Elite, cambiamenti e stranieri: parla Malavasi

- Scritto il 5 febbraio 2010 -

Com’è noto, è prevista per la mattinata di domenica la consulta delle società, presso il Palazzo delle Federazioni, a Roma, dove le società italiane, maschili e femminili, si confronteranno con i vertici federali per discutere della prossima riorganizzazione dei campionati.

Se in ambito femminile interessi e società sembrano poter garantire una relativa tranquillità, non si può certo dire lo stesso dell’handball maschile, dove sarebbero due le possibili strade per porre in essere i cambiamenti, a partire dalla prossima stagione.

MASSIMA SERIE A 20 SQUADRE, DIVISA IN DUE GIRONI
La proposta, legata soprattutto ad un accordo tra le società del Nord Italia, prevederebbe l’unione dell’attuale Serie A Elite e della Serie A1 Maschile, per un totale di venti squadre.

Con l’obiettivo di ridurre in qualche modo i costi legati alle trasferte, si sarebbe proposta una suddivisione delle venti squadre in due gironi, ovviamente formati da dieci compagini ciascuno.

MASSIMA SERIE A DODICI SQUADRE, GIRONE UNICO
Al momento questa sembra la proposta più accreditata, poichè legata alla volontà di mantenere il girone unico nel massimo campionato.

Rimane da verificare come verrà affrontato il discorso di promozioni dalla Serie A1, e retrocessioni dalla Serie A Elite. L’ipotesi sarebbe quella di promuovere in prima serie le prime quattro compagini dell’A1, mentre la retrocessione potrebbe essere gestita mediante uno spareggio tra la quinta classificata nella seconda serie, e l’ottava della Serie A Elite.

CAPITOLO STRANIERI
Come se non bastassero due fronti sulla formula dei prossimi campionati, la frattura, stando alle ultime indiscrezioni, potrebbe essersi creata anche nel discorso legato al numero di stranieri schierabili.

Sembrava unanime la volontà di portare il numero dei giocatori di nazionalità estera dai quattro attuali ad almeno due, con un conseguente abbassamento dei costi, un maggior spazio per gli italiani, e soprattutto una più facile integrazione delle squadre promosse in Elite, con quelle già presenti.

Al contrario, gli sviluppi odierni sembrerebbero lanciare messaggi ben differenti: il numero di stranieri dovrebbe rimanere invariato, a fronte di alcune richieste mirate addirittura ad innalzare il numero di atleti esteri iscrivibili a referto.

MALAVASI NON CI STA: “NON SARO’ A ROMA, MI SONO STANCATO”
Un’indiscrezione, quella riguardante il numero degli stranieri, che ha fatto arrabbiare chi, come Federico Malavasi, dirigente del Gammadue Secchia, vedeva nella riduzione un metodo, assieme alla formazione di un Elite a due gironi da dieci squadre almeno per il primo anno, per abbassare i costi.

E invece “non ci sarà sostanzialmente alcuna modifica, ma solo un rimpasto degli attuali campionati”, esordisce il dirigente su PallamanoItalia. “Negli anni scorsi abbiamo registrato le defezioni di Brixen, Trieste, Merano, mentre quest’anno stiamo disputando un campionato ad otto squadre solo per la grazia concessaci dall’Ancona, che ha accettato il ripescaggio, altrimenti avremmo avuto una prima serie zoppa”, spiega Malavasi.

“Un campionato a venti squadre, con due gironi e meno stranieri, farebbe comodo quasi a tutti, perchè – continua – permetterebbe una migliore integrazione tra le squadre di Elite ed A1. Ma evidentemente alcuni fanno altre scelte, ingaggiando gli stranieri, per poi non pagarli”.

Il discorso del direttore generale emiliano si ricollega direttamente all’articolo pubblicato da PallamanoItalia alcuni giorni or sono, e riguardante la sentenza dell’Arbitrato, in merito agli stipendi dovuti ad Alessandro Tarafino, Rok Ivancic e Ljubo Kovacevic, ritenuti parte lesa nel contenzioso.

“Io che ho appena pagato la mensilità dei miei atleti – prosegue Malavasi – vedo la fatica che si fa, e mi rendo conto di come la riduzione del numero di stranieri permetterebbe un abbassamento dei costi. E’ ora di finirla: nel tentativo di formare la Lega, io e Angelo Dicarolo, presidente dello Junior Fasano, avevamo proposto di depositare i contratti dei nostri atleti, con tanto di liberatorie firmate. Non so quanti, però, sarebbero pronti ad affrontare questo discorso…”.

Tornando alla Serie A Elite “ho tre dati oggettivi per sottolinearne il fallimento: i mancati miglioramenti in ambito internazionale, la sempre minima visibilità della pallamano sui media nazionali e locali, ed il numero di spettatori presenti nei palazzetti”, è il commento del dirigente del Gammadue.

“Cercare i colpevoli ormai non serve a nulla: dobbiamo guardare avanti, renderci conto di rappresentare l’ultimo degli sport di squadra italiani, allenarci di più, abbassare i costi. La situazione attuale dovrebbe costituire un campanello d’allarme, e invece continuiamo a fregarcene”.

E in conclusione, ricollegandosi al capitolo stranieri: “Così non ha senso andare avanti. E non mi riferisco a Roma, bensì a noi società dell’Elite, incapaci di trovarci d’accordo nella formazione di una Lega, la cui costituzione era stata più volte richiesta dalla Figh”.

“A questo punto – termina Malavasi – ognuno si regolerà di conseguenza: con il mantenimento degli stranieri, ognuno ne ingaggerà quanti potrà, e vorrà dire che le partite termineranno 40 a 2. Ma io a Roma non ci sarò, pur  avendo sempre presenziato alle scorse riunioni, dove ho evidentemente sprecato fiato, tempo e denaro. Mi sono stancato”.

di Matteo Aldamonte

L'Autore dell'articolo

Blogger, giornalista e copywriter. Oltre ad essere co-fondatore di PallamanoItalia, è Responsabile Editoriale del Network GT e co-fondatore del Network Ciak. Opera come giornalista freelance presso testate giornalistiche locali e nazionali.

36 Commenti in "Elite, cambiamenti e stranieri: parla Malavasi"

  1. Luca Basile 13 febbraio 2010 alle 18:54 · Rispondi

    Io ho un’idea “provocatoria”: le società possono tesserare e schierare in campo un numero ILLIMITATO di stranieri ad una sola condizione: per ogni straniero tesserato vanno contemporaneamente tesserati almeno 15 atleti under 14 ed iscritta una squadra al relativo campionato di categoria. Ovviamente, per evitare i soliti furbetti, se la squadra U14 non partecipa al campionato o si ritira strada facendo il giocatore straniero ad essa collegato non può più essere iscritto a referto e tutte le gare da lui già disputate vengono perse 5-0 a tavolino.
    Lukebas
    Buona pallamano a tutti

  2. marco 14 febbraio 2010 alle 22:06 · Rispondi

    Perchè non mettere una pesante tassa supplementare per ogni straniero o finto italiano tesserato? ovviamente le maggiori entrate andrebbero a diminuire o azzerare i costi dei campionati giovanili. Chi si può permettere uno straniero deve anche contribuire allo sviluppo della pallamano in italia

  3. Stone 20 febbraio 2010 alle 00:41 · Rispondi

    Perché non permettere SOLO 2 (massimo 3) non convocabili in nazionale a referto?
    È veramente così difficile?

  4. Linomito 21 febbraio 2010 alle 08:06 · Rispondi

    L’una o l’altra basta che si faccia piazza pulita di questi mendicanti della pallamano e si tornino a produrre GIOCATORI

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