Volpi: “Siamo in crescita. Giocare all’estero? Sì, mi piacerebbe provare”

- Scritto il 26 novembre 2010 -

All’orizzonte c’è il derby della via Emilia, Bologna-Secchia. Atteso dagli appassionati, così come dagli atleti. Da parte bolognese, uno dei più rappresentativi, il terzino Francesco Volpi, tra i migliori realizzatori della Serie A Elite, si è fermato a chiecchierare con PallamanoItalia.

PALLAMANOITALIA: Dopo la sconfitta di Conversano, siete rientrati in pista alla grande vincendo con Mezzocorona. Ora il derby contro Secchia, e pronostico tutto a vostro favore, sei d’accordo?
FRANCESCO VOLPI: Per il match contro Secchia è vero che, guardando la classifica, il pronostico è a nostro favore, ma è giusto non sottovalutare nessuna delle nostre avversarie. Siamo entrambe squadre giovani e speriamo che la partita sia comunque combattuta.

P: Francesco, attualmente il Conversano è distante 6 punti, e in quattro gli state alle calcagna. Pensi che i punti che vi separano dal primo posto ci stiano sulla carta? Conversano è davvero più forte delle altre?
V: Conversano ha dalla sua parte l’esperienza di giocatori che calcano i campi dell’Elite da tanti anni, ma dall’altra parte ci sono squadre giovani come la nostra che sono in continua crescita e daranno del filo da torcere alla capolista attuale. C’è da sottolineare che il Bologna non è ancora al completo, a causa degli importanti infortuni di giocatori fondamentali per la squadra.

P: Montalto assente da inizio stagione, ma tu, da solo nel ruolo di terzino sinistro, te la stai cavando benissimo: sei tra i migliori marcatori italiani e in assoluto di questo campionato. Sei contento della tua prima parte di stagione?
V: Indubbiamente sono soddisfatto di questa mia prima parte di campionato, mi auguro di mantenere questa costanza per tutta la stagione.

P: Torniamo allo United. Siete attualmente secondi, ma è indubbio che la vostra strategia ‘italiana’ continua a funzionare. Cosa vuol dire vivere quotidianamente una realtà così giovane, in un campionato di questo livello? Quanto conta il gruppo, quanto conta avere alle spalle una realtà professionale?
V: Purtroppo in Italia c’è poco di Professionale nella pallamano, al contrario di altri paesi come Francia e Germania dove gli atleti vengono riconosciuti come sportivi professionisti; discorso a parte, dietro al nostro posto in classifica c’è un gran lavoro in palestra e una certa serietà da parte dei giocatori e della società.

P: Parliamo di te: terzino sinistro del Bologna e della Nazionale, sei stato messo in grado di sfruttare il tuo talento e di dedicarti alla pallamano a pieno. Consiglieresti, ad oggi, ad un giovane come te di puntare su questo sport in Italia?
V: Mi farebbe molto piacere che molti dei più piccoli si interessassero a questo sport come ho fatto io, aumentandone così anche il prestigio nazionale, ma non mi sento di consigliare ad un ragazzino di investire al 100% il suo futuro nella pallamano vista la crisi in Italia di questo sport.

P: Skatar e Tokic e Maione l’anno scorso sono l’esempio di una pallamano italiana che sa anche distinguersi in campo internazionale. Non credi che per talenti come te, Bisori, Radovcic e tanti altri possa essere fondamentale fare esperienza anche all’estero?
V: Un’esperienza all’estero la trovo un’ottima idea per una crescita importante visti i livelli dei campionati internazionali. E’ una cosa che mi piacerebbe molto fare, e penso sia la meta di molti altri giocatori italiani.

P: Come giudichi il livello dell’Elite attuale rispetto agli anni scorsi? Pensi che la manovra ‘meno stranieri, più giovani’ possa funzionare?
V: Il livello si è abbassato e questo è palese, ma dall’altra parte penso che questa mossa sia stata fatta per favorire i giovani ed altri giocatori italiani che non trovavano spazio a causa dei tanti stranieri. Sono fiducioso che il livello torni di un certo spessore e con più italiani in campo.

P: Capitolo Nazionale. Sappiamo di un gruppo, quello azzurro, molto affiatato nonostante le difficoltà. Qual’è il vostro obiettivo prima di tornare in corsa per le qualificazioni internazionali?
V: Per quanto riguarda la Nazionale, sì, siamo un gruppo molto affiatato; abbiamo appena cambiato allenatore e quindi ci saranno anche nuovi obiettivi e nuovi modi di lavorare. L’importante però, per il futuro della Nazionale, è fare molti raduni e molte partite in campi internazionali, per darci modo di crescere in questo stop da qualificazioni.

di Matteo Aldamonte

L'Autore dell'articolo

Blogger, giornalista e copywriter. Oltre ad essere co-fondatore di PallamanoItalia, è Responsabile Editoriale del Network GT e co-fondatore del Network Ciak. Opera come giornalista freelance presso testate giornalistiche locali e nazionali.

10 Commenti in "Volpi: “Siamo in crescita. Giocare all’estero? Sì, mi piacerebbe provare”"

  1. tommi 28 novembre 2010 alle 21:59 · Rispondi

    non contano solo gli allenamenti!  MA LA MATERIA PRIMA a pallamano il 95% sono ragazzi che non trovavano posto in altri sport!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. gino 29 novembre 2010 alle 09:58 · Rispondi

    @motuysilao: lascia perdere con quello..straparla ad alto livello.

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