Il Bologna alla volta di Kwidzyn tra orgoglio ed il sogno ‘finale’

Prima di salire sul volo che porterà la squadra a Danzica (partenza sabato mattina alle 5) e da lì, in pullman, fino al cuore della Pomerania, a Kwidzyn, Beppe Tedesco, coach del Bologna United, fa il punto della situazione.

Domenica, alle 17,30, la Carisbo, anche in questo casa affiancata dal marchio portafortuna Plenty Market, giocherà la seconda gara della semifinale di Challenge Cup. Per giungere in semifinale i rossoblù devono vincere, dopo il 24 a 24 di domenica scorsa, al PalaSavena.

L’United recupera Kazic, mette nei quattordici Pesaresi e spera di recuperare Isailovic (sacrificato il giovane Fantuzzi, da applausi nella trasferta di Casarano).

“Sono molto orgoglioso – dice Beppe Tedescodi quello che abbiamo fatto. Orgoglioso che la mia società in questo momento abbia l’opportunità di rappresentare l’Italia, orgoglioso del fatto che la federazione ci abbia fatto sentire tutto il suo calore. Al PalaSavena c’era il presidente Francesco Purromuto, c’erano alcuni consiglieri: siamo stati felici della loro presenza perché sentivamo di rappresentare, in quel momento, la pallamano italiana. Lo abbiamo fatto con un progetto che, da alcuni anni, cerca di dare il massimo spazio ai giocatori italiani. Crediamo che questo, anche alla luce delle ultime decisioni prese dalla federazione, possa servire da punto di partenza. Si può andare lontano investendo anche nei giocatori di casa nostra. Utile a noi, al movimento di Bologna e di tutta l’Italia”.

Negli occhi di Beppe Tedesco passano gli spettatori di gara uno. “Per noi è un sogno. Un sogno ripensando ai progetti che avevamo fatto più di dieci anni fa, quando Hc e Gymnasium si misero insieme per portare avanti l’idea United. C’era tanta gente, c’era tanta gente che veniva fuori da Bologna”.

Orgoglioso Tedesco, anche se la squadra è uscita in semifinale dal campionato tricolore. “Ci sarebbe piaciuto ripetere l’esperienza del 2007 quando, per la prima volta, conquistammo la finale scudetto. Ci siamo andati vicini, siamo usciti, credo, a testa alta. Perché abbiamo giocato alla pari, fino alla fine, con una formazione come il Casarano, brava ed esperta. Abbiamo commesso qualche errore di gioventù. E forse abbiamo sbagliato la ghiotta occasione in gara uno quando, a pochi minuti dalla fine, abbiamo avuto tra le mani il pallone per chiudere il match. Non siamo stati abbastanza determinati e cattivi, sportivamente parlando. Abbiamo sbagliato ma credo che questa esperienza maturata ci possa servire per il futuro. Aver giocato alla pari con Casarano è un aspetto dal quale ripartire per il domani, per la prossima stagione. Speriamo che l’opportunità si ripeta, evitando di commettere, magari, la stessa ingenuità. Ma alla vigilia di questa sfida di Challenge Cup non posso che essere orgoglioso del lavoro della mia società e dello spirito e del carattere di un gruppo che, durante l’anno, è cresciuto”.

E che domani, aggiungiamo noi, proverà a riscrivere la storia. Anche se non sarà facile. Quasi impossibile, ma l’United vuole provarci.

di Alessandro Gallo
[Foto: Gianni Schicchi – BolognaHandball.it]

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