Italia – Romania : noi abbiamo scelto di non vederla…

….non che i nostri cuori non palpitino anche per la nazionale di calcio, impegnata in Austria nelle fasi finali dei campionati europei, ma quando sei veramente “malato” di pallamano pure un evento tanto importante, come quello calcistico testè accennato, passa in secondo piano; figuriamoci poi se l’alternativa è quella di ritrovarsi in compagnia di vecchi naviganti e giovani marinai del nostro amato 40 x 20, immersi nello splendore della collina marchigiana, in quel di Cingoli.
Alle porte di una accogliente Country House, ad attenderci, c’era lui, l’amico di sempre dall’aria tranquilla e rilassata (Riccardo Trillini ndr), che ha messo a nostra disposizione, ma soprattutto a disposizione della fame di pallamano (e non solo di quella, a giudicare da come spolveravamo interi vassoi colmi delle bontà della cucina locale accompagnati da vini strepitosi) la sua ospitalità, le sue capacità…

E’ stato bello registrare la presenza di noti ed affermati allenatori italiani e non, venuti a rendere omaggio al loro amore verso il nostro sport meraviglioso ed a testimoniare, nel contempo, il fatto che se una passione è pura nulla la intacca, rendendola tale, sempre, azzerando le differenze di ogni ordine e grado.
Così accade che Alessandro, giovanissimo pallamanista abruzzese, diciassette anni ed una realtà sportiva fatta di pochi allenamenti settimanali e praticamente nessuna seria esperienza alle spalle, si trovi a far colazione (ai bordi di una piscina che continuamente metteva a dura prova la nostra fedeltà alla pallamano) accanto ad un tal Pavel Jurina, terzino destro, mancino, vincitore di un oro olimpico nella disciplina pallamano, Los Angeles, correva l’anno 1984.

Forse dovrei scrivere dei contenuti tecnici affrontati durante i tre giorni trascorsi a Cingoli, che sono stati svariati e ricchi di spunti davvero interessanti, e che anche grazie ai vice campioni d’Italia, categoria Under 18, sono stati dimostrati in campo; ma non è questo che mi preme adesso, anche perchè, tutti i lavori svolti nello stage in parola verranno resi pubblici (per informazioni in merito continuate a leggerci e saprete).
Quello che le mie dita hanno voglia di digitare su questa tastiera e rendere evidenti alla vostra lettura, sono sensazioni ed emozioni che io ho provato direttamente e che, in egual maniera, non avrei mai potuto vivere se non mi fossi trovato lì.
Ho conosciuto gente nuova ed ho apprezzato lo scambiato di opinioni che questa comunione ha generato.
Sono uscito dall’isolamento affollato del mio palazzetto, delle mie idee, delle mie conoscenze e competenze.

Non saprei dire se i tre giorni trascorsi a Cingoli contribuiranno alla mia crescita sotto il profilo tecnico, probabilmente si; di certo posso dire che mi hanno arricchito come uomo, perchè è soltanto attraverso un confronto educato, privo di qualsivoglia preconcetto, che si può crescere ed andare avanti soprattutto in un movimento (passatemi il termine movimento, sono cosciente che sembra un eufemismo) come il nostro, che stenta a decollare non ostante l’incontaminata passione e disponibilità di tutti i giocatori, di molti tecnici, di alcuni dirigenti e/o presidenti.

Concludo questo mio intervento invitando fin d’ora, tutti gli amanti della pallamano, nessuno escluso, a partecipare numerosi alle iniziative come quella appena conclusa che, con un impegno magari un po più diffuso, in futuro potranno essere certamente numerose.
Grazie per l’attenzione che mi avete dato.
“stringiamci a coorte…l’Italia chiamò”

di Lucio Ribaudo
PallamanoItalia era presente al corso per allenatori, nelle persone di Andrea Pernici e Lucio Ribaudo

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