Filippo Spadaro, 44 anni, di professione dottore commercialista con la “malattia” della pallamano, inizia la sua avventura da dirigente del sodalizio nel lontano 1990, dopo aver fatto esperienze significative come giocatore e tecnico della maggiore società della città dello Stretto. Sotto la sua presidenza, la società ha vinto praticamente tutto a livello giovanile (anche il tricolore nel 2001), mentre con la prima squadra oramai da qualche anno si è stabilmente inserita tra le migliori otto della massima serie nazionale.
Per fugare i dubbi sull’eventuale presenza dell’Handball Club Messana nella prossima stagione sportiva ci ha pensato proprio lui, il “patron” che nonostante le difficoltà di una disciplina che a Messina non riesce a decollare per la mancanza di aiuti economici da parte di Enti e privati ha deciso di iscrivere la squadra al campionato di serie A1 femminile.
Una decisione sofferta per il massimo dirigente siciliano che in un certo momento aveva quasi deciso di chiudere i battenti dopo ben 20 anni di attività federale. Ed invece la grande passione per questo sport e la speranza di poter finalmente avere l’attenzione che merita questo sodalizio (l’unico in Sicilia a disputare un campionato di pallamano di massima serie) ha portato il dott. Spadaro a decidere di non gettare al vento anni di sacrifici.
D: Quali sono gli obiettivi stagionali e quale il bilancio della stagione appena passata?
R: “Gli obiettivi sono quelli di una società che vuole puntare a conseguire risultati importanti soprattutto in prospettiva – esordisce il dott. Spadaro – innanzi tutto valorizzando i talenti locali che devono dimostrare di poter giocare con sicurezza anche nella massima serie. Per quel che riguarda la stagione scorsa sono abbastanza soddisfatto dei risultati conseguiti sul campo con il 2° posto al Trophy di Lignano, la semifinale di Coppa Italia conquistata a Sassari ai danni del Vigasio, mentre in campionato siamo stati particolarmente sfortunati e per una sola rete abbiamo fallito la qualificazione alle semifinali scudetto. Risulta evidente a tutti che senza gli infortuni di atlete del calibro di Miladinovic, Giallongo e La Versa oggi staremmo commentando un risultato ben diverso”.
D: Aspetti positivi tanti e qualche neo da evidenziare?
R: “Alle ragazze e allo staff tecnico sinceramente non ho assolutamente nulla da rimproverare e credo abbiano fatto fin qui tutti il loro dovere con grande professionalità. Quello che invece lamento è la mancanza di attenzione verso la nostra società da parte delle Istituzioni (Comune e Provincia) che mentre in altre realtà sostengono a dovere società anche di livello notevolmente inferiore a Messina, invece, l’apporto è quasi nullo. Per non parlare delle difficoltà con il nostro impianto del San Filippo struttura mastodontica utilizzata per troppe cose (chiaro il riferimento a spettacoli, concerti e manifestazioni di tutti i tipi) tranne che per una seria attività sportiva”.
D: E quindi cosa succederà quest’anno e dove giocherà la Messana?
R: “Mi auguro sinceramente che il Sindaco della nostra città Buzzanca, a cui ho già avuto modo di spiegare la situazione, possa veramente dare un segnale di discontinuità con il passato e accorgersi che a Messina c’è chi riesce a fare sport di alto livello anche in condizioni quasi proibitive. Qui non si parla solo di sostegno economico che le nostre ragazze e questo club merita, ma di avere a disposizione un impianto sportivo degno di tale nome dove poter svolgere tranquillamente la nostra attività e con la prima squadra e con le nostre squadre giovanili che tengono impegnate una quarantina di ragazzine appartenenti a fasce d’età diverse che vanno dai 12 ai 18 anni”.
D: Circola in maniera insistente una voce che potrebbe vedere la Messana addirittura svolgere la propria attività fuori dalla città corrisponde al vero?
