La Pallamano Intini Noci, formazione iscritta per la prima volta nella sua storia al campionato d’Elite, chiede alla classe arbitrale di essere rispettata. Lo fa con decisione, attraverso le parole del suo tecnico, Francesco Trapani. Lo fa a seguito di una sconfitta sul campo del Bressanone, senza voler per questo addebitarne la responsabilità alla coppia arbitrale.
Una direzione arbitrale non delle migliori, per prestazione, per approccio alla partita e per quanto è stato tollerato il gioco “molto, forse troppo, fisico” messo in atto da subito dai padroni di casa, il dubbio quantomeno lecito su quanto, alla fine, il Bressanone avrebbe potuto vincere anche con un altro metro di arbitraggio: di questo e anche altro parla Francesco Trapani: “Non mi sento di addebitare completamente la sconfitta di sabato all’arbitraggio, perché non mi piace dare alibi alla squadra, ma rimango a meditare su quello che sarebbe potuto succedere se a Bressanone fossimo stati trattati in maniera equa. Noci è una società che ha creduto e crede fortemente nel progetto elite portato avanti dalla federazione e, per questo ma non solo, va rispettata al pari delle altre. Non mi pare che questo stia accadendo: non dimentico che nel match di Fasano abbiamo subito almeno cinque reti palesemente irregolari, come testimoniano immagini televisive e commento di Raisport, a Bressanone, invece, non sono stati applicati i canoni del nuovo regolamento. Se è vero che quando s’interviene sul volto o sul corpo dell’avversario in fase di tiro disinteressandosi della palla si dovrebbe essere puniti con i due minuti, perché sono stati ignorati troppi interventi di questo genere dei nostri avversari che potevano causare seri infortuni? L’assurdo è che a fine partita ci ritroviamo con un numero di esclusioni superiore a quello dei nostri avversari, senza averne subito nessuna, ci tengo a precisare, per proteste”.
Poi lo stesso Trapani: “Invito chi di dovere a guardare attentamente la partita e a osservare il loro comportamento difensivo dalla nostra prima azione offensiva fino all’ultima; ma non posso biasimare più di tanto l’atteggiamento del Brixen, loro hanno continuato a fare la loro partita in linea con ciò che la coppia arbitrale ha concesso e hanno vinto”.
Il tecnico pugliese conclude con un auspicio: “Spero, adesso, che da sabato io possa tornare a parlare solo dell’atteggiamento della mia squadra e dei miei giocatori perché vogliamo tornare a esprimere con tranquillità il nostro gioco per conquistare sul campo le vittorie che meritiamo”.
Ufficio Stampa Intini Noci













34 Commenti in "Trapani chiede rispetto: “Noci va rispettata al pari delle altre squadre”"
Mi sa invece che la lamentela di Trapani ha prodotto l’effetto contrario, visto quanto successo negli ultimi secondi di Bolzano….a Noci non vince più nessuno non per gli arbitri ma perchè il Noci in casa sa farsi rispettare giocando la pallamano e non menando!!!!
Allora le risposte da dare sono molte. Ho parlato con i diretti interessati, la rete del pareggio è stata segnata in maniera del tutto regolare, anche se la conquista dell’ultima palla è scaturita da un’azione non proprio “ortodossa”,
Non penso che le dichiarazioni di Francesco siano state rilasciate per non perdere più nessuna partita in casa, si è solo voluto rimarcare che un certo tipo di difesa il nuovo regolamento non lo permette più e un allenatore ha il diritto ( e direi anche il dovere) di dolersene se nota che il regolamento non viene applicato (poi tuttoè opinabile, per carità di Dio…).
All’amico che mi chiede cosa fare per il problema arbitrale, copio una risposta che ho dato su Facebook ad un caro amico “ma se dopo tanti anni non si riesce a far sì che l’arbitraggio non sia decisivo all’interno di una partita di pallamano, viene difficile andare a spiegare negli spogliatoi ai ragazzi i motivi delle sconfitte addebitandole solo ai loro errori o a quelli dell’allenatore…Perchè è lapalissiano che ad un livello di gioco basso, corrisponde un livello arbitrale basso, ma mentre giocatori, allenatori e dirigenti hanno la speranza, la voglia, le conoscenze e le competenze per cercare di migliorare il livello di gioco e di organizzazione della nostra disciplina, dall’altra parte vedo il nulla e ti dirò di più, spesso i pochi buoni che ci sono non gli fanno arbitrare per dar spazio agli “amici degli amici”. Poi non ne parliamo dei cosiddetti “maestri”, stendiamo un velo pietoso. Come si dice non esistono “cattivi allievi” ma solo “cattivi maestri”. A suo tempo i miei suggerimenti gli ho dati, per esempio “favorire la carriera arbitrale degli ex giocatori” (non è vero che mi lamento soltanto) ma figurati se qualcuno ti presta attenzione. Ripeterò fino alla morte, chi vuole arbitrare deve “conoscere il regolamento”. Chi vuole arbitrare ad alti livelli deve “conoscere il regolamento e saperlo interpretare”. Poi se un arbitro sa anche rapportarsi con le altre persone sarebbe il massimo, ma non pretendo tanto mi basta il primo punto “conoscere il regolamento”!