Nell’ultima gara in programma contro l’Inghilterra, anch’essa reduce da due sconfitte consecutive contro Svizzera e Portogallo, arriva la terza sconfitta.
Molto stanche le azzurre si fanno superare frequentemente in velocità dalle inglesi, molto più toniche e con molti giorni di allenamento in più nelle gambe, arriva quindi subito il primo break anglosassone per un risultato che alla fine del primo tempo ci vede già sotto di quattro reti. Da segnalare anche la squalifica rimediata da Barani, il capitano azzurro, per proteste in seguito ad alcune decisioni arbitrali. Nella seconda frazione il ct Neukum opera numerosi cambi per consentire alle esordienti Franco e Serafini, ed alle giocatrici meno impegnate in questo torneo di Liverpool, di giocare qualche minuto in più in vista di un loro futuro impiego nelle gare di qualificazione di dicembre. Si fanno apprezzare in questo frangente soprattutto Furlanetto e Franco, anche se per la terza volta sarà Scamperle con 5 reti a risultare la migliore marcatrice della serata. Informazioni utili per il coach ungherese, che avrà ora tempo per preparare adeguatamente il prossimo raduno di ottobre, in cui avrà a
disposizione altre quattro gare amichevoli per proseguire il lavoro di costruzione della migliore formazione possibile per il girone di qualificazione di Oderzo.
Il rientro in Italia è previsto domani pomeriggio. Il gruppo azzurro tornerà a riunirsi il 18 novembre a Lignano Sabbiadoro.
Gran Bretagna – Italia 31 – 21 (p.t.16-12)
Italia: Avram, Balsanti 1, Barani 1, Dovesi, Federspieler 1, Franco 2, Furlanetto 4, Ganga 1, Lenardon 2, Marsano, Morreale, Niederwieser, Onnis 3, Porini, Serafini 1, Scamperle 5. All.:Tamas Neukum.
Ufficio Stampa Figh
Evvai . . . Scavalcati anche da una nazione con zero tradizione !
spero fosse un torneo di divertimento per le azzurre…perdere contro una squadra che non è nemmeno in ranking, la capitana che si fa buttare fuori per delle proteste…spero davvero fossero andate lì giusto per un po’ di vacanza, altrimenti c’è davvero da riflettere…
E’ davvero troppo !! Che umiliazione ! Che tristezza !!
Ti può anche capitare una partita storta,gli arbitri contro ecc ma come la giustifichi una sconfitta di 10 ( dieci!!!) con l’Inghilterra ?????
E poi mi dite quali sono le : ” informazioni utili per il coach ungherese ” , dopo un risultato del genere ?
Purtroppo questa è la nostra Nazionale.
Queste sono le nostre giocatrici e oltre a queste vi è ben poco, grazie alla lungimiranza Federale di questi ultimi 10 anni che ha accontentato i tanti presidenti ( armata brancaleone di pallamano ) nel fare giocare tre straniere in serie A1 non sapendo valorizzare o creare qualcosa di meglio.
Molto più comodo prendere giocatrici straniere già formate ed esperte che lavorare con le giovani Italiane.
amichevole e certamente spazio alle più giovani….comunque fa male perdere , a pallamano, con l’Inghilterra, anche se neanche noi abbiamo grande tradizione.
Egregio Imparziale, devo dissentire. Queste atlete (e qualche altra non convocata) rappresentano un gruppo di giocatrici discreto il cui valore attuale è ben superiore ai risultati miseri di questo torneo. Nel gruppo (diciamo circa 30 atlete) ci sono, cosa mai accaduta prima, circa 10 terzini…. il materiale su cui lavorare ci sarebbe. Allora sarebbe meglio uscire dai luoghi comuni, mettere da parte gli alibi facili e guardare con serietà alla realtà.
Caro Loria, come vi piace continuare a non vedere… Godetevi questo bel campionato a 5 squadre, e soprattutto la bellissima Lega tra le società… Da Manuale delle Giovani Marmotte la sceneggiata dell’Handball Trophy!!
D’accordo con lei Sig.Loria, questo gruppo di lavoro, inteso nel suo insieme di giocatrici giovani ed “esperte” staff tecnico e dirigenziale, sta seguendo un percorso di crescita indiscutibile ( i risultati del beach non possono essere casuali ma diretta conseguenza di questo lavoro).
Però a maggior ragione una vittoria contro l’ Inghilterra sarebbe stata un’importante iniezione di fiducia ed entusiasmo a tutto il movimento.
