Ciudad Real ancora sul tetto d’Europa!

Ancora loro. Tanto per cambiare. Il Ciudad Real si conferma campione d’Europa. Terza volta negli ultimi quattro anni. La seconda consecutiva, ancora contro il Kiel. Le zebre dopo tre quarti di gara hanno un’ansa della coppa in mano, ma nel finale scivola completamente per finire tra le braccia di un sorridente Hombrados.

33-27. Quanto basta. Il Ciudad Real soffre, si tiene a contatto, ma il Kiel sembra essere più forte, allunga, ha un Karabatic irresistibile ed un Omeyer stupefacente. Le difficoltà di Jicha non si notano. Poi nell’arena dedicata a Don Chisciotte, come il personaggio di Cervantes anche i bianconeri iniziano ad avere le visioni, a perdere contatto con la realtà. Il Ciudad Real trova la ricetta giusta, dopo tanti cambi Dujshebaev fa entrare nuovamente Sterbik e Chema. Sono loro i giganti che il Kiel vede, mentre sono semplici mulini a vento. Gli spagnoli non ci credono, figurarsi i tedeschi.

Il Kiel, come all’andata, ha iniziato bene: Omeyer parava anche gli acari della polvere, Karabatic continuava con le sue sortite in velocità e segnava anche con tre giocatori addosso. Il Ciudad soffre e non trova il giusto ritmo in attacco: Dujshebaev alterna Zorman, Entrerrios e Chema a comandare il gioco, ma i frutti non ci sono. In porta Sterbik è l’opposto di Omeyer. I tedeschi hanno la gara in mano, ma i campioni d’Europa restano a contatto. 14-13 a fine primo tempo, grazie ad un rigore di Ole Stefansson, miglior marcatore della finale ed autore del gol sicurezza. L’islandese ha giocato l’ultima gara con il Ciudad Real: l’anno prossimo tornerà in Germania per vestire il giallonero del Lowen.

La ripresa si può dividere in due parti: la prima è bianconera, la seconda è nera per il Kiel. La squadra di Gislason continua il suo gioco e tiene sotto controllo il match. Fino al minuto trentanove. Poi è il Ciudad Real a trovare l’insperata rimonta. L’intensità difensiva aumenta, prima Hombrados e poi Sterbik parano e lanciano in contropiede i vari Kallman e Morros. Con l’ingresso di Chema si ha il definitivo cambio di passo. Il Kiel è perso, la Quijote Arena è in estasi. Abalo segna il più cinque. Potrebbe andare bene anche così, ma Stefansson mette la firma decisiva. È il 33-27. È il più sei. È vittoria.

Omeyer e Karabatic non sono bastati ai campioni di Germania. Jicha ha segnato un solo gol, peraltro a metà secondo tempo. Lovgren, all’ultima partita internazionale della sua strepitosa carriera, non è proprio il sostituto ideale. Il Ciudad Real si è dimostrato più squadra: Dujshebaev ha alternato spesso i suoi uomini, ha avuto una buona gara da Rutenka in un ruolo non suo e uno Stefansson formidabile. L’anno prossimo sarà diverso: non ci sarà l’islandese, non ci sarà Zorman e l’infortunato Pajovic. Anche in casa Kiel ci saranno movimenti: Karabatic e Kavticnik pare non rinnoveranno il contratto.

C’è tempo per il mercato. Ora è tempo di applausi ad un ottimo Ciudad Real ancora campione d’Europa: il Sancho Panza della situazione. A volte visionario come il suo padrone, altre più razionale e capace di vincere una partita che sembrava persa.

di Sergio Palazzi

2 Comments

  1. Federico said:

    Spagna, tra poco ti batteremo anche nella pallamano….

  2. Alex said:

    Ad essere sinceri per adesso sono loro che ci battono in ogni “campo” :(

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