Nell’ultima gara in programma contro l’Inghilterra, anch’essa reduce da due sconfitte consecutive contro Svizzera e Portogallo, arriva la terza sconfitta.
Molto stanche le azzurre si fanno superare frequentemente in velocità dalle inglesi, molto più toniche e con molti giorni di allenamento in più nelle gambe, arriva quindi subito il primo break anglosassone per un risultato che alla fine del primo tempo ci vede già sotto di quattro reti. Da segnalare anche la squalifica rimediata da Barani, il capitano azzurro, per proteste in seguito ad alcune decisioni arbitrali. Nella seconda frazione il ct Neukum opera numerosi cambi per consentire alle esordienti Franco e Serafini, ed alle giocatrici meno impegnate in questo torneo di Liverpool, di giocare qualche minuto in più in vista di un loro futuro impiego nelle gare di qualificazione di dicembre. Si fanno apprezzare in questo frangente soprattutto Furlanetto e Franco, anche se per la terza volta sarà Scamperle con 5 reti a risultare la migliore marcatrice della serata. Informazioni utili per il coach ungherese, che avrà ora tempo per preparare adeguatamente il prossimo raduno di ottobre, in cui avrà a
disposizione altre quattro gare amichevoli per proseguire il lavoro di costruzione della migliore formazione possibile per il girone di qualificazione di Oderzo.
Il rientro in Italia è previsto domani pomeriggio. Il gruppo azzurro tornerà a riunirsi il 18 novembre a Lignano Sabbiadoro.
Gran Bretagna – Italia 31 – 21 (p.t.16-12)
Italia: Avram, Balsanti 1, Barani 1, Dovesi, Federspieler 1, Franco 2, Furlanetto 4, Ganga 1, Lenardon 2, Marsano, Morreale, Niederwieser, Onnis 3, Porini, Serafini 1, Scamperle 5. All.:Tamas Neukum.
Ufficio Stampa Figh













48 Commenti in "L’Italia chiude con una sconfitta il Women’s Four Nations Tournament"
Mongolfiera mi sembra che il problema indicato sia assolutamente centrato: aumento del numero dei praticanti nella attvivtà giovanile e qualificazione dei tecnici.Per altro come risaputo, non sono problemi della pallamano , anche se da noi sono ingigantiti dal già basso numero di partecipanti , ma problemi comuni. Tutto ciò è stato argomento di discussione due luendi da anche nelal tavola rotonda della scuola dello sport, calcio, pallavolo e pallacanestro hano lo stesso problema , che i club in maniera semplicistica risolvono o con l’ex giocatore che ha smesso o con lo straniero per economizzare i costi.Impossibile dire al culb spendi lo stesso per l’allenatore della prima squadra e per quello dell’attività giovanile, per loro è incomprensibile. Ma mi piacerebbe chiedere a molti allenatori di elite ed A/1 come funziona un muscolo , cos’è una catena cinetica etc. etc.per me è assurdo che chi non consce come funziona lka macchina umana possa allenare, ma questa è una mia fissa. All’estero , in molti paesi ,perchè in altri il problema è lo stesso, esiste una struttura diversa nella formazione , con carriere sparate per l’alto livello e per l’attività giovanile. esiste una rete di piccoli club che lavora capillarmente nelle scuole , finanziato dai club maggiori che poi all’inizo di ogni stagione fanno una seezione di tutti i giocatori e prendono i migliori per la ‘Under 18 ad esempio e da li rimangono nel club. Qualificare i tecncii dele giovanili DEVE essere obiettivo prioritario della fedrazione di sicuro ma principalmente dei club.
e non ditemi di quardare le circolare federali perche ogni 10 giorni cambiano
Non so chi abbia schierato le titolari o le riserve comunque la Gran Bretagna ha perso di 1 con il Portogallo e di 2 con la Svizzera percui non credo di essere così fuori dal mondo dicendo che giocando noi con le titolari si poteva FORSE, e ripeto FORSE, vincere con le inglesi.
Vittoria inutile?