Forse si poteva dare spazio alle “seconde linee” contro Svizzera e Portagallo e schierare le “titolari” per tutta la partita contro le inglesi e tornare a casa almeno con una vittoria.
Vittoria assolutamente inutile dal punto di vista del ranking ma direi vitale per il settore femminile in generale che ha toccato il fondo e stà cercando faticosamente di risollevarsi.
Buona pallamano femminile a tutti
Lukebas
Bene dopo aver assistito alla consueta distruzione verbale di qualunque cosa faccia la federazione pur NON SAPENDO nulla di ciò che accade ritengo opportuno fare delle precisazioni , non mi interessa commentare ma dare dati certi su cui magari voi che avete scritto poterete rivedere le vostre affermazioni.
L’Inghilterra vanta una federazione pallamano dagli stessi anni di quella italiana quindi non parlerei di tradizione anche se il format della loro attività era fino a 5 anni fa ben diverso dal nostro .
Parliamo solo di femminile per ora: la nazionale italiana si è presentata in Inghilterra con 2 “88”, 1 “89” , 4 “92” e 1 “93” fa 8 su sedici e 1 “89” convocato non ha partecipato perchè infortunata , sarebbero state 9 perchè il suo posto è stato preso Avram lasciando quindi inalterato il numero delle giovani tra i 17 e i 22 anni.
L’Inghilterra ha una preparazione avanzatissima rispetto alla italiana , perchè da quando hanno avuto l’assegnazione delle olimpiadi la stragrande maggioranza delle atlete gioca in campionati norvegesi danesi e credo anche olandesi. Li si comincia a luglio , da noi se va grassa si comincia il 16 agosto , cioè un mese fa. Il loro programma è possibile grazie ai pesanti incentivi alle federazioni che una olimpiade assegna , lavorano assiduamente, fanno stage di preparazione fisica , sono un gruppo che lavora sempre insieme da ormai alcuni anni, quindi che possano competere con le nazionali di medio basso livello no PUO’ costituire una sorpresa per chi conosce un minimo di quello che accade fuori dall’Italia.
Nello specifico la partita con loro , contrariamente a quelle che l’hanno preceduta, ha visto un MASSICCIO impiego proprio delle ragazze che non hanno mai visto una senior e provengono anche da campionati il cui tasso tecnico in Italia è ben conosciuto.
A questo si aggiunge la squalifica di Barani al 10°, su cui non commento ma una grossa risata sarebbe d’uopo, e ecco qua.
Allora come sempre si torna al vecchio indissolubile discorso: se la federazione fa qualcosa fa male se non lo fa fa male ugualmente. Infatti noi abbiamo bisogno di azzerare e partire , tenendo saldi alcuni punti di giocatrici decisive che possono dare ancora anni alla nazionale in attesa della definitiva maturazione delle giovani e ce ne sono di sicuro. Il problema è quello che fanno nei CLUB carissimi amici, non quello che fanno in nazionale, non capirlo è uno dei tanto motivi per cui siamo dove siamo. Ricostruire significa brutte figure , significa perdere anche male, significa avere un progetto e portarlo avanti senza fermarsi ai risultati , ma in Italia si sa , c’è sempre un motivo per attaccare qualunque cosa , non importa se non se ne sa nulla l’importante è attaccare. Un grazie da parte delle 18enni che ci credono e che hanno affrontato in questo fine settimana le loro prime battaglie e delle 16enni che se possibile ci credono di più. Sono sicuro che vi dimostreranno che state dalla parte sbagliata.
