Reintegri: spunta Nuoro in A1F

Seconda tornata per i reintegri nei vari campionati della pallamano italiana, che acquistano qualche pezzo, dopo aver trascorso giorni drammatici, simboli di un momento nero, con la rinuncia alle rispettive massime categorie da parte di Albatro Siracusae Bancole.

Una cosa è certa: tutti sono ormai pronti a dei campionati incompleti, almeno rispetto a quanto era stato previsto dalla riforma voluta ed attuata dalla Figh. A partire dalla Serie A Elite: ad oggi sono nove – Conversano, Bologna, Fasano, Secchia, Teramo, Mezzocorona, Brixen, Bozen, Noci – le iscritte, contro le dodici che la Federazione aveva voluto inizialmente.

Ma a preoccupare maggiormente è il settore femminile. Qui, complice una riforma applicata solo dalla stagione 2011/12, il movimento vive un momento davvero difficilissimo: la rinuncia di Bancole, assieme a quella della neopromossa Mestrino, aveva portato la massima categoria ‘rosa’ ad essere composta da sei sole squadre. Ad aumentare il numero è, secondo l’ultima circolare federale, il Nuoro, che ha inoltrato richiesta di ripescaggio e che si appresta, quindi, a tornare in Serie A1F.

Reintegri anche in Serie A2 Maschile, dove – c’è da ammetterlo – pensare di poter comporre dodici gironi da altrettante squadre era apparsa sin dall’inizio un’utopia. Comunque, si aggiungono in due, e non c’è da lamentarsi: ammesse alla terza categoria nazionale Dossobuono e Kelona. In A2 Femminile, infine, ripescaggio concesso all’Oderzo.

A dimostrare, tuttavia, l’incompletezza attuale dei campionati, c’è la comunicazione della Figh: “avuto riguardo al fatto che il termine ultimo di iscrizione è fissato al 12 luglio, ulteriori eventuali domande di reintegro nei campionati nazionali verranno accolte, in base all’ordine di ricezione delle stesse, e fino a concorrenza dei posti disponibili in ciascun rispettivo organico”. Avanti, c’è posto.

di Matteo Aldamonte

106 Comments

  1. vincent said:

    ma nuoro che fine aveva fatto????????????????????non mi è sembrato di vederlo nelle squadre di A2.QUESTA NOTIZIA é A DIR POCO PENOSA

  2. Tifoso said:

    ……forse scrivendo VANTI c’è posto, si volevo dire : Pallamanoitalia INDIETROTUTTA?????..

  3. siracusano said:

    Ho deciso se trovo uno sponsor (un pazzo che vuole investire a fondo perduto) iscrivo la squadra con cui gioco la partitella di calcetto tutti i giovedì in Elite. Tanto basta avere i soldi e in questo sport ti lasciano iscrivere dove ti pare.
    AVANTI C’ E’ POSTO PER TUTTI
    Che ce frega se poi non siamo credibili agli occhi della gente!
    In questo modo credo che sarà sempre più difficile trovare qualcuno che voglia sponsorizzare una squadra in questa situazione stile barzelletta di Totò.
    Che peccato stiamo rovinando tutto!
    Stiamo perchè siamo tutti colpevoli

  4. Tifoso said:

    Per Matteo: (innanzi tutto grazie per la professionalità e mi pare di poter dire anche imparzialità nel gestire questo sito… sperando che la federazione non lo censuri) comunque alla mia INDIETRO TUTTA penso abbiam risposto mooolto bene il siracusano…il lino…il vincent…. SCUSATE amici del Nuoro, nulla di personale e tanto di cappello alla Vs. intenzione, ma non capisco la mancanza di professionalità della federazione…… certe posizioni bisogna sudarle e meritarle sul campo… diversamente vabbè…penso non si debba dire molto. SIGH!!!

  5. desy said:

    qualcuno mi sa dire quante squadre ci saranno in a2 femminile quest’anno?
    a quanto han detto Udine ha deciso di non chiedere il ripescaggio..ma Mestrino ha deciso di non andare in a1..e Malo e Oderzo han avuto l’ok della federazione per l’a2..quindi campionato a 11 squadre?

  6. no comment said:

    evvai ! il campionato parrocchiale potrebbe avere inizio anche quest’anno.  
    Avanti così Federazione (se così si può chiamare). Ognuno raccoglie quel che semina . . . ma avete seminato?  

  7. no comment said:

    NON CI ARRIVANO LE “GRANDI MENTI” DELLA FEDERAZIONI CHE LA RIFORMA DEI CAMPIONATI, HA MESSO IN GINOCCHIO MOLTE SOCIETA’ ?  Ok il discorso sui giovani, un po’ estremizzato,  ma che cavolo serve fare a meno della C e fare diecimila giorni di A2 e A1 maschile?  

  8. tifoso 2 said:

    prima il 25/6 poi il 30/6 adesso il 12/07,
    spero proprio che prima di settembre si decidano.
    siamo alla frutta.

  9. vincent said:

    IO NON MI SENTO PER NIENTE COLPEVOLE E DOPO VENTI ANNI DI SACRIFICI QUESTA è LA COSA CHE PIU MI HA SDEGNATO VORREI TANTO AVERE IL BUON SENSO DI DARE UN CALCIUME A TUTTO QUESTO MARCIUME. NON POTETE CREDERE LA RABBIA CHE PROVO A PENSARE CHE IL NUORO QUALCHE ANNO FA HA DECISO DI FARE L A1 E HA PRESO IL POSTO DEL CASSANO DOPO QUALCHE ANNO HA DECISO CHE NON ERA PIU IL CASO E NON SI è ISCRITTO ORA SONO TORNATI UN PO DI SOLDI E SI RICOMINCIA,MA NON DAL BASSO SUBITO IN ALTO(SE ALTO SI PUO ANCORA CHIAMARE LA SERIE A1). PAZZESCO

  10. angelo said:

    o dimenticato il nuoro si è iscritto perchè la federazione è convinta che il Bancole faccia…mulinazza e c e quindi il campionato a 8 torna.he alla fine iscriva la squadra

  11. Stefano said:

    Ancora oggi non è chiaro alla nostra amata federazione  che per quanto concerne il settore femminile non è che posticipando l’iscrizione al 12 luglio dal cilindro magicamente appiano 5/6 squadre.Forse era opportuno fare un passo indietro e anticipare  a questa stagione la riforma del campionato di A1 F in modo tale che le società che in questi ultimi anni hanno investito e lavorato nei settori giovanili potessero partecipare e non rinunciare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  12. eddy said:

    E adesso a suon di circolari verrà tolto quanto scritto sul vademecum es: verrà tolta la penalizzazione di 10 punti + multa a chi non ha le squadre giovanili ecc…., perchè oramai si va avanti con iniziative dell’ultimo momento e circolari su misura, quindi chi protesta per le irregolarità “botte da orbi” multe e squalifiche (Bancole e Ferara)

  13. giulio said:

    Lo sport certamente più praticato in Italia è quello di “sparare sulla Croce Rossa”…
    La pallamano – più di altri sport che sono comunque in sofferenza – sta vivendo un momento molto difficile e non credo proprio (sono un addetto ai lavori) che eliminando 1, 2 o 3 stranieri o straniere si possa ridare ossigeno a questa nostra amata disciplina. 
    In ogni caso ben vengano le “integrazioni” nei vari campionati federali ma solo se andranno di pari passo con una riforma complessiva del sistema pallamano in Italia.
    Oggi siamo in emergenza ma proprio partendo da questa emergenza si DEVONO cercare le soluzioni per risalire la china. 
    Tutto il resto sono solo chiacchiere da bar!

  14. Andrea said:

    Scusa Stefano e come avrebbero fatto ben tre delle prime quattro classificate a fare il campionato se avessero adottatto da subito la riforma????si da il caso che società blasonate non abbiano nessuna ragazza locale da schierare..e chi ce le ha le porta ai campionati di categoria perdendo 40-5…

  15. pazzo di pallamano said:

    nella ultima circolare ho letto che due società appena nate parteciperanno al campionato di A2 e che oggi sulla gazzetta dello sport c’è un bell’articolo…siamo diventati la barzelletta dello sport…. come dice l’amico aretuseo…avanti c’è posto.

  16. system said:

    Di certo a nuoro si pensa molto alle giovani,visto che in spagna alla granoller cup in spagna, l’ unica squadra italiana era il nuoro! se poi si intende fare una serie a1, è un altro conto…ma non vi riguarda,perchè come potete vedere finalmente una piccola società si è fatta avanti.. e dovreste assecondarla visto che stà partendo dal nulla…

  17. iobo said:

    tutti a parlare!! sono sicuro che non sapreste fare certo di meglio!!!!!! Se la pallamano va in basso è colpa anche della gente come voi che da fiato alla bocca solo per lamentarsi!! dovremmo aiutarci tutti insieme e aiutare la federazione standole accanto invece di buttare fango ogni volta sul loro operato!! non vi va mai bene niente!!!!!!!!!! vergognatevi! viva la pallamano!

  18. Trinelli said:

    Prima di tutto complimenti per il Nuoro, se è vero quanto ho sentito dire che sia ritornato Deiana ad allenare a Nuoro. In secondo luogo ulteriori complimenti per la scelta di partecipare alla serie A1 con ragazze giovani, così corre voce, perchè facciano esperienza. In bocca al lupo.

    Per rispondere ad Andrea certamente le prime 3 / 4 squadre hanno cercato di mantenere tutte le straniere ed hanno fatto pressione in Federazione ma non è accettabile che 3 / 4 squadre impongano le regole. In questo modo si vedono i risultati sia di partecipazione ai campionati e sia di RISULTATI DELLE NOSTRE SQUADRE NAZIONALI FEMMINILI, UNDER E SENIORES.
    C’è qualcosa che stride, nessuno si domanda perchè sono due anni che la vincitrice della serie A2 non partecipa al campionato in cui è stata promosa ? Scorso anno Rubano e quest’anno Mestrino e guarda caso nessuno presenta domanda di reintegro?

  19. Referee said:

    già, NON E’ POSSIBILE che 3/4 squadre dettino le regole, sia in ambito maschile che femminile. via i troppi stranieri dal movimento femminile, ed in caso non ci siano i numeri, eliminiamo l’elite e faciamo 3 girono di A1 e via a scendere. l’anno prossimo ancora la serie C. poi se mi fate vedere l’articolo sulla gazzetta per la pallamano sarei contento.
    ciao ciao

  20. system said:

    no ma il punto è questo…dove li mandi i giovani se non approfitti di occasioni del genere? vorrei vedervi veramente a gestire la pallamano italiana…

  21. tifoso 2 said:

    x TRINELLI
    ma ti sembra poco 3/4 squadre che contano su 8………………………….
    di che ti meravigli ..

  22. Andrea de Aloysio said:

    Penso che certe volte, prima di parlare, bisognerebbe un attimino riflettere, soprattutto su dati matematici. Perchè i giudizi possono essere opinamibili, ma al contario, mi è stato sempre insegnato che “la matematica non è un’opinione”. Se tutte le squadre hanno la stessa possibilità di schierare 3 straniere e un numero illimitato di italiane, la vera differenza viene fatta dalle NATURALIZZATE. E se in un campionato come quello italiano la differenza non viene certo fatta dalle italiane, e determinate naturalizzate possono essere equiparate come valore alle straniere, meno straniere ci sono e più importante può essere il surplus di valore che possono dare le naturalizzate. Facciamo quindi un semplice esempio con i numeri. Se ci sono tre straniere tesserabili per tutte le squadre ed io in squadra ho una naturalizzata, praticamente gioco con 4 straniere, e cioè una sola in più rispetto a tutte le altre squadre. La differenza quindi si nota poco. Se invece fosse possibile, per esempio, tesserare una sola straniera (cosa che secondo molti su questo forum non sarebbe ben vista dalle “prime 3/4 squadre”), ed io in squadra ho una naturalizzata, mi ritroverei con 2 straniere contro 1 sola di tutte le altre squadre, raddoppiando quindi un potenziale rispetto a tutte le altre squadre. Si da il caso che le “prime 3 squadre della passata stagione” hanno tutte naturalizzate in squadra: Salerno con Pavlik, Anisenkova ed ora anche Avram, Sassari con Pastor, Teramo con Lucic e per una parte di stagione Andrei (tralasciando Adamczyk e Topor che hanno giocato pochissimo). Queste quindi famose società di vertice, avrebbero tutto l’interesse a far diminuire drasticamente il numero di straniere. Le “straniere”, sottoforma di naturalizzate, già le hanno e per di più le hanno in più rispetto a tutte le altre società. Premesso tutto questo che, lo ripeto, è detto solo in base a dati matematici, e quindi sarebbe illogico supporre il contrario (e mi meraviglio che possano sostenere il contrario personaggi da una vita nel mondo della pallamano che arrivano addirittura ad ipotizzare “pressioni in Federazione per mantenere 3 straniere” da parte di queste 3/4 società), aggiungo anche altre considerazioni. Se fosse vero che “le prime 3 / 4 squadre hanno cercato di mantenere tutte le straniere ed hanno fatto pressione in Federazione”, beh, significherebbe che queste prime tre-quattro società hanno fallito alla grande. Dalla stagione 2011-2012 infatti le straniere, come già stabilito, saranno solo due. Altro punto. Di queste “prime 3/4 squadre” quante di queste avevano contratti pluriennali con le straniere per poter quindi sostenere questa tesi? Vi posso assicurare che di contratti pluriennali ce ne erano pochissimi. La conferma, per esempio, è data da Sassari, che per l’anno prossimo non ha ritesserato ben 2 delle quattro straniere della passata stagione. Almeno in questo caso, anche se le altre due avessero avuto accordi pluriennali, non sarebbe stato affatto un problema a passare già da quest’anno a due sole straniere. A Teramo, in linea generale (salvo rarissime eccezioni), non sono stati mai fatti contratti pluriennali nè con italiane, nè con straniere. E non mi risulta che c’erano con le straniere della passata stagione. Anche a Vigasio e Salerno, in un periodo come questo di “vacche magre” non mi sembra che ci siano così tanto contratti pluriennali con le straniere. Quindi, mi spiegate come è possibile sostenere una tesi così assurda e controproducente per queste società?

  23. EXTRA said:

    Si sta raschiando il fondo ormai, facendo cose da pazzi, ma il CONI non si accorge di niente. Sarà sempre peggio, ma se non viene fatto quanto descritto nel Vademecum, cioè Elite a 12 squadre o A1/M  a due gironi con dodici squadre cosa succede???? Si fà un falso come l’anno passato che ti dicono una cosa e poi se ne fà un’altra.  

  24. Trinelli said:

    Comprendo quanto affemato da Aloysio, ma non è questo il problema.

    Faccio un esempio :

    La società Pinco vince i play off di serie A2 e dovrebbe l’anno successivo fare la serie A1, ma guarda caso per andare ad affrontare un Sassari, un Salerno, un Teramo che hanno le 3 straniere e forse anche 1 naturalizzata devo cercare almeno mettermi al loro livello.

    Se ho vinto il campionato di serie A2 con una formazione di Italiane devo andare sul mercato per portare a casa 2/3 giocatrici stranierre e devo mettere mano al portafoglio e ce ne vogliono tanti di euro perchè tra stipendi ed alloggio e varie le straniere costano, se le pago.

    Devo trovare i soldi e non è facile in un momento dI congiuntura attuale ottenere sponsorizzazioni ( non tìutti riescono ad avere contributi pubblici da regioni, provincie e comuni – in Emilia Romagna, per esempio, si riesce al massimo ad avere un contributo di € 500,00 in A2 e di € 1.000,00 in A1 )

    Devo già spendere certe cifre per trasferte, senza contare il salasso Federale di tasse gara ecc.

    Aquesto punto rinuncio e faccio la serie A2, perchè appasionati di questo sport e faccio giocare le ragazze del luogo e cerco di lavorare sul giovanile sperando di creare qualcosa, ma mai potrò andare a competere con certe realtà e quindi resto in A2., non me lo ha ordinato il medico di giocare in A1, ma le mie atlete Italiane non potranno mai migliorare come se avessi potuto portarle a disputare un campionato di una certa levatura

    NON HA SENSO GIRARE L’ITALIA PRER PRENDERE SOLO PETTINATE

    Non ultimo fino a che continueremo ad utilizzare straniere ed a lasciare in panca le giocatrici Italiane le nostre squadre Nazionali faranno sempre più la figura che stimo facendo con i risultati chr stimao ottenendo e che se permettete lascio a voi ogni giudizio.

    Vi sono inoltre valutazioni diverse del perchè abbiamo creato le nostre società sportive :

    – vi sono alcuni come noi che credono nello sport come momento di agregazione giovanile per avvicinare i giovani del propio territorio ad un ambiente sano con sanio principi morali per confrontari con gli altri in un campo di pallamano.
    – Vi sono altri che lo fanno solamente per lucro

    Quindi sono due mondi diversi che non potranno mai andare di pari passo e con unità d’intenti.

    A Casalgrande con la squadra femminile dopo 25 anni di pratica sportiva e per tanti anni in serie A2 femminile siamo stati promossi in A1 e per 4 anni vi siamo rimasti, poi siamo retrocessi perchè non avremmo potuto continuare a competere con certe squadre perche la nostra disponibilità econiomica, visto la recessione industriale, è cambiata e siamo ritornati in A2 e senza patemi e stiamo continuando a fare la serie A2.

