Tedesco: “Giovani talenti italiani? Datemi retta, esistono”

tedescoPallamano italiana, giovani italiani, la Nazionale. Sono il Belpaese ed il suo movimento il filo conduttore dell’ultima intervista rilasciata da Beppe Tedesco a PallamanoItalia. Ecco cosa ci ha detto il tecnico del Bologna United.

PALLAMANOITALIA: Bentornato su PallamanoItalia, mister Tedesco. Nell’ultimo mercato estivo sono stati diversi i cambiamenti apportati all’organico rossoblu: sono arrivati i vari Resca, Kazic, Bar, Martino, Fonseca, Volpi. Con quale filosofia è nato e crescerà il “nuovo” Bologna?
BEPPE TEDESCO: La filosofia di questa squadra è stata dettata da una duplice considerazione condivisa da società e tecnico, e cioè che da un lato il momento economico non consente spese eccessive, e dall’altro dalla convinzione che i giovani giocatori italiani siano molto sottovalutati, e mai presi in considerazione per ruoli importanti. Mentre noi crediamo che Bisori, Resca, Norberti, Venturi, Volpi siano degni degli stranieri che ricoprono i ruoli centrali in Italia; discorso diverso per Martino, che è una scommessa su un ragazzo di grande volontà, e che voleva provare la pallamano di alto livello, almeno in Italia.
Nei ruoli di ala destra e pivot abbiamo scelto due giocatori stranieri, adatti al nostro budget, per sostituire due giocatori importantissimi come Maione e Lumello, non avendo trovato in Italia la possibilità di acquisire giocatori interessanti.

P: Dopo le prime uscite stagionali, Fonseca degno sostituto di Maione?
T: Siamo da poco tempo insieme e abbiamo giocato anche poco. Per adesso posso dire che è un atleta valido, con grandi margini di miglioramento nel gioco di posizione, dove Maione era fortissimo, mentre per difesa e gioco in velocità è già adesso molto competitivo.

P: A proposito di Maione: parlando con noi di PallamanoItalia le ha augurato una buona stagione 2009/10…
T: A Maio, io e tutti i ragazzi non abbiamo ancor finito di far sentire tutto il nostro sostegno per la splendida avventura che sta per vivere, ed il grandissimo “grazie” per quanto ha fatto in questi tre anni a Bologna.

P: Tornando al Bologna, il calendario d’Elite vi ha riservato un avvio ad alta tensione: Casarano e Conversano nelle prime due giornate. Meglio prima che dopo, o avrebbe preferito un avvio più tranquillo?
T: Il campionato d’Elite è breve, e quindi si fa in fretta ad affrontare tutte le squadre; certo, sono rimasto sorpreso dal fatto che la quarta classificata dell’anno precedente incontri in rapida successione la prima e la seconda.

P: Prima del campionato, l’appuntamento principale sarà senz’altro l’Handball Trophy di Lignano Sabbiadoro. Con quali ambizioni si presenta la squadra?
T: L’ambizione, come tutte le manifestazioni che ci vedranno impegnati in quest’anno sportivo, è quella di giocare per il vertice, e quindi di entrare in semifinale. Vogliamo dimostrare che questa squadra può inserirsi tra le migliori d’Italia.

P: A proposito di Lignano Sabbiadoro: pare sia questa la meta dei prossimi eventi a livello nazionale. Personalmente, non crede che la pallamano, almeno in occasioni come l’Handball Trophy o le gare della Nazionale, debba girare anche in piazze minori, per permettere alla disciplina di aumentare il proprio bacino d’utenza?
T: Premesso che Lignano, per esperienza personale, è dotata di una fantastica struttura per giocare a pallamano, credo che sarebbe opportuno diffondere anche in altre località la nostra disciplina, ma sono anche convinto che in questo preciso momento siano poche le offerte economiche valide per consentire questo tipo di operazione.

P: Maione, Tarafino, Fovio, Radovcic, Volpi da una parte; Del Piero, Pirlo, Buffon, Cannavaro dall’altra. Perché un bambino, secondo lei, dovrebbe scegliere la pallamano al posto di un qualsiasi altro sport? E quale dovrebbe essere il lavoro delle società italiane, minori e maggiori, in merito?
T: La scelta dello sport da praticare, per i ragazzi è sicuramente influenzata dallo spazio che questi sport hanno sui media, in primis sulla televisione. Questo è davvero un fattore determinante, e secondo me lo sforzo fatto dalla Federazione per quanto riguarda la trasmissione delle partite è e resterà fondamentale.
Sul perchè un ragazzo dovrebbe scegliere la pallamano al posto del calcio, ammetto la mia faziosità, seppur temperata dalla mia passione calcistica, e dico che uno sport così divertente e completo come la pallamano è difficile da trovare. Uno sport che nel contesto di gioco di squadra esalta le capacità individuali, sia tecniche che fisiche, ma soprattutto offre tanti gol e quindi tante emozioni.

P: E della Nazionale, cosa pensa? I Giochi del Mediterraneo hanno rappresentato una delusione cocente, ed ora è il momento delle qualificazioni ai Mondiali del 2011. Da dove deve ripartire, a suo parere, l’attività azzurra? Quali sono i punti – cardine, gli atleti, gli obiettivi su cui dovrebbe concentrare le proprie forze il CT?
T: Penso che, nonostante la giustificazione dovuta all’assenza di un giocatorei importantissimo come Maione, i Giochi del Mediterraneo siano stati una delusione, oltretutto inaspettata. Penso che sia giusto puntare su atleti giovani: nella nostra squadra, ad esempio, ce n’è un bel gruppo, su cui insistere e a cui dare tante possibilità di fare esperienza; penso che sia fondamentale che la Federazione e le società collaborino per professionalizzare i giovani atleti italiani, che – datemi retta – esistono, ma che non possono fare due o tre allenamenti alla settimana, e poi andare a giocare contro i professionisti delle altre Nazionali.

P: Il suo lavoro, lo sappiamo bene, è quello del tecnico. Ma considerandola un veterano della nostra pallamano, le chiediamo: com’è possibile che otto squadre non riescano ad accordarsi tra loro per la formazione della Lega?
T: Non mi sono mai occupato in prima persona di questa vicenda, ma ritengo che adesso molte società abbiano come imperativo, purtroppo, il “primum vivere”, e quindi non siano di investire sul futuro, il che sarebbe invece importantissimo.

di Matteo Aldamonte

1. A proposito di Lignano Sabbiadoro: pare sia questa la meta dei prossimi eventi a livello nazionale. Personalmente, non crede che la pallamano, almeno in occasioni come l’Handball Trophy o le gare della Nazionale, debba girare anche in piazze minori, per permettere alla disciplina di aumentare il proprio bacino d’utenza?

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