ma trespidi ma perchè difendi a spadatratta sta federazione che non ne combina una buona ma perpiacere
è indiscutibile che perdere con l’England non fa piacere e provoca reazioni…è indiscutibile anche che il livello in un paese è rappresentato dai risultati…è anche indiscutibile che se si perde con l’England il livello delle giocatrici è questo e le giocatrici nascono crescono e si perfezionano nei club di appartenenza 365 giorni all’anno. Poi possiamo attaccare la federazione, anch’io ho chiesto a Trespidi (ironicamente) se ha scelto lui i referenti politici/federali del femminile…e anche dei maschietti, ma il movimento sui territori è dei club. Guardate nel volley femminile italiano che razza di atlete ci sono…..qua da noi (handball) no. Resta comunque che bisogna dare fiducia e INCORAGGIAMENTO ai tecnici preposti e a tutte le ragazze (giovani e non ) che non meritano critiche (le colpe dei padri non devono ricadere sui figli)
Trespidi ha ragione su molte cose. Prima di tutto un percorso di ricostruzione parte dalla considerazione dei dati anagrafici, quindi ben vengano le giovani, alle quali però bisogna dare tempo e soprattutto garantire continuità tecnica e lavoro di qualità insieme. Secondo, la stagione in Italia inizia tardi e dura poco, bisognerebbe adeguarla agli standard europei. Terzo, la crescita delle giocatrici dipende molto dal livello di gioco dei campionati e da quello che fanno nei Club. Un campionato scadente produce giocatrici scadenti, un campionato competitivo fa crescere chi vi partecipa. Purtroppo l’Italia non ha un campionato competitivo e lo avrà sempre meno in futuro. Le giocatrici di interesse nazionale non possono lavorare tre giorni alla settimana e confrontarsi poi con giocatrici che lavorano 8 volte a settimana, che fanno lavori specifici sia fisici sia tecnici, che giocano 30 partite di campionato a buon livello, coppe europee ed amichevoli di qualità.
…e questo a causa di “qualcuno” che, nel momento che si prevede la norma dei campionati nazionali sia per la under 16 che la under 18, non partecipa e si giustifica con il kilometraggio elevato!!!!
Se le societa’ sono consapevoli di voler dare e fare, non e’ un problema; gli stessi strumenti che si da ad un gruppo senior e di serie superiore (a2, a1) lo si da anche per una giovanile, anche se solo 3 o 4 volte alla settimana. non vi pare???
Bad boys io non ho difeso nulla, ho solo fornito dati di fatto. Commenta quelli se ne sei in grado. Se poi tu ritieni che la qualità dei giocatori dipenda dai 40/50 gironi l’anno che lavorano in nazionale e non dai 310/320 in cui stanno nel club per me va benissimo.
Sinceramente Marco non ci sono 300 giorni di lavoro, ma si e no 200/220. La stagione in Italia inizia troppo tardi, dopo ferragosto se va bene, gli altri il 25/26 luglio già lavorano. La prima giornata di campionato è a ottobre, in europa i campionati iniziano tra l’8 e il 15 di settembre preceduti da una fase di coppa nazionale o coppa di lega o comunque tornei di qualità. Questa è una delle prime cose che va cambiata. Poi la maggir parte dei Club lavora solo mezza settimana quindi i giorni diventano 100/110. In 100 giorni all’anno non si può far crescere nessuno, bastano soltanto a stabilire chi vince un campionato. Chi vince il campionato non si iscrive alla categoria superiore, chi vince una fase giovanile spesso non fa le finali nazionali. Chi perde il campionato a volte fa ricorso e se la prende con la Federazione, poi quest’ultima apre i termini per i ripescaggi e quelli che hanno protestato per aver subito ingiustizie che non hanno consentito loro di vincere non chiedono il ripescaggio. Poi chiaramente scrivono sui forum, senza vergogna.
Quest’anno la PDO Salerno ha iniziato a lavorare il 9 agosto (l’anno scorso il 6 agosto), finanche troppo presto rispetto alla data di inizio campionato (il 2 ottobre). Ho dovuto rimandare al mittente la proposta del KIF Vejen che dopo essere stato a Salerno per la CWC dello scorso anno (poi ha disputato la finale e quest’anno ha giocato il preliminare di ChL) voleva organizzare uno scambio tra il 10 e il 20 agosto, troppo presto per noi. Il 12 agosto il sig. Trespidi mi ha informato della possibilità di sostene due gare amichevoli con la formazione austriaca del Mc Donald, ho dovuto declinare l’invito perchè troppo presto. Ho cercato tornei a 4 settimane di preparazione, niente, tutto già finito perchè in altri paesi si stava già giocando la coppa nazionale e una settimana prima del campionato nessuno organizza tornei internazionali di preparazione. E così via. Vi pare possibile poi pretendere che la Nazionale giochi alla pari un toprneo il 25 settembre ?
le giocatrici valide sono ancora quell “di una volta” di certo le giovani dimostrano di non essere all’altezza, eccezion fatta per balsanti . . . .
Loria è chiaro che il termine era nella “possibilità di utilizzo” cioè nei giorni in cui “sono a disposizione della società” infatti come utilizzano questi giorni è ben rappresentato dal numero inenarrabile di errori tecnici di cui sono infarcite le gare della nazionale ( senza distinzione tra maschile e femminile per altro).
