Vito Scisci a tutto campo. Il presidente dell’Indeco Conversano offre il suo punto di vista sul panorama pallamanistico nazionale, in esclusiva per Pallamano Italia.
LUIGI RAMUNNI. Vito Scisci, giornalista, 51 anni, da qualche tempo massimo dirigente dell’ASD Pallamano Conversano. Un giudizio franco su questa prima parte di campionato dei suoi ragazzi.
VITO SCISCI. “I risultati ma soprattutto il continuo rodaggio di questa squadra stanno dimostrando che il nostro è un team in continua crescita. Ogni partita che passa vedo i nostri atleti, coordinati da un ottimo allenatore, fare passi avanti. Sono convinto che il nostro sarà un certosino migliorare, giorno per giorno. Certo che, se il ‘rodaggio’ come lo chiamo io, consiste, nell’ordine, nel secondo posto del torneo di Blace, a cospetto di scuole pallamanistiche molto più rodate e blasonate della nostra, la vittoria in un Handball Trophy, trofeo che siamo l’unica squadra ad aver conquistato per due volte da quando esiste, l’imbattibilità in campionato e un turno di Coppa Ehf superato tra gli applausi del nostro pubblico e ribaltando uno svantaggio di sei reti subito in trasferta, allora non si può che essere fiduciosi”.
La parolina magica sussurrata da più parti è ‘scudetto’. Ovvero la rincorsa ad una stagione da protagonisti. Ci crede? Quali pensa possono essere le squadre realmente in grado di infastidire il Conversano nella lotta a questo ambito titolo?
“Di scudetto non voglio parlare, mi sembra un po’ prematuro. Sicuramente la nostra squadra ha le carte in regola per far bene in tutte le competizioni nazionali in cui è impegnata e regalare ai propri tifosi una degna figura nelle coppe europee. Le squadre in grado di competere nella lotta al vertice del torneo di serie A Elite al momento, classifica alla mano, sono il Bologna e il Casarano. Dovendo scegliere fra le due, probabilmente direi Casarano perché sono i campioni in carica e questo loro status li rende abbastanza temibili, al di là del fatto che comunque la loro rosa è molto ben assortita. Ma anche Bologna saprà, secondo me, essere in grado di superare le momentanee difficoltà e proporsi come una seria candidata”.
Oramai è ufficiale, l’Indeco giocherà la doppia sfida del terzo turno di coppa Ehf ad Aarhus, rinunciando alla gara in casa e fermandosi per due giorni in Danimarca. La scelta di non coinvolgere il pubblico del Palasangiacomo per questa volta è una scelta che merita di essere spiegata, perlomeno. Quali sono le motivazioni che hanno indotto a fare questo passo?
“Ci sono tantissimi motivi, sia di carattere economico che di carattere tecnico. Per quanto riguarda il primo aspetto, posso dire, senza timori di generare false impressioni e senza essere ipocrita, che la squadra nostra avversaria ci ha offerto la possibilità di spesarci tutto il viaggio e di non sostenere alcun costo, dunque, nell’affrontare questo turno di Coppa. Si tratta di una offerta alla quale non potevamo rinunciare, detto molto candidamente, perché la pallamano è uno sport che non vive nell’oro e questo lo sappiamo tutti benissimo. Inoltre, c’è un altro dettaglio che è molto importante sottolineare, in tutta sincerità: abbiamo avuto modo di stringere contatti sempre più forti con il nostro sponsor tecnico, la Hummel, che ha sede proprio ad Aarhus e che ci farà da main sponsor in occasione di questa due giorni di coppa, fornendoci inoltre una grande contropartita tecnica che potremo utilizzare nel corso della stagione. Ritengo questo un grande accordo che ci permetterà di essere anche abbastanza visibili e di rinsaldare il legame con il nostro fornitore. Il discorso prettamente sportivo invece si fonda su altri assiomi, innanzitutto su una opportunità, quella di conoscere il nostro destino continentale in soli due giorni, non intralciando più di tanto lo svolgimento del campionato (rinvii vari e tanti ‘falsi problemi’ come quello della gara con il Prato che si svolgerà martedì 11 novembre). E’ chiaro, non andiamo lì per fare la vittima sacrificale, questo deve essere ben chiaro ai nostri sostenitori. Anche nella sfida con il Savehof ci davano per spacciati e poi sappiamo tutti come è andata a finire. La cosa più importante, al momento, è che il campionato comunque rappresenta la competizione in cui abbiamo la realistica possibilità di fare meglio”.
Comunque vadano le cose, nel bene o nel male, il Conversano fa sempre discutere. Ne è la riprova tutto il battage mediatico che si è creato in seguito alla vicenda della gara con il Prato. Qual è il suo punto di vista sulla questione?