R: “E’ chiaro che se non arriveranno le giuste risposte abbiamo la possibilità concreta di spostare la squadra in provincia con almeno due sindaci pronti ad accogliere questa realtà di serie A1 a braccia aperte. Ma segnali importanti sono venuti anche dai “cugini” calabresi che sarebbero ben lieti di avere in città una squadra femminile di massima serie e dopo i successi della pallamano a livello maschile (con diversi atleti e il tecnico originari e residenti proprio a Messina) non è affatto da escludere questa ulteriore ipotesi”.
D: Sul fronte squadra come vi state organizzando? Le voci di mercato in alcune piazze impazzano cosa succederà invece nella Messana?
R: “Tutto ovviamente dipenderà dagli aiuti economici che verranno e dal sostegno che avremo dai nostri sponsor alcuni dei quali sono al nostro fianco da diversi anni. Il confronto purtroppo con altre realtà che gestiscono bilanci per tre o quattro volte superiori al nostro non si pone affatto. La nostra società quello che gestisce cerca di farlo in maniera sapiente senza fare promesse che poi non potranno essere mantenute. A livello tecnico ci siamo già incontrati con il tecnico il prof. Cardaci per vedere di allestire una rosa che regali soddisfazioni anche quest’anno. Qualche ragazza smetterà di giocare, qualche altra, magari, sarà tentata da nuove avventure sportive ma lo spirito della Messana continuerà ad esserci e credo di essere in grado di poter allestire una buona rosa che possa risultare competitiva contro le solite Salerno, Sassari, Bancole e Teramo che disponendo di bilanci molto più elevati hanno possibilità di acquisto completamente diverse dalle nostre. In ogni caso siamo già in movimento e con lo staff tecnico sapremo portare le atlete giuste per una società che vuole rimanere tra le grandi”.
D: Una considerazione finale, presidente.
R: “Quello che posso dire è che in tutti noi c’è la voglia di continuare a far bene, ma abbiamo bisogno di risposte concrete e solo le Istituzioni possono sostenerci (non parlo solo dal punto di vista economico) in questa ennesima avventura di serie A1 che vedrà l’Handball Club Messana unica realtà cittadina partecipante ad un campionato nazionale di massima serie”.
Ufficio Stampa HC Messana
ma la regione a statuto autonomo non dovrebbe dare una grossa mano?? alle squadre sarde lo da.
Al limite, a statuto speciale…
Questa storia è vecchia……. AGGIORNATEVI …. NON… E DICO ….NON….. è più cosi’………..
… Oramai da diversi anni la Regione Sicilia ha sensibilmente ridotto i contributi sportivi alle società di massima serie che corrispondono a circa 40.000 euro (così si spiega la scomparsa di società al femminile importanti nel panorama nazionale come Eos Siracusa, Cus Messina, Venus Marsala, Puntese etc.).
In ogni caso non vi è mai stato alcun tipo di paragone rispetto alla Regione Sardegna i cui contributi riuscirebbero a coprire di gran lunga l’intero bilancio di una qualsiasi società siciliana di massima serie.
Il movimento a livello giovanile (maschile e femminile) resta tra i più importanti e numerosi d’Italia, ma per fare pallamano ad alti livelli non basta l’impegno e l’entusiasmo e vista la cronica assenza di sponsor chi resta ancora ai vertici lo fa veramente solo per l’immensa passione per questa bistrattata disciplina.
IN Sicilia non più da diversi anni , i contributi sono irrisori rispetto alle spese
40.000 euro di contributo non mi sembrano poi così pochini … ( ma quanto erano ai bei tempi ????!!!!! )
Buona pallamano
Lukebas
Centinaia di migliaia di euro , e sono pochi considerando che le spese sono esageratamente superiori
Dai Marco non esagerare con centinaia di migliaia di euro…
Erano circa 80.000 euro i contributi della Regione, ma solo per le società di massima serie (sensibilmente ridotti per le società di A2)…
Certo che con gli attuali 40.000 euro e senza tante possibilità di sponsor (come in altre regioni) si copre, forse, le sole spese di trasferta. E per tutto il resto???
Facile fare pallamano quando hai la possibilità di spendere e spandere acquistando di tutto e di più…