Challange Cup, non può essere definita una Coppa Europea

Venerdì mattina ci siamo trovati all’aeroporto di Fiumicino con i ragazzi della Nazionale maschile di Pallamano entrambe le squadre dirette in Serbia,noi con destinazione Vrnjacka Bania per disputare una gara valida per il terzo turno di Challange Cup contro la squadra locale e loro diretti a Nis per affrontare la Nazionale Serba per la partita valida per la qualificazione agli Europei.

Ci siamo reciprocamente confrontati e confortati,durante l’attesa ed in volo,su quanto ci saremmo dovuti reciprocamente attendere andando a giocare in Serbia contro squadre dove nel dna dei giocatori e specialmente delle giocatrici Balcaniche vi è un piccolo gene dedicato alla pallamano,se mancante viene iniettato,perché in certe zone della Serbia è veramente lo sport femminile predominante .
Quando abbiamo imparato il risultato della gara disputata dalla nostra Nazionale maschile,che ha perso 48 – 24 ( – 24 ) contro la Nazionale Serba,ci siamo dispiaciuti ma in fondo ci siamo consolati un po’ e abbiamo avuto la conferma di quanto detto il giorno prima. Questo è forse il giusto rapporto di forze che esiste tra la pallamano Italiana e quella Balcanica.

Per lo più noi eravamo senza allenatore in un Palazzetto dello Sport assordante da tamburi,trombe, colmo all’inverosimile,oltre 1.000 persone,con addirittura una banda musicale schierata in tribuna per sostenere la squadra locale, ed abbiamo perso 32 -18 ( – 14 ).

Non cerchiamo scusanti,ma in un ambiente del genere e senza allenatore in panchina ci sentiamo in dovere di fare ugualmente un plauso alle nostre ragazze che hanno retto fino al 10′ poi con un 4 – 0 le avversarie ci hanno messo in grande difficoltà e senza allenatore che riuscisse a gestire realmente la situazione tattico/strategica la gara è diventata tutta una salita con le nostre ragazze un po’ allo sbando con il primo tempo conclusosi 20 – 8.Nel secondo tempo l’orgoglio e la volontà di giocarsela fino in fondo sono stati determinanti per le ragazze targate Casalgrande Padana che sono tornate in campo,sapendo di non avere nulla da perdere e sono riuscite fondamentalmente a contenere le avversarie con un secondo tempo grintoso conclusosi con un parziale di 12 – 10,per le locali,contro ad un avversario che davanti al suo calorosissimo pubblico voleva stravincere,anche perché la differenza reti in queste tipo di gare è determinante.

Purtroppo la nostra prima esperienza in una Coppa Europea non è stata delle più felici,siamo scesi in campo contro il ORK Vrnjacka Banja con la Veljkovic in non perfette condizioni fisiche, addirittura nel pomeriggio nel prepartita si era dovuta recare al pronto soccorso per un attacco febbrile,la Tothova con i postumi della contrattura rimediata a Bressanone che ne ha limitato il rendimento e la mancanza di Keno in panca sono stati certamente gli ingredienti di una sconfitta di certe dimensioni.
Alla riunione tecnica del Sabato mattina nel prepartita al delegato della EHF,di nazionalità Macedone,ad una sua domanda se avevamo qualcosa da segnalare,abbiamo lamentato la poca sportività del governo Serbo per non avere concesso il visto d’ingresso al nostro allenatore Sahiti Skender ( Keno ) perché di Nazionalità e passaporto Kossovaro,ma alla nostra protesta non solo non è stato dato peso ma è stata considerata una decisione logica e scontata e l’unico commento è stata un’alzata di spalle con un atteggiamento seccato,come se infastidito dalla nostra lamentela.
Volevamo giocare con il lutto al braccio,per protesta,ma abbiamo deciso di soprassedere per evitare inutili discussioni con chi,non essendo sordo,non vuole sentire e tanto meno capire.
Al termine della agra,invitato da un giovane giornalista,davanti ad una telecamera di un televisione locale è stato chiesto a Trinelli di fare un commento sulla gara,con interprete :

