Erano ventisette le posizioni che separavano la pallamano maschile italiana dalla vetta, nel ranking europeo. Ora sono trentuno. Un problema - grosso -, che però rappresenterebbe null’altro che la fotografia del momento che l’handball del Belpaese sta vivendo.
Se n
on ci fosse un’anomalia nel mezzo: Javier Francisco Equisoain Azanza. Un tecnico dal nome e dal palmares prestigioso, capace di divenire, con i suoi successi ed i grandi nomi della pallamano continentale a cui è sempre stato legato, uno dei principali volti in Liga Asobal.
Zupo - così è chiamato in terra iberica - arriva in Italia il 23 Luglio 2008. La FIGH lo annuncia il giorno dopo con un comunicato in cui il neo CT dichiara con entusiasmo “saremo noi, con la nazionale italiana, a vestire in campo i panni del matador. I nostri avversari sono avvisati”. Poco meno di due anni dopo, un altro comunicato ufficiale: “La FIGH comunica che, con la conclusione della stagione agonistica al 30 giugno 2010, cesserà il rapporto di collaborazione con il tecnico spagnolo Equisoain Azanza”.
Sino al 30 Giugno, e poi fine della storia. Una storia che di amore e gioie ne ha viste ben poche, con i risultati che parlano chiaro: niente Europei del 2010, un terz’ultimo posto imbarazzante ai Giochi del Mediterraneo di Pescara ’09, ed un ultimo posto nel girone di qualificazione ai Mondiali del 2011, ancora in terra italiana. In quest’ultima occasione, probabilmente, la spaccatura: Equisoain non parla più di matador ed avversari da avvisare, ma dichiara, dinanzi alle telecamere Rai, “questa è la pallamano italiana”.
Nel frattempo, con l’esclusione dai Mondiali, la Nazionale si ‘regala’ un girone di pre-qualificazione ad Euro 2012, da giocare tra l’11 ed il 13 Giugno in Georgia. Prima gli azzurri sosterranno una serie di amichevoli in Spagna. La terra di Zupo, la stessa dove il CT - ex CT, ormai - ufficializzerà, in settimana, il suo passaggio sulla panchina del Cuenca 2016.
Nel mezzo, però, ci sono gli impegni con la Nazionale italiana. Ma con quale spirito? Quello dei ‘separati in casa’, probabilmente. Non resta che appellarsi agli azzurri, al loro cuore: l’Italia, se non dovesse superare il girone in Georgia, rimarrebbe fuori dalle competizioni internazionali sino al 2012. Zupo o no, bisogna farcela.
di Matteo Aldamonte













56 Commenti in "Zupo e l’Italia: storia di un ‘matrimonio’ andato male"
l’allenatore sa il fatto suo….
Ma hai letto quello che Matteo ha scritto oppure no?
Cèra bisgno di importare personaggi del genere ad € 100.000,00 a stagione solo perchè proveniente dalla Spagna????? Certo che la Federazione se li sceglie con il lanternino….. Che sollievo il suo ritorno in patria… Peggio di così, non si poteva per i suoi due anni di incarico da CT.
ma la programmazione dov’è? ma non aveva un contratto?
Mi piacerebbe leggere una bella intervista al signor zupo…giusto per sentire le ragioni di questo disastro in questi 2 anni. Giusto per sentire anche la controparte. Mi piacerebbe sentire la continuazione di quella famosa intervista dinanzi alle telecamere rai…
C’era…..scusate l’errore non voluto………
chiediamo alla federazione di non decidere nel chiuso di alcune stanze ma di fare un progetto vero, di dare delle linee, degli obiettivi per i prossimi 4 anni e poi di decidere. e, soprattutto, una volta che ha preso una decisione, di spiegare in base a quali parametri o criteri ha scelto
Quindi la settimana prossima annunciano anche la fine del rapporto con Neukum e completiamo la serie…visto che e’ gia’ nell’aria.
I risultati di Zupo sono stati ridicoli adesso sarebbe importante capire se Zupo avesse fatto qualche programmazione e se avesse ricevuto le risorse giuste dalla federazione….ma tanto non lo sapremo mai.
Quindi tra qualche settimana ci sara’ l’annuncio di qualche rientrante italiano su una delle due panchine azzurre?