Seconda tornata per i reintegri nei vari campionati della pallamano italiana, che acquistano qualche pezzo, dopo aver trascorso giorni drammatici, simboli di un momento nero, con la rinuncia alle rispettive massime categorie da parte di Albatro Siracusae Bancole.
Una cosa è certa: tutti sono ormai pronti a dei campionati incompleti, almeno rispetto a quanto era stato previsto dalla riforma voluta ed attuata dalla Figh. A partire dalla Serie A Elite: ad oggi sono nove - Conversano, Bologna, Fasano, Secchia, Teramo, Mezzocorona, Brixen, Bozen, Noci - le iscritte, contro le dodici che la Federazione aveva voluto inizialmente.
Ma a preoccupare maggiormente è il settore femminile. Qui, complice una riforma applicata solo dalla stagione 2011/12, il movimento vive un momento davvero difficilissimo: la rinuncia di Bancole, assieme a quella della neopromossa Mestrino, aveva portato la massima categoria ‘rosa’ ad essere composta da sei sole squadre. Ad aumentare il numero è, secondo l’ultima circolare federale, il Nuoro, che ha inoltrato richiesta di ripescaggio e che si appresta, quindi, a tornare in Serie A1F.
Reintegri anche in Serie A2 Maschile, dove - c’è da ammetterlo - pensare di poter comporre dodici gironi da altrettante squadre era apparsa sin dall’inizio un’utopia. Comunque, si aggiungono in due, e non c’è da lamentarsi: ammesse alla terza categoria nazionale Dossobuono e Kelona. In A2 Femminile, infine, ripescaggio concesso all’Oderzo.
A dimostrare, tuttavia, l’incompletezza attuale dei campionati, c’è la comunicazione della Figh: “avuto riguardo al fatto che il termine ultimo di iscrizione è fissato al 12 luglio, ulteriori eventuali domande di reintegro nei campionati nazionali verranno accolte, in base all’ordine di ricezione delle stesse, e fino a concorrenza dei posti disponibili in ciascun rispettivo organico”. Avanti, c’è posto.
di Matteo Aldamonte













106 Commenti in "Reintegri: spunta Nuoro in A1F"
E’ un piacere tornare a parlare di formule e format con il buon Pasquale Loria. Lo abbiamo fatto più volte in passato, anche di persona, e non mi stupisce assolutamente il fatto che ti trovi d’accordo su una ipotetica formula su due gironi da 8 squadre. Già in passato mi avevi parlato di un futuro per la serie A1 secondo te legato ad una formula su due gironi, nord – sud. E in questo non possiamo che essere d’accordo. Sul numero delle gare da aumentare, io mi ero “tenuto basso” poprio per “calmierare” il più possibile i costi e rendere più appetibile una serie A1 così strutturata anche per una decina di formazioni dell’attuale serie A2. Aumentare il numero di gare, senza stravolgere la formula del torneo, non è una cosa comunque così difficile. Per esempio un Handball Trophy ed una Coppa Italia con ben 16 formazioni, potrebbero portare a quel tuo auspicato aumento di gare nell’arco di una stagione. Entrambe le manifestazioni potrebbero essere strutturate su più fasi, o a concentramento o eliminazione diretta, in modo da aumentare il numero di gare stagionali. Senza contare che, avere ben 16 squadre che iniziano la preparazione nello stesso momento e svolgono temporalmente la stessa attività federale, consentirebbe di avere molte possibili avversarie in gare amichevoli, cosa che, sai meglio di me, attualmente per le squadre di serie A1 è cosa praticamente impossibile. Poi, per le squadre di vertice, ci sono anche le gare delle Coppe Europee. E qui mi troverai d’accordo, anche se a Salerno quest’anno avete fatto una scelta diversa, che se si può lasciare il numero di straniere a 3, significa che le squadre di vertice che se le possono permettere, debbano utilizzare questa propria peculiarità proprio per provare a cominciare ad ottenere qualche graduale risultato anche a livello europeo. Se 3 straniere non si sfruttano per una “competitività europea, mi spieghi a cosa può servire mantenerne 3 quando poi, la maggior parte delle altre squadre, sceglierebbero di affrontare una serie A1 a 16 squadre anche eventualmente senza straniere? Sul fatto della difficoltà del