Vincendo 27-24 contro i Rumeni del CSU Suceava, l’Handball Esch è la prima squadra lussemburghese della storia ad arrivare in finale di una competizione europea. 
La squadra allenata da Werner Klöckner ha compiuto una vera e propria impresa, sulla quale quasi nessuno avrebbe scommesso all’inizio della stagione. Dopo la partita di andata persa 23-21, tutto l’ambiente della pallamano lussemburghese credeva nell’impresa, come dimostra il fatto che tutti gli 850 posti dello Centre Omnisports H. Schmitz erano occupati da tifosi entusiasti.
Chiuso il primo tempo in svantaggio di una rete (13-14) i padroni di casa hanno cambiato marcia nella ripresa, trascinati dagli 11 gol del terzino Martin Muller (classe 1988, lussemburghese). Il finale è al cardiopalma perchè, superata quota 22, al Suceava basta anche perdere di 2 in virtù del maggior numero di reti segnate in trasferta. Ma proprio a fil di sirena è il pivot Wouter Sas (opure lui classe 1988) a mettere a segno la rete più importante nella storia della pallamano del piccolo paese del nord europa.
Probabilmente contro la corazzata Ska Minsk (che ha eliminato tra gli altri il Pressano e che in semifinale ha regolato i Norvegesi del Runar, con 17 reti (nel doppio confronto) del solito, travolgente Barys Pukhouski, l’Esch dovrà compiere un vero e proprio miracolo per vincere il trofeo, ma per il momento resta un traguardo importantissimo per un movimento che, a dispetto delle piccole dimensioni dello stato del Lussemburgo, sta compiendo veri e propri passi da gigante.
Qui una sintesi (con audio del palazzetto) della semifinale di ritorno nella quale i lussemburghesi hanno ribaltato il risultato dell’andata che li aveva visti sconfitti 23-21.