Vabbe se bastono 4 sterline ( non credo che il corrispettivo del CONI inglese spenda miliardi per la pallamano) e 15 giorni in più di preparazione per darci 10 gol di scarto non ci resta che sperare che Roma o Venezia ottengano le olimpiadi del 2020 :-)
Scherzi a parte ritengo che facendo scelte diverse sull’utilizzo delle giocatrice disponibili si poteva portare a casa una vittoria che facesse morale, evidentemente e giustamente lo staff tecnico ha fatto dei ragionamenti diversi dal mio lavorando per il futuro. Non concordo ma accetto tranquillamente augurandomi di essere nel torto.
Buona pallamano a tutti
Lukebas
Luca allora non hai letto, le giocatrici inglesi sono state mandate in club danesi e norvegesi per poter lavorare adeguatamente, chi credi che paghi ? Ce l’hai una idea del budget che il CONI inglese mette a disposizione delle discipline olimpiche?E dovresti informarti meglio: Venezia è stat già scartata da mesi. Roma è l’unica candidata, e non c’è dubbio che dobbiamo sperare che ci siano le olimpiadi a roma perchè cambierebbe tutto, dal prossimo anno infatti sono previsti ulteriori tagli per le discipline olimpiche che però non fanno risultati, noi siamo una di quelle.
Scusi Loria ma Lei si è dimenticato di scrivere che ci sono anche delle società che decidono di partecipare all’Handball Trophy e poi all’ultimo con una banale scusa non partecipano, qesta è vergogna !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
come pure dirigenti di società che fanno affermazioni che sembra che abbaiano fondato la lega delle società femminili ed invece si sono riuniti si e no i dirigenti di due società, questi dovrebbero vergognarsi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il vincere un campionato e non iscriversi alla categoria vinta secondo lei è piacevole, Lei pensa che sia stato facile per un Mestrino vincere il pass per la serie A1 e non potersi iscrivere.
Mai possibile che Lei ed i suoi amici ( armata brancaleone della pallamano ) non riusciate a capire che per certe società i soldi che voi spendete per due stranire corrispondono all’intero loro bilancio di entrata per l’intera gestione della prima squadra e del settore giovanile
Sono d’accordo Marco, stavamo dicendo la stessa cosa (ma guarda un po…..!?!). Purtroppo l’andazzo non migliorerà per i motivi su richiamati (a mio avviso). La mancanza di club disposti a fare discorsi di qualità e competitività non consentirà il salto di qualità. Fin quando, infatti, la maggior parte dei club continuerà a non voler fare i campionati e contemporaneamente a voler tenere le giocatrici, ci sarà poco da fare.
mi dica sig. Imparziale (????) perchè ce l’ha tanto con la lega (che tra l’altro non c’è ancora) e con le società di A1, le hanno fatto qualcosa ? non riesco a capire tanta acrimonia. sarebbe più normale discutere… Non pensa ?
Imparziale , non vorrei difendere nessuno , ma pensare di avere un bilancio di 50.000 euro (due straniere di discreto livello) e fare un campionato con una seria attività di base e di vertice con allenatori preparati in entrambi i settori, sinceramente lo rovo discutibile….allora è giusto restare dove siamo e non lamentarci se perdiamo da chiunque.
Guarda Marco è proprio così. Il problema è che il pensiero diffuso è quello che hai sintetizzato. Purtroppo in questi ultimi anni si è dato molto spazio a questo modo di pensare ed i risultai si vedono. Chi cerca di fare di più e di investire (bene o male dipende, come in tutti i settori) viene percepito come un pericolo. Secondo molti, troppi, dobbiamo rimanere nell’anonimato, risulta insopportabile parlare di crescita e di competitività, chi lo fa è pericoloso, quasi un criminale. L’ideale per molti sarebbe un bel campionato in 50/60 chilometri con giocatrici sempre ragazzine alle quali non riconoscere nient’altro che tuta e maglietta. Guai a parlare di rimborso spese, i soldi puzzano a meno che non siano per se. E’ la dura realtà di questo povero sport che solo in Italia è a questi livelli infimi. Ma purtroppo a questo modo di pensare si è dato spazio e ora forse è tardi, o forse no….
X TRESPIDI
La sua conclusione è ottimale, infatti il Mestrino è rimasto dov’è non si è iscritto alla A1 nonostante abbia vinto A2 e non penso si sia lamentato, è il suo amico Lauria che parla e dice che chi vince e non si iscrive e si lamenta si dovrebbe vergognare.