    In contropartita la squadra mschile, composta da soli Italiani, locali e di ottima levatura, ha vinto il campionato di serie A2 ed è stata promossa in A1 il prossimo anno. Se non avessimo un organico di soli Italiani, localie di un certo livello o se avessimo dovuto prendere uno straniero, certamente non sò se avremmo accettato la promoazione, purtroppo il lato economico in società dilettantistiche è determinante e già le trasferte e le spese Federali sono pesanti

  25. Marco Trespidi said:

    Andrea non è quello il punto ( a patte che Ettaqi è naturalizzata a salerno, Pornix2 Ferrara, Albertini a Messana, e l’elenco non finisce qui), ma se togli 2 straniere e lasci le cose come stanno chi e COSA VALGONO le italiane che vanno in campo al posto loro……il punto è quello ……O come dice qualche scienziato che valore avrebbe un campionato senza straniere, come se ora ce l’avesse, e magari la stessa persona poi non si iscrive alle coppe……..:-)…dico magari eh….

  26. Loria said:

    Premetto, io non ho cambiato idea. Ritengo che la crescita passi solo ed esclusivamente attraverso la competitività e quindi penso fermamente che campionati scadenti possano generare solo risultati scadenti sia a livello di diffusione del movimento, sia sotto il profilo della crescita delle squadre nazionali. Ma, d’altro canto, mi rendo conto che è diffussa l’idea in base alla quale tutto questo è causa di tre/quattro società che, non volendo la riforma, tengono in ostaggio, assieme a 10/15 straniere, tutto il movimento. A questo punto penso che di fronte ad una convinzione diffusa di tal fatta, sia improcrastinabile attuare, da parte della Federazione, già dal prossimo Consiglio federale, i contenuti della riforma preannunciata a marzo scorso.
    Si riduca, da subito, il numero delle straniere in serie A1 da tre ad una, si riaprano i termini di iscrizione dando la possibilità di partecipare a quelle società che avrebbero rinunciato per tal motivo, portando, di conseguenza, il campionato a 10 o anche a 12 squadre. Ben venga tutto questo se risolverà i problemi. E’ possibile farlo, lo ha dimostrato la Federazione più importante d’Italia, il calcio, che ha preso una decisione in tal senso a mercato aperto addirittura contro il parere della lega e delle società, che nel calcio contano davvero. Se lo hanno fatto loro possiamo farlo anche noi, ma subito, senza indugi.

  27. Andrea de Aloysio said:

    Caro Carlo Trinelli, la mia era solo una risposta con i numeri a chi, come te, aveva ipotizzato ” pressioni in Federazione per mantenere 3 straniere da parte delle prime 3/4 società della passata stagione”. E quindi il mio ragionamento era incentrato solo per far capire che, a conti fatti, per una società di vertice sarebbe stato illogico fare tutto questo. Marco conferma il pieno quello che supponevo io con i numeri: con tre ottime naturalizzate (Ettaqui, Anisenkova e Pavlik) Salerno ha vinto lo scudetto. Prova ad ipotizzare se la passata stagione invece di 3 ci fosse stata una sola straniera per squadra. Salerno, con l’aggiunta di quelle tre naturalizzate, ne avrebbe avute 4 del valore di straniere contro una sola di tante altre squadre. In 3 straniere contro 6 si può provare a vincere. Con una sola straniera contro 4…sarebbe stato ancora più difficile. Aiutami a dire quindi che per Salerno sarebbe stato molto meglio optare per una sola straniera da regolamento…avendo già in casa tre naturalizzate equiparabili a straniere. Poi, il resto, lo avrebbe trovato sul mercato italiano così come stanno facendo le altre squadre. Ma sarebbe stato solo di contorno. Questa quindi era solo la mia risposta suffragata da leggi matematiche. Se poi vogliamo ampliare il discorso ad altre cose, sono prontissimo a farlo. Marco, in un certo senso dai ragione a quello che penso. Anche con 1 sola straniera, quali e quante sono le italiane attualmente capaci di poter fare la differenza in A1? La squadra che ha le migliori naturalizzate, vincerebbe tutto. Quindi, togliendo le straniere, si toglierebbe solo la possibilità di essere competitivi a chi le naturalizzate non le ha (o non ha i soldi per prenderle). Io sinceramente la vedo come Marco. Il problema per me, per rivitalizzare il movimento italiano femminile, non è relativo al numero di straniere ma è relativo ad altre problematiche. Personalmente parto dal basso. Reclutamento nelle scuole, cura dei settori giovanili ed incentivi alle società che, quantomeno, portano atleti nelle varie selezioni nazionali. Che interesse può avere una società a formare un’atleta e poi a mandarla in nazionale, se poi questa magari gli ritorna anche infortunata? (esempio…Furlanetto per le finali scudetto!) Per migliorare il livello di un campionato, del suo può metterci una Federazione, magari seguendo le indicazioni proprio delle società. Ma se le società sono le prime a non essere d’accordo tra loro e non in grado di portare un progetto univoco in Federazione, è chiaro che la stessa Federazione “d’imperio” vara nuove regole e format. La “famosa Lega” tanto sbandierata in campo maschile due anni fa, che fine ha fatto? Perchè le società femminili non provano ad intraprendere questa strada intavolando quindi dialoghi ufficiali con la Federazione e a varare format e strategie proponendole, approvate prima all’unanimità delle società, alla stessa Federazione? La Federazione probabilmente avrà anche una sua parte di colpe (perchè quando vanno male le cose, è giusto che la colpa sia di tutti), ma non pensate che la colpa maggiore sia invece proprio delle società? E per società, io intendo tutte, Grandi e piccole. E’ troppo facile prendersela solo con Federazione e con le “grandi società” (che poi per “grandi società” qualcuno mi deve proprio spiegare cosa si intenda, considerando che la grandezza di una squadra secondo me è derivata solo dai risultati). Non pensate che le colpe siano anche di quelle “piccole società” che tanto difendete? Di quelle società che evitano confronti costruttivi anche con quelle che voi chiamate “grandi società”. Quelle “grandi società” che forse hanno solo la “colpa” di avere un programma ed obiettivi ben definiti? Le poche società che in questo momento stanno facendo “mercato” sono quelle che hanno in mente qualcosa per la prossima stagione. Hanno obiettivi da raggiungere. E le altre? Che programmazione hanno? Le società di serie A2 che vincono il loro campionato e poi non si scrivono, per me non sono da compatire per i soldi che dovranno spendere e descriverle come le “vittime sacrificali” delle grandi società. Io penso che a qualsiasi livello, anche in A2, alla base di tutto ci debba essere una programmazione. Se io programmo ad inizio stagione una stagione di vertice in A2, così come hanno fatto prima Rubano e poi Mestrino, già so ad inizio stagione a cosa andrò incontro se vinco il campionato. E allora, se già so che poi non mi potrò iscrivere, determinate atlete per vincere il campionato non le tessero. Faccio scelte diverse. Come per esempio da anni fa il Pontinia. Il discorso comunque potrebbe essere ancora più lungo e difficile da sviscerare in tutte le parti in un semplice messaggio su un forum. L’ultima battuta la lascio per il mio amico Marco. Nella conclusione del tuo mesaggio quel “magari” toglilo tranquillamente… Qualche squadra femminile di sicuro non si iscriverà alle Coppe europee… E non è Teramo, che per la quinta volta su cinque negli ultimi 7 anni, parteciperà alla sua Coppa Europea! Se non è un record…poco ci manca! :-)

  28. Trinelli said:

    Qualcuno ha finalmente capito, ritengo come sostiene Loria che la crescita passi dalla competitività, ma purtroppo attualmente c’è troppo poco spazio per le nostre atlete Utaliane per scendere in campo e diventare competitive, devono fare minutaggi in campo per migliorarsi, la panchina ha altre funzioni.
    Condivido in pieno quanto proposto da Loria, complimenti.

  29. Andrea said:

    Per De Aloysio :

    Se togli le straniere mestrino si iscrive e se la
    gioca con tutti..magari retrocede..ma non perdendo 40-20..sta li la differenza..la differenza sta che le squadre anziché cercare italiane(che a quel punto da furbe aumenterebbero giustamente le richieste)se le dovrebbero fare in casa(cosa che non vedo in società pure altolocate)…la differenza sta che per fare italiane non basterebbe più il tecnico “alla buona” ma servirebbero tecnici specializzati…ci sono tante differenze…

    Ps: togli due straniere a squadra e poi ridisegnami la probabile classifica..e ne riparliamo..

  30. gino said:

    si bisogna rivedere …alla luce dei fatti…quanto previsto precedentemente sia maschi che femmine!!! magari con riunione preventiva con tutti ( 7 a1 femm e 9 elitè maschile). 

  31. tifoso 2 said:

    di sicuro il cassano stava tranquillamente davanti a ferrara messana e poi e poi …….
    ma anche loro nel girone di ritorno ne anno tesserate 2 , ma senza risultati……………..
    x ANDREA
    sarebbe piaciuto anche a me vedere sassari senza 2 terzini.
    bancole uguale,ecc.ecc.

  32. Matteo Lucii said:

    Sono d’accordo con Trinelli e Loria, che la competitività sia la chiave di tutto. Sono anni che ci incaponiamo con tre straniere per squadra, quando diverse di queste sono inguardabili e non ci fanno fare la differenza in campo europeo, ne accrescono il livello qualitativo del nostro campionato. Eppure si preferisce multare e penalizzare le società che non riescono a costruire settori giovanili, invece che ridurre il numero delle straniere, che costringerebbe giocoforza le società a prodursi talenti in casa, visto che di italiane che si muovono ce ne sono sempre meno (anche perché molte società promettono ingaggi che poi non mantengono…). Negli ultimi anni ci sono società – quelle che qualcuno chiama piccole – che hanno lavorato benissimo, puntando su allenatori italiani giovani e preparati. Bressanone con Savini, Rubano con Vultaggio, Mestrino con Menin, Cassano con Beltrame (supportata dal mentore Dovesi, ma ben vengano persone come lui!). Li ho conosciuti personalmente e sono ottimi tecnici e ottime persone. Hanno vinto campionati, non solo di A2, ma anche giovanili, costruito formazioni che giocano una bella pallamano, eppure devono fermarsi li. Perché non c’entra la programmazione, caro De Aloysio, perché la programmazione non è quella che fanno a Sassari o a Salerno o a Teramo, dove cominciano da Aprile a telefonare a tutte le ragazze in giro per l’Italia per sapere se vanno da loro. C’entra che lo scalino tra la A2 e la A1 è troppo alto, perché lo sforzo economico è profondamente diverso. Ma Ernani, Andrea, Diego e Silvia (per parlare solo dei vincenti…) il loro lavoro lo hanno fatto. E bene, anzi ottimamente! Ettaqi e Lenardon, due delle ultime giovani arrivate in A1, vengono da Cingoli, altra piazza dove si lavora bene puntando sulla qualità. Pontinia ha sfornato talenti per anni, sotto la guida di Trani, che ogni anno assembla formazioni di assoluto valore. Sono certo, che i telai di queste squadre, valgono molto di più, di quelli della maggior parte delle formazioni di A1, che fanno la differenza solo per il numero delle straniere. Eppure, a loro la strada è preclusa. Smettiamola allora di dire che le società dovrebbero lavorare di più e protestare di meno. In A2, caro De Aloysio, si lavora, eccome! Senza grossi capitali e senza tanti riconoscimenti, ma si lavora. E pure bene. Le soluzioni le abbiamo (investire sui tecnici, lavoro sui giovani e sugli italiani) e le abbiamo proposte. Ci hanno risposto picche.

  33. Andrea de Aloysio said:

    Per Andrea. Ti ho già spiegato che anche con una sola straniera la graduatoria di quest’anno non cambierebbe di molto. Perchè ci sono le naturalizzate che fanno la differenza. E se certe squadre avevano i soldi per spendere in qualche straniera non dico di qualità, ma che facesse comunque la differenza, quei soldi li spenderebbe per le poche italiane valide in circolazione e soprattutto per tutte quelle naturalizzate che in A1 possono fare la differenza. Ti pensi che Mestrino con una sola straniera possa competere alla pari con un Salerno con una straniera e tre naturalizzate tutte nazionali italiane? O con Teramo con una straniera e con due naturalizzate da nazionale? ( la Lucic è stata convocata in nazionale ma rinunciò per infortunio e una certa Krese, qualora diventasse italiana, verrebbe subito convocata in nazionale). O con Sassari con una straniera e con due naturalizzate che giocano in nazionale? (Pastor ed un’altra che arriverà in Sardegna molto presto…). Poi ci sono Messina e Ferrarra che hanno le loro naturalizzate di valore oltre a buone italiane e Vigasio che ha la sua forza più nelle italiane nazionali (Balsanti, Lampis e Scamperle) che nelle straniere che ha avuto quest’anno. Il Mestrino l’ho visto giocare quest’anno e, credimi, contro le squadre di quest’anno di A1 con una sola straniera non avrebbe fatto molto. Ma a parte questo discorso fatto tutto di “se” e “ma” il discorso è un altro. Quando Mestrino ha programmato la stagione l’estate scorsa (così come Rubano due anni fa), sapeva a cosa andava incontro puntando a vincere il campionato. E allora perchè scandalizzarsi dopo o chiedere cambi di regole? Solo questo non capisco. Poi, per il resto, possiamo tranquillamente discutere l’utilità o meno di mantenere tre straniere, passarle a due, ad una o a nessuna.

    Per Matteo. se vogliamo parlare di minutaggi, tutte le atlete nel giro della nazionale italiana senior quest’anno hanno avuto un minutaggio da titolari, giocando spesso con società di vertice di A1. E ti potrei fare esempi squadra per squadra. Le atlete nazionali sono state tutte titolari nei loro club, con o senza straniere o naturalizzate! Il problema è che dietro di loro, e cioè dietro il gruppo delle attuali nazionali, c’è il vuoto! E chi metteresti quindi a quel punto titolare in A1? Il problema non è il minutaggio in A1. Perchè se ci sono delle italiane che meritano, queste giocano comunque. Con tre oppure con una sola straniera. E, ti ripeto, non mi far fare la lunga lista di nomi di nazionali italiane titolari nelle loro squadre di club, anche e soprattutto di vertice! Il problema è che da qualche anno l’Italia non sforna più giovani atlete dai settori giovanili. Le ultime nidiate sono state, come hai giustamenete ricordato tu, quelle di Pontinia e Cingoli. ma oramai è acqua passata. Non mi puoi più parlare di giovani per Giannoccaro, Furlanetto, Giona, Lenardon, Pagliei, Ettaqui, Federspieler, Balsanti, Lampis ecc…ecc… Queste sono atlete che giocano in nazionale da anni e che nei loro club, quasi tutti di vertice, sono titolari. E lo sarebbero lo stesso con 1 o 3 straniere. Il problema invece è che dietro questo gruppo di atlete, in Italia non c’è praticamente nulla. Dopo di loro, quante atlete sono state sfornate dai vivai italiani? E allora, premesso che tutte queste atlete, così come tutte quelle nel giro della nazionale italiana senior già giocano titolari nei loro club con un ottimo minutaggio, gli altri posti, se togliamo le straniere, da chi li facciamo occupare? Io penso che le cose bisogna farle in maniera graduata e soprattutto se dietro ci sono delle forti basi. Intendo dire, e quì quindi torno al mio discorso del precedente messaggio, che prima bisogna rifondare il lavoro dalla base e poi, quando si cominceranno ad avere i frutti, a quel punto sarei d’accordo anche ad un campionato privo completamente di straniere. Senza contare che anche questo sarebbe un discorso molto utopistico perchè almeno una comunitaria, considerando la libera circolazione e il diritto al lavoro in ambito comunitario, dovrebbe essere garantita sempre. Torno quindi a dire che bisogna prima ricominciare dalle basi, dai settori giovanili, dal reclutamento nelle scuole. Da incentivi da dare dalla Federazione alle squadre che fanno uscire dal proprio settore giovanile atlete che vanno in nazionale. Visto che qualcuno ha parlato di calcio, tanto per fare un esempio, in Lega Pro (ex C1 e C2) la Lega elargisce contributi alle società in base ai minuti giocati da atleti Under 21. Ci sono società che a fine stagione ci si pagano l’intera annata e in più hanno possibilità di vendere i propri giovani. Nella pallamano questo naturalmente è utopistico, almeno per le presenze in campionato dei giovani, ma non lo sarebbe più di tanto se rapportato alla Nazionale. Per esempio, se la Federazione desse alle società 100 euro a convocazione in selezioni nazionali di qualsiasi livello, con cinque atlete convocate 5 volte all’anno una società che ha ben curato il vivaio recupererebbe ben 2500 euro. Sarebbe tra l’altro questo un metodo molto più meritocratico per dare contributi e non, per esempio, basandosi sui km fatti con contributi che andrebbero a tutti in base solo ai km e senza invece premiare la valorizzazione dei giovani.

