Si chiude il 2010. Un altro anno difficile per la pallamano italiana, un anno di cambiamenti per il Gammadue Secchia, che ha salutato al termine della scorsa stagione Fabrizio Ghedin in panchina e gran parte dell’organico.
Chi è rimasto ha accolto il tecnico Samir Nezirevic e gli altri nuovi arrivati, per una stagione basata sulla crescita dei più giovani, ma soprattutto sul “contenimento delle spese”. A spiegarlo, facendo il punto sulla situazione in casa rubierese, è Federico Malavasi, il Dg del Gammadue, sul quotidiano locale L’Informazione.
“Parlare di bilancio positivo con uno score di 8 sconfitte in 9 partite potrebbe sembrare un insulto all’intelligenza, ma non è così – spiega Malavasi –. Abbiamo solo tre punti, è vero, ma con Bologna, Teramo e Bressanone qualcosa in più avremmo potuto portare a casa. E in realtà siamo in linea con le aspettative, legate alla nostra realtà e alle nostre disponibilità economiche”.
Parla di bicchiere “pieno per un quarto” il Dg emiliano, quando commenta la crescita degli italiani Malavasi, Di Matteo, Fontanesi, Piccinini, Pieracci e Palazov, molti di loro alla prima esperienza da protagonisti assoluti nel campionato di Serie A Elite.
Capitolo stranieri, poi, che vede la conferma, almeno momentanea, di Joijc e Suhonjc. “Entro fine gennaio ci sarebbe la possibilità di un altro taglio e di un ultimo tesseramento, ma i sondaggi effettuati sul mercato non hanno portato a nulla di entusiasmante – confessa Malavasi –. Da qui la prova d’appello concessa a Emir Suhonjic, qualcosa in più di un semplice patto, visto che il diretto interessato è stato informato del rischio di un “arrivederci e grazie” e ha accettato di scommettere (anche economicamente) su se stesso. In sostanza: alla ripresa del campionato Suhonjic ci sarà. Finirà la stagione a Rubiera? Dipenderà da lui”.
Poi nell’articolo de L’Informazione si legge un chiarimento, probabilmente legato ad alcuni pareri espressi proprio su PallamanoItalia: “C’è gente che sui forum si domanda cosa ci facciamo in Elite: con questa squadra. Intanto vorrei far presente che la categoria l’abbiamo guadagnata di diritto sul campo, non l’abbiamo comprata. In secondo luogo ci tengo a precisare che la Pallamano Secchia onora regolarmente gli accordi con i propri giocatori. E non so quante altre società di Elite facciano altrettanto. Non fatemi fare nomi, per favore, ma tante volte mi sento un pirla per il semplice motivo di… rispettare le promesse”.
Non mancano, in chiusura, i dubbi su quello che potrà essere il futuro del sodalizio di Rubiera, anche quest’anno alle prese con problemi di natura economica. “Personalmente non me la sento di garantire sulla prossima stagione, a prescindere dalla categoria – conclude il Dg del Gammadue –. Le difficoltà e i problemi non mancano, perciò in Primavera, anzi prima, si tratterà di tracciare un bilancio e di vedere se ci sarà ancora la voglia di andare avanti, tantopiù dopo una stagione di sofferenze. Disperdere un patrimonio come la Pallamano Secchia e il suo settore giovanile – dove abbiamo 120 tesserati, permettetemi a tal proposito di fare i complimenti ai prof. Marco Agazzzani, Tarcisio Venturi e Angelo Facchini per l’ottimo lavoro che stanno facendo – sarebbe un vero delitto. Ma le cose stanno così e andare avanti risulta sempre più difficile…”.
Dichiarazioni da:
L’Informazione
finchè ci sarà gente come malavasi, la pallamano italiana sarà al sicuro, se anche uno come lui se ne dovesse andare, sarebbe una grave perdita. ha ragione quando dice che la domanda ‘ma che ci fate in elite’ andrebbe rivolta ad altri, non a loro che avranno una squadra debole ma almeno pagano SEMPRE TUTTO a tutti. secondo me se tutti facessero come secchia, cioè pagassero solo quello che possono, senza promesse assurde, la pallamano sarebbe uno sport più sano. certo, ci sarebbero meno giocatori che si spostano per l’italia ma almeno ci sarebbe serietà.
spero proprio che il secchia si salvi, sarebbe il giusto premio per una società seria, che non sempre fa scelte che ho condiviso, ma sotto questo punto di vista è una società ottima, ce ne vorrebbero di più in giro (senza togliere nulla agli altri)
QUOTO AL 100% TIPPETE!!!
Secchia e SENZA DUBBIO la societa piu seria di italia. Spero, per il bene della pallamano, che ci siano sempre queste societa in italia.
Bravo Malavasi, ben detto! Certo è triste se essere corretti diventa penalizzante, mentre cambiare le carte in tavola, non pagare, non rispettare gli impegni alla fine è vantaggioso! Spero che Secchia trovi le risorse per andare avanti, il problema è che l’unico modo, in mancanza di aiuti pubblici, sono le sponsorizzazioni e la pallamano non è una gran vetrina….mi auguro che Rubiera che la faccia!!
Il Sig. Malavasi ha, per quanto ne sono a conoscenza, ha sempre rispettato le promesse, anche quando si è trattato di una muta dell’allora Modena ormai 15 anni or sono. Il presidente del Bologna calcio disse lo stesso quando perse dalla Roma 2-0 con gol di giocatori che il bilancio non poteva permettere loro. Il risultato: è sparito da questo mondo! Tenga duro, e comunque non abbandoni mai del tutto. I giovani, quando seri e motivati, danno grandi soddisfazioni (meglio dei trofei). In bocca al lupo!
Se il Presidente Malavasi,dice di essere un pirla perchè onora i patti economici,allora anche all’Albatro esistono dei Pirla. Credo che non so quanto sia conveniente investire sull’elitè,ma con questa conformazione geografica del girone,credo che gli sforzi si possano sostenere,questo però non toglie che è un campionato non alla’ltezza di altre discipline(basket-volley),pertanto credo ci sarebbe da ridiscutere il tutto. La crisi c’è in tutta la pallamano,provate e vedere che livello abbiamo raggiunto in A/1…una vergogna,un’offesa al movimento.
Spero vivamente,si giunga a decisioni che migliorino la nostra organizzazione di pallamano.
@vinci:quali decisioni da prendere?più stranieri? più giovani? meno over 35? più soldi? più tecnici starnieri? facciamo la lega?
Perchè guardiamo volley e/o basket che sono professionisti? il livello è basso8elitè-a1-a2) perchè? colpa della figh?delle società?degli allenatori?dei dirigenti? del proprio orticello?