A parte che in aggiunta a 70/80.000 di base aggiungere altri 80.000 ( il corrispettivo di due straniere come dice Lei, di discreto livello 35.000 x 2 + 10.000 tra tesseramento, alloggio, luce, gas, acqua, riscaldamento e spese condominiali e varie ) non sarebbe male, si farebbe un buon campionato, certamente non come Sassari che ha a disposizione i contributi regionali.
Ma basta sapersi accontentare, ma non lasciarsi offendere dai Lauria di turno, ognuno fà il passo in proporzione alla sua gamba a disposizione ( soldoni ) e penso possa dire il suo pensiero liberamente, senza offendere
Trespidi, quando uno mette la faccina sorridente è chiaro ( o dovrebbe esserlo ) che sta facendo una battuta, purtroppo scrivendo non si riesce a far capire l’umore di chi “parla” e si creano malintesi.
Comunque non credo che il comitato olimpico inglese metta la federpallamano in cima alla lista dei finanziamenti o che i club danesi e norvegesi strapaghino le giocatrici inglesi e non oso pensare che quest’ultime vincano la medaglia d’oro percui resto della mia personalissima e discutibilissima idea che con una diversa turnazione delle ragazze presenti si poteva portare a casa una vittoria che faceva morale ( non si può sempre pretendere di impegnarsi e lavorare al massimo perdendo 5-6 partite in fila tra ufficiali e amichevoli ). Il nostro allenatore ha deciso di “fregarsene” dei risultati e ha dato spazio a tutte nell’ultima partita lavorando per il futuro, non sta a me discuterlo, sto solo dicendo io avrei “interrotto” per 60 minuti il lavoro nel lungo periodo e cercato di portare a casa una vittoria, di nessuno valore per nessuna classifica ma importante per tutto il movimento. Sicuramente la mia è un’idea malsana ma pensavo di poterla esprimere senza commettere peccato di lesa maestà verso nessuno anche perchè mi sembra di averla espressa senza toni categorici ma anzi mettendola io stesso in discussione.
Lukebas
Ancora un ntervento che dimostra conme tu nemmeno legga. Primo è evidente che la ferdpallamno non è la prima nella lista io non ho detto questo, ma semplicemente che se prima dell’assegnazione dell’olimpiade ricevevano 4 ora ricevono 20. Secondo le atlete no sono pagate dai club dove giocano , per altro ti cominico che nella prima divisione e seconda divisione (la seconda e terza serie) norvegese o danese non esistono praticamente stipendi . Non conosci la squadra in oggetto , non la hai mai vista giocatre e dici però che con una più accorta gestione delle atlete si sarebbe vinto. Complimenti per le tue doti paranormali , nella tua carriera di allenatore sono certo ti siano utilissime. Una vittoria importante per tutto il movimento? Mi permetto di sorridere, senza faccine.
Imparziale , secondo me è legittimo fare le scelte al passo con le proprie risorse , avremo molte più società se cosi fosse. Sono uno che da anni chiede l’abbassamento delle starniere , non perchè le ritenga inutili, molte di quelle che vengono o sono venute in realtà lo sono perchè una straniera non deve servire per arrivare a sette giocatrici ma per arricchire e migliorare il gioco della propria squadra, ma perchè oggi purtroppo il movimento generale della pallamano femminile non consente di avere abbastanza sqaudra in grado economicamente di sostenerlo , di conseguenza meglio per un pò pensare di più a lavorare sul prorio in attesa di tempi economicamente e numericamente migliori. Tutto qua, ma chi ha la possibilità economica per sostenere ed atuare un proprio progetto non vedo perxchjè non ,o debba fare, non vedo perchè non debba prenderesi le giocatrici milgiori dove può, succede in ogni sport , è anacronistico pensare di vincere con la squadra del proprio paese ( intendo come giocatrici nate lì) quindi sono livelli e valori diversi. Questa storia poi dei contributi sinceramente mi ha davvero stufato, sono stato allenatpre in Sardegna 5 anni, e tutti si lamentano che la Sardegna e la Sicilia hanno soldi certi dalle istituzioni ma nessuno si è mai preoccupato dei maggiori costi che un ‘isola impone rispetto ad un club della penisola, pensiamo a far crescere giocatori invece di continuare con queste storie che è meglio.