  34. Marco Trespidi said:

    Caro Loria , come passano in fretta le tue convinzioni…….basta un colpo di vento e puff……..Competitività? In che senso ? In che cosa e soprattutto per che cosa? La competitività delle squadre nazionali passa NECESSARIAMENTE attraverso l’abbassamento degli stranieri,in momenti di recessione tecnica, il problema è comune a tutti gli sport di squadra attualmente con la UNICA eccezione della pallavolo femminile, tutte le riunioni con la commissione del CONI e i responsabili tecnici di OGNI sport di squadra hanno dato quest’ultimo come CERTO dato di fatto.TUTTI gli sport di squadra (persino il softball) ha un sistema di nazionali “residenziali” dove crescere i migliori talenti. E’ imprescindibile anche  dato il numero e la qualità del lavoro nei club. Parliamoci chiaro Pasquale , voi siete una società che fa le cose in modo professionale, non condivido come sai molte vostre scelte ma questo è  altro paio di maniche e ne discutiamo ogni anno, con allenatori, molte ore di allenamento strutture tecniche e sanitarie sempre a disposizione, però avete rischiato di perdere il campionato da una squadra le cui atlete in buona parte raggiungevano le compagne il giorno prima della gara, Pistarà con l’Acireale negli anni ’80 faceva la stessa cosa. Questo è il dato su cui riflettere, la assoluta BASSEZZA del livello , non oggi chiaramente ma da almeno 4/5 anni.Non esiste competitività , non c’è! E se qui citiamo chi vince i campionati giovanili non abbiamo capito molto Trinelli.  L’attività giovanile per farla bene non vuol dire vincere, perchè vincere nel giovanile è casuale , dipende dalle annate, come Sassari, Nuoro, Pontinia,Dossobuono,Cassano , Mestrino tanto per citare gli ultimi 20 anni……quello che conta nel giovanile è la CONTINUITA’ del lavoro, puoi essere un fantastico allenatore giovanile e non vincere mai nulla, puoi essere un emerito idiota ( parlo di me stesso e del mio Sassari tanto perchè nessuno si senta offeso) passare 5 anni di giovanili senza perdere una partita perchè in quella fascia di età e in quegli anni le tue 7 sono migliori di altre 7 di una  qualunque località , perchè Trinelli la differenza in A si fa andando a prendere chi ti manca , nelle giovanili nessuno , grazie a Dio almeno quello , lo fa. Quindi cominciamo a pensare che ci sono OTTIMI allenatori che dovrebbero avere delle possibiltà anche se non hanno MAI vinto. Non gli si può chiedere di vincere ne vincere può essere il termine di valutazione in una attività giovanile. ma la crescita individuale , il miglioramento di caratteristiche fisico tecniche. A chi le ha proposte Trinelli? Alla FIGH ? Perchè non sono i club a dover investire sui tecnici, lavorare sui giovani e sugli italiani? Forse la FIGH vi obbliga a prendere straniere ? Lei ha avuto ultimamente solo ALLENATORI STRANIERI è bene chiarirlo”!!!!!!Io apprezzo e approvo molte delle cose che dice e molto di quello che casalgrande in tanti anni ha fatto, nel sociale , nella attività giovanile e in generale nel favorire una corretta cultura sportiva, mi da solo fastidio che noi non riusciamo mai a separare quelle che sono responsabilità PESANTI dei club femminili ( molto più che nel maschile) da quelle che comunque sono responsabilità PESANTI della FIgh. E ora siamo dove siamo.Vi riunirete? Tornerete a Canossa? Cercherete un progetto condiviso ( badi bene tra i club prima di tutto perchè alla FIGH non può che andare benissimo una soluzione condivisa dai club , il problema è che su 8 club di A/1 su queste stesse pagine si sono denunciati a vario titolo e per vari motivi almeno in 6!!!!!!!) e poi lo manterrete? Sono curioso, perchè da troppi anni ormai sono abituato, e lei lo sa come me  perchè alle riunioni c’era…., a gente che quando ha i soldi dice che il bene della pallamano sono le straniere e che quando non li ha dice che il bene della pallamano è togliere le straniere………

  35. Luca Basile said:

    Vediamo se ho capito bene:
    La figh toglierebbe volentieri le straniere per far giocare maggiormente nei club le italiane da nazionale
    Le “piccole” società toglierebbero volentieri le straniere per motivi economici
    Le “grandi” società de Aloysio ci ha spiegato che potrebbero farne a meno avendo in organico le italiane forti e le naturalizzate di pari valore
    Il livello generale della pallamano femminile non è certo aumentato,anzi…
    La domanda che mi pongo a questo punto é: perchè dobbiamo tenerci 3 straniere anche la prossima stagione?
    Buona pallamano a tutti
    Lukebas

  36. lucio said:

    Caro Matteo: sono d’accordo con te sulla bontà dei tecnici di cui hai parlato e sulla loro grande voglia di fare ma mi sa proprio che non hai colto il senso nè le convinzioni di base di Lino Loria, il quale dice chiaramente (scusa l’interpretazione Lino…) ” dite che io con le mie straniere rovino la pallamano italiana? bene, togliamo le straniere, facciamo, subito, tutto ciò che ritenete piuì opportuno per migliorare la situazione ma piu’ che altro smettetela di puntare il dito su di noi”. Cari saluti. Lucio

  37. Andrea said:

    Volevo ancora aggiungere a chi parla di naturalizzate e valore in più che dovrebbero dare….CHE LE ITALIANE BISOGNA PRIMA AVERLE…a buon intenditore poche parole..
    Aggiungo e sottoscrivo inoltre che se le cose fossero state diverse adesso sia casalgrande che brixen..che rubano..che mestrino..SAREBBERO IN A1…e di queste almeno due hanno settore giovanile e italiane da sorverchiare qualsiasi altra squadra…

  38. Andrea said:

    Spendere un terzo dei soldi che “si promettono” per farsi le atlete “in casa”(non rubacchiando il lavoro degli altri)..questo è programmazione caro De Aloyisio…e ti ricordo che come le ha Teramo le naturalizzate potrebbe averle(e le aveva) pure mestrino…e di molto più forti pure..ma
    il mio discorso non era quello..il discorso era che senza le tre straniere adesso la A1 sarebbe forse a 12 squadre..e qualcuno(non faccio nomi giusto??) sarebbe stato costretto da qualche anno a far settore giovanile per campare…

  39. Matteo Lucii said:

    Caro De Aloysio,
    ma che c’entra il discorso del minutaggio delle nazionali italiane? E’ ovvio che le nazionali italiane giochino titolari nei club! Ma solo perché c’è il limite a tre straniere! Altrimenti ci sono società con disponibilità economiche (sempre meno, se Dio vuole…) che prenderebbero altre straniere! Prendi il prossimo campionato: 7 squadre, di cui una che arriva dalla B, quindi – senza offesa – 6. Togli tre straniere a squadra, rimangono 4 titolari. 6×4=24 atlete!! Questo è il patrimonio delle atlete per la nazionale!! Ventiquattro!! E vorrei quindi vedere che le nazionali non giocassero “un ottimo minutaggio”! Se togli due straniere per squadra, dovrai PER FORZA avere altre dodici giocatrici di buon livello da inserire in squadra. E siccome molte ragazze hanno capito che di pallamano non si vive, dovresti cominciare a pensare di farle uscire dai settori giovanili!
    In uno scenario simile, chi ha lavorato bene negli ultimi anni, costruendo cioè degli ottimi settori giovanili, potrebbe, DA DOMANI, fare un campionato di A1! Per 3/4 anni potresti avere una regressione a livello tecnico (ma ho i miei dubbi…), ma avresti società sane (che non sperperano soldi in straniere e nei loro faraonici ingaggi), un movimento che parte del basso, tante ragazze italiane di buon livello. Ma la tua tesi di cominciare dal basso, senza toccare i vertici alti, la trovo francamente di parte.

  40. Andrea de Aloysio said:

    Sull’interpretazione delle parole di Pasquale Loria, io la vedo proprio come Lucio. Anzi, ho l’impressione che il discorso suo sia molto “provocatorio” soprattutto per “togliere la scusa” a determinate società che in quest’estate più volte hanno fatto capire che se si dovesse giocare con una sola straniera parteciperebbero all’ A1 mentre con tre no. Perchè alcune società continuano a “nascondersi dietro un dito”. Può essere il problema di un’eventuale iscrizione solo giocare con una o con tre straniere? Dal punto di vista economico non cambierebbe quasi nulla. Fare una serie A1 con 10 o 12 squadre, come ipotizzato da Loria, con una sola straniera, a livello economico cambierebbe molto poco. Due straniere medie per soli 8 mesi di attività non costerebbero più di 30.000 euro. Fare un campionato a 12 squadre con una sola straniera, significherebbe risparmiare 30.000 euro, ma avere 4 partite in più in casa (1.000 x 4 di tassa gare = 4.000 euro), 4 trasferte in più (circa 10.000 euro) e soprattutto una stagione che durerebbe, con 8 gare in più, due mesi in più, con due mensilità in più da pagare a tutte le giocatrici, staff tecnico e strutture di allenamento (perchè, per esempio, a Teramo gli impianti sportivi utilizzati si pagano in base alle ore di allenamento). A livello economico quindi non vedo alcuna diminuzione di spesa. Dal punto di vista del divario tecnico tra i club, come già ho spiegato, lo stesso divario non si assottiglierebbe di molto, visto che naturalizzate ed italiane titolari nel giro della nazionale continuerebbero lo stesso a “girare l’Italia” e a trasferirsi dove si può spendere di più. Nelle squadre di vertice, tra naturalizate ed italiane, sono moltissime le atlete che si muovono e fanno mercato (smettiamola quindi con l’idea che le italiane non si muovono. Quelle di qualità, e che giocano già titolari con le attuali 3 straniere, si muovono e si spostano. E potrei fare tantissimi esempi). Dal punto di vista della competitività europea, due straniere in meno renderebbero le squadre meno competitive (sempre se poi queste squadre si iscrivino alle Coppe…) Pensate che in campo mschile, con un solo straniero, il Bologna sarebbe potuto arrivare fino alle semifinali di Challenge? Oppure, restando in tema femminile, che la Leadercoop qualche anno fa fosse potuta giungere fino ai quarti di finale sempre della Challenge? Anche dal punto di vista della crescita di nuove atlete, con una sola straniera, non vedo un grosso cambiamento dal punto di vista italiano. Sempliemente perchè, come già spiegato, dietro le ultime nidiate di Pontinia e Cingoli, che oramai fanno parte del passato, non vedo ulteriori gruppi di atlete pronte a rimpiazzare i vuoti lasciati dalle 2 straniere in eccedenza. E, per ultimo, dal punto di vista tecnico il massimo campionato italiano diventerebbe ancora più scadente di quello che è ora.

    Queste quindi sono le mie attuali convinzioni in merito al passaggio da 3 ad una straniera, basandomi sulla situazione della pallamano italiana attuale. Ma questo non significa che sono per le 3 straniere, anzi! Come già ampiamente spiegato, una sola sraniera personalmente andrebbe benissimo, se questo cambiamento fosse supportato in maniera graudale da un progetto che debba partire dalla base. Se liberiamo due posti in ogni squadra dati dalle straniere in eccedenza e poi non abbiamo in italia atlete per riempire quei posti, mi spiegate a cosa servirebbe questo cambiamento? Ripeto. Le attuali atlete nazionali italiane giocano già tutte titolari anche con tre straniere in squadra. I due posti in eccedenza, da chi li faremmo riempire se in questi ultimi anni nella pallamano femminile non c’è stato alcun ricambio generazionale nelle atlete? Allora, poniamo le basi per far si che nel giro di qualche anno si crei un buon gruppo di under capace di avere un minutaggio da titolare in A1, e poi possiamo pensare di passare ad una straniera. Le innovazioni non possono essere drastiche, se dietro non c’è qualcosa che possa sopperire nell’immediato a questo. Io quindi sono più per una linea morbida e graduale, come tra l’altro è stato deciso dalla stessa Federazione passando gradatamente da 3, a 2 e poi ad 1 straniera. Nel frattempo però bisognerebbe adoperarsi con incentivi alle società che sfornano atleti convocabili nelle varie rappresentative (come già ho detto in un messaggio poco più sopra), ma anche con la creazione a livello federale di un gruppo di giovani atlete da seguire ed indirizzare. Magari anche iscrivendo una formazione Federale al campionato. Così come si fa o si è fatto in passato in tanti altri sport anche più blasonati del nostro, come il volley o il basket. E’ chiaro che in tal caso bisognerebbe studiare una soluzione che possa andare bene alle atlete, alle società e alla stessa Federazione. Nella pallamano c’è un esempio eclatante in tal senso. La Francia! Vi ricordate la Francia in che posizione era nel ranking fino agli anni 80? Poi ha formato un gruppo di giovani atleti, li ha seguiti costantemente, li ha “costruiti” e sono giunti grandi risultati. E con i grandi risultati sono cresciuti interesse, pubblico, visibilità, sponsor, squadre, tesserati ecc…ecc… Ecco. E’ proprio questo il punto! Per far risorgere un movimento che sta toccando il fondo, l’unica strada da seguire è quella dei RISULTATI! Con i risultati si attivano grandi meccanismi. E per raggiungere i risultati ci vuole competività! E se non abbiamo attualmente atlete in grado si esserlo, creiamole! Lo ha fatto la Francia, non vedo perchè non possiamo cominciare a farlo noi.

  41. Carlantonio said:

    Tanti parlano di mestrino senza conoscerne la realta’
    Scusate se ci siamo presi l’onere di rimanere con i piedi per terra e continuare su una strada cominciata 10 anni fa.
    Ebbene si, 10 anni sono passati da quando si e’ deciso di impostare un certo discorso e nel frattempo si sono provate vare soluzioni anche nel senior, magari poi subito accantonate per poi, al momento opportuno, riprese con i risultati di questi ultimi tempi.
    Ho sempre affermato che prima di tutto bisogna far crescere degli atleti e di questo ne sono ancora convinto. Ci sta che ci siano anche le buone annate, ma il tutto ha un senso se a fianco di queste buone annate ci possa essere il discreto, per poi coltivare ulteriori buone annate.
    Ha avuto senso cambiare tecnici, fino a trovare chi ha saputo impostare al meglio;
    Poi, Marco, i risultati possono anche dare metro di giudizio, specialmente se non sono frutto di estemporaneita’ (naturalmente parlo del giovanile) e sembra per quanto di parte, che non sia il caso mestrinese.
    Poi, per quanto riguarda la A2, vorrei ricordare a chi a poca memoria e che non ha mai avuto conoscenza diretta degli obiettivi mestrinesi, come era composto il campionato di A2 2009/2010, dove ai nastri di partenza c’erano 3/4 compagini, che sula carta e da come impostate, erano assolutamente al pari se non superiori tecnicamente e con obiettivi dichiarati decisamente diversi dai nostri; poi se hanno avuto la sfortuna di incappare in infortuni vari e traversie da dover essere dietro, allora che dobbiamo fare? scusarci anche per questo ?
    Mi fanno ancora sorridere le dichiarazione da codice penale di dirigenti avversari del mestrino che espletavano durante una trasmissione televisiva “ma se non avevano intenzione di iscriversi in A1, perche’ hanno giocato con tanta determinazione?”
    Noi siamo per lo SPORT, anche pagandone le conseguenze senza istigare alla frode sportiva.
    Tesserare atlete anche di tasso tecnico elevato o discreto, non vuol dire voler raggiungere la promozione, ma puo’ voler dire anche voler buon gioco, ma sembra che questo non importi a molti.
    Riassumendo:
    Bene fare un campionato di qualsiasi rango, ma lascia stare il buon gioco altrimenti e’ male per la pallamano.
    Per le giovanili se ogni organo federale competente fosse piu’ accorto e vicino ad ogni realta’ (basta solo guardare), magari tra le alcune potrebbe trovarne poche buone, che magari possono qualitativamente essere prese in considerazione. I buchi ci sono stati, ma se evitiamo di dare per scontato che ci sono ancora, magari un po’ alla volta se ne esce!!!!
    Io insieme ad altri 5 rappresentati di altrettante societa’ eravamo presenti alla consulta convocata a roma nel settembre 2009… e gli altri?
    In quella sede qualcuno propose di eliminare la B e fare l’elite anche nel femminile…restiamo con i piedi per terra e ripartiamo da 0! e’ l’unico modo per venirne fuori.

  42. Peppe miceli said:

    A sto punto se questo può portare un pò di valore aggiunto ad un campionato di massima serie che ben venga!!! Un in bocca al lupo a Roberto!!

  43. Marcello Festa said:

    Discussione interessante anche se abbastanza caotica, a tal proposito segnalerei l’intervento abbastanza confuso dell’ottimo Marco solitamente, invece, sempre molto lineare. Intanto vorrei fare una valutazione di carattere generale. Ma forse rappresenta una “colpa” per il nostro movimento (io personalmente ne faccio parte da circa 25 anni) il fatto di essere bravi? Bravi ad organizzare un club? Bravi a creare interesse intorno alla pallamano? Bravi a scegliere le giocatrici? Non credo proprio. Mi pare, invece, che la tendenza generale sia quella di additare l’esempio positivo (nel caso di specie Salerno ma stesso discorso vale anche per Sassari, Teramo, Bancole, Vigasio) per dare una spiegazione alla crisi generalizzata del movimento, per trovare l’origine di tutti i mali. La pallamano è in crisi? La colpa è di chi prova a fare le cose in maniera seria! Onestamente mi pare una versione scellerata dei fatti e assolutamente controproducente. D’altronde vorrei ricordare che la Vittoria non è nel DNA di tutti, né può essere una circolare federale a garantire al Mestrino di turno (chiedo venia per l’esempio ma è il primo che mi viene in mente!) il primato assoluto. Dunque il problema non sta tanto nelle regole del gioco quanto nelle capacità di chi chi il gioco lo pratica. L’Amatori Nuoto di Salerno non potrà mai competere con il Recco pur in presenza di “condizioni” federali propizie. Passando ad altro. Se la questione delle naturalizzate risulta stucchevole oltre che retrò (in tutta Europa e in tutti gli sport questi discorsi non si fanno da lustri…) riguardo alla vicenda stranieri/e vorrei fare solo una puntualizzazione. Premesso che anche a me va bene anche una riforma immediata, purchè si giochi di più e si parli (scriva!) di meno, vorrei far notare all’attenta e credo informata platea che il limite di impiego di stranieri/e riguarderebbe solo gli extracomunitari e non gli altri. A qualcuno sfugge un particolare: l’Italia fa parte a pieno titolo della Comunità Europea e che la libera circolazione dei lavoratori è un principio assolutamente sacro ed inviolabile. Dunque di cosa parliamo? Se domani il Mestrino (e ci ricasco!) decidesse di giocare con sette comunitarie potrebbe anche perdere in prima battuta tutte le partite a tavolino ma poi, attraverso ricorsi mirati, avrebbe sicuramente ragione senza che nessuno possa proferir parola. A tutti deve essere riconosciuto il diritto di partecipare e discutere, altro è la vittoria. Quella la ottengono solo i più bravi a prescindere dalle regole del gioco a meno che non si decida di ritornare indietro di 30 anni e trasferirci nell’allora URSS dove per principio la vittoria doveva andare una volta alla Lokomotiv, un’altra alla Torpedo, un’altra ancora alla Dinamo, un’altra ancora al CSKA!!! Alzate le p…dalla scrivania e andate in giro a raccogliere sponsor, a creare sinergie, ad immaginare percorsi societari e tecnici. Solo così la pallamano potrà trovare la dimensione che merita.

