Spalti e tv, l’Italia e la Spagna…

Anche Omero qualche volta sonnecchia, dicevano i romani. E lo potremmo dire anche noi pallamanisti italiani nel venire a conoscenza dell’autogol che ha fatto l’Asobal con il match in diretta tv tra Octavio Pilotes Posada e Barcelona Borges, trasmesso in contemporanea alla semifinale di Champions League di calcio tra Inter e Barcelona nella serata di martedì.

Sì, perchè il danno più che per gli spettatori è stato per l’Octavio Pilotes. La squadra di Vigo, infatti, non naviga in buone acque – penultima in classifica e a quattro punti dalla salvezza a quattro partite dalla fine del campionato – e vedeva la sfida con i plurititolati blaugrana come il modo per attirare gente al palazzetto e far bella figura in tv.

Al Pabellon Municipal di As Travesas c’erano solo trecento spettatori – in un impianto che ne può contenere 5.500 – per un incasso totale di 190 euro, cifra irrisoria ed assolutamente inutile per pagare tutte le spese relative alla partita. Come fa notare il quotidiano spagnolo Marca nella sua versione online, la scorsa stagione per la stessa partita i galiziani incassarano ben cento volte di più, 19mila euro.

Il Barcelona era costretto ad anticipare la partita per l’impegno di domenica in Champions League contro il Veszprem, le due squadre si erano accordate per giocare o lunedì o mercoledì, mentre Teledeporte, l’emittente spagnola che trasmette la Liga Asobal, ha imposto di giocare nella serata di martedì.

In chiusura di articolo, il giornalista Antonio Estevez fa notare che oltre al danno economico subito dall’Octavio Pilotes, c’è l’errore da parte di Teledeporte di aver dato in diretta tv una partita del massimo campionato spagnolo con gli spalti quasi vuoti.

Noi, in Italia, sballottati tra vari orari del pomeriggio del martedì, saremmo davvero felici di avere trecento spettatori a partita…

di Sergio Palazzi

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10 Comments

  1. fab_xyz said:

    Come si suol dire … ogni tanto capita anche nelle migliori famiglie, Certo che col calcio in contemporanea manco i geni di Teledeporte avranno fatto ‘sto grande share. Da noi non va molto bene (eufemismo) dal quel lato, ma non credo neppure che l’Italia sia quest’ “isola infelice” in mezzo ad un mare di europei entusiasti di pallamano. Persino nel campionato femminile norvegese (Norvegia: campionesse europee ed olimpiche, tanto per capirci) ci sono squadre di media-alta classifica che vanno sui duecento-trecento spettatori a partita, quando va bene. Saluti.

  2. Linomito said:

    Piccolo particolare: in Norvegia di città sopra i centomila abitanti ce ne saranno tre o quattro, in Italia sono duecento.

  3. francesca said:

    Articolo interessante come quello che diceva quante volte al giorno va in bagno l’articolista……Complimenti vivissimi!

  4. fab_xyz said:

    Linomito ha ragione, ma la demografia non può essere il solo fattore di valutazione. Ci sono altri elementi, ad esempio uno è il numero di praticanti, e credo che coi suoi pochi milioni di abitanti la Norvegia ne abbia più di noi.

    E poi il rapporto grandezza della città / numero di spettatori é spesso inversamente proporzionale. Pur con le debite eccezioni, in molti paesi la pallamano fa più presa in centri medio-piccoli dove calcio, basket etc. non hanno grande tradizione. Larvik coi suoi quarantamila abitanti ha più pubblico di tutte le tre-quattro squadre di Oslo messe insieme. In Danimarca se nei paesoni dello Jutland tipo Viborg a volte c’è il tutto esaurito, a Copenaghen (non mi sembra sia tanto piccola) vanno a vedere la squadra, che pure in teoria è forte, in quattro gatti. Nemmeno l’arrivo di Anja Andersen e di tante presunte giocatrici di alto livello ha cambiato le cose. Li non c’è interesse, punto.

    In Italia gli spettatori sono spesso pochi, l’ho visto e continuo a vederlo anch’io, assurdo affermare il contrario. Dico solo che qualche problema ce l’hanno pure negli altri paesi, persino dove sembra popolarissima.

  5. Linomito said:

    Che facciamo, lanciamo la sottoscrizione “Un fidanzato per Francesca?”

  6. Marco Trespidi said:

    Mi pare tu sia poco informatom sulle medie spettaori, intanto in Norvegia va detto ceh la pallamano è il primo sport di squadra per il femminile in italia, se va bene , è il 5°,altri sport non esistono praticamente quindi o si vede quello o si sta a casa, il paragone non può reggere, i due/trecento spettaori li fanno anche i campionati govanili. Ci sono squadre che in Elite norvegese non arrivano a cento spettaori comunque .Il concetto dell apresa maggiore maggiore nei piccoli centri rispetto alle garndi città è ovvio , si tartta di una questione sociale e di aggregamento e vale per tutti gli sport quindi non credo c’entri granchè . Il numero dei particanti in Norvegia è assolutamente superiore all’Italia cosi come in danimarca, Croazia, Slovenia, Montenegro,Olanda etc, paesi ceh hanno la popolazione di una delle nostre grandi città , e quindi? La pallamano da noi non ha tradizoni e non riesce ad avere penetrazione in altri paesi lo sono altri sport, e quindi?

  7. Linomito said:

    Mi correggo, le città italiane con più di centomila abitanti sono 45 (dati ISTAT 2009)

  8. Referee said:

    BRIXEN-BOZEN di sabato scorso tutto esaurito (e tutti esauriti ah ah ah ). non so quante persone tenga quel palazzetto, oltre 1000 cmq, ed è stato un gran bello spettacolo, sia in campo che soprattutto sugli spalti. Insomma, certe bellezze :-))

  9. fab_xyz said:

    ‘Ci sono squadre che in Elite norvegese non arrivano a cento spettaori comunque’.

    Ma appunto. Era proprio questo il concetto di partenza, e fa piacere che venga confermato da chi l’ha visto direttamente e quindi ne sa più di me. Sarà magari qualche eccezione (Oslo e pochi altri) ma ci sono. E sono dati ancora più negativi proprio alla luce della popolarità della pallamano femminile in Norvegia, compresi gli spettatori che fanno le varie Sparserien, Lottoserien e chi più ne ha più ne metta. Il concetto della presa maggiore di molti sport (non tutti, il calcio no) sui centri piccoli, su cui pure mi sembra che siamo d’accordo, era solo in risposta al post che metteva in relazione il numero di spettatori alla popolazione delle città.

    E quindi … mi sa che più o meno stavamo dicendo le stesse cose -:) .

    PS – Mille e passa spettatori per il derby ‘tirolese’? Dev’essere stato davvero un bell’ambiente. Invidio quelli che c’erano :).

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