Scusate un particolare mi era sfuggito…….”il suo AMICO Lauria”….Pasquale ma ti rendi conto … :-) ?
Egregio imparziale (per favore si cambi nome, se può) non c’è niente di male a fare il passo all’altezza della gamba, ma poi non bisogna pretendere di ridimensionare tutto per essere comunque competitivi a certi livelli. La cosa che non quadra è l’avversione verso chi riesce a fare di più, laddove questo dovrebbe essere motivo di soddisfazione per tutto il movimento ed elemento di emulazione nel tempo. In un coretto sistema se io ho a disposizione 50 e un altro 100 non posso pretendere che per legge (decreto, regolamento) si impedisca a chi ha 100 di spendere 100 per tenerlo allo stesso livello di chi ha 50. Biob so se mi sono spiegato con chiarezza, ma il punto è tutto qui. Queste cose non accadevano nemmeno nei vecchi regimi totalitari, mi sembra alquanto bizzarro che oggi, nel 2010, vengano da quella che si autodefinisce “la parte produttiva del paese”.
Per quanto riguarda l’amicizia con Trespidi, confermo che non può definirsi tale. Rispetto nelle differenti opinioni, questo certamente si. La qual cosa non impedisce, anzi credo sia giunto il momento che favorisca la collaborazione. Sie d’accordo Trespidi ?
Vediamo….se fai il bravo……a parte gli scherzi ovviamente si dato che anche se con scopi diversi perseguiamo lo stesso obiettivo. che per altro è lo stesso di imparziale, il punto è nel trovare una via comune nel rispetto di diverse realtà. Quello che ci ha fregato fino ad ora.
forse la via comune e’ quella di crescere atlete e non quella di dimostrare di essere il piu’ forte….
La domanda d’obbligo e’:
Se occorressero 25.000 soldoni per fare un campionato di under 16, quanti ne sarebbero partecipi?
no perditempo!
l’ho buttata giu’ grossa, ma si puo’ girarla in:
quanto si e’ disposti a spendere per un’ under 16??
Si questo è un punto molto importante, il coinvolgimento del maggior numero di società possibili per i campionati giovanili, di conseguenza anche i costi si abbasserebbero, però come detto sono vie diverse, obiettivi societari diversi , nelle nazioni evolute , o più semplicemente negli sport evoluti in Italia, i club di fascia alta garantiscono e aiutano i club di fascia bassa che nel tempo trasmettono a quei club i loro giocatori. Dovrebbe funzionare cosi, non tutti hanno l’obiettivo di vincere un campionato e non tutti hanno l’obiettivo di crescere i giovani.
Intanto apprendo con stupore la notizia della possibile (?) riappacificazione tra Trespidi e Loria. E’ veramente una notizia!!! A parte ciò sarebbe il caso che un pò tutti, e a tutti i livelli, ragionassero in maniera più serena. Qualcuno definisce “Armata Brancaleone” le società (cinque) che incontrandosi in occasione della Supercoppa hanno cominciato a ragionare della possibilità di creare un Lega. Premesso che a margine di quell’incontro, svoltosi in un clima di partecipazione, è stato siglato e firmato un documento congiunto, pur sforzandomi, proprio non riesco a comprendere il perchè di tanto livore nei confronti di un’iniziativa, una, che se attuata avrebbe ricadute positive, a cascata, su tutto il movimento! Io credo che un movimento possa e debba esprimere realtà non tutte uguali, ma proprio nella diversità degli obiettivi che i diversi soggetti partecipanti si pongono, sta la ricchezza dello stesso movimento. Nel calcio, ad esempio, l’Udinese – pur con tutto il rispetto possibile per il club friulano – non potrà mai competere per gli stessi obiettivi dell’Inter, del Milan o della Juventus ma non per questo decide, appurate le differenze, di non partecipare allo stesso campionato. Premesso che nella pallamano queste differenze così nette non esistono, nè mai esisteranno (per fortuna), è ragionevole che per portare avanti il movimento – nel caso di specie calcistico – è necessario, per non dire fondamentale, che le società che lottano al vertice far sì che le altre, gli altri club, possano ricevere a cascata benefici diretti e indiretti. Lunga premessa per dire che, invece di denigrare e gettare fango gratuitamente su un’iniziativa in fase di decollo, sarebbe il caso che proprio dai club che oggi per necessità/scelta/deficienza tecnica, arrivasse una spinta verso la creazione di un organismo che curi l’interesse di tutto il movimento oltre quelli che sono i doveri istituzionali della Federazione. Spero di essere stato chiaro.
sig. carlantonio penso che sia il minimo. La mia società quest’anno ha circa 60.000 euro di previsione di spesa per incrementare le attività giovanili
Quale potrebbe essere questa via comune per salvare la pallamano? Proviamo a buttare giù qualche idea…….
