Era la serie più complicata da gestire e quella da cui sicuramente ci si aspettava una modifica nel Vademecum e così è stato. Sei gironi da dodici squadre per un totale di settantadue società in Serie A2 maschile era effettivamente un qualcosa di troppo ottimistico per l’attuale movimento italiano.
La circolare federale odierna [n. 29 del 27 luglio] tra le altre cose ha regolamentato il funzionamento della terza serie nazionale maschile. Quarantacinque le squadre iscritte e suddivise in sei gironi. Tre le formule diverse utilizzate per giungere ad un risultato comune: chi vince il proprio girone è promosso in Serie A1, chi arriva ultimo retrocede in Serie B.
Il girone A sarà composto da 7 squadre ed ogni società disputerà 18 partite in virtù della formula della doppia andata dopo il solito ‘girone all’italiana’.
Il girone C vedrà 6 squadre al suo interno e 20 partite disputate per ogni società. La formula utilizzata è quella della doppia andata e del doppio ritorno.
I gironi B-D-E-F saranno composti da 8 squadre ed le stesse disputeranno 20 partite. Terza formula: partite di andata e ritorno e poi le due Poule, Promozione e Retrocessione, con la divisione del girone in due parti. Le prime quattro lotteranno per la promozione in un girone con gare di andata e ritorno nel quale la classifica della prima fase conterà solamente per definire l’ordine degli incontri. Allo stesso modo funzionerà la Poule Retrocessione che vedrà protagoniste le ultime quattro del girone.
di Sergio Palazzi













28 Commenti in "Serie A2 maschile: 45 squadre per 6 gironi"
Perdonate la mancanza dell’H nell’ultima frase: ero un pò cotto ieri sera!
….i gironi a 6…..con doppia andata doppio ritorno….sono accettabili nell’under 14…..non in campionato chiamato A2……
D’accordo, per chi non voleva uscire dalla regione bisognava lasciare la C… ma ormai ci siamo, i giochi sono fatti. Ora basta piangere o lamentarsi, cerchiamo di interpretare questo momento difficile nel migliore dei modi. Facile polemizzare, io sono sempre stato il primoa a farlo, ma ormai siamo in corsa e le regole, dettate. Apprezzo, seppur contestandolo, lo sforzo della federazione di cercare un cambiamento e la responsabilità di andare avanti senza abbandonare la barca che affonda. Ora c’è un anno per pensare a cosa inventarsi er l’anno prossimo, pensiamoci per tempo.
Ora sta a noi presidenti interpretare correttamente le regole e porci un “protocollo morale”. Io cercherò di farlo per il girone che mi compete, invitando i colleghi presidenti delle società a non tesserare atleti dopo la regular season. Vedremo come andrà a finire.
Caro bibi: ferie saltate a causa di un incidente occorso a mia moglie. Porti un pò sfiga?