Mi consulta…
Mi consulta o mi consenta. Insomma, la consulta non consente, ma dovrebbe indicare cosa consentire. A parole, siam tutti bravi a volere il bene ed il meglio della pallamano italiana. I fatti ci offrono altri scenari.
La consulta delle società maschili tenutasi domenica mattina a Roma ha mostrato il poco interesse delle società italiane verso il futuro di questo sport. Circa venti società presenti, delle quali tre di Serie A Elite – Ancona, Conversano e Fasano. Non sappiamo – e forse sarebbe meglio non saperlo – se per disinteresse, se per protesta, se per qualsiasi motivo.
Lo sanno anche i batteri ed i virus: le proposte sono due. Un allargamento dell’Elite mantenendo lo stesso numero di stranieri o una divisione della prima serie nazionale in due gironi da dieci squadre con abbassamento del numero di stranieri per squadra. Ognuno ha le sue ragioni, ognuno i suoi motivi.
Quando, però, si parla di gironi da stabilire con il sorteggio e non secondo la vicinanza geografica ci si chiede il motivo di questo allargamento. Non bisognava risparmiare? L’impressione è che tutti – o meglio, la maggior parte – vogliano salire su questa grande giostra, su quest’arca di Noè dei due gironi. Si allargherebbe la rosa delle pretendenti allo scudetto, si favorirebbe chi ha lavorato con il settore giovanile e forse non chi ha soldi per stranieri forti e naturalizzati di ogni tipo. O magari si farebbe un altro danno al movimento. Ovvio è che questa dei due gironi sia una soluzione temporanea, apripista per la prima divisione a dodici o quattordici squadre che sia.
Nel pomeriggio di ieri si è riunito il Consiglio Federale. Si attendono decisioni ufficiali. Questa Elite, questa struttura è una caloria vuota, uno zucchero. Ora si vorrebbero unire venti zuccheri. Basterà l’insulina a salvare la pallamano italiana,già malata, dal diabete?
di Sergio Palazzi

Non capisco la necessità di fare due gironi da 10 squadre per “azzerare” tutti in questa sorta di anno sabbatico. Io credo che alcune società di A1 non abbiano interesse e nemmeno il rooster per competere in un campionato del genere. Trieste, Merano, Brixen, Noci, Prato forse Girgenti, Fondi e poche altre potrebbero avere i mezzi per un campionato a 12-14 squadre, mentre le altre potrebbero accettare di buon grado di fare una A2 in due o più gironi, risparmiando e facendo giocare gli autoctoni. Questo è il mio pensiero, figlio del mio essere pratico!
Ma sta storia dei 2 gironi secondo me è spinta da poche società che, dopo aver fatto calcoli personali, sfruttano il blog cercano consensi che ovviamente non arrivano.