La favola del baby gigante della pallamano

Guarda tutti dall’alto, ma preferisce volare basso. Anche perché, quando a 15 anni ricevi una convocazione in Under 21 per le qualificazioni mondiali, o fai così o rischi di bruciarti. Umiltà, è il verbo che predicano gli allevatori di campioni, anche nella pallamano. Umiltà, è quella di Giuseppe Colasuonno, un metro e novanta, talento della premiata fucina Junior Fasano che tanto garba al ct Andrea Guidotti. E che per andare ad allenarsi si sposta da Andria assieme al fratello o al papà, grossista ortofrutticolo che lavora anche nel Brindisino.

All’Italia è andata maluccio nel triangolare con Cipro e la Russia, che l’ha spuntata nel match decisivo per 34-24. E Giuseppe il campo non l’ha visto, anche perché da ultimo arrivato ha assistito all’incontro dalla tribuna. “E’ normale, visto che ci sono ragazzi più bravi che costituiscono già l’ossatura della squadra. Ma essere lì è stata una grande soddisfazione” dice Colasuonno. La chiamata è arrivata subito dopo il raduno congiunto delle selezioni U21 e U18, cui hanno preso parte anche il suo compagno della Junior, Marco Pignatelli, e due atleti dell’Hc Conversano, Davide Di Maggio e Carlo Sperti. Guidotti, responsabile di entrambi i team, ha confermato la sua fiducia in Colasuonno, aggregandolo ai “colleghi” più grandi.

“Un bel punto di partenza, per me. Mi dà serenità perché vedo che, oltre a me, c’è qualcun altro che crede nelle mie capacità” confida il talento andriese. Che non può fare a meno di ringraziare il suo allenatore Dumnic e la Junior, “che in questi primi cinque mesi mi hanno fatto compiere grandi passi avanti”. Già perché Colasuonno ce la mette tutta, ogni giorno, per smussare gli spigoli della sua tecnica e affinare i limiti tattici. E ai suoi detrattori, risponde con una maturità che non ti aspetti, da uno della sua età: “A 15 anni non si può essere giocatori completi, ma se un tecnico federale decide di puntare su di te, qualche ragione ci sarà”. Tié.

Uno come lui potrebbe far comodo a qualsiasi coach di pallacanestro, alternare muri e schiacciate in un sestetto di volley o più banalmente diventare un piccolo Luca Toni in un campo di calcio. Invece è successo che, seguendo il fratello che gioca a pallamano, si è innamorato di questa disciplina dove la Puglia la fa da padrona. E’ altruista, Giuseppe. Al ruolo di terzino preferisce quello di pivot, “perché devi metterti a disposizione dei compagni, far segnare gli altri. Un ruolo dove non sei forte solo se segni dieci gol”. E prima di giocare, non ha bisogno di ascetiche meditazioni per concentrarsi, ma di star bene: “Mi bastano cinque minuti per concentrarmi. Prima, cerco di distrarmi e di pensare a qualcosa che mi metta di buonumore”.

Prima e dopo gli allenamenti, invece, ci sono libri e quaderni ad attenderlo. E’ pur sempre uno studente, al liceo scientifico “R. Nuzzi” di Andria, e pure fra i banchi è uno che ci sa fare. Non ha una materia preferita, né odia la matematica. Di lui, tecnici e dirigenti – e di sicuro pure i prof ai colloqui con i genitori – dicono che è soprattutto un ragazzo intelligente. Che vede lo sport come un divertimento e vive la sua bella età giorno per giorno: “Come mi vedo da grande? Non ci ho mai pensato”. E la ragazza? “Non ho tempo”. E non ne ha neppure per aiutare il papà a caricare il furgone: “Lo farei pure, ma un attimo di respiro devo pure averlo, che ne dite?”.