  44. Benedetto said:

    GRANDE L’ANNO SCORSO HO FATTO LA “C” , QUEST’ANNO PROMOSSO D’UFFICIO IN SERIE “B”…………. NON SARA’ CHE FRA DUE O TRE ANNI ALLA VENERANDA ETA’ DI 35 – 36 ANNI VINCERO’ LO SCUDETTO?????

    IL NOSTRO MOVIMENTO STA’ DIVENTANDO RIDICOLO, GUARDATE CHE COSA SONO RIUSCITI A FARE NEL RUGBY!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! LA NOSTRA FEDERAZIONE NEANCHE FRA’ 100 ANNI, E LA MANCANZA DI SOLDI E’ UNA SCUSA, NON MI PARE CHE CHI GIOCA A RUGBY ABBIA IL PROPRIO FUTURO ECONOMICO SPIANATO.

  45. Andrea said:

    Giusto..tutti dicono “togliamo” le straniere..adessso sarei curioso di sapere chi ha ostacolato tale riforma allora..ma ovviamente nessuno parlerà mai…

  46. Linomito said:

    E mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata: è saltata anche Ferrara…

  47. Andrea said:

    Ps: (scusate vado rileggendo i post e rispondo)
    De Aloysio NON MI PENSO CHE MESTRINO POTESSE COMPETERE ALLA PARI CON SALERNO O TERAMO..MA SICURAMENTE IN A1 con 1 SOLA STRANIERA DUREREBBE PIU DI ALTRE SQUADRE…e sai perché???
    Te lo dico io…..PERCHÉ NON SAREBBE COSTRETTO A PAGARE(almeno non troppo) LE RAGAZZE ITALIANE…”visto che ce le ha in casa”….

  48. Andrea de Aloysio said:

    Il bello di queste discussioni è che ogni tanto può capitare anche che io e il mio amico Marcello Festa la vediamo anche allo stesso modo! :-) Caro Marcello, qui c’è gente che si ostina a dire che con una serie A1 a 12 squadre e con una sola straniera si spenderebbe di meno di una serie A1 con tre straniere ad 8 squadre. E con i numeri ho invece dimostrato il contrario. Qui c’è gente che continua a dire che passando da 3 ad una straniera diminuirebbe il divario tra le prime e le ultime? E le naturalizzate e le italiane “da nazionale” dove andranno? Non andranno in società di vertice che intendono spendere? Non ci sarà lo stesso un netto divario tra le prime e le ultime? Qui c’è gente che di Diritto al lavoro in ambito comunitario dovrebbe fare una ripassatina. In altri sport oramai i comunitari sono equiparati ad italiani. Quando in altri sport si limitavano i comunitari, mascherandosi dietro al “ne puoi tesserare quanti ne vuoi ma ne puoi far giocare un max di x numero” c’era solo un tacito accordo tra le società, un “patto d’onore” nel non fare ricorsi. Ma appena qualcuno ha rotto questo patto (sentenza Bosman, sentenza Sheppard) determinate federazioni si sono dovute adeguare ad un numero illimitato di comunitari. Aggiungo di più. La “sentenza Sheppard” (giocatore di basket extracomunitario che fece “saltare” il numero di extracomunitari nel campionato italiano) ha addirittura stravolto le limitazioni sugli extracomunitari. Per chi volesse saperne di più può andare a questo link: http://archiviostorico.corriere.it/2001/marzo/31/Passaporti_una_sentenza_aiuta_deferiti_co_0_01033111210.shtml

    Da allora nelle varie federazioni sportive i limiti imposti su extracomunitari vengono salvaguardati solo dal numero di visti Coni concessi alle varie federazioni (perchè qualsiasi soggetto extracomunitario senza il visto per lavoro non può soggiornare in Italia per una stagione sportiva intera – i visti turistici non coprono l’intera stagione) e nel caso dei comunitari, vengono salvaguardati solo da “patti d’onore” tra le società. Rompere questi patti porta solo al deferimento per “mancata lealtà sportiva” (prevista in ogni statuto di Federazione), ma con ricorsi appropriati, come già detto da Marcello, si avrebbero confermati tutti i risultati maturati sul campo in un primo tempo commutati in sconfitte a tavolino da qualsiasi Federazione.

    Precisato questo, ricordo ancora una volta a Matteo che se dai settori giovanili escono fuori atlete valide, queste, indipendentemente dal numero delle straniere, in A1 giocano! Le ultime giovani che sono uscite (Giannoccaro, Furlanetto, Giona, Lenardon, Pagliei, Ettaqui, Federspieler, Balsanti, Lampis) giocano da anni titolari in A1. Il problema è che, dietro di loro…c’è stato il vuoto! Se ci fossero state dopo di loro altre nidiate di pari valore, anche loro avrebbero trovato posto in A1, indipendentemente dal numero di straniere. Dove sono tutte queste atlete italiane valide in giro per la serie A2 e gli attuali settori giovanili in grado di giocare titolari in serie A1? Se si fa una serie A1 a 12 squadre con una sola straniera, le troviamo altre 8 x 2 (16) più una decina per ogni squadra in più rispetto alle 8 attuali (e quindi 10 x 4 = 40 più le 16 citate fanno 56) atlete capaci di essere titolari in A1? Come si fa ad immettere di colpo 56 atlete provenienti dalla serie A2 o da settori giovanili (di cui almeno la metà obbligatoriamente titolari) in A1? Senza contare che i ruoli cardine dove di solito si prendono straniere (esterni) hanno bisogno di caratteristiche fisiche e tecniche molto superiori ad altri ruoli. Dove li trovi in Italia grandi terzini che sappiano attaccare, abbiano un buon tiro, sappiano difendere e abbiano un fisico da terzino? In quale settore giovanile attuale ne abbiamo pronto qualcuno per l’A1? Non pensi che queste atlete corrano il rischio di “bruciarsi” gettate li in mezzo all’ A1? Già con tre straniere alcune giovani promettenti, andano in A1 si sono bruciate. Che fine hanno fatto le sorelle Trulli? Ripeto. Non sono contro una limitazione delle straniere. Ma sono per farlo in maniera graduale e gettando le basi, soprattutto con tante idee da attuare di contorno (ed alcune già le ho espresse). Quello che mi comincia a dar fastidio di questa amabile discussione è che per troppe persone il nocciolo della questione è relativo solo al numero delle straniere: tre oppure uno! Ma voi pensate veramente che i mali della pallamano femminile italiana derivino tutti e soltanto dal numero di 3 o 1 straniera? E’ possibile che in circa 50 messaggi non ho trovato una proposta concreta alternativa che non sia quella di limitare il numero delle straniere? Io ho parlato di contributi federali alle società che sfornano atlete convocate nelle varie rappresentative (invece che darli per km percorsi dalle varie squadre e quindi la Federazione non avrebbe un surplus di spesa), ho parlato di iscrivere una selezione della Federazione in A1 (con modalità da varare insieme ai club in modo da accontentare sia atlete, che Federazione, che società), ho parlato di gruppo di atleti da selezionare e far seguire dalla Federazione (modello Francia), ho parlato di creare finalmente una “lega” di società al femminile per varare insieme un progetto comune, e voi, di cosa continuate a disquisire? …di una o tre straniere in A1. Il discorso è molto più ampio e complesso. Una riforma deve coinvolgere tanti aspetti. Deve essere graduale. Partire dal basso per avere risultati a medio-lungo termine in alto. Ho anche le mie idee su come strutturare numericamente e territorialmente sia una serie A1 che una serie A2 e, dati economici alla mano, vi direi che si abbasserebbe il divario tra le due serie e si spenderebbe di meno in entrambe. E su questo sono prontissimo a parlarne. E voi, cosa proponete? Il passaggio da 3 ad una straniera e d’improvviso risorgerà il movimento femminile italiano… Cosa c’è di costruttivo e di determinante in tutto questo? Sinceramente comincio a non avere più parole…

  49. Matteo Lucii said:

    Caro De Aloysio,
    spesso ti contraddici in quello che dici. Le atlete che hai menzionato, vengono in massima parte da club di A2 (Cingoli, Pontinia, ecc) mentre dai settori giovanili delle squadre di A1 non esce (quasi) mai un bel niente! Questo perché le squadre di A1 sono molto più portate, per vincere (o provarci) subito, a comprare giocatrici, piuttosto che a costruirle. Infatti tu stesso usi “trovare” giocatrici. A me piace il termine “formarle”. Ma per questo ci vuole tempo e ci vogliono allenatori preparati e appassionati, e società lungimiranti. Il numero di giocatrici che lasciano le proprie società per giocare in A1 è minimo, perché non riuscendo a vivere di pallamano le ragazze, giustamente, fanno altre scelte. Quindi il vuoto di cui parli non è un fatto meramente tecnico, ma ben più complesso. In estrema sintesi il cosiddetto “mercato” si riduce a 5/6 italiane e poco più. E tutte quelle che non possono/vogliono spostarsi? Tu lo chiami il niente, io lo definisco un peccato! Peccato di vedere inespresse in serie maggiori tante belle promesse della pallamano italiana. La maggior parte degli addetti ai lavori nelle società di serie A2 pensa che il problema sia il numero delle straniere. I club di A1, evidentemente no. I primi continueranno a farne a meno e lavorare sui giovani, i secondi via via che finiscono i soldi, a chiudere!

    Ah, per chiudere, l’idea dei rimborsi a chi “manda” le atlete in nazionale. I chilometraggi sono un dato oggettivo, le convocazioni molto ma molto opinabili!

  50. Carlantonio said:

    Forse il problema sta proprio nei numeri:
    lo sanno tutti che con la stessa macchina si spende meno a fare 500 km piuttosto di 1000
    Per lo stesso motivo si potrebbe fare una A1 con 3 squadre e 14 non italiane
    2 mesi di rimborsi e tutto e’ combinato riducendo all’osso ogni costo.
    Se poi riuscissimo a trovare la formula per far si che tutto si combini a concentramento, allora avremmo risolto ogni problema di visibilita’ diffusione, promozione e crescita di questa disciplina
    Non ci ho mai pensato, ma effettivamente sono anni che sono andati sulla luna e noi continuiamo a guardarla da qui!!!!!

  51. Andrea said:

    Predicare e fare demagogia è facile..
    Poi invece se si va a indagare si scoprono cose carine e simpatiche…

  52. tifoso 2 said:

    X LIMONITO
    cosa vuol dire saltata ferrara ?

  53. tifoso 2 said:

    mi risulta invece veritiera che bancole non fara la A1F.
    POVERA PALLAMANO 
    QUI SI STA FACENDO LA GUERRA DEI POVERI

  54. Andrea said:

    Ah vorrei puntualizzare una cosa…due straniere medie non costerebbero 30.000€ visto
    che alcuni genialoid in Italia pagano 15.000€ annui per veri catorci(e poi piangono tutto l’anno di non avere soldi e fanno gli spilorci per 50€ in più o in meno) due straniere in Italia costano cifre attorno ai 40.000…e in certi casi pure oltre(15.000+5.000 di appartamento già fanno 20.000 a straniera senza contare voli..transfer e procuratori)….inoltre per 4 trasferte in più 10.000 €????forse sarebbe così per le sarde(ma con 160.000€ di bonus regionali direi che gli vien da ridere a loro)…per andare da Mantova a Salerno per esempio ce chi ha speso 1.000€ in totale…e dico che si può fare pure con 700€…
    Quindi di cosa parlate?
    Riconfermo quello che ho detto una squadra di A2 neopromossa avrebbe molti meno problemi a fare un A1 con una sola straniera per il semplice motivo che in A1 ce chi NON HA ITALIANE E NON NE SFORNA DA ANNI QUINDI LE DEVE “pagare”(si fa per dire ovviamente)…mentre un Mestrino..un Brixen..o chi volete voi le avrebbe avute già in casa…e avrebbe continuato il proprio lavoro,magari senza battere gli squadroni dagli ingaggi sontuosi(si fa sempre per dire eh),ma sicuramente dando al campionato e al movimento intero qualcosa in più almeno in termini di numeri…