” Complimenti alle vincitrici – ha dichiarato Trinelli – perché oggi hanno meritato in ogni modo la vittoria in quanto oggi hanno dimostrato di essere più forti di noi,peccato che oggi noi abbiamo dovuto giocare senza allenatore e quindi in nette condizioni d’inferiorità – ha affernato Trinelli – a causa del comportamento antisportivo della Repubblica della Serbia che ha negato il visto al nostro allenatore perché Kossovaro.La gara di ritorno a Casalgrande Sabato 8 Novembre al Palakeope alle ore 18,30 sarà l’occasione per verificare le reali forze tra le due squadre in un confronto alla pari in quanto in Italia,anche se non siamo fortissimi a pallamano,siamo molto democratici e veri sportivi e non limitiamo l’ingresso per Sport a nessuno ” a quel punto è intervenuto un incaricato a togliere il microfono e a chiudere l’intervista,con le scuse dell’interprete.

Stiamo pensando di fare una protesta di un certo tipo e di un certo peso,pensiamo di inviarla al presidente del Consiglio,al Ministro degli Affari Esteri ed al Parlamento Europeo per quanto concerne il lato politico della non concessione del visto al nostro Allenatore,per motivi sportivi ed inoltre di trasmettere una interpellanza di politica sportiva al C.O.N.I. Italiano,alla Federazione Europea E.H.F. a Vienna ed alla F.I.G.H a Roma perché venga rivista la realizzazione delle Coppe Europee,in quanto inammissibile che si permetta a società affiliate a Federazioni Sportive di Nazioni che la loro essenza Europea è solamente territoriale,senza il reale riscontro Europeo a livello di libero ingresso,per motivi sportivi,a tecnici e/o atleti.

È inammissibile quanto accaduta al nostro tecnico e di conseguenza alla nostra società,ci sentiamo lesi nei nostri diritti di cittadini Europei e di sportivi.

Quando lo scorso anno abbiamo conquistato il pass alla Challenge Cup pensavamo di partecipare quest’anno ad una coppa Europea ; da questo momento,a nostro personale giudizio,per fortuna da altri condiviso,non la considereremo più una Coppa Europea è una coppa anomala a cui qualcuno dovrà trovare una nuova e più logica definizione in quanto partecipano certamente squadre Europee di fatto e di diritto ma vi sono anche squadre affiliate a Federazioni di Stati che l’Europa,oltre che sulla cartina geografica,non sanno ancora che cosa sia e tanto meno certi valori dello sport.

Sabato sera al Palackeope,a casa nostra e con Keno in panca,cercheremo di giocarcela contro ORK Vrnjacka Banjc per dimostrare il nostro reale valore e per confrontarci con loro ad armi pari,non pensiamo di ribaltare il risultato che ci vede a – 14 ma vorremmo provarci,poi dovremo cominciare a ripensare subito al Campionato in quanto Mercoledi sera 12 Novembre al Palakeope di Casalgrande alle ore 20,00 verrà a farci visita la Leadercoop Teramo per il recupero della 5° giornata d’andata,reduce dalla importante vittoria contro il Vigasio.

La formazione di Casalgrande Padana scesa in campo a Vrnjacka Banja :
Corsi – Carini – Trinelli – Cantergiani – Mucci 2 – Giombetti – Negoi 6 – Lembo -Veljkovic 2 Tothova 2 – Mannias – Fornari – Gianlorenzi 2 – Lojpur 2 – all.Soncini

Ufficio Stampa Casalgrande Padana

One Comment;

  1. Marco Trespidi said:

    Personalmente posso essere a fianco di Keno per quanto rigurada una palese violazione dei suoi diritti, per quanto riguarda la nostra opinione sulla libertà personale.
    Va detto comunque che la decisone del governo serbo non può in alcun modo essere discussa: il Kosovo non è uno stato per Loro cosi come non lo è la Padania ( per semplificare) per lo stato italiano, cosi come per molti altri paesi anche in seno alla Comunità Europea,; l’Italia lo ha recentemente riconosciuto, ma è lontano un riconoscimento delle massime autorità sportive.
    Venendo alla EHF , lo status attuale è il seguente : il Kosovo NON è uno stato membro, al recente Congresso i 49 stati presenti hanno votato negativamente per la ammissione del Kosovo nella EHf , dando mandato al Comitato Esecutivo di optare per il riconoscimento come stato sovrano e quindi membro EHf quando le condizioni ( riconoscimento politico) lo renderanno possibile.
    Inutile quindi stupirsi del comportamento del delegato EHf che è in linea con la organizzazione di cui fa parte.

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