Può essere ma quando tu hai un gruppo ( inteso come insieme di dirigenti-allenatore-giocatrici ) che nonostante lavori bene colleziona 5-6 sconfitte in fila una vittoria, anche in una amichevole contro una squadra non “blasonata”, può riportare entusiasmo.
Tutto qua, era solo una mia personalissima e opinabilissima considerazione, non intendo certo insegnare il mestiere a te ne tanto meno a Tamas Neukum.
Buona pallamano
Lukebas
Vincere fa piacere a tutti, non c’è dubbio. Non credo che nessuno di noi tra giocatori, allenatori e dirigenti vada in campo per perdere, tanto meno le nostre ragazze della nazionale (o ragazzi)
Mi chiedo se una vittoria in più avrebbe cambiato la situazione della pallamano italiana. Non credo.
Siamo in una situazione molto più drammatica : si ha l’impressione che la pallamano femminile sia sull’orlo della estinzione. Che fare? Aspettare l’estinzione definitiva e poi ripartire da 0????? o salvare il salvabile e cercare di ricostruire da alcune fondamenta lasciate ? Non so. Certo è che se non cominceremo ad investire (soldi, tempo, fatica, persone) sulle categorie basse (basse intese come giovanili, non certo perchè di inferiore importanza) saremo morti, oppure continueremo a giocare uno sport all’interno del nostro paese che noi continuiamo a chiamare pallamano, ma che confrontandolo con la pallamano estera ha poco a che fare.
Pongo un altro paio di domanda al Sig. Trespidi: (mi scuso se ne avete già discusso): La riforma dei quadri tecnici prevista dalla Federazione, porterà qualcosa di specifico relativamente alla formazione delle squadre giovanil?
Per migliorare la situazione relativamente alla formazione dei tecnici, non sarebbe meglio istituire una sorta di gruppo di docenti che poi formano i tecnici? Ho parlato di DOCENTI e non di tecnici, perchè ritengo che un essere un buon allenatore non significa essere anche un docente, cioè qualcuno che deve insegnare la pallamano ad altri tecnici. E’ una questione dipochi fondi a disposizione?
Tifoso 2 l’unica cosa attendibile anche se non ti piace l’idea sono le circolari federali, per cui la risposta sta là. La prima risposta è no, si tratta di un lavoro migliore nella formazione ma non ha nulla a che vedere con le squadre giovanili. La speranza ovviamente è che migliorando la qualità di partenza dei nostri tecnici, perchè a loro stessi spetta la propria formazione, migliori la qualità del lavoro di base. Nel piano del terzo livello una buona parte di ore è dedicata alla formazione dei tecnici nel proprio club, come fare e cosa fare per aiutarli. Per ora questo è un primo passo , se funziona ne seguiranno altri spero.
Per crescere occorre un progetto ed una programmazione Federale non si può lasciare solo alla libera iniziativa di qualche piccola società. Purtroppo da 15 anni questi concetti non vengono considerati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Vorrei portare un esempio di come la società per cui alleno in accordo con il sottoscritto ha impostato un progetto sull’attività giovanile da tre anni . Il primo punto e’ stato entrare nelle scuole con progetti mirati tipo giocosport ,poi portare i ragazzi in palestra in orari extra scolastico e iniziare un attività promozionale con organizzazione di varie manifestazioni ,allo stato attuale abbiamo due gruppi di ragazzi uno maschile composto da 15 ragazzi del 97-98 che disputeranno il campionato u14 poi un gruppo misto di 20/25 ragazzi che faranno attività promozionale e campionato u12 ,tra poco torneremo nelle scuole . Questo per avvallare i molti post del sig. Trespidi che dice sempre che l’attività inizia dai club e qui non si discute secondo me , e comunque per dire che senza inventare niente ma con molta voglia di lavorare anche la pallamano e’ uno sport che può avere la sua importanza ,ultima cosa abbiamo istituito un database con info ,video e note su questi ragazzi per monitorante la loro crescita
Andrea è tutto inulite, per crescere veramente occorre un programma serio dall’alto, come hanno fatto le altre nazioni, Francia, Spagna, Germania ecc… La stessa Inghilterra è meglio dell’Italia senza avere ne club ne campionati. Si la vostra iniziativa è da ammirare ma per ottenere risultati significativi occorre una Federazione diversa.