  55. Andrea de Aloysio said:

    Caro Matteo, ho delle grosse difficoltà nel capire dove mi contraddico. A meno che, non mi metti in bocca cose che non ho mai detto. In quale messaggio avrei scritto che le atlete italiane che giocano in A1 “non vengono dalla serie A2” oppure che “per la maggior parte provengono dai settori giovanili di A1”? Qui si continua a cercare di individuare il “ruolo”, la “mission”, delle società di serie A1. Ma perchè non proviamo invece ad individuare quello delle società di serie A2? In tutti gli sport la massima serie ha obiettivi diversi rispetto alle serie minori. In A1 la “mission” è legata indissolubilmente ai risultati sportivi, alla competitività in campionato, al raggiungimento dei risultati sportivi. In A2, considerando che in tanti nei loro messaggi hanno detto che lo scalino tra A1 e A2 è troppo grosso (anzi, per la maggior parte la grande differenza sarebbe solo nel numero delle straniere – 3 o 1 – e il che, numeri alla mano, continuo a dire che si tratta solo di un “nascondersi dietro un dito”) la “mission” di una società dovrebbe essere proprio quella di formare nuove atlete per poi “immetterle” gradualmente nella massima serie. La cosiddetta “gavetta” e la formazione delle atlete in tutti gli sport per la maggior parte è demandata alle categorie minori. In campo giovanile si gioca “tutti contro tutti” di pari età, poi c’è la prima squadra della propria società di A2 e poi, se si vale, si fa il passo in A1, così come hanno fatto molte atlete in precedenza citate. Continuo a dire che il vuoto in caso di passaggio da 1 a 3 straniere non sarebbe colmabile con l’innesto di giovani atlete dalla serie A2 e dai settori giovanili, per il semplice fatto che ultimamente in giro non ci sono grandi “talenti”. Chi era in grado di approdare in A1 già lo ha fatto. Ed è per questo che sono per un passaggio graduale, anche secondo quello che ha già stabilito quest’anno la Federazione. Fare una serie A1 con 12 squadre ed una sola straniera, come ho già spiegato, significherebbe immettere in un sol colpo in A1 oltre 50 atlete provenienti dalla serie A2, senza che ci sia un vero e proprio ricambio generazionale naturale cosa peraltro (come già spiegato), inesistente negli ultimi anni. Cambiando argomento ti ostini a dire che in A1 sono pochissime le atlete che si muovono e fanno mercato. Considerando sia italiane che naturalizzate (perche anche loro a tutti gli effetti sono italiane) provo a citartele squadra per squadra. Salerno: Ettaqui, Federspieler. Teramo: Giona, Giannoccaro, Furlanetto, Cavenaghi, Andrei, Pistelli, Gianlorenzi, Profili. Sassari: Morreale, Pastor, De Santis. Vigasio: Balsanti, Romano, Lampis. Bancole: Barani, Bassi, Pagliei. Messana: Albertini. Ferrara: Benincasa. Giudice, Lenardon, Luciana e Sabrina Porini. Ne sono già 25 su sette squadre con una media di quasi 4 a squadra (e qualcuna l’avrò sicuramente dimenticata) di cui una ventina giocano titolari. Se a queste 4 di media a squadra aggiungi le 3 straniere (che anche loro si muovono e fanno mercato), il sette titolare di ogni squadra è già fatto e proviene tutto da “operazioni di mercato”. A queste atlete, tra l’altro, potrei aggiungere altre atlete, tipo la Pavlik, che hanno sempre giocato in un unico posto, ma che a determinate condizioni si potrebbero muovere anche loro. Quindi, come puoi vedere, il mercato non si restringe a “5/6 italiane o poco più” ma, in media, ad un intero sette titolare! Per correttezza ti faccio anche i nomi delle atlete che, nel giro della nazionale, invece non si muoverebbero da dove stanno: Soglietti, Onnis, Lucic, Scamperle. E poi? quante altre ce ne sono che sono più o meno nel giro della nazionale che non si muovono o non si sono mosse in passato? Le atlete italiane di “prima fascia”, come puoi vedere, se hanno possibilità, si muovono e fanno mercato. Caro Matteo, tu stesso quest’anno ce l’avevi in squadra una giocatrice che, seppur in A2, ha per anni girato l’Italia! E mi riferisco ad Elena Quinti (Prato, Teramo, Sassari, ancora Teramo, Mugello). Tu continui a parlare che è un “peccato vedere inespresse in serie maggiori tante belle promesse della pallamano italiana”. Scusami Matteo, ma dove sono? Se una giovane atleta vale, stai sicuro che prima o poi in A1 ci giocherà. E’ sempre successo così. Ma è giusto che questo avvenga dopo una normale “gavetta”, dopo essere passati per settori giovanili, A2 e poi A1. Altrimenti si corre il rischio di bruciarsi. In A1 oramai in certe società ci si allena 8 volte alla settimana, si fa vita “sportiva”, ci si attiene a determinati regolamenti societari e stili di vita, altrimenti sono multe. E tu una ragazzina la catapulteresti così all’improvviso in questo mondo? I passaggi devono essere graduali. E in questi passaggi un ruolo deve averlo anche una società di A2 nel “preparare” non solo dal punto di vista tecnico, ma anche comportamentale ed educativo, queste atlete. Anche in questo contesto la mia idea di una selezione nazionale “residenziale”, magari da iscrivere alla serie A1 sarebbe di aiuto per formare dal punto di vista tecnico, ma soprattutto comportamentale e di stile di vita sportiva adatto ad una società di vertice di A1, quelle atlete giovani promettenti che provengono da settori giovanili o dalla serie A2. In questo momento la pallamano italiana ha bisogno di tutte le sue componenti per provare a risorgere. E invece lo “sport preferito” in questo momento è solo quello di addossare tutte le colpe alle società di vertice (che intendono fare pallamano in un certo modo, come è giusto che si faccia in un campionato di vertice) e sulla Federazione. Anche queste due componenti avranno le loro colpe ma, per favore, non trovate alibi e capri espiatori…perchè così non se ne esce fuori da questa situazione… Io penso che in questo momento ci sia soprattutto bisogno di COLLABORAZIONE tra tutte le parti. Le “linee dure” fanno male solo al movimento. E, se permetti, è più “linea dura” quella attuale delle società di serie A2, che vorrebbero cambiare un regolamento in corsa, che quelle di serie A1, che invece chiedono solo di rispettarlo. Bisogna solo trovare una mediazione. Anche perchè, alla fin fine, dei regolamenti (giusti o no che siano) ci sono. E una serie A1 femminile, anche a sole 6 squadre, alla fine si farà lo stesso, con il grande vantaggio che verrà dato a queste società (visto che solo in 6 è molto più facile mettersi d’accordo) di poter varare un “format” a loro più congeniale e di proporlo all’unanimità alla Federazione che lo accetterebbe. E tutto quel mondo della serie A2 che tanto protesta, si ritroverebbe a non aver ottenuto nulla. La situazione ideale per cercare di accontentare tutti secondo me è solo nel mezzo. E per trovare una soluzione che possa andare bene a tutti, tutti dovrebbero cedere un po’ sulle loro posizioni. E anche io sarei pronto a rivedere alcune mie posizioni in un format che possa andare bene a tutti. E ti assicuro che una soluzione che possa andare bene a tutti esiste. Ti faccio questo mio personale esempio: fare una serie A1 su due gironi da 8 squadre con play off e play out incrociati con gare di sola andata e ritorno (Coppe europee). A retrocedere sarebbero in due. Si giocherebbero da un minimo di 16 ad un massimo di 20 partite e si permetterebbe di essere competitivi nella propria fascia anche con differenze sul numero di straniere. Chi può ne tessera 3, chi non può, può anche non tesserarne alcuna. Ed anche senza straniere e quindi limitando i costi le squadre di “seconda fascia”, che ne sarebbero almeno 8, partirebbero tra loro quasi alla pari per trovare sul campo una salvezza. Così si accontenterebbero le “società di vertice” di A1 che continuerebbero a fare mercato potendo avere anche 3 straniere, e le “società di seconda fascia” che, anche senza straniere, si giocherebbero tra di loro la salvezza. Inoltre, su due gironi da 8, sarebbero quasi dimezzate anche le spese di trasferta rispetto ad una serie A1 con un solo girone ad 8 (come era quest’anno) e quelle squadre di serie A2 che decidessero di partecipare ad una serie A1 così strutturata, potrebbero mettere in una vetrina di A1 le loro giovani valide (ammesso che ci siano), metterle alla prova contro grandi squadre ma facendole anche giocare alla pari con quelle della loro stessa seconda fascia, senza quindi bruciarle in un campionato segnato solo da sconfitte. Considera che disputare una serie A1 su due gironi ad 8 squadre, avrebbe addirittura, per le società che scegliessero di giocare anche senza straniere, un costo inferiore rispetto all’attuale A2 strutturata su 3 gironi da 12 squadre ognuno con ben 11 tasse gare da pagare e 11 trasferte da effettuare. La serie A2, con una serie A1 a due gironi da 8, la strutturerei invece su 4 gironi da 8 squadre ognuno. Anche in questo caso il costo di un’annata sarebbe inferiore rispetto all’attuale serie A2 con 3 gironi da 12. Si potrebbe giocare, come ora, con al massimo una straniera comunitaria (e chi non la vuole non la tessera) e le 4 squadre vincenti dei 4 gironi si incontrerebbero in una sfida di andata e ritorno (vincente A contro B e vincente C contro D oppure, se volete, a sorteggio) per decretare le due formazioni da promuovere in A1. Il totale di gare in A2 sarebbe tra le 14 e le 16 contro le 22 attualmente previste. Il totale di società tra A1 e A2 sarebbe di 48, un numero molto simile a quello attuale (8 in A1 e 36 in A2). Visto? Ti ho semplicemente ipotizzato una soluzione che potrebbe accontentare tutti, le società di vertice di A1 e quelle di A2, far diminuire i costi di gestione per tutti, sia in A1 che in A2, dare la giusta visibilità a quelle atlete dell’attuale serie A2 che secondo te meriterebbero minutaggio in A1 e restituire determinate piazze ad una massima serie. Che cosa vorresti di più da una struttura dei campionati?

  56. marcello festa said:

    Caro Andrea, quanta fatica per niente. Ancora che ti affanni a spiegare formule, regole e condizioni. Fino a quando non si procederà ad una radicale riforma dei campionati, la pallamano italiana sarà ostaggio di pochi che credono, però, di essere in possesso del dono della verità. Bisogna assolutamente eliminare la A2! Un campionato di A, uno di B ed eventualmente la C! Allora sì che molte cose cambieranno perchè in tanti non potranno più chiedere contributi pubblici “vendendosi” una non meglio identificata seriie A. Poi bisogna sanzionare chi, vinto il campionato, rinuncia a parteciparvi avendo, intanto, falsato una stagione. Occorrono, per casi simili, provvedimenti esemplari, fino all’inibizione dall’attività agonistica! Il problema di molte società non sta tanto nel numero delle straniere, questo in molti casi è un alibi, ma nello scarso senso di competitivitù che le caratterizza. Si porta avanti il discorso pallamano con la logica della retta mensile, del CAS. Giusto, giustissimo, ma altro è la partecipazione al massimo campionato nazionale. Agli inizi degli anni 90 in Italia non c’erano tre/quattro società a “dettar legge”, c’era soltanto il Cassano del mitico Saporiti e basta. Ebbene, un gruppo di amici, appassionati di pallamano, vinto il campionato di A2, avendo poche risorse finanziarie ma tanto ingegno e tanta voglia (anche un pizzico di follia) si misero in testa che, non solo dovevano partecipare al campionato di A1, ma che dovevano lasciare un segno preciso della loro presenza, anche battere l’imbattibile Cassano. Ci riuscirono! E fu una gioia indescrivibile, forse anche superiore a quella dei recenti successi in Campionato e Coppa. Quel gruppo faceva sport soprattutto per il piacere di misurarsi con i più forti mettendo in funzione il cervello…

  57. Andrea de Aloysio said:

    Caro Marcello, per rifondare un movimento, c’è bisogno anche di idee e formule. Se non si propongono, come pensi di trovarle prima o poi? Le facciamo uscire all’improvviso da un cilindro magico? Il discorso della nomenclatura delle varie categorie è l’ultimo dei problemi. Prima bisogna trovare la formula giusta poi, se i campionati li vuoi chiamare A, B e C oppure A1, A2 e A3 possiamo tranquillamente parlarne. E’ vero quello che dici tu dei contributi “spacciando” la serie A2 per una serie A, e quindi un campionato di vertice, ma se dovessero andare contributi da parte degli Enti anche a squadre non di A1, che cosa cambia? Anzi, forse si riesce ad aiutare anche quelle società non di serie A1 e che comunque intendono continuare la loro attività anche non in una massima serie. La tua, per come vedi le cose, mi sembra proprio una di quelle “linee dure” di cui parlavo nel precedente messaggio. Una linea dura tanto quanto possono essere quelle delle società di serie A2 che vorrebbero imporre 1 sola straniera in A1. Ti ripeto che per me in questo momento non c’è bisogno di “linee dure” da parte di nessuna componente. Ora c’è bisogno solo di collaborazione, nel trovare una formula che possa andare bene a tutti. Io, personalmente, le mie idee le ho già scritte nel dettaglio e ho detto come proporrei la struttura dei campionati. Fallo anche tu e, comunque, cominciamo a lanciare qualche idea. Invece di dire sempre quello che non va bene, cominciamo a dire quello che si potrebbe o si dovrebbe cominciare a fare, con proposte dettagliate e costruttive, per poter fare andare bene le cose. Ti vengo incontro anche in quello che dici tu. Visto che ho ipotizzato nel precedente messaggio una massima serie a ben 16 squadre (su due gironi da ( squadre), a questo punto, come dici tu, potremmo chiamarla serie A. La seconda categoria fatta di 32 squadre, serie B e poi, per chi vuole fare campionati a livello regionale o interregionale, c’è la serie C. Questo in linea di massima mi può anche stare bene come idea, considerando che in tutti gli sport, quando nacque la separazione tra A1 e A2 da un’unica serie A, il presupposto era che si trattava di una stessa categoria ma divisa in due fasce. Tanto che, anche nella pallamano (ma non solo…) chi vinceva l’A2 partecipava ai play off scudetto e ipoteticamente poteva vincere il tricolore, venendo dalla serie A2. Ora non è più così e allora logica vorrebbe che si ritorni alla serie A, B e C. Ma, visto che come penso almeno io bisognerebbe sempre trovare una mediazione tra le grandi squadre di A1 e le piccole squadre di A2, perchè non continuare a far prendere anche alle società di A2 qualche “spicciolo” da qualche Ente? Anche perchè questi “spiccioli” dati dagli Enti alle società di serie A2, molto spesso non intaccano quello che viene dato alle società di A1. Tra le due serie, anche a livello di contributi, per fortuna c’è una differenzazione. Senza contare che finchè anche in tutte le altre Federazioni di altri sport c’è la distinzione tra serie A1 e serie A2, perchè privare solo quelle appartenenti alla FIGH del poter accedere a qualche contributo? Senza contare che…magari questi contributi fossero così determinanti! Purtroppo, stiamo parlando veramente di “spiccioli”…quando ci sono e quando vengono dati. E non sempre e non in ogni posto del nostro bel paese accade che vengano elargiti…

  58. marcello festa said:

    Mi dispiace Andrea ma il tempo delle mediazioni per me è clamorosamente scaduto e lo dimostrano i comportamenti di alcuni club. Chi rinuncia ad una categoria per me va fermato per uno o più anni e se la rinuncia arriva in concomitanza di una vittoria il provvedimento deve avere anche rilevanza pecuniaria. Vanno stabilite le regole per il massimo campionato e non può di certo stabilirle il club che ricatta. Si riparte da chi è già dentro e poi man mano si allargano vertice e base eliminando la A2. Non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare per cui è tempo di agire in maniera ferma e decisa. Esempi: Ferrrara, Bancole e Mestrino per motivi diversi hanno rinunciato alla A1, Per me andrebbero fermate le attività dei club, squalificati i dirigenti e inflitte pesanti sanzioni pecuniarie.

    • Matteo Aldamonte said:

      Marcello, ma non ti pare che la politica delle sanzioni pecuniarie – assieme a mille altri motivi – stia portando la pallamano (femminile) alla situazione attuale? Come puoi infliggere una multa a società che, come Mestrino, vincono l’A2 e si ritrovano a dover fare un salto di categoria improponibile per trasferte, straniere e quant’altro?
      Fermare le attività dei club? Pure?! Così la pallamano la giocheranno in sempre meno. Come sta già avvenendo, tra l’altro. L’errore, semmai, è stato quello di non introdurre SUBITO la riforma dei campionati anche nel femminile, così da poter livellare meglio soprattutto i costi (vedi le straniere). La riforma avrebbe avviato quantomeno un miglioramento sotto il punto di vista economico. Se continuiamo a parlare, anche in un momento come quello attuale, di multe e addirittura di attività da fermare, allora davvero non ci rendiamo conto di che situazione sta vivendo la nostra pallamano…

  59. Andrea de Aloysio said:

    Il livellamento di un campionato non può avvenire diminuendo le straniere. Questo perchè non è giusto, secondo me, far tesserare meno straniere a società di vertice che invece ne vorrebbero anche di più. Un massimo campionato, almeno nelle squadre di vertice, dovrebbe essere competitivo, sempre se poi queste stesse società, imbottite di straniere, partecipino alle Coppe Europee. Altrimenti, se la competitività deve essere solo a livello italiano, possiamo eliminarle anche del tutto le straniere. E senza togliere le straniere, l’unica soluzione per rendere un campionato “appetibile” anche per le società minori, è quello di ampliarlo il più possibile. Come ho già detto, una soluzione di massima serie su due gironi da 8 squadre creerebbe un blocco di squadre di vertice imbottite di straniere e giocatrici italiane di valore, ed un altro blocco di squadre che potrebbero giocare anche senza straniere e mettendo dentro le loro giovani (ammesso che ci siano di valore) e potersi giocare tranquillamente una salvezza con altre 8-10 squadre. Così un campionato sarebbe veramente competitivo “a fasce”. Ho già spiegato in precedenti messaggi che con questo tipo di formula si abbasserebbero di molto le spese, per l’eventuale non tesseramento di straniere per le società di “seconda fascia” (senza rischiare come ora di fare semplici apparizioni nella massima serie), per il numero di gare che è minore rispetto alla seconda serie nazionale, per i chilometraggi ridotti srutturando il torneo su due gironi e per la possibilità di far giocare anche altre giovani atlete in questa prima serie, contro grandi club ma anche in sfide alla pari con squadre di seconda fascia. Secondo me, con una formula di questo tipo, si potrebbero recuperare diverse piazze per una massima serie. Alle 6 già iscritte, secondo me potrebbero aggiungersi anche piazze tipo Cassano, Mestrino, Bancole, Ferrara, Conversano, Pontinia, Casalgrande, Mugello. E anche se tutte queste altre squadre non dovesero tesserare alcuna straniera, tra loro sarebbero sempre competitive per una salvezza, con le loro giovani che giocherebbero in A e con spese di chilometraggi e gare pari se non inferiori ad un campionto di seconda serie nazionale nel quale sono previste ben 12 squadre a girone (con 11 tasse gare e 11 trasferte da fare contro le 7 + 7, ed eventuali 1 o 2 + 1 o 2 di play off e play out). Un ipotesi di campionato “di Elite” a 6 squadre, come ipotizzato da Marcello, secondo me porterebbe solo ogni anno di questo periodo a far riemergere il problema. Quest’anno si è in sei, e se l’anno prossimo “mollerà” qualche altra piazza storica? Poi il massimo torneo lo faremo a 5, o magari a 4, o, perchè no, a 3? Avere soldi da spendere non è una garanzia di continuità! Te lo hanno dimostrato tantissime piazze negli ultimi anni. Ti sei dimenticato di quanto spese Bancole per tesserare tre anni fa Barani e Pistelli? Oppure Ferrara 5 anni fa per tesserare le due sorelle Porini? E le dichiarazioni di Casalgrande di qualche stagione fa di vincere il tricolore? Ed ora, finiti i soldi, non ci si iscrive e si fa la serie A2. Perchè una serie A strutturata come è ora, senza soldi non la si fa. Se ci fosse invece stata già da quest’anno una massima serie su due gironi da 8, Bancole e Ferrara (dando per scontato che i loro problemi siano di natura economica, perchè in altre motivazioni non voglio entrarci) si sarebbero iscritte lo stesso. Giovani locali, nessuna straniera, costi ridotti e si partecipa lo stesso alla massima serie, e magari senza retrocedere a fine anno. E così porebbe essere in futuro anche in altre piazze. Se a Salerno, Teramo, Sassari (solo per citare le prime tre della passata annata) dovessero finire all’improvviso i soldi, con una massima serie su due gironi da 8 vi si parteciperebbe lo stesso, a costi e ambizioni ridotte. Con la struttura attuale, invece, si potrebbe solo mollare e ripartire al massimo dalla seconda serie nazionale. Una riforma deve portare quantomeno ad una stabilità a lungo termine. Non soltanto per una stagione. Perchè, con sole sei squadre, tre straniere ed ingaggi elevati, l’estate prossima potremmo ritrovarci ancora a discutere di ulteriori scomparse di società… Il succo è questo: con un ampliamento a due gironi da 8, se vuoi spendere, spendi (tre straniere, italiane di valore, naturalizzate, ecc…ecc…) Se non vuoi spendere, non spendi (fai la stagione con le tue ragazze, non tesseri straniere) e alla fine ti salvi pure… E così, si accontentano tutti…

  60. Luca Basile said:

    Un campionato lungo e noioso a 10/12 con tutte quelle trasferte costose? no no ma scherziamo molto meglio un gironcino da 4 squadre ( senza Ferrara ormai siamo 5 se non ho perso i conti ) 6 partite tra andata e ritorno al limite play off ma non sono obbligatori e in un paio di mesi abbiamo finito.
    Vinci U16F, U18F, A2F ma non hai sponsor o contributi dagli enti locali per promettere ( e spesso non mantenere ) ingaggi faraonici alle giocatrici e quindi rinunci alla serie A1F? Squalifiche, inibizioni e multe sparate ad alzo zero senza pietà!!!!
    Fa molto caldo in questi giorni e concedo le attenuanti a tutti ma siamo oltre il ridicolo
    Unica soluzione per la pallamano femminile italiana:
    1) azzeramento del vademecum e delle iscrizioni/rinunce fin qui pervenute
    2) convocazione immediata dei presidenti di TUTTE le società (inibiti compresi) senza possibilità di delega riuniti in seduta permanente con il consiglio federale e non escono fino a quando non trovano una soluzione condivisa per le prossime stagioni
    Buona pallamano FEMMINILE a tutti
    Lukebas

  61. Trinelli said:

    Vi porto un esempio vissuto.