[Tratto da: Le Altre Sfere – La Repubblica]

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12 Comments

  1. Marco said:

    Società come Fasano in primis, ma anche Secchia o Bressanone, devono essere prese ad esempio per il lavoro che svolgono a livello giovanile. I giocatori bisogna costruirli! Basta dare soldi (che non ci sono) a vecchie cariatidi o ai troppi giocatori sudamericani.
    Il problema della qualità del livello di gioco è un falso problema: solo costruendo ed aumentando la base si può pensare (ma non è detto che ci si riesca) di migliorare. Di certo non lo si fa con troppi stranieri mediocri (perchè chi viene in Italia, con quello che può prendere, a livello europeo è una terza, se non quarta, scelta…)

  2. ector said:

    …”talento della premiata fucina Junior Fasano”… ma ………. boh!

  3. Paulo Coimbra said:

    ma non è si sta pompando un pò di più questo ragazzo? Facciamolo crescere in tranquillità evitando caro addetto stampa del Fasano di fare articoli di questo genere. Non è che il ragazzo rischia di montarsi la testa ora? E’ solo un mio modestissimo parere.

    • Matteo Aldamonte said:

      @ Paulo Coimbra

      Ti chiedo di smetterla con questi continui riferimenti al singolo nei tuoi commenti, con questo e altri nickname, altrimenti saremo costretti a non approvarli. Se hai da dire qualcosa a una persona in particolare, chiedigli la mail o il numero di cellulare e parlagliene direttamente. Non qui sopra. Grazie.

  4. Trieste said:

    Ricorderò per sempre le finali under 16 in quel di Fasano nel 2009. Vi ringrazio per la squisita ospitalità, la disponibilità dei vostri dirigenti nei nostri confronti, auguro ogni bene ai vostri ragazzi … in attesa di vederci presto alle finali nazionali under 18( magari !? ). I genitori

  5. Linomito said:

    L’articolo in questione è stato scritto da Antonino Palumbo, giornalista professionista del quotidiano La Repubblica, redazione di Bari, la cui firma è regolarmente visibile nella pagina web.
    Ancora un’occasione persa per qualcuno per evitare di dire fesserie, informarsi prima di parlare non sarebbe una cattiva idea.

  6. matto said:

    spero di non essere censurato se quoto paulo coimbra…..ma anch’io credo che parlare troppo di un 15enne per quanto promettente sia (e gli auguro con tutto il cuore di diventare un campione) possa rivelarsi controproducente. L’unico consiglio che posso dare al ragazzo e’ di continuare con umilta’ e lavorare tanto…e che la fortuna sia dalla sua parte…in bocca al lupo Giuseppe!!!!

    • Matteo Aldamonte said:

      Non c’è nessuna censura.

      Il ‘richiamo’ (se così possiamo chiamarlo) a Paulo Coimbra era dettato da una parte specifica del commento.

  7. paulo coimbra said:

    ognuno mette il nick name che desidera siamo in democrazia……se per questo quanti commenti non sono stati pubblicati? tanti, un giornco se ci conosceremo, ma spero di si perchè ti stimo e apprezzo per l’idea che hai avuto per questo network, ti spiegherò alcune cose e capirai molto tutto qui.

  8. Tifoso said:

    ….ma che strano! da qualche “puntata” mi pare si parli di questo ragazzo in modo poco “pallamanesco”… coiè mi spiego: viene detto che pesa tot…. e alto tat… porta il n° di scarpa tit…. fa una montagna di km al giorno per allenarsi….. è stato convocato con U21 ma ha partecipato in…tribuna… ma in questo sport abbiamo bisogno di attaccarci alle favole?…..ai contorni? ma è un fenomeno ste tipo (e allora è giusto scrivere/parlare ecc.) o mi è sfuggito qualche passaggio?…. va beh!…. (nulla di personale con nessuno …tantomeno nei confronti del ragazzo)…

  9. amico said:

    Ma vogliamo ricordarci ke il ragazzo
    è nato e cresciuto nella squadra
    ANDRIA SVEVA ed solo da luglio
    fa parte della squadra Fasanese.
    In coincidenza con le convocazioni.

    Grazie GIUSEPPE per aver portato in alto
    PRIMA I NOSTRI COLORI.

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