La Norvegia ha vinto il suo terzo Campionato Europeo consecutivo, piegando una tenace Spagna per 34-21. Si chiude quindi per le Scandinave un anno indimenticabile, con la ciliegina sulla torta dopo il trionfo pechinese. Questa squadra sembra davvero imbattibile. A livello europeo non si scrutano all’orizzonte delle rivali credibili e nel panorama mondiale forse la sola vera avversaria è la Corea del Sud.
La finale odierna è stata in equilibrio solo nel primo tempo. La Spagna ha utilizzato la stessa tattica delle precedenti partite, ovvero grandissima pressione difensiva e ripartenze veloci. Le Iberiche sono partite fortissimo, andando addirittura in vantaggio per 8-5 dopo 10 minuti. I proverbiali attacchi della Norvegia erano lenti e prevedibili, sembrava quindi profilarsi l’inimmaginabile. Le Scandinave, però, hanno reagito grazie alla classe immensa di Kristine Lunde, nominata miglior giocatrice del torneo. All’intervallo Norvegia avanti di uno, 13-12. Nella seconda frazione cominciava un’altra partita. Le Campionesse Olimpiche mettevano sul campo tutta la loro potenza e per la Spagna era notte fonda. Sotto le bordate di Nostvod e Riegelhuth, capocannoniere degli Europei con la bellezza di 51 gol, la Norvegia scappava immediatamente sul 17-12, annichilendo le Spagnole. Sulle ali dell’entusiasmo, ormai sciolte dalla pressione della vittoria obbligata, le Scandinave davano sfoggio di un gioco armonioso e più che godibile a vedersi, impossibile da arginare. Il vantaggio è cresciuto minuto dopo minuto. La Spagna si è spenta lentamente, palesando una differenza tecnica con le avversarie davvero abissale. Il 34-21 finale rispecchia la reale differenza di valori che esiste tra le due Nazionali. Nella Norvegia, oltre alla già ricordata Lunde, ottima la Larsen con 6 reti. Spagnole sottotono, con Mangue Gonzales miglior realizzatrice di squadra con sole 4 reti.
La Norvegia negli ultimi anni ha instaurato in Europa e nel Mondo un autentico dominio, che sembra destinato a durare ancora per molto tempo, data l’età media intorno ai 24 anni della squadra. La supremazia sulle altre Nazionali è determinata principalmente dall’aspetto atletico: le Scandinave sono tutte molto alte e potenti, caratteristiche determinanti nell’handball moderno. La Spagna da parte sua si consola con un argento insperato alla vigilia, conquistato grazie alla coesione di un gruppo composto da un mix di veterane e giovani promesse. Nei prossimi anni avrà l’arduo compito di ripetersi e già ai mondiali in Cina del 2009 dovrà dare importanti conferme. Il dubbio in effetti resta: è stato un magnifico exploit fine a sè stesso o l’inizio di un ciclo importante?
Quel che è certo è che la pallamano femminile ha un solo padrone incontrastato: la Norvegia.
Finale 3°-4° posto
Russia-Germania 24-21
Finale 1°-2°posto
Norvegia-Spagna 34-21
Premi individuali alle giocatrici:
Mvp(most valuable player): Kristine Lunde(NOR)
Best Defence Player: Nadezda Muravyeva(RUS)
Top scorer: Kristin Riegelhuth(NOR) 51 goals
di Federico Militello