    Casalgrande Padana femminile, per 20 anni in serie A2 poi nel 2005 promossa in A1 e sulle ali dell’entusiasmo vi è rimasta per 4 stagioni e poi è retrocessa per vari motivi dove il principale è stata la volontà societaria, per motivi economici, perchè diversamente avrebbe rischiato di scomparire.
    I 4 anni di serie A1 ci sono costati tra giocatrici e trasferte e varie quasi come i 20 anni in serie A2.
    Per continuare a competere con certe realtà si doveva per forza avere le 3 straniere con costi insostenibili da aggiungere alle spese di trasferte, tasse gara, assicurazioni ecc, oltre 100.000 – 150.000 € in più rispetto ad un campionato di serie A2
    ( straniere 3 x 20.000 ) + ( trasferte 40.000 ) + ( tasse gara 10.000 ) + ( varie 20.000 )
    Con la crisi economica che ha colpito le industrie locali siamo andati in difficoltà nel reperire sponsorizzazioni e quindi abbiamo dovuto regolare il passo.
    A differenza di certe realtà dagli enti pubblici ci siamo sempre sentiti dare una pacca sulle spalle e massimo E 500 ( cinquecento ) e non certe cifre come percepiscono certe società da Regioni, Provincie, Comuni ed Enti sportivi a dimostrazione che vi sono due Italie.
    Mentre si fà una politica al risparmio regionale, certe regioni continuano a tuttoggi ad elargire somme importanti mentre altre ti dicono ” bravi ragazzi o ragazze fatevi onore ”
    Abbiamo più volte contattato Vasco Errani, presidente della regione Emilia Romagna e ci ha assicurato il suo supporto morale ma economicamente ha ci ha detto che con questi chiari di luna vengono altre priorità di spesa, i servizi ai cttadini.
    Troppi sono i divari tra società, dove alcune sono veramente di tipo dilettantistico ed altre sono quasi professioniste e di conseguenza non possono convivere tra di loro ed è giusto che chi può faccia la serie A1 e le altre la serie A2, non esiste pronblema.
    Ancora oggi vi sono società di serie A1 che comunicano ingaggi importanti che certamente comportano spese importanti a dimostrazione che vi è chi ha disponibilità economiche, forse contributi da parte di Regioni, Comuni e Provincie che elargiscono soldi pubblici con modalità diverse rispetto ad altre, beate loro ma che si accontentino a giocare un campionato di serie A1 con le 5 rimaste dallo scorso anno ed il Nuoro che da quanto si è sentito dire dovrebbe partecipare con una squadra di giovanissime.
    Noi faremo la serie A2 e non ci lamentiamo purtroppo denunciamo che con una tale situazione la pallamano femminile avrà vita corta.
    Trinelli

  62. Marcello Festa said:

    Non fare confusione. Un conto è la sanzione che è stata comminata al Bancole da cui, poi, è scaturita la decisionedi Pelladoni di non iscriversi, altro è quello che propongo io. Io credo che il Mestrino in particolare, si sia macchiato di comportamento anti-sportivo nei confronti delle squadre contro le quali ha disputato la poule promozione, falsando l’intera stagione. Sapendo di non poter comunque partecipare alla A1 avrebbe dovuto rinunciare prima. Ti sei mai chiesto se Badolato o Conversano, promossi in A1 avrebbero poi rinunciato? Io non lo so, era, comunque maggio e ci sarebbero state tutte le possibilità per organizzarsi. E invece il Mestrino, che sul campo ha vinto con merito, ha tenuto per se l’intenzione, ha provato a forzare la mano pere una riforma immediata dopodichè ha rinunciato una volta verificate le intenzioni della Federazione peraltro note da tempo. E’ un comportamento anti-sportivo che va punito. Così come non va data la possibilità al Ferrara di ripartire dalla A2. Chi rinuncia, ribadisco, deve fermarsi, deve pagare un “prezzo”, altrimenti è tutto troppo facile. Credi che le ragioni del Mestrino, del Ferrara e di qualche altro siano più valide di quelle di Salerno, Sassari, Terano, Messana, Vigasio e Nuoro? Le riforme sono indispensabili, ma vanno condivise, ragionate non imposte con la logica del ricatto. Tutto qui.

  63. Marcello Festa said:

    Caro Andrea, aggiungo un post a quello che mi è stato appena pubblicato. Io non auspico una elite a sei squadre, ci mancherenne. Per come la penso vorrei un campionato a 12 squadre con partite tirate e competitor di grande livello. Sono dell’idea che più si eleva la qualità meglio è per tutti, ma mi rendo conto che questa è utopia così come è utopistico (scusami) il tuo nobile e ragionato progetto. Lo sai perchè? Perchè molte delle squadre che tu hai citato come possibili new entry in una A1 allargata non accetteranno mai l’idea che squadre possano schierare tre straniere o avere un livello organizzativo superiore. Loro spingono per un abbassamento generale del livello immaginando, erroneamente, di poter addirittura concorrere per il titolo nazionale! Allora veramente non hai capito cosa anima questa discussione e più in generale questo andazzo? Scommetti che se la federazione dovesse accogliere questa tuta idea i Signori troverebbero l’ennesima scusa per non partecipare lo stesso?

  64. Linomito said:

    Trinelli, guardi che al sud le vacche grasse sono finite da anni e anni… e non faccia il leghista di turno per cortesia!

  65. Luca Basile said:

    Ma il Mestrino che doveva fare secondo te, PERDERE volutamente le partite o non presentarsi alla poule promozione pagando una multa salata ( mi sembra 5000€) con l’aggiunta magari di 5 punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato?
    Dal lato sportivo hanno giocato al meglio delle loro possibilità e hanno vinto, dal lato economico si sono resi conto di non farcela ed hanno rinunciato, non vedo che colpe abbiano commesso.
    Se Badolato o Conversano volevano comunque fare A1, potevano fare domanda di ripescaggio e posto ce ne sarebbe stato con o senza il Mestrino percui anche questo tuo rilievo viene meno.
    Sul fatto che quando uno rinuncia debba ripartire dal basso sono d’accordo con te ed in effetti l’articolo relativo del rasf è stato modificato in tal senso verso marzo lasciando però la “porta aperta” ( secondo me giustamente in vista della riforma dei campionati) con la clausola “salvo l’esistenza di posti vacanti nella serie superiori”. Tradotto: se rinunci e i posti nelle altre categorie sono già occupati dagli aventi diritto riparti dall’ultima categoria, se ci sono dei posti vuoti puoi fare domanda di reintegro e rientri in graduatoria con eventuali altri richiedenti con dei parametri di punteggio stabiliti anch’essi dal regolamento.
    Sono anche d’accordo che le riforme vadano condivise e non imposte ed infatti sono state indette regolari riunioni a Roma a cui sono state invitate le società; risultato? Ovviamente riunioni semi deserte ed erano weekend di ottobre e novembre, non giornate lavorative o il 15 agosto.
    Ribadisco che vista la situazione attuale nel femminile la FIGH dovrebbe azzerare vademecum e iscrizioni e convocare tutti in una seduta fiume per trovare una soluzione condivisa da tutti, i “pannicelli caldi” tipo Nuoro o gli inviti rivolti quasi quotidiamente ad altre società per fare altrettanto sono del tutto inutili.
    Buona pallamano a tutti
    Lukebas

  66. Carlantonio said:

    Credo che Tu stia un po annaspando e cercando di confondere le acque.
    Come ben sai a settembre tra gli altri anche mestrino propose di limitare i costi, tantopiu’ che mestrino pensa che la percentuale che occupa la voce trasferte, sia ben inferiore a quella del capitolo extracomunitarie. Difatti abbiamo sempre lottato per le trasferte anche per i campionati interregionali (con onere di trasferte) anche per i campionati di categoria e questo potrebbe gia’ dirla lunga sul nostro pensiero.
    Comportamento antisportivo: ritengo che ci sia un po’ di confusione anche su questo
    1) comportamento antisportivo e’ proposto da una squadra/societa’ che non schiera in campo il meglio e alle migliori condizioni; si comporta antisportivamente il tecnico e la squadra che trova un accordo tacito sul risultato;
    Se ritieni che giocare al massimo ogni gara ed essere coscienti e responsabili del proprio futuro possa essere antisportivo, allora spiegami perche’ il pdo salerno ha giocato per lo scudetto, vincendolo meritatamente e per poi, (sono voci che circolano) non iscriversi alle coppe europee. E’ lo stesso diritto che acquisisce la vincitrice dellla A2 (diritto a partecipare al campionato superiore), della vincitrice della B e della vincitrice della A1 (diritto a partecipare alle coppe europee). Se poi vai a vederti i regolamenti attuali, potrai vedere che c’e’ anche il diritto alla rinuncia. Fai cambiare le regole e tutti si adegueranno. Tutti si sono adeguati alla perequazione dei costi trasferte(non so quanti d’accordo) in vigore dalla prossima stagione, tutti si sono adeguati alla riforma maschile e tanti hanno chiesto come mai non sia partita subito a regime anche nel femminile.
    Partecipare ad una A1 cosi’ strutturata non ci interessa!
    Badolato e conversano, avevano tutte le possibilita’, come ha fatto nuoro a chiedere il ripescaggio, ma molto probabilmente ed evidentemente non ne erano interessati. E non mi si venga a giustificare la mancanza di richiesta con “volevamo acquisirla sul campo”, perche’ proprio il campo ha decretato che c’era una squadra che aveva qualcosa in piu’. In fondo lo i valori dello SPORT dovrebbe essere il campo che li decide
    Stagione 2009/2010
    Aurora, arcobaleno, under14, under16, under18,serie B e A2
    Si poteva rinunciare a qualcosa sotto e fare la A1, ma non sara’ cosi’
    In questo momento e con i campionati cosi’ strutturati a noi non interessa e avendo anche la categoria inferiore (B) e’ stata fatta richiesta di ripescaggio.
    Se Voui possiamo continuare la discussione anche per i campionati di categoria, a cui ci teniamo particolarmente e ci facciamo il culo a striscie per poterli effettuare al meglio e per poterli chiamare, onestamente e con dignita’ CAMPIONATI.

  67. Matteo Lucii said:

    Caro De Aloysio,
    vedo che alla fine, pur partendo da due punti di vista, andiamo verso una soluzione comune. A me la riforma di cui parla, sta bene, benissimo. Anche perchè se mi sta bene un campionato come lo scorso anno, in cui siamo in 6 da Firenze a Bari e ci dobbiamo incontrare 4 volte l’anno…figurati che quello che proponi mi fa venire le lacrime dalla gioia! Se poi, per placare la loro sete di vittoria (o altro…) dobbiamo tenerci le straniere per far contenti Sassari, Salerno e Teramo, lasciamogliele pure. Si accorgeranno da soli – e troppo tardi -, come hanno fatto di recente Bancole e Ferrara, che pretendere che gli altri creino giocatori per i grandi club è una pretesa bella e buona. Non ricordo infatti che queste squadre sfornino talenti e campioni a ripetizione, però puoi correggermi. Tu parlavi di Elena Quinti. Sono stato il suo primo allenatore, all’Ambra, e sono stato felicissimo quando ho saputo del suo trasferimento, perché è brava e se lo merita. Ma per confutare le tue fastidiose allusioni sui settori giovanili che in A2 non saremmo capaci di costruire, ti dico che giocatori forti come e più di Elena, negli ultimi 15 anni ne ho allenati diversi, una quindicina, stimate per difetto. Ho giocato contro la Barani ai tempi del Casarosa, con gli under 18. In quel campionato c’erano almeno 7/8 giocatrici più forti di Elena, eppure lei è diventata uno dei riferimenti della pallamano italiana, le altre no. La Balsanti del Grosseto nelle giovanili, non era certo l’unica che faceva presagire rosei futuri, ne ricordo un altro pugnello. E potrei farti molti altri esempi (Masini, Volterrani, Berti, fino ad Usai). Per tre giocatori che sono approdati alla serie A1, quanti giocatori che si son fermati… che fine hanno fatto? Hanno fatto scelte diverse, senz’altro lontane da quelle effimere di avere un futuro con la pallamano. Ci sarebbero state altre 4/5 Barani, una decina di Quinti, 3/4 Balsanti…solo per rimanere in Toscana! Ma se non capisci questo non capirai perché il movimento della pallamano italiana femminile è in questo stato pietoso!

  68. Marcello Festa said:

    Sono proprio le scappatoie a creare il problema!!! Vuoi vedere che se la rinuncia comportava una pena afflittiva di 10mila euro, 10 puntri di penalizzazione e la squalifica per uno o più anni dei dirigenti, il Mestrino di turno avrebbe fatto di tutto, nelle regole s’intende, per risolvere positivamente e in qualche modo il problema?

  69. Trinelli said:

    x Linomito
    Non sono e non faccio il Leghista, tuttaltro.

    Le voglio solamente fare presente che dal 1982, anno di nascita della nostra società, Regione Emilia Romagna, Comune di Casalgrande e Provincia di Reggio Emilia e CONI Provinciale in ben 28 anni ci hanno dato, trasformati in euro, contributi per un totale di 17.550 € , dietro il rilasvcio di regolari fatture e7o quietanze, tenuto conto di due manifestazioni per le qualificazioni Europee femminili organizzate a Casalgrande.

    Unica agevolazione è la gestione del nostro Palazzetto dello Sport datoci dal comune di Casalgrande, ma in contropartita dobbiamo pagar luce, gas, acqua ed il custode ed alla fine a parte la comodità di essere i primi a scegliere gli orari d’allenamento eper le partite, economicamente ci costerebbe leggermente meno pagare le ore di utilizzo e rinunciare alla gestione, ma le comodità vanno pagate.
    Fino a 5/6 anni or sono si riusciva, per nostra fortuna, ad ottenere buone sponsorizzazioni dalle industrie locali, specialmente Ceramiche che ci hanno permesso di tirare avanti.
    Sono ormai 5 anni che abbiamo grosse difficoltà e la crisi economica che attualmente ha coinvolto il settore Ceramico della nostra zona ci ha fatto ulteriormente ridimensionare i nostri programmi
    Sarei curioso di sapere quanto hanno percepito e continuano a percepire realmente certe società dagli enti pubblici locali. Con questo ho piacere per loro e che qualcuno riesca ancora, nonostante il momento, ad ottenere certi finanziamenti, buon per loro, ma se permette sono disparità che oggi consentono solamente a qualcuno di pubblicare comunicati con l’annincio di ingaggi di giocatrici, professioniste straniere ed Italiane e/o naturalizzate, cosa che in certe realtà non è più possibile.
    Ritengo però che di questo passo a pallamano, ad un certo livello, giocheranno poche squadre il chè non è una buona cosa per il nostro sport che se siamo qui a parlare ci teniamo che sopravviva e che progredisca.
    Nessuna polemica ma una semplice constatazione di fatto.

  70. Andrea de Aloysio said:

    Per Luca. Io no ho parlato si girone unico a 10-12 squadre, ma di due gironi da 8 squadre con modalità ben diverse. Inoltre, hai effettivamente perso il conto. Attualmente sono 6 (e non 5) le squadre iscritte alla serie A1.