“Detto sinceramente, quello di Prato è un falso problema, come accennavo in precedenza. Le cose sono andate così. Noi avevamo in programma la gara del 22 con il Prato e la gara del 25 in casa con il Bologna. Ci è stato proposto l’anticipo della gara del 25 per motivi televisivi, e noi abbiamo accettato, però a condizione di spostare l’incontro del 22 perché non era plausibile sostenere 3 match in sei giorni. Un simile carico agonistico è un peso che nessuna squadra di pallamano, di qualsiasi campionato, può sopportare, tra l’altro senza una preventiva programmazione. Tra l’altro, i nostri supporters rischiavano di non vedere la squadra neanche nel match con il Bologna, dato che il Palasangiacomo era stato preventivamente concesso dal Comune di Conversano ad altra manifestazione, programmata dal 24 al 26 ottobre (la coppa Italia di Ginnastica Aerobica, ndr). Per fortuna che con l’intervento del sindaco di Conversano, l’avvocato Giuseppe Lovascio, si è raggiunto un compromesso con la società organizzatrice dell’evento e la squadra non è dovuta emigrare a Fasano, luogo che era stato già scelto per la disputa di quella gara”.
La Federazione Italiana Giuoco Handball – Pallamano, ha esortato tutte le squadre di serie A Elite, in via formale, a costituire in brevissimo tempo una Lega delle società. Quanto crede che una idea del genere sia fattibile?
“Secondo il mio punto di vista, realizzare la Lega è molto ma molto facile. Se le società si mettono un attimo d’impegno, basta mettersi a tavolino e la Lega si fa in quattro e quattr’otto. Personalmente, perseguo questo obiettivo da un po’ e sto cercando di coinvolgere gli altri colleghi presidenti ad approdare ad una soluzione di questo tipo. Di certo si possono tracciare delle prime linee guida: per un buon successo di una Lega delle società, è essenziale che la Figh ci lasci pieni poteri di gestire pochissime, ma essenziali cose, come le problematiche relative ai calendari, il discorso dei diritti televisivi, la ricerca di sponsor per il campionato. Ci bastano poche cose, per iniziare a far fare strada alla nostra pallamano; poche cose, ma fatte bene”.
Ritornando alla sua formazione, molti critici pensano che la sua rosa sarebbe veramente completa solo con l’acquisto di un altro pivot. Il reparto attualmente è composto dal capitano Giorgio Fantasia e dal giovanissimo Giacomo Nardomarino. Non le sembra un mix un po’ troppo leggerino, specie se si pensa, facendo gli scongiuri, a qualche infortunio, come avvenuto nelle passate stagioni?
“Abbiamo la fortuna, quest’anno, di avere una rosa profondamente rinnovata, che si sta distinguendo per la estrema versatilità e per l’ottimo lavoro di un tecnico che sta realmente trasmettendo qualcosa, certo con un carattere diverso da quello di Lars Walther, ma con estrema efficacia. Un vero e proprio sergente di ferro. Sono estremamente soddisfatto dell’impegno che questi ragazzi stanno avendo, in allenamento e in campo. Ognuno sta dando del proprio meglio per contribuire alla causa, e questo è sicuramente un aspetto positivo. Per quanto riguarda la domanda sul pivot, penso che sia Giorgio che Giacomo siano in grado di fare bene. Interverremo sul mercato soltanto in caso di infortuni che mettano in crisi il meccanismo di versatilità che si è creato”.
Il progetto ASD Pallamano Conversano è sicuramente un progetto che ha una sua gittata. Dovendo tracciare un obiettivo in un orizzonte temporale e quantificando dal punto di vista valoriale tutti gli investimenti fatti fino ad oggi, dove vuole arrivare l’uomo e il presidente Vito Scisci?
“Ho sempre detto a tutti che il mio è un mandato a termine. Quando troverò una persona che sarà migliore di me e che riuscirà a svolgere appieno il ruolo che ora è nelle mie mani, allora cederò tutto e resterò a disposizione di questa persona, se lo vorrà, come semplice appassionato di pallamano e persona che ha offerto il suo contributo alla causa per molto tempo. Il sostegno dato dalle aziende locali e dalle istituzioni potrebbe senz’altro essere migliore di quello che è oggi, anche perché purtroppo non posso sempre sostenere da solo le spese che ci sono dietro al ‘giocattolo’. Senz’altro gli investimenti fatti ci stanno dando ragione. Abbiamo avuto una buona dose di coraggio a puntare sul mercato sudamericano che, senza offesa per i giocatori, è molto più competitivo di altre storiche piazze, perché si riesce realmente a far sbarcare giocatori in Italia ad un prezzo vantaggioso. Lo dico con altrettanta sincerità e nell’assoluta certezza che i nostri ragazzi siano molto validi e abbiano ancora tanto da far vedere ai nostri tifosi e al mondo della pallamano italiana”.
Siamo giunti alla fine di questa nostra lunga intervista. La sua sincerità deve essere mantenuta anche in questo momento, e non abbiamo dubbi che sarà così. Cosa pensa di Pallamano Italia, il portale che oggi la ospita?
“Questo sito, che invito tutti a visitare, rappresenta un portale molto interessante. Non nascondo che sono un assiduo lettore di Pallamano Italia, e molto spesso faccio tesoro di quello che leggo, perché ci sono delle opinioni abbastanza meritevoli. Sicuramente state facendo un ottimo lavoro a sostegno di questa bellissima disciplina che è la pallamano”.