Luciano Nicolas Brancaforte, professione: trascinatore e membro della famiglia del Girgenti. Il ruolo di trascinatore non si può fare a meno di darglielo, dopo i 23 gol in due sole partite. L’appellativo di “membro” della famiglia del Girgenti, viene quasi naturale da scrivere, parlando di una realtà unita come quella della squadra siciliana.
23 gol in due partite, si diceva. Quasi niente, forse, per uno che fino allo scorso anno, con l’Ambra calcava in campi della Serie A1 e che sotto sotto sogna la Nazionale italiana. Queste le parole di Luciano Brancaforte, nell’intervista esclusiva rilasciata a PallamanoItalia.
PALLAMANOITALIA: Ciao Luciano e benvenuto in PallamanoItalia. Iniziamo con la prima domanda: cosa ti ha convinto a scendere di categoria, cambiare completamente zona dell’Italia, per sposare il progetto di una squadra, il Girgenti, che partiva con una penalizzazione di 18 punti?
LUCIANO BRANCAFORTE: Ciao, sono felice di essere stato contattato da PallamanoItalia. Vi devo dire che per me venire qui ad Agrigento è significato investire in un progetto di crescita che mi ha molto convinto avendo la Società in mente di andare in Elite in tre anni. Non ho pensato per questo ad un declassamento, ma anzi il Presidente e gli altri dirigenti agrigentini mi hanno riempito di entusiasmo.
P: Luciano, Come ti trovi nella cosiddetta “famiglia” del Girgenti?
B: Mi sto trovando davvero molto bene. Persone belle, sincere, entusiaste ed innamorate, mi hanno subito accettato e riempito di affetto come se mi conoscessero da sempre.
P: In queste prime gare di campionato stai letteralmente trascinando la squadra, con ben 23 reti in due sole giornate. Hai notato particolari differenze fra il campionato di Serie A1, che lo scorso anno hai disputato con l’Ambra, e quello di Serie A2?
B: Il livello della Serie A1 chiaramente è un tantino più alto questo chiaramente riferito soprattutto alle altre squadre e non al Girgenti che credo potrebbe militare tranquillamente anche nella Categoria Superiore senza sfigurare molto.
P: Inutile dire che il Girgenti punta dritto alla Serie A1. E poi? Quali sono, da quel che si dice in squadra, le aspettative ed i sogni che circolano in città attorno alla pallamano?
B: Il sogno è quello che il programma che ha in mente tutto lo staff dirigenziale venga realizzato, ma soprattutto che in città si riesca a creare un movimento e delle strutture che permettano alla pallamano di radicarsi specialmente a livello giovanile. Anche io mi sto dando da fare nelle scuole assieme a Mister Lillo Gelo.
P: Nicolas, com’è noto tu hai militato nella Nazionale giovanile del tuo paese natio, l’Argentina. Ora però, grazie alla doppia nazionalità, sei convocabile anche con l’Italia. Ti piacerebbe vestire, un giorno, la maglia azzurra?
B: Senza dubbio è una mia grande aspirazione. Il giorno che mi arriverà una convocazione tutta la mia famiglia ed i miei nonni saranno molto contenti. Non so se accadrà mai, ma ti confesso che è uno dei traguardi a cui maggiormente aspiro.
P: Restando in tema di Nazionale, cosa ne pensi del nuovo CT, Francisco Javier Equisoain?
B: Non lo conosco personalmente, so però che è un tecnico grande e vincente. Farà sicuramente molto bene.
P: Qual è, secondo te, il miglior pregio ed il peggior difetto della pallamano italiana?
B: Sono sempre stato in società molto organizzate e penso che in Italia vi sia una organizzazione molto professionale anche a livello di Federazione. Un grave difetto, invece, è sicuramente il livello degli arbitri che è molto basso specie perché pochi sono stati dei giocatori e spesso ci si imbatte in direttori di gara improvvisati e privi di adeguata preparazione.
Ciao a tutti e vinca sempre la Pallamano
E’ chiaro Luciano: la Nazionale la vuole e farà di tutto per raggiungerla. Se vogliamo, questa intervista può essere anche intesa come un “appello” a Zupo: Brancaforte c’è!
di Matteo Aldamonte