    Per Marcello. Tra l’ipotesi mia (due gironi da 8) e quella tua (unico girone a 12) purtroppo è più utopistica la tua, considerando che ci sarebbero maggiori spese e meno squadre di seconda fascia in grado di lottare tra loro per raggiungere la salvezza.. Se le tue considerazioni fossero vere in merito alla maggior parte delle società da me citate per una serie A1 a 16 squadre, allora significherebbe che non c’è proprio logica nelle cose. Io personalmente una formula così la proporrei. E’ l’unica che come costi ed equilibri in campo (anche se su due diverse fasce di valori) secondo me è proponibile. Facciamola e poi vediamo quante squadre aderiscono. Tutte quelle che non aderirebbero confermerebbero la tua ipotesi ed il fatto che ora si starebbero solo nascondendo dietro un dito, con la scusa degli alti costi che, come ho già spiegato, con una formula su due gironi da 8, sarebbero notevolmente ridotti (senza per altro l’obbligo di tesserare straniere perchè in una “seconda fascia” con un numero alto di squadre si sarebbe lo stesso competitivi per una salvezza anche senza straniere). Con quella formula ci sarebbe anche la possibilità di far giocare nella massima serie tante giovani atlete (sperando che siano di valore…e a questo credo poco) e farle confrontare con realtà forti ma anche con squadre del proprio livello, senza quindi bruciarle. E alcune di quelle società attualmente di serie A2, non volevano tra l’altro proprio questo? Non iscriversi ad una serie A1 pensata a 16 squadre su due gironi da 8, significherebbe rinnegare anche queste esigenze espresse più volte da alcune società di A2. E allora, proponiamola? E vediamo chi l’accetterebbe. E se quelle squadre non dovessero accettarla, anche in questo caso i loro discorsi sui “giovani che non trovano sbocco in A1” cadrebbero tutti ed anche in questo caso qualcuno si sarebbe solo nascosto dietro un dito… E a quel punto ti darei ragione sulle eventuali vere e reali motivazioni di determinate società di serie A2. Ma se non si propone una soluzione simile, difficilmente potremo avere la controprova…

  71. Luca Basile said:

    Marcello in presenza di una forte multa pecuniaria o di altre sanzioni accessorie l’unica soluzione “dentro le regole” sarebbe stata mandare in campo l’U16 e/o seniores poco “competitive” a giocare ( leggasi “perdere” ) la poule promozione ( tipo l’autoretrocessione del Merano dall’Elite alla A1 di un paio d’anni fa per internderci ).
    Volete questo?
    Io credo che per preservare quel minimo di immagine che ci è rimasta dovremmo evitare figure del genere ma magari non siamo in tanti a pensarla così

    2 girone da 8 con squadre di seconda fascia che rinunciano alle straniere per giocarsi la salvezza con giocatrici nostrane?
    Di fatto ci siamo perchè ad oggi abbiamo un girone da 6 con le società “ricche” e tutte le altre in A2 con una sola straniera. Al limite possiamo ammettere le promosse dalla A2 ai playoff scudetto, così almeno si completa un tabellone da 8. Sarà ma a me i campionati pacciono con tante squadre, mi annoio a giocare 6 volte a stagione con gli stessi avversari.
    Buona pallamano a tutti
    Lukebas

  72. Andrea de Aloysio said:

    Visto Marcello? Una serie A1 con tre straniere su due gironi da 8 sarebbe “appetibile” anche per società, tipo Mugello, di cui nessuno fino ad ora aveva ipotizzato in un contesto di A1. Ed io sono convinto che tante altre società di serie A2, con una A1 su due gironi da 8, vi parteciperebbero. Non voglio essere ripetitivo, ma ci guadagnerebbero tutti. Le “grandi” continuerebbero a giocare con 3 straniere e si giocherebbero lo scudetto. Le “piccole” lotterebbero, magari anche senza straniere, per una salvezza accessibile con largo spazio per le giovani sia in gare equilibrate con squadre anch’esse “piccole” che in gare difficili, nelle quali c’è comunque uno stimolo in più, contro le “grandi”. Dal punto di vista delle spese delle trasferte queste diminuirebbero per tutti, anche per chi parcipava ad una serie A2 con più trasferte, più tasse gare casalinghe e solo 5 squadre da affrontare in un’intera stagione. Anche una conseguente A2 su 4 gironi da 8 squadre sarebbe meno dispendiosa della serie A2, sia del’anno scorso che come prevista per il prossimo anno. E in più questa formula darebbe molta più “stabilità” ai campionati con squadre che difficilmente si ritirerebbero. Se qualche “grande” dovesse diminuire il proprio budget, non rinuncerebbe più alla A1 ma vi parteciperebbe lo stesso, magari senza straniere. Insomma non si ripeterebbero “estati calde” come quelle degli ultimi anni. Inoltre lo scalino tra A1 ed A2 sarebbe notevolmente ridotto, se non quasi inesistente. Io sono convinto che 16 squadre, a queste condizioni, si troverebbero per fare una serie A1. Nel precedente elenco ipotetico fatto, aggiungerei anche il Badolato e magari qualcuna del nord non già mensionata. Arrivare a 16, alla fine, non è così tanto difficile… A parte Matteo Lucii, in fondo, anche Luca Basile sembra essere vicino a questo tipo di formula che, a mio personale giudizio, rappresenterebbe l’unica attuale soluzione per dare un po’ di stabilità e accontentare nello stesso tempo tutti. Se ritenete che ce ne siano altre che possano dare gli stessi tipi di frutti finali, sono tutt’orecchi e pronto a parlarne.

  73. Andrea de Aloysio said:

    Ho finito di leggere solo ora il messaggio di Matteo e sulla seconda parte vorrei aggiungere una breve considerazione. Se soltanto in poche hanno avuto un futuro roseo, forse è proprio perchè sono poche le società di A1 di vertice che permettono di muoversi, di fare mercato e di poter vivere decentemente anche solo di pallamano. Se quelle persone hanno smesso è perchè non erano disposte a muoversi, a fare della pallamano quello “stipendio” , che non è elevato a livello di altri sport ma che a livello di vertice ti consente di arrivare tranquillamente a fine mese e mettere anche magari qualcosina da parte. E soprattutto non lo potevano fare nelle società dove sono cresciute, che tutto questo non l’hanno mai potuto garantire. Proprio per questo è importante mantenere una “fetta” di società di vertice che spendano, che facciano mercato, che diano alle atlete la possibilità di poter “vivere” di pallamano. Perchè solo così certi “talenti” sono invogliati a proseguire. Oppure tutto questo lo potevano garantire Prato, Grosseto o Casarosa (per citare solo le squadre nominate da te e dalle quali sono uscite determinate atlete)? Il prosieguo dell’ attività, a Barani, Balsanti e Quinti (per citare quelle che hai nominato tu), glielo hanno grantito Enna, Sassari, Bancole per la prima, Vigasio per la seconda e Teramo e Sassari per la terza. Se avessero dovuto continuare a giocare “per divertimento” e per qualche spicciolo per Casarosa, Grosseto e Prato, non pensi che anche loro non sarebbero emerse? E se Elena Quinti ha scelto di giocare in A2 e farlo solo per divertimento e magari “arrotondare” con qualche rimborso, è solo perchè è di Prato…e a Prato ha trovato lavoro. Altrimenti, anche per lei, sarebbe continuato il “giro d’Italia”…se avesse voluto continuare a vivere solo di pallamano…

  74. Andrea said:

    Concordo con Carlantonio….ma purtroppo da fuori con Almanacchi alla mano non si può capire…ci si deve essere dentro prima..esperienza e lavoro che pochi hanno provato di persona.

  75. Andrea said:

    Insomma…lasciamo 3 straniere perché così chi non ha italiane può continuare a “lottare” per vincere lo scudetto????è questo il messaggio?ahahhaha che ridere veramente….
    Spero che la proposta fatta da Loria possa passare….almeno si potrà salvare il salvabile…

  76. Andrea de Aloysio said:

    Andrea, e chi ti ha detto che chi ha tre straniere non ha italiane? Anzi, chi lotta per lo scudetto con tre straniere, sono solo le uniche squadre che hanno italiane di valore e nel giro della nazionale!!! Tutte queste altre italiane di valore, dove sono??? Forse attualmente stanno in A2 e nessuno si accorge di loro?!? Ultima cosa. Credimi, anche e soprattutto Loria, se potesse scegliere, opterebbe per tre straniere! Quindi, per favore, evitiamo di dire corbellerie, tra l’altro non suffragate da fatti oggettivi… La tua è una “linea dura” molto simile ad alcune società di serie A2 che vorrebbero forzare la mano, ritrovarsi in A1 e con quattro soldi, limitando i potenziali di chi da anni fa quella serie e lotta per il vertice e puntare anche al tricolore! Il succo della mia proposta è molto semplice e logica: se vuoi vincere, spendi o continui a spendere come fatto fino ad ora in A1 . Se vuoi invece partecipare e salvarti in A1, mettere in vetrina le tue atlete, rendere interessante un campionato con ben 16 squadre, ridare piazze importanti alla massima serie, spendere più o meno (più meno che più!) di quanto avresti speso in A2, fare un campionato molto più interessante e qualificante di un misero girone di 6 squadre in A2 con ben 4 sfide con la stessa squadra, dare “stabilità” di iscrizioni al movimento, allora invece che iscriverti in A2 partecipi ad una serie A1 su due gironi da 8 squadre. Ma ricordati che “comandare in casa di altri” che ti aprono gentilmente la porta invitandoti alla loro “casa”, è solo sinonimo di scostumatezza… Se vai in casa di qualcun altro, ti adegui alle sue regole. Altrimenti, non ci vai. Senza contare che lo stesso “padrone di casa”, facendo una eventuale proposta di A1 su due gironi da 8…sarebbe il primo ad adottare una “linea morbida”, a scendere dalle proprie posizioni e a venirti ampiamente incontro…

  77. Andrea said:

    Ah quindi le squadre che sono in A1 sono le “padrone”????
    Ahahahha guarda mi vien ancor più da ridere…
    Beh evidentemente “secondo me” ce chi senza straniere sarebbe “cotto”????
    Non faccio nomi per non far arrossire nessuno…
    Di corbellerie ne direi…ma poi va a finire che si scoprono gli altarini…e quindi meglio lasciare perdere…
    Godiamoci questa morìa…e questo “sfornare”
    continuo di giovani italiane nel giro della nazionale da parte delle squadre “che lottano per lo scudetto”….e lasciamo nel purgatorio squadre che a nulla servono e mai un italiana “nel giro della nazionale” hanno dato al movimento..mezzocorona..brixen..cingoli..Pontiniaa..conversano…mestrino…
    Bah…gli specchi hanno sempre un minor uso oggigiorno!!!!

  78. Andrea said:

    E cmq non capisco la motivazione per cui io debba iscrivermi se non ho 40-45.000€(e non 30!!!!!!!!!) per prendere altre due straniere ed evitare una retrocessione certa..mi faccio la A2 con le giovani che non ho(almeno a sentire te..visto che sono tutte in A1)..e continuo il mio lavoro di passione e sofferenza..lasciando ad altri le glorie..

  79. Carlantonio said:

    Aloysio scrive:

    Forse e’ per questo che il tanto richiesto “movimento” non avra’ modo di nascere e di vivere.
    Una cosa e’ il rispetto di cio’ che anche altri fanno, hanno fatto o faranno, un’altra e’ che costoro siano il “movimento”

  80. Carlantonio said:

    Aloysio scrive:
    ……
    Ma ricordati che “comandare in casa di altri” che ti aprono gentilmente la porta invitandoti alla loro “casa”, è solo sinonimo di scostumatezza… Se vai in casa di qualcun altro, ti adegui alle sue regole. Altrimenti, non ci vai.
    ….

    Forse e’ per questo che il tanto richiesto “movimento” non avra’ modo di nascere e di vivere.
    Una cosa e’ il rispetto di cio’ che anche altri fanno, hanno fatto o faranno, un’altra e’ che costoro siano il “movimento”

  81. Andrea said:

    Si in realtà dovreste dir quasi grazie a queste società che vi permettono di “affacciarvi al loro mondo”..capisce signor Carlantonio?
    Siamo arrivati all’inverosimile…
    Alcune persone le manderei a spruzzare sudore sui parquet..così capirebbero la differenza tra demagogia e fatti…

  82. Andrea de Aloysio said:

    Forse non ci siamo capiti bene, oppure è comodo capire fischio per fiasco. L’ A1 ESISTE, ha 6 squadre che vi partecipano da anni e ha un suo attuale regolamento. Se qualcuno vi vuole entrare e avere magari anche la presunzione di stravolgere le regole per essere competitivo a discapito di chi è già competitivo, questo mi sa tanto di “linea dura” e presunzione di chi vi entra. Capito ora il succo?!? E comunque, da osservatore esterno, con il passare del tempo e leggendo certi messaggi, oramai le mie considerazioni mi fanno rafforzare una semplice convinzione. In A1 la maggior parte delle squadre sono disposte ad una “linea morbida”. In A2, se da una parte ci sono società intelligenti e lungimiranti che intendono trovare comunemenete un accordo, dall’altra ci sono anche altre società che pensano di tenere in scacco un intero movimento con linee dure e pensando di poter decidere “in casa d’altri” (e lo ribadisco). Perchè se fai l’A2, sei libero e padrone di poter decidere del TUO campionato! Se fai l’A1, sei libero e padrone di poter decidere per l’A1. E, amici miei, al di là di inutili forzature di qualche società di serie A2, state tranquilli. Se c’è chiusura da parte di qualche società di A2, le 6 squadre di A1 decideranno all’unanimità tra di loro il format e la formula del LORO campionato e lo faranno approvare dalla Federazione. e si giocherà quindi lo stesso, con le loro regole e alla faccia di qualche disfattista di troppo. Le mani si tendono, ma se non c’è collaborazione dal’altra parte, si va avanti lo stesso. Tranquilli… E con questo, visto che oramai su questo post di commento la discussione comincia molto a scadere e ad essere priva di contenuti e contributi validi, tolgo il disturbo! Salvo riprendere a parlarne con chi propone, ha idee, e sa cosa poter dire, con coerenza, in merito ad una problematica che non è uno scherzo per il nostro movimento e sulla quale c’è poco da scherzare… L’essere stato più o meno per vent’anni vicino al mondo della pallamano, qualcosa mi avrà magari insegnato, non vi pare? Buon proseguimento…

  83. Marco Trespidi said:

    Scusa Andrea quale è la proposta fatta da Loria e che speri passi? Cosi per capire non per polemica.

  84. Andrea said:

    Loria ha parlato di una proposta di campionato fatta dalle sei sopravvissute in A1…
    Immagino da come parla(e dalle voci di riapertura ennesima dei reintegri..conferma se è vero)..che si possa trattare di fare un campionato “alla meglio” quest anno per poi partire subito il prossimo con la tanto desiderata riduzione delle straniere(da subito soltanto una)…
    Ma la polemica qua è un altra..a prescidendere da quello che faranno o meno Loria e gli altri presidenti..qua la polemica è di come la gente si “crei” quasi una sovranità..di non so chi o cosa..dandosi meriti(senza pero guardare gli infiniti nei e demerit di casa propria)…e voglia quasi “distogliere” l’opinione pubblica da chi e cosa siano i veri problemi..
    Al di la delle giuste e opinabili proposte(tanto ormai il primo che arriva qua propone e dice la sua)…si vuole quasi “velare” certe incapacità..certi errori..certi “vizi”..
    I proclami e gli specchietti per le allodole mi danno fastidio…
    Dire che(e ahimè vengo al tuo discorso) molti dei nostri problemi sono dovuti all’incapacita di alcuni presidenti è così turpe?dire che ognuno di questi ha sempre guardato al proprio orticello non lavorando per un idea più ampia di sviluppo prima personale e poi collettivo del movimento non è forse dire il vero?
    Adesso dopo che si è arrivati “al nulla” è facile dire e vantarsi di avere questo e quello..vantarsi di avere atlete nazionali magari..quando negli ultimi 20 anni non si è fatto sbocciare nemmeno un talento invece…
    Mi spiace solamente per Loria..il suo lavoro e i suoi sforzi avrebbe meritato un contesto migliore…e così lo stesso per tutti quelli che lavorano seriamente e non possono “permettersi” un campionato di “élite” come la massima serie(caro de aloyisio togli tre straniere e poi rifacciamo tutti i conti..classifiche ecc ecc)…
    Poi possiamo parlare per ore..ma se non si tocca con mano non si capisce..e lo ribadisco!

  85. Trinelli said:

    Alla fine non credo che le squadre di A 2 siano preoccupate più di tanto per il campionato in se, vista la situazione creatasi ed essendo formate e gestite da veri appassionati di pallamano, non professionisti, continueranno a vivere una loro realtà, fatta di problemi economici e cercando , credo d’interpretare il parere di tanti, di portare avanti il lavoro nei loro vivai sperando che non arrivi qualcuno, prima o poi, a cercare di portare a casa una qualche giovane promessa montandogli la testa ed offrendo soldi e rovinando a volte il lavoro di chi la pallamano la vive per passione e con ideali diversi da tanti.

    A conti fatti, alla spera in dio, al nord dovremmo essere il prossimo anno, a fare la serie A2 femminile, in 11 / 12 squadre :
    Cassano, Castrezzato, Dossobuono, Malo, Mestrino, Schenna, Brixen, Mezzocorona, Udine, Taufers, Casalgrande e forse Ferrara.

    Alla fine dovrebbe uscirne un buon campionato con compagini che se la possono giocare tra di loro e potrebbero dare vita a belle sfide.

    Certamente non potremmo competere con squadre di A1 piene di straniere, naturalizzate e professioniste Italiane che giustamente è logico facciano il loro campionato e a cui nessuno vuole porre imposizioni di sorta come qualcuno ha scritto.

    Il bello di questio sport è che ognuno dà i valori che crede al propio impegno sportivo ed a volte ci si può anche rendere conto di avere commesso errori e quindi di fare marcia indietro.

    Noi a Casalgrande dopo la promozione in A1 abbiamo fatto due anni molto belli e piacevoli in serie A1 femminile, il primo sulle ali dell’entusiasmo della promozione con 12 squadre, il secondo sulla spinta dell’inaspettata non retrocessione, dopo il primo anno in A1.
    Poi ci sciamo lasciati invischiare nella morsa di chi voleva cercare di essere all’altezza di certe società e quindi con acquisti non troppo centrati e con problematiche economiche abbiamo capito che fare sport ad un certo livello ed in un certo modo non fà al caso nostro.
    In qesti anni, distratti dalla serie A1, abbiamo trascurato il nostro settore giovanile che in passato ci ha dato tante soddisfazioni.
    Siamo giustamente retrocessi e siamo tornati coi piedi perterra, abbiamo ripreso a lavorare con i ragazzini e faremo la serie A2 con le nostre ragazze e la serie A1 maschile con i nostri ragazzi. Ci siamo imposti per il proseguo del nostro lavoro in società di lavorare di nuovo con i giovani e per i giovani e non siamo interessati ad atleti non Italiani.