Sicuramente c’è un problema alla base:
– Abbiamo un numero sempre più ristretto di giocatrici (come fare per aumentarlo un pò?)
– I nostri tecnici sono preparati per allenare i giovani ? (cosa molto diversa dall’allenare un adulto). Credo che alcune Federazioni straniere, tra cui la Francia (vorrei a questo proposito sapere qualcosa di più dal Si.g Trespidi che all’estero ha lavorato) dividano le competenze dei tecnici non solo per livelli, ma anche tra giovani e adulti.
– Quanto investono nelle giovanili le società (sto parlando in generale, senza citare alcun esempio). Di certo alcune società fanno allenare le giovanili alla ragazza o alla straniera di turno, solo perchè ha tempo per farlo o per giustificare uno stipendio, senza che questi siano preparati. Per allenare le squadre giovanili non basta aver giocato o giocare a pallamano.
Sono convinto che se le fondamenta fossero più solide, l’intero movimento funzionerebbe meglio, incluse le nazionali.
Ottima notizia!
Sono certo che e’ l’unica strada per contribuire al futuro (il presente purtroppo e’ gia’ scritto).
Resta il fatto che con le modifiche sui tesseramenti, domani, magari Lei potra’ tesserare 20 italiane che possano essere all’altezza della sua societa’ e l’unica cosa che si potra’ dire e’ “ma loro hanno i soldi”; e ci sta!! ci mancherebbe.
Sulle differenze, Sig. Festa, ci rifletterei un pochino e aspetterei almeno di arrivare alla meta’ del campionato per vedere cosa, come e quando. Se non ci saranno differenze, saro’ il primo a congratularmi con Lei per la sua conoscenza della realta’ italiana.
x TRESPIDI ,LORIA CARLANTONIO, FESTA (come persone informate dei fatti :-) )
in concreto,cosa è stato fatto,cosa si fara’ per la pallamano femminile dal 2011/2012
il prossimo anno quante straniere ci saranno ?( si dice 2, altri 1 )
sperando sempre di avere la A1F. almeno a 10 squadre.
solo per capirci …..si parla con una persona e ti dice bianco un altro rosso un altro verde,uno tutto nero…………………………………………………………………………………………………………………..
Mongolfiera mi sembra che il problema indicato sia assolutamente centrato: aumento del numero dei praticanti nella attvivtà giovanile e qualificazione dei tecnici.Per altro come risaputo, non sono problemi della pallamano , anche se da noi sono ingigantiti dal già basso numero di partecipanti , ma problemi comuni. Tutto ciò è stato argomento di discussione due luendi da anche nelal tavola rotonda della scuola dello sport, calcio, pallavolo e pallacanestro hano lo stesso problema , che i club in maniera semplicistica risolvono o con l’ex giocatore che ha smesso o con lo straniero per economizzare i costi.Impossibile dire al culb spendi lo stesso per l’allenatore della prima squadra e per quello dell’attività giovanile, per loro è incomprensibile. Ma mi piacerebbe chiedere a molti allenatori di elite ed A/1 come funziona un muscolo , cos’è una catena cinetica etc. etc.per me è assurdo che chi non consce come funziona lka macchina umana possa allenare, ma questa è una mia fissa. All’estero , in molti paesi ,perchè in altri il problema è lo stesso, esiste una struttura diversa nella formazione , con carriere sparate per l’alto livello e per l’attività giovanile. esiste una rete di piccoli club che lavora capillarmente nelle scuole , finanziato dai club maggiori che poi all’inizo di ogni stagione fanno una seezione di tutti i giocatori e prendono i migliori per la ‘Under 18 ad esempio e da li rimangono nel club. Qualificare i tecncii dele giovanili DEVE essere obiettivo prioritario della fedrazione di sicuro ma principalmente dei club.
e non ditemi di quardare le circolare federali perche ogni 10 giorni cambiano
Non so chi abbia schierato le titolari o le riserve comunque la Gran Bretagna ha perso di 1 con il Portogallo e di 2 con la Svizzera percui non credo di essere così fuori dal mondo dicendo che giocando noi con le titolari si poteva FORSE, e ripeto FORSE, vincere con le inglesi.
