Pivetta: “Lo Scudetto? Scelgo una finale Bologna-Conversano”

Sabato torna il campionato di Serie A Elite, anche se in scena vanno solamente due partite. Una di queste è Bologna-Teramo, che segnerà la riapertura delle ostilità nel massimo campionato, dando nuovamente il via alla rincorsa degli emiliani verso l’imbattuta capolista, l’Indeco Conversano.

Obiettivo impossibile, raggiungere quella vetta? Non per Riccardo Pivetta, ala sinistra della squadra di Beppe Tedesco, intervistato da PallamanoItalia.

PALLAMANOITALIA: Riccardo, sabato si riparte con il campionato di Serie A Elite e per voi c’è il Teramo. Conversano ormai irraggiungibile in questa Regular Season, o volete provarci ancora come seconda in classifica?
RICCARDO PIVETTA: Noi come seconda, non smettermo mai di provare a rosicchiare punti alla capolista, che se perl mantiene questo regime ci renderà la cosa difficile. Nel frattempo cercheremo di mantenere la posizione in campionato.

P: Come detto, sabato al Palasavena ospitate il Teramo, squadra rivoluzionata dal mercato invernale, con quattro addii e il ritorno del croato Kovacic. Che partita ti aspetti?
RP: Mi aspetto una partita ostica, sicuramente. Noi soffriamo le nostre sei assenze, tutte di una certa rilevanza e in tutti i ruoli. Senza scordare poi che Teramo ha nella sua rosa un certo Petras Raupenas, che è una vera e propria bocca da fuoco. Se poi aggiungiamo Kovacic, che è un centrale molto rapido e che serve ottimi palloni ai propri terzini, la partita risulterà difficile. Noi sicuramente non li sottovalutiamo e non prenderemo la partita sotto gamba.

P: Per voi tante assenze e l’eliminazione ancora fresca dalla Coppa Italia. Che Bologna sarà alla ripresa del campionato, sabato?
RP: Sarà un Bologna tutto cuore ed orgoglio, che non mollerà un secondo. Le assenze pesano, ma non è e sarà mai una giustificazione. Anzi, al contrario dobbiamo dare il 110% anche per i nostri compagni che guarderanno la partita.

P: E come sta Riccardo Pivetta? Nell’ultima di Coppa Italia nei hai messi a referto 16, se non sbaglio…
RP: Io sto bene, diciamo… Nella partita contro Conversano devo dire la verità: i gol non sono stati 16 ma 14. Avranno sbagliato a referto credo. Ma non importa quanti gol abbia fatto, io volevo vincerla quella partita, insieme ai miei compagni. Il tabellino è solo una cosa in più. Che poi leggere una doppia cifra a fine partita faccia sicuramente piacere, è sicuro.

P: Riprendo dai 16 gol. Un messaggio a Franco Chionchio per un posto da vice-Radovcic ed un tuo ritorno in azzurro?
RP: Non voglio dire nulla a coach Chionchio per il mio ritorno in Nazionale. Voglio dimostrare sul campo quello che valgo, non a parole. Io amo la maglia azzurra e credo non ci sia emozione più bella nell’indossarla mentre l’inno di Mameli viene suonato. Brividi. Posso solo cercare di convincerlo che valgo quella maglia.

P: La vicenda ‘Raffini’ ha sollevato ancora una volta il problema ‘lavoro’ nella pallamano italiana. Tu vieni da Bologna, una delle poche società che mette i giocatori italiani in condizione di fare a tutti gli effetti i giocatori di pallamano. Qual’è la tua opinione in merito al rapporto handball-lavoro?
RP: Io mi ritengo davvero fortunato da questo punto di vista. Ma putroppo la maggior parte dei giocatori di pallamano deve dividersi tra lavoro, studio e allenamenti. Non deve essere facile uscire dopo 8 ore di lavoro ed andare ad allenarsi al massimo, stimo molto queste persone perchè dimostrano di avere tantissima Passione!

P: Un’ultima provocazione: Bologna campione d’Italia o Conversano troppo forte per tutte le altre. Quale scegli?
RP: Scelgo una finale Scudetto Bologna-Conversano. Dalle mie parti si dice che i conti si fanno alla fine, e spero di arrivarci così. Sarà l’orgoglio e la determinazione a sancire il prossimo Campione d’Italia. Non so Conversano, ma noi ne abbiamo da vendere!

di Matteo Aldamonte

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