    Con la femminile faremo la serie A2 e non siamo interessati alla serie A1, con la maschile faremo la serie A1 e non siamo interessati all’Elitte, con i giovani vorremmo fare tutti i campionati di categoria giovanili.
    Lo scopo delle squadre maggiori deve essere lo stimolo e l’obbiettivo per i nostri giovani d’impegnarsi per mirare prima o poi per arrivare in prima squadra ed indossare la maglia della squadra seniores

    CERCHEREMO DI LAVORARE SODO SUI NOSTRI VIVAI, IN PASSATO QUASI OGNI ANNO UNA NOSTRA SQUADRE GIOVANILE PARTECIPAVA ALLE FINALI NAZIONALI , VORREMMO DI NUOVO, NEL GIRO DI UN PAIO D’ANNI ESSERE LA SOCIETà CHE ERAVAMO CON I PIEDI PERTERRA E TANTI GIOVANI ATTORNO A NOI.

  86. Andrea de Aloysio said:

    Beh, se scrive Marco, è sempre un piacere continuare a dialogare di queste cose! :-) Loria al’inizio di questo post aveva proposto (secondo me solo provocatoriamente, visto come l’ha sempre pensata in precedenza…) una serie A1 a 10-12 squadre con la disponibilità ad abbassare il numero di straniere anche ad 1 sola da subito. Personalmente penso che le intenzioni di determinate società siano ben diverse. Io invece avevo ipotizzato qualcosa di diverso e più ampio. Perchè, secondo me, qualsiasi riforma, alla base di tutto, deve soprattutto garantire “stabilità” senza dover ogni anno “rimetterci le mani”. Forse ti sei perso qualcosa di questa amabile conversazione tramile messaggi (ed è comprensibile considerando che di queste cose oramai si parla su 4-5 post in contemporanea) ma provo a riepilogartela, anche perchè mi piacerebbe avere un tuo giudizio. Premetto che con i tempi, per andare in questa direzione già per il prossimo anno, difficilmente ci siamo, ma secondo me la soluzione più logica è fare una serie A1 su due gironi da 8 ed una serie A2 su 4 gironi da 8, entrambe con criterio geografico. Il numero delle squadre coinvolte (48) è molto simile a quello previsto per quest’anno dal vademecum (8 in A1 e 36 in A2 per un totale di 44). In A1 manterrei le tre straniere ed in A2 una sola comuniaria. In A1 poi play off incrociati tra le prime 4 dei due gironi con gare solo di andata e ritorno (Coppe Europee) e play out incrociati tra le ultime 4 dei due gironi per due retrocessioni (stesso criterio come nei play off). In A2, terminati i quattro gironi, play off in unico turno andata e ritorno tra la vincente del girone A contro B e C contro D ( o, se preferisci, a sorteggio). Con questa formula raggiungeresti secondo me i seguenti risultati: in A1 le 4/5 “grandi” continuerebbero a giocare con 3 straniere e si giocherebbero lo scudetto. Le “piccole”, in buon numero, potrebbero optare tranquillamente anche per giocare senza straniere (così togliamo loro questa scusa…) e lotterebbero tranquillamente per una salvezza dai margini molto accessibili (visto l’ampio numero di squadre di “seconda fascia”) con largo spazio per le giovani (visto che in molti dicono che in A2 ci sono tantissime atlete giovani valide, anche se non sono del tutto convinto, facciamole cominciare ad entrare gradatamente con un buon minutaggio nel campionato di vertice che ha sicuramente più “visibilità”). Le stesse sarebbero coinvolte sia in gare equilibrate con squadre anch’esse “piccole” che in gare difficili, nelle quali c’è comunque uno stimolo in più, contro le “grandi” e non sarebbero “bruciate” da continue sconfitte come accaduto negli ultimi anni nel fanalino di coda di turno. Dal punto di vista delle spese delle trasferte queste diminuirebbero per tutti (in A1 al massimo 18-20 gare per tutti e su base geografica, ad eccezione di play off e play out. Nella formula a 8 squadre da Vademecum erano previste da 16 a 18 gare, ma tutte su base nazionale senza contare che con una formula a sole 8 squadre, per ottenere qualcosa in termini di risultati, e mi riferisco ad ottenere una salvezza, eri “costretto” a tesserare le tre straniere), Anche per chi parciperebbe ad una serie A2 su 4 gironi da 8 le spese diminuirebbero (14 gare per tutti su criteri geografici e al massimo per 4 squadre ulteriori due gare di play off. Attualmente in A2 si gioca di più, e spesso sempre con le stesse squadre, come nel girone centrale, e su tre raggruppamenti e non quattro con un area geografica più ampia). Inoltre questa formula darebbe molta più “stabilità” ai campionati con squadre che difficilmente si ritirerebbero. Se qualche “grande” dovesse diminuire il proprio budget (cosa che nei prossimi anni potrebbe succedere ancora), non rinuncerebbe più alla A1 ma vi parteciperebbe lo stesso, magari senza straniere e proverebbe a centrare una fattibile salvezza anche con sole italiane. Insomma non si ripeterebbero “estati calde” come quelle degli ultimi anni. Inoltre lo scalino tra A1 ed A2 sarebbe notevolmente ridotto, sia dal punto delle straniere (si potrebbe affrontare per scelta una serie A1 anche senza straniere e salvarsi lo stesso) che da quello delle trasferte (su gironi da 8 si avrebbe praticamente quasi lo stesso numero di gare sia in A1 che in A2 con l’Italia che in A1 verrebbe divisa a metà e in A2 in quattro quarti. Inoltre la serie A1 riacquisterebbe nuove piazze o ne recupererebbe qualcuna “storica”. In fondo, non scopriremmo proprio nulla di nuovo. Sarebbe solo un tornare un po’ indietro nel tempo. lo scuetto che vincesti con il tuo Cassano nel 1986 a Teramo, lo vincesti proprio con questa formula! :-) Anche se allora c’era una sola straniera. In conclusione, sul fatto che qualcuno speri che passi l’ipotetica proposta fatta da Loria, credo che il tuo riferimento fosse all’altro Andrea. Sarei curioso anche io di sapere le sue motivazioni…magari anche dettagliate così come ho fatto io sino ad ora per una proposta alternativa e che mi sembra che sulla carta possa in fondo poter accontentare tutti… Ciao Marco!

  87. Andrea said:

    Se per dettagliate intendi scrivere un “papiro”(come dite voi a Teramo)…non fa per me.io sono abituato a lavorare su altri campi quando possibile..e fare meno teoria possibile…
    Sarai contento che stia per nascere questa LEGA A 6 così gente come te(in senso buono eh visto che come intenzioni vedo che fornito bene) potrà decidere per tutta la pallamano femminile….
    Per rispondere a Marco voglio dire che le mie “sensazioni” erano sbagliate…l’oscurita ci avvolge..

  88. Luca Basile said:

    Sig. de Aloysio se siamo al punto in cui siamo è proprio perchè c’è troppa gente che considera la pallamano come il proprio giocattolino personale in cui nessuno debba interferire. Quella delle “piccole” società è una richiesta ( RICHIESTA, non un RICATTO o una IMPOSIZIONE ) basata sul buon senso: visto che comunque dalla stagione 2011/12 si dovrà passare da 3 a 2 straniere e che i problemi economici sono purtroppo attuali perchè non anticipare di un anno questa riduzione. E’ una cosa così fuori dal mondo? A me non sembra altrimenti dovrebbe spiegarmi perchè nel maschile questa riduzione è stata proposta dalla FIGH ed accettata senza batter ciglio dalle società.
    Quest’anno tra 1’fase (girone a 8 = 14 partite) e 2’fase (gironcini da 4 solo andata =3 partite) le squadre di A1F hanno fatto 17 partite ( playoff a parte ), in un girone da 10 A/R sarebbero 18, non penso che una tassa gara o una trasferta in più possano compensare il costa di una straniera ( a meno che la straniera giochi quasi gratis o le trasferte le faccia con un jet privato :-) )
    Mi auguro che la casa in cui nessuno deve comandare,ma che è di TUTTI, rimanga in piedi e non si debba un giorno ricostruirla dalle fondamenta…
    Buona pallamano a tutti
    Lukebas

  89. Andrea said:

    Te lo spiego io perkè la riforma non è stata attuata subito come nella maschile..perché nella maschile esistono i settori giovanili e quindi la cosa poteva essere sopportata meglio..e nella femminile invece no…
    Ritardandola si da tempo a chi può di accaparrarsi questo o quel “talento” italiano..e nel frattempo di abbozzare una sorta di settore giovanile con 11enni o 12enni mandati allo sbaraglio e in alcuni casi addirittura messe in panca tra le adulte!!!

  90. Carlantonio said:

    Mi fa venire in mente un episodio accaduto a Misano nel Luglio 2009 durante le finali U14 (femminili) dove “qualcuno” cerco’ di stringere’ collaborazioni di sorta..

  91. Andrea said:

    Ovviamente tutti tacciono adesso..staranno contando le nazionali locali..o il foltissimo e affollato settore giovanile…
    Chissà se bastano le dita di una mano!

  92. Loria said:

    Caro Andrea, la tua è una di quelle proposte che definirei, data la situazione attuale, regionevole. Non concordo su alcuni aspetti tecnici dlela formula, ma questi sono dettagli che adeguatamente analizzati, magari da una commissione ad hoc Federazione-Società (ci sarebbe un anno di tempo per lavorare), potrebbero essere risolti rapidamente per il meglio. In sintesi ti dico che secondo me bisognerebbe giocare quialche partita in più, diciamo almeno 20 prima dei paly-off/out, ma ripeto sono dettagli tecnici facilmente superabili. La cosa che mi sembra più difficile è raggiungere un equilibrio di approccio al problema almeno da parte di 16 Club (ci sono ?). Abbandonare gli abiti da crociato ed accettare una regola base della competzione sportiva: in un campionato possono convivere club con obiettivi, organizzazione tecnico-societaria e budget diversi, senza che chi ha meno risorse pretenda di abbassare i budget di chi ne ha di più e viceversa. Se si raggiungesse l’equilibrio di obiettivi e la serenità di partecipare ognuno con la propria filosofia sportiva e la propria organizzazione tecnica e finanziaria senza voler a tutti i costi dividere il mondo in buoni (onesti e nobili) e cattivi (ambiziosi e voraci), sarebbe, ripeto, una buona soluzione, ma probabilmente non dipende dalle sei società attualmente in A1 ma da quelle 10 circa che dovrebbero aderire a tale progetto. La speranza di trovare punti di incontro e ragioni comuni non è persa definitivimante , ma penso che qualche difficoltà di approccio al momento esista. Staremo a vedere, io sono, come ben sai, un inguaribile ottimista.

  93. Andrea de Aloysio said:

    E’ un piacere tornare a parlare di formule e format con il buon Pasquale Loria. Lo abbiamo fatto più volte in passato, anche di persona, e non mi stupisce assolutamente il fatto che ti trovi d’accordo su una ipotetica formula su due gironi da 8 squadre. Già in passato mi avevi parlato di un futuro per la serie A1 secondo te legato ad una formula su due gironi, nord – sud. E in questo non possiamo che essere d’accordo. Sul numero delle gare da aumentare, io mi ero “tenuto basso” poprio per “calmierare” il più possibile i costi e rendere più appetibile una serie A1 così strutturata anche per una decina di formazioni dell’attuale serie A2. Aumentare il numero di gare, senza stravolgere la formula del torneo, non è una cosa comunque così difficile. Per esempio un Handball Trophy ed una Coppa Italia con ben 16 formazioni, potrebbero portare a quel tuo auspicato aumento di gare nell’arco di una stagione. Entrambe le manifestazioni potrebbero essere strutturate su più fasi, o a concentramento o eliminazione diretta, in modo da aumentare il numero di gare stagionali. Senza contare che, avere ben 16 squadre che iniziano la preparazione nello stesso momento e svolgono temporalmente la stessa attività federale, consentirebbe di avere molte possibili avversarie in gare amichevoli, cosa che, sai meglio di me, attualmente per le squadre di serie A1 è cosa praticamente impossibile. Poi, per le squadre di vertice, ci sono anche le gare delle Coppe Europee. E qui mi troverai d’accordo, anche se a Salerno quest’anno avete fatto una scelta diversa, che se si può lasciare il numero di straniere a 3, significa che le squadre di vertice che se le possono permettere, debbano utilizzare questa propria peculiarità proprio per provare a cominciare ad ottenere qualche graduale risultato anche a livello europeo. Se 3 straniere non si sfruttano per una “competitività europea, mi spieghi a cosa può servire mantenerne 3 quando poi, la maggior parte delle altre squadre, sceglierebbero di affrontare una serie A1 a 16 squadre anche eventualmente senza straniere? Sul fatto della difficoltà del coinvolgimento a tale formula di altre circa 10 piazze di serie A2, io non sono così pessimista. Ho già spiegato che come costi cambierebbe pochissimo rispetto alla partecipazione alla serie A2, con i vantaggi che invece sarebbero molti. Una serie A1, rispetto ad una serie A2, se adeguatamente pubblicizzata, sarebbe più “appetibile” per sponsor e contributi. Si darebbe una “vetrina” migliore alle proprie giovani atlete provenienti per la maggior parte dal proprio vivaio e si sarebbe lo stesso competitivi almeno per una salvezza (da conquistare a “basso costo”) in una massima serie. Io penso che il ruolo delle attuali 6 società di serie A1 (e soprattutto di una ipotetica “Lega” qualora si dovesse formare) sia proprio quello di sensibilizzare le società di serie A2 ad aderire a questa determinata formula. Costituendosi ufficialmente in una Lega, questo sarebbe ancora più facile perchè si sarebbe ancora più legittimati a proporre a nome di un organismo ufficiale. Sbrighiamoci quindi a definire ufficialmente questa Lega e poi da lì, si potrà cominciare a lavorare per costruire una serie A1 su due gironi da 8 ed una serie A2 su quattro gironi da 8. In un precedente messaggio (che è presente nella pagina presente di questo post e che, non so perchè, non è più visibile) avevo cominciato a fare anche dei nomi di società di serie A2 che, per come sono strutturate, per passato e per propri settori giovanili, secondo me potrebbero aderire ad una proposta del genere. Avevo nominato società come Ferrara, Bancole, Mestrino, Casalgrande, Cassano, Mugello, Pontinia, Conversano, Badolato e qualche altra società del nord. Io non penso che tante di queste società, con un sano dialogo e con una chiarezza di volontà ed idee direbbero facilmente di no ad una proposta che, conti alla mano (già fatti) sarebbe vantaggiosa per tutti.

  94. Loria said:

    Ti quoto, ma non sono così ottimista. Comunque sentiamoci per organizzare il lavoro tutti insieme.

  95. Andrea said:

    Ma la lega a tre squadre vale lo stesso?????
    Cmq mi fa piacere che due presidenti o direttori sportivi siano già d’accordo…siete a meta dell’opera!basta convincere gli altri quattro!

  96. Marco Trespidi said:

    Sono ansioso di vedere le candidature alla Presidenza…………magari qualcuno la campagna elettorale la ha già lanciata……

  97. Luca Basile said:

    Considerate le parole “affettuose” che cinque presidenti/dirigenti, su un totale di 8 squadre, si sono scambiate su questo sito all’indomani della rinuncia di Teramo ad ospitare la Coppa Italia ed il conseguente spostamento della sede a Sassari, mi sa che ne vedremo delle belle…..
    Lukebas

  98. eros oriani said:

    sono quello che ha fatto fare il pallone alla mondo( e lì IO mi sono FERMATO) e che vi ho presentato a una coppa italia di A1, non conosco perfettamente il mondo della pallamano femminile ma vorrei suggerire una cosa……………………
    ho fatto una ricerca su tutta la pallamano Italiana , con le cartine geografiche di tutte le regioni segnando le squadre che partecipavano a tutti i campionati sia maschile che femminile . Per quello che riguarda la femminile i campionati di A1– A2– B spesso assieme alla U-18 — U-18 sempre assieme alla U-16 ( credo di ricordare solo 2 regioni che hanno un campionato U-18 solo 18) U-14 e dove c’era anche U-12 a volte con U-12 maschile……………………………… i dati che ho preso sono quelli di tutti i comunicati ufficiali dei campionati fatti dalla federazione ( molte cose faccio fatica a capire, ma come ha detto un’altro intervento dobbiamo guardare avanti sulla luna VIVERCI costa troppo) . Da questo a TUTTI vorrei suggerire di fare questa indagine e cercare di dare spiegazioni partendo dal PROPRIO PEZZO e sui pezzi degli altri costruire IL RUGBY non è per noi un esempio, SIAMO DIVERSI, per cercare sponsor a tutti i livelli (PASSATE LE CONOSCENZE) dobbiamo rendere credibile lo SHOW della PALLAMANO VINCERE un campionato che fa andata-ritorno–andata2 e ritorno2 e se andate a verificare ci sono stati gironi di qualificazioni alle finali nazionali con gironi di 2-3 squadre che si incontrano 20\30 VOLTA DOMANDA COME CRESCONO POI’ GLI atleti?????????????????

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