coinvolgimento a tale formula di altre circa 10 piazze di serie A2, io non sono così pessimista. Ho già spiegato che come costi cambierebbe pochissimo rispetto alla partecipazione alla serie A2, con i vantaggi che invece sarebbero molti. Una serie A1, rispetto ad una serie A2, se adeguatamente pubblicizzata, sarebbe più “appetibile” per sponsor e contributi. Si darebbe una “vetrina” migliore alle proprie giovani atlete provenienti per la maggior parte dal proprio vivaio e si sarebbe lo stesso competitivi almeno per una salvezza (da conquistare a “basso costo”) in una massima serie. Io penso che il ruolo delle attuali 6 società di serie A1 (e soprattutto di una ipotetica “Lega” qualora si dovesse formare) sia proprio quello di sensibilizzare le società di serie A2 ad aderire a questa determinata formula. Costituendosi ufficialmente in una Lega, questo sarebbe ancora più facile perchè si sarebbe ancora più legittimati a proporre a nome di un organismo ufficiale. Sbrighiamoci quindi a definire ufficialmente questa Lega e poi da lì, si potrà cominciare a lavorare per costruire una serie A1 su due gironi da 8 ed una serie A2 su quattro gironi da 8. In un precedente messaggio (che è presente nella pagina presente di questo post e che, non so perchè, non è più visibile) avevo cominciato a fare anche dei nomi di società di serie A2 che, per come sono strutturate, per passato e per propri settori giovanili, secondo me potrebbero aderire ad una proposta del genere. Avevo nominato società come Ferrara, Bancole, Mestrino, Casalgrande, Cassano, Mugello, Pontinia, Conversano, Badolato e qualche altra società del nord. Io non penso che tante di queste società, con un sano dialogo e con una chiarezza di volontà ed idee direbbero facilmente di no ad una proposta che, conti alla mano (già fatti) sarebbe vantaggiosa per tutti.
Ti quoto, ma non sono così ottimista. Comunque sentiamoci per organizzare il lavoro tutti insieme.
Ma la lega a tre squadre vale lo stesso?????
Cmq mi fa piacere che due presidenti o direttori sportivi siano già d’accordo…siete a meta dell’opera!basta convincere gli altri quattro!
Sono ansioso di vedere le candidature alla Presidenza…………magari qualcuno la campagna elettorale la ha già lanciata……
Considerate le parole “affettuose” che cinque presidenti/dirigenti, su un totale di 8 squadre, si sono scambiate su questo sito all’indomani della rinuncia di Teramo ad ospitare la Coppa Italia ed il conseguente spostamento della sede a Sassari, mi sa che ne vedremo delle belle…..
Lukebas
Marco, e’ talmente evidente…
:-)
sono quello che ha fatto fare il pallone alla mondo( e lì IO mi sono FERMATO) e che vi ho presentato a una coppa italia di A1, non conosco perfettamente il mondo della pallamano femminile ma vorrei suggerire una cosa……………………
ho fatto una ricerca su tutta la pallamano Italiana , con le cartine geografiche di tutte le regioni segnando le squadre che partecipavano a tutti i campionati sia maschile che femminile . Per quello che riguarda la femminile i campionati di A1– A2– B spesso assieme alla U-18 — U-18 sempre assieme alla U-16 ( credo di ricordare solo 2 regioni che hanno un campionato U-18 solo 18) U-14 e dove c’era anche U-12 a volte con U-12 maschile……………………………… i dati che ho preso sono quelli di tutti i comunicati ufficiali dei campionati fatti dalla federazione ( molte cose faccio fatica a capire, ma come ha detto un’altro intervento dobbiamo guardare avanti sulla luna VIVERCI costa troppo) . Da questo a TUTTI vorrei suggerire di fare questa indagine e cercare di dare spiegazioni partendo dal PROPRIO PEZZO e sui pezzi degli altri costruire IL RUGBY non è per noi un esempio, SIAMO DIVERSI, per cercare sponsor a tutti i livelli (PASSATE LE CONOSCENZE) dobbiamo rendere credibile lo SHOW della PALLAMANO VINCERE un campionato che fa andata-ritorno–andata2 e ritorno2 e se andate a verificare ci sono stati gironi di qualificazioni alle finali nazionali con gironi di 2-3 squadre che si incontrano 20\30 VOLTA DOMANDA COME CRESCONO POI’ GLI atleti?????????????????