Italia, che delusione!

- Scritto il 16 gennaio 2010 -

Che delusione. Grande, troppo grande. Diversa dalle altre questa volta, perchè maturata dopo buoni propositi, buone promesse. “Possiamo farcela”, ci dicevamo. Ma dodici reti di scarto, rifilateci senza troppe riflessioni dalla Grecia, sono lì, pronte a riportarci sulla terra. Sotto terra.

Dodici gol di scarto. Una sconfitta di proporzioni inimmaginabili. Si, perdere era possibile. Non così, non in questo modo, non sbagliano sei rigori, non fallendo quattro occasioni costituite da contropiedi solitari, non buttando via palloni in quantità industriale, non distruggendo da soli i cardini della nostra difesa. Non così, insomma.

E soprattutto, non davanti all’Italia intera, ed allo sportivo che per caso vede azzurro in tv, si ferma, legge il risultato, sbuffa e capisce il valore di quello strano sport, che probabilmente continuerà a scambiare per sempre con la pallanuoto. Anonimato, un perdente anonimato è quello a cui siamo destinati.

Tutto ciò, nonostante l’indiscutibile sforzo operativo della società SoEdil Alcamo, in grado di assicurare, almeno localmente, visibilità a queste qualificazioni ed alla nostra disciplina. Una visibilità della quale, probabilmente, godranno solamente le ospiti Grecia e Montenegro. Non questa Italia, a dir poco deludente.

Non racchiude aspetti positivi, nel complesso, la prova azzurra. Male, tutti. Chi meno, chi più, ma comunque male. “Ma abbiamo dato il massimo”, dichiara Giancarlo Costanzo un istante dopo il fischio finale. “Sono stati più bravi – continua – complimenti a loro”.

Gli stessi complimenti che, invece, piacerebbe ogni tanto poter riservare proprio per loro, per i nostri azzurri. Ma ancora non ve n’è occasione: contropiedi e rigori sbagliati, una difesa troppo spesso disattenta e svogliata, il confronto fisico e tecnico che palesa i limiti dei nostri campionati.

Già, i campionati. L’Elite, invenzione prima sponsorizzata, ed ora ripudiata, da cambiare. E dietro la Serie A1, la Serie A2, dalle quali arrivano tanti, troppi atleti che vestono la maglia azzurra. Meritevoli, certo. Ma al tempo stesso, allora, meritevoli ed “obbligati” a confrontarsi con il top nazionale ogni settimana.

Urge muoversi, urge cambiare, perchè qualcosa (o molto) non va. L’occasione, l’ennesima, è stata gettata. E questa pallamano, ormai ferita quasi mortalmente, non sembra volerne concedere altre.

ITALIA – GRECIA (22 – 34, p.t. 12 – 17)
Italia: Radojkovic 2, Tumbarello, Maione 2, Innerebner 1, Costanzo 4, Opalic 1, Di Maggio 1, Radovcic 2, Rubino 1, Fovio, Sirsi, Skatar 3, Bisori 2, Tokic 3. All. Equisoain Azanza
Grecia: Papadopoulos, Tzimourtos 8, Mastorogiannis 2, Tzoufras 1, Zaravinas 3, Samaras 2, Balomenos 1, Kaffatos, Vasilakis 5, Riganas, Lotsifas, Chalkidis 1, Sankis 8, Alvanos 3. All. Manztos
Arbitri : Lortentzen – Nielsen (DEN)

di Matteo Aldamonte

L'Autore dell'articolo

Blogger, giornalista e copywriter. Oltre ad essere co-fondatore di PallamanoItalia, è Responsabile Editoriale del Network GT e co-fondatore del Network Ciak. Opera come giornalista freelance presso testate giornalistiche locali e nazionali.

43 Commenti in "Italia, che delusione!"

  1. dandy 19 gennaio 2010 alle 10:12 · Rispondi

    La soluzione sappiamo tutti qual’è: professionismo……professionismo e ancora PROFESSIONISMO. E poi settore giovanile a partire dalle scuole dove si gioca solo a calcetto, a pallavolo e a pallacanestro. Bisogna adottare politiche che rilancino questo sport, altrimenti, per poter auspicare di raggiungere una fase finale di un europeo o un mondiale dobbiamo sperare in un sorteggio con Malta e lussemburgo……….I professori di educazione fisica si rifiutano di fare pallamano nelle scuole? Allora «incentiviamo» con un contributo federale la loro volontà, soprattutto nelle zone dove la pallamano è seguitissima.I soldi mancano, ma se spendiamo di meno in tecnici stranieri superpegati che non possonop fare miracoli (Zupo docet) , a questo punto 150 – 200 mila euro all’anno destiniamoli a tecnici disposti a fare i gruppi sportivi pomeridiani nelle scuole elementari e medie……….

  2. Marco Trespidi 19 gennaio 2010 alle 16:32 · Rispondi

    Professionista vuol dire rispettare le regole non scritte dell’etica professionale, che non si misura parametrandola sui risultati ottenuti o sui soldi guadagnati. Un allenatore PROFESSIONISTA non getterà MAI la colpa sui suoi atleti o su chi lo paga per giustificare una gara come quella contro la Grecia. In un team ci sono responsabilità precise, sfuggire alle proprie significa tanta cose, di certo non essere PROFESSIONISTA. Se tu avessi fatto lo stesso al suo posto, mi dispiace perchè ti saresti come lui coperto di ridicolo. Sul discorso generale invece condivido in pieno.

  3. Linomito 19 gennaio 2010 alle 16:32 · Rispondi

    Bè visti i risultati credo che oggi come oggi non è detto che col Lussemburgo vinceremmo…

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