Vittoria inutile?
Può essere ma quando tu hai un gruppo ( inteso come insieme di dirigenti-allenatore-giocatrici ) che nonostante lavori bene colleziona 5-6 sconfitte in fila una vittoria, anche in una amichevole contro una squadra non “blasonata”, può riportare entusiasmo.
Tutto qua, era solo una mia personalissima e opinabilissima considerazione, non intendo certo insegnare il mestiere a te ne tanto meno a Tamas Neukum.
Buona pallamano
Lukebas
Vincere fa piacere a tutti, non c’è dubbio. Non credo che nessuno di noi tra giocatori, allenatori e dirigenti vada in campo per perdere, tanto meno le nostre ragazze della nazionale (o ragazzi)
Mi chiedo se una vittoria in più avrebbe cambiato la situazione della pallamano italiana. Non credo.
Siamo in una situazione molto più drammatica : si ha l’impressione che la pallamano femminile sia sull’orlo della estinzione. Che fare? Aspettare l’estinzione definitiva e poi ripartire da 0????? o salvare il salvabile e cercare di ricostruire da alcune fondamenta lasciate ? Non so. Certo è che se non cominceremo ad investire (soldi, tempo, fatica, persone) sulle categorie basse (basse intese come giovanili, non certo perchè di inferiore importanza) saremo morti, oppure continueremo a giocare uno sport all’interno del nostro paese che noi continuiamo a chiamare pallamano, ma che confrontandolo con la pallamano estera ha poco a che fare.
Pongo un altro paio di domanda al Sig. Trespidi: (mi scuso se ne avete già discusso): La riforma dei quadri tecnici prevista dalla Federazione, porterà qualcosa di specifico relativamente alla formazione delle squadre giovanil?
Per migliorare la situazione relativamente alla formazione dei tecnici, non sarebbe meglio istituire una sorta di gruppo di docenti che poi formano i tecnici? Ho parlato di DOCENTI e non di tecnici, perchè ritengo che un essere un buon allenatore non significa essere anche un docente, cioè qualcuno che deve insegnare la pallamano ad altri tecnici. E’ una questione dipochi fondi a disposizione?
Tifoso 2 l’unica cosa attendibile anche se non ti piace l’idea sono le circolari federali, per cui la risposta sta là. La prima risposta è no, si tratta di un lavoro migliore nella formazione ma non ha nulla a che vedere con le squadre giovanili. La speranza ovviamente è che migliorando la qualità di partenza dei nostri tecnici, perchè a loro stessi spetta la propria formazione, migliori la qualità del lavoro di base. Nel piano del terzo livello una buona parte di ore è dedicata alla formazione dei tecnici nel proprio club, come fare e cosa fare per aiutarli. Per ora questo è un primo passo , se funziona ne seguiranno altri spero.
Per crescere occorre un progetto ed una programmazione Federale non si può lasciare solo alla libera iniziativa di qualche piccola società. Purtroppo da 15 anni questi concetti non vengono considerati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Vorrei portare un esempio di come la società per cui alleno in accordo con il sottoscritto ha impostato un progetto sull’attività giovanile da tre anni . Il primo punto e’ stato entrare nelle scuole con progetti mirati tipo giocosport ,poi portare i ragazzi in palestra in orari extra scolastico e iniziare un attività promozionale con organizzazione di varie manifestazioni ,allo stato attuale abbiamo due gruppi di ragazzi uno maschile composto da 15 ragazzi del 97-98 che disputeranno il campionato u14 poi un gruppo misto di 20/25 ragazzi che faranno attività promozionale e campionato u12 ,tra poco torneremo nelle scuole . Questo per avvallare i molti post del sig. Trespidi che dice sempre che l’attività inizia dai club e qui non si discute secondo me , e comunque per dire che senza inventare niente ma con molta voglia di lavorare anche la pallamano e’ uno sport che può avere la sua importanza ,ultima cosa abbiamo istituito un database con info ,video e note su questi ragazzi per monitorante la loro crescita
Andrea è tutto inulite, per crescere veramente occorre un programma serio dall’alto, come hanno fatto le altre nazioni, Francia, Spagna, Germania ecc… La stessa Inghilterra è meglio dell’Italia senza avere ne club ne campionati. Si la vostra iniziativa è da ammirare ma per ottenere risultati significativi occorre una Federazione diversa.