Terminati i Giochi del Mediterraneo, è tempo di analizzare le prove delle due nazionali italiane. Settimo posto, fallimentare viste le attese, per gli uomini, ottavo per le ragazze, non al completo per la contemporaneità dello splendido Europeo di beach handball, che ha visto trionfare le azzurre.
L’analisi che andremo a fare è numerica. Partiamo dagli uomini: due vittorie e quattro sconfitte. 168 i gol fatti, bottino rimpinguato dalla goleada all’Albania nella finale per il settimo posto, mentre sono 119 quelli subiti dalla coppia Fovio – Sirsi. Miglior marcatore è stato Adriano Di Maggio con 22 reti, tredicesimo del torneo. La maggior parte è arrivata dai sette metri, mentre la percentuale dall’ala poteva essere certamente migliore. L’ala conversanese si conferma il bomber dell’Italia targata Zupo con 53 gol segnati in 16 partite. La miglior percentuale di realizzazione è del pivot Umberto Giannoccaro: 86% grazie a 12 gol su 14 tiri tentati. La mente della squadra non poteva non essere l’uomo assist: sei quelli di capitan Alessandro Tarafino, ottavo nella classifica generale.
In difesa si è ben comportato il neoacquisto del Bologna, Volpi con sei palle rubate, due a partita di media; Opalic e Tokic hanno fatto valere la loro stazza per quattro muri a testa, mentre lo stesso terzino del Trieste è l’italiano più cattivo: tre ammonizioni, sei sospensioni ed una squalifica. Paolo Sirsi è per percentuale di parate – 48% – il miglior portiere del torneo.
Una sola vittoria per le ragazze allenate da Boris Cuk, a fronte di quattro sconfitte. 129 le reti segnate, 191 quelle subite. Cannoniere italiana è stata Marcela Popescu: 34 gol, quarto posto nel torneo ed un’ottima prova dalla linea dei sette metri con 15 gol su 16 tentativi. Le più precise al tiro sono state Valentina Giallongo – 67% – e Giorgia Di Fazzio – 65%. La pivot siciliana è stata la più cattiva fra le italiane, ricevendo sei sospensioni ed una squalifica. Sulla stessa onda la coppia Carini – Morreale tra i pali: 19% di parate per la prima, 20% per la seconda.
di Sergio Palazzi
Mi scuso con il capitano e con la squadra x quello che ho detto, sono profondamente pentito…Il mio è stato uno sfogo dettato dalla delusione x questi risultati…La verità è che tutti i giocatori fanno il possibile per onorare le maglia azzurra e meritano solo rispetto…Sono le fondamenta del movimento ad essere fragili…Chiedo scusa…continuerò a tifarmi con entusiasmo, SEMPRE