C’era una volta l’Italia, quella della pallamano. Quella che giocava i Mondiali in Giappone, e che provava a pensare ad un futuro roseo nell’universo internazionale. E ce n’è un’altra, nata appena dopo, caratterizzata da una triste parabola discendente, fatta di errori, valutazioni sbagliate, provincialismo e professionismo mancato, che quell’universo internazionale potrà, almeno sino al 2012, solamente guardarlo.
Quest’ultima è l’Italia che tocca il fondo, viene eliminata anche dalle pre-qualificazioni ad Euro 2012, e rimane fuori dalle attività internazionali sino a quegli stessi Campionati Europei. In apparenza, il decreto risulta sancito dal campo: troppo facile, però. Perchè gli azzurri, quelli che rispondono alla chiamata e si ‘imbarcano’ per l’avventura in terra georgiana, meritano più d’un applauso. Si dimostrano gruppo fantastico, compatto, unito ed attaccato all’azzurro anche oggi che le cose vanno davvero male.
E allora, il responso, no, non lo sancisce il campo. A farlo ci hanno pensato, negli anni e come si diceva in precedenza, una gestione fallimentare a livello complessivo. Perchè puntare dita per cadere sempre nel medesimo discorso? No. L’Italia, squadra rappresentante della Federazione e composta dagli atleti delle società italiane, esce dal panorama nazionale. Demerito di tutti, insomma. Nessuno escluso.
‘Reset’ sarebbe, probabilmente, la soluzione ideale. Ma forse anche la più semplice da suggerire in un momento difficile come questo. E’ il momento, allora, dei progetti da varare, esaminare, approvare. E’ il momento delle proposte concrete, perchè quello delle critiche, delle riunioni semi-deserte, dei litigi e dei campanilismi, ha portato - lo ripetiamo - ad un’Italia fuori dalle attività internazionali sino al 2012.
Nel frattempo, gli azzurri tornano a ca
sa. A loro, ancora una volta, un grande applauso. E l’augurio di essere ancora lì, tra due anni, con la stessa maglia azzurra, a competere per qualche qualificazione vera, reale e degna di tal nome. Perchè per salvare la pallamano italiana dal baratro un 40×20, l’impegno e le qualità tecniche affinate tutte insieme in poco tempo, non bastano. E se loro, gli azzurri - a dispetto di alcune opinioni - ce l’avessero fatta a salvare la pallamano del Belpaese, avremmo dovuto davvero chiamarli ‘eroi’. Comunque bravi, loro. Solamente loro.
di Matteo Aldamonte













65 Commenti in "I dubbi della povera Pallamano italiana…"
la moria delle società prelude il suono delle campane a morto per la federazione. presidente, prima che sia troppo tardi chiedi aiuto o dà le dimissioni per il bene di tutto il movimento. te ne saremo grati . forse ancora qualcosa si può fare.