attuale capitano del Kiel Lovgren e Staffan Olsson.
Nel 2001 la Francia ospita e vince il primo mondiale del nuovo millennio. Vittoria ai supplementari contro la Svezia di una squadra che vede tra i vincitori molti giocatori che cinque mesi fa hanno trionfato a Pechino.
Due anni dopo in Portogallo, conquista l’alloro mondiale la Croazia, che bisserà con il successo olimpico nel 2004. In squadra i grandi Niksa Kaleb, Slavko Goluza, ora assistente di Cervar, ma anche Balic, Dzomba e la coppia di portieri composta da Matosevic e Sola, con i suoi coloratissimi capelli. A proposito di portieri, migliore per numero di parate, tanto per cambiare, il 41enne Andrej Lavrov.
A distanza di quattro anni si ritorna in Africa, per la precisione in Tunisia. Vince la Spagna, che nega il bis alla Croazia battendola 40-34. Vince il titolo mondiale, tra gli altri, Rolando Urios, il pivot naturalizzato, che nel 1999 aveva vinto la classifica marcatori vestendo la casacca di Cuba.
Nell’ultima edizione la Germania trionfa in casa trascinata dal calorosissimo pubblico locale. Battuta in finale la sorpresa Polonia 29-24, ma nella mente di tutti è l’interminabile semifinale tra Germania e Francia, decisa dopo due tempi supplementari da un rigore di Markus Baur a un minuto dalla fine, con il brivido della palla persa sui dodici metri da Torsten Jansen venti secondi prima del suono della sirena.
Questo in estrema sintesi tutto ciò che è successo nelle precedenti edizioni. Ora non resta che aspettare fino al primo febbraio.